Il mio capo mi scoprì. Cap.9

Scritto da , il 2022-04-12, genere trans

Completamente nuda la segui mi sentivo ridicola ma eccitata anche se il mio cazzo non riusciva ad alzarsi perché bloccato, ritornammo nella stanza precedente ma questa volta sopra al lettino c’erano diverse cose intimo, calze, parrucca, abito e scarpe.
Lei: “Bene iniziamo a mettere le calze”, prese le calze e me le porse.
Mi vergognavo ma ormai ero un automa.
Presi le calze nere autoreggenti con dietro la riga e le infilai, mi vergognavo perché era la prima volta che lo facevo davanti ad una donna ma lei mi aveva trasformato in Katia e quindi non potevo certo vergognarmi.
Sentivo le calze scivolare sulle mie gambe lisce una sensazione stupenda l’eccitazione era al massimo poi mi diede un reggicalze nero di pizzo alto.
Lei: “Bene ora infila questo ed aggancia le calze Katia”
Ormai il mio nome era Katia, quindi indossai il reggicalze, lo agganciai alle calze, poi prese delle mutandine nere con pizzo davanti e trasparenti dietro sempre nere e feci la stessa cosa indossandorle.
Lei: “Ora ci mettiamo il reggiseno ma qui ti devo preparare io” quindi prese il reggiseno me lo agganciò dietro e poi mi fece indossare le spalline, mise le mie nuove tette dentro le coppe.
Lei: “Bene, bene abbiamo fatto un ottimo lavoro però aspetta che diamo una piccola rifinitura”, preso un pennello, lo passo in una s**tolina dove credo ci fosse stata un po’ di terra color carne poi le lo passo sopra le tette ed il solco che aveva fatto.
Lei: “Ora indossa la parrucca in modo che ti sistemo”.
Presi la parrucca e la indossai erano capelli color rame lunghi fino alle spalle, lei si mise davanti a me ed inizio con una spazzola a pettinarmi, a toccarmi fino a quando dopo circa cinque minuti disse.
Lei: “Bene mi sembra che ora sia perfetta, Ora non ti resta che indossare il vestito e le scarpe”.
Prese il vestito e me lo diede.
Era un vestito con apertura a portafoglio con la cintura che si legava in un lato di colore nero maniche lunghe. Lo presi e lo indossai, lei prese la cintura e fece un nodo sul fianco con un fiocco mi arrivava alle ginocchia, poi si mise davanti e mi sistemo il seno poi mi disse.
Lei: “Ora indossa le scarpe”.
Erano bellissime, il mio numero nere con tacco dodici chiuse davanti con una cinghia dietro sembravano fatte proprio per me.
Lei: “Katia sei perfetta e bellissima ora vediamo come cammini, prendi la borsetta ed inizia a camminare”
Presi la borsetta e cercai di camminare nel modo più femminile che potessi.
Lei” Sei brava ma cerca di tenere il culetto alto e di ancheggiare di più”.
Provai a tenere indietro la pancia ed alzare il culetto e di ancheggiare di più.
Lei: “Brava, molto ma molto meglio, sai noi donne ami faci guardare ed essere desiderate perciò devi essere sensuale ma non volgare, riprova”
Rifeci la stessa cosa cercando di essere il più sensuale possibile senza cadere nella volgarità.
Lei: “Brava Katia vedi che sei veramente brava ora ti porto lo specchio e vedrai non ti riconoscerei”.
Prese uno specchio e me lo porse.
S aveva ragione non ero più un uomo ma una bellissima creatura sexy e fantastica……..

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