Dominazione gay - Padrone inatteso

Scritto da , il 2022-04-02, genere dominazione

Non era la prima volta che incontravo quell’ uomo per fare sesso, ma quel giorno …. Quel giorno arrivai a casa sua mi fece entrare, mi offri da bere e parlammo un po’ come i due incontri precedenti, solo che lui era più nervoso, dopo un quarto d’ora mi disse che voleva fare qualcosa di nuovo e anche in un altro posto, io gli chiesi di cosa si trattasse e lui mi rispose che voleva provare con me del Bondage, a me l’idea era sempre piaciuta e lo trovavo molto eccitante pur non avendolo mai provato, così accettai. Mi mise una benda nera, mi tolse la maglia lasciandomi solo quella a maniche corte, poi mi mise manette e morso in bocca mi disse che saremo andati in cantina. Il tragitto fu strano, mi indicava con attenzione tutti i gradini e mi indirizzava nella giusta direzione. Arrivati a destinazione mi prese le braccia e le legò sopra la testa e tirò fino a farmi rimanere ben teso e quasi in punta di piedi, poi mi sussurrò all’orecchio che ero pronto per vedere la mia sorpresa così mi tolse la benda, davanti a me c’erano tre uomini seduti su di un vecchio divano e di fronte a loro un tavolino, io mi guardai attorno impaurito guardai sopra di me e vidi che ero legato con una grossa corda al soffitto guardai l’uomo e feci di no con la testa per implorarlo di smettere li il gioco perché non potevo parlare per via del morso. Mi spiegò le regole, gli uomini non potevano toccarmi dovevano solo stare seduti, guardare e fare una proposta su cosa farmi e fare un’offerta in denaro poi lui avrebbe deciso se mi avrebbe fatto oppure no quello che avevano proposto, poi mi disse che lui ora era il mio padrone e che non importava quello che io volevo o no ma quello che contava era il suo volere. Avvicinò una cassa di legno piena di accessori e attrezzi da li prese un coltello di quelli da caccia molto affilato, mi abbassò i pantaloni fino alle caviglie e li sfilò, mi fece scorrere la lama sulla faccia poi giù sulla maglietta fino agli slip, li si fermo e inizio a spingerlo un po’ sulle palle per farmelo sentire poi prese gli slip e mi fece dei taglietti davanti e dietro e così anche sulla maglietta, uno di loro disse, si inizia a vedere le sue parti intime perché non ce le mostri!? Offro 20 euro e li butto sul tavolo, il padrone mi prese la maglia e me la strappo con l’aiuto del coltello , ecco disse se volete vedere il resto voglio di più, un altro uomo buttò altri 30 euro, il padrone si avvicinò e mi strappo anche gli slip, ecco ero lì esibito davanti a tre uomini nudo ed imbarazzato, poi prese un attrezzo tipo una piastra per capelli ma con la punta in vetro e lo collegò alla presa elettrica (in seguito scoprii che era un Violet Wand), si giro verso i tre uomini e disse questo è gratis, mi avvicino la punta di vetro ad un capezzolo e sentii una scossa, saltai dal dolore, lui iniziò a fare così per tutto il corpo anche sui testicoli e cazzo, io mi dimenavo e cercavo di urlare ma era inutile perché le grida erano soffocate dal morso, poi prese un cavo elettrico di quelli rosso/nero che si usano per gli altoparlanti, divise i due colori per circa trenta centimetri facendo sembrare il cavo ad una lingua biforcuta di un serpente e disse per questo quanto mi date? Uno offri 50, il padrone mi guardo negli occhi e mi disse “secondo te vale la pena per 50 euro?” io restai impietrito, non feci nessun segno di approvazione né di rifiuto, mi girò attorno e mi andò alle spalle, passò qualche minuto poi sentii il sibilo del frustino e un gran dolore sul sedere continuò così per alcuni minuti con intervalli, a volte sentivo il sibilo e mi preparavo irrigidendomi ma non succedeva niente altre arrivava il dolore, forte e acuto seguito da un bruciore, sentivo il desiderio di massaggiarmi i glutei con le mani per attenuare la sofferenza ma non potevo fare niente, infatti riuscivo solo a muovermi a destra e a sinistra sulle punte dei piedi, un uomo disse “guardate come si dimena, si vede che sta soffrendo!” il padrone replicò “eh sì! Volete vedere i segni che gli ho lasciato?”, “certo!” esclamarono in coro “ma quanto ci costa?” chiese uno dei tre “tranquilli vi do l’incentivo per continuare, questo è gratis, sono un Padrone buono!” mentre lo diceva mi girò facendo vedere il mio sedere ai tre che con diverse esclamazioni del tipo “cazzo! Ci hai dato dentro” o “wow che segni viola!” mi fecero capire che il dolore subito si stava manifestando visibilmente sulla mia pelle, uno dei tre disse “meno male che sei un Padrone buono!”, Il Padrone scoppio a ridere di gusto compiaciuto mentre si chinava nel baule dove prese una piccola valigetta la posò sul tavolino e la aprì, al suo interno c’era una scatoletta con tre potenziometri, degli elettrodi simili a quelli degli elettrostimolatori e dei cavi, una specie di ovulo di metallo con un cavo e un anello anch’esso con cavo, mi mise un anello sul pene e due elettrodi adesivi sui testicoli, prese l’ovulo metallico e del gel, ne mise un po' sull’ovulo e un po' sull’ano poi me lo spinse dentro tutto ed entrò con il dito per spingerlo più su che poteva, collegò tutto ad una centralina e la mise sul tavolo davanti ai tre uomini, dicendo che avrebbero potuto giocare con me, il primo mise 20 euro ma il padrone rifiutò dicendo che forse non avevano capito bene, e spiegò, “ci sono tre controlli sulla centralina uno per l’ano uno per i testicoli e uno per il cazzo, voi dovete aumentare gli impulsi e indovinare quello che avete azionato dal mugolio e dai versi di quella vacca lì!” Subito tirarono fuori 50 euro a testa e così il padrone accese la centralina e si fece da parte , subito iniziai a sentire pulsare nel mio buco delle piccole scariche, davano piacere non erano costanti quindi non erano prevedibili, sentivo il buco contrarsi e rilassarsi al ritmo degli impulsi, pian piano l’intensità aumentava fino ad essere doloroso così iniziai a dimenarmi e a cercare di urlare il padrone prese la centralina e la abbassò all’intensità di partenza e chiese all’uomo che cosa mi stesse stimolando l’uomo rispose i testicoli!? “No Sbagliato! passa la centralina” così la passò all’uomo di fianco, quindi iniziò ad aumentare il potenziometro, era la volta dei testicoli una strana sensazione più intensa e acuta, molto dolorosa e molto meno piacevole di prima infatti iniziai a dimenarmi sperando di staccare gli elettrodi, l’uomo disse “testicoli!” “esatto sì! Bravo, dopo hai un giro gratis!” rispose il Padrone, Passò la centralina all’ultimo uomo che già eccitato dallo spettacolo di prima accese immediatamente alla massima intensità, era un dolore terribile potendo mi sarei piegato su me stesso ma non potevo quindi mugolavo e mi muovevo ma era inutile, l’uomo esclamò “l’ano!” “No sbagliato! Ripassa la centralina all’unico che ha indovinato” disse il padrone, l’uomo prese la centralina e vedendo che io stavo soffrendo abbassò un po’ l’intensità finché vide che mi ero calmato, ma poi aumentò anche gli altri due potenziometri, ad un’intensità dolorosa ma accettabile infatti mi dimenavo ma di piacere questa volta, sentire gli impulsi nel mio buco sembrava che qualcuno mi stesse scopando, un pizzicore che mi trafiggeva i testicoli ad intermittenza ed il cazzo che stava diventando duro involontariamente ma sollecitato dalla corrente, le sensazioni erano molte e contrastanti, un misto di piacere e dolore, il cazzo ormai era durissimo, l’ano continuamente sollecitato dalle contrazioni, dopo qualche minuto inizia a sentirmi assalire dal piacere, il cazzo iniziò ad essere al culmine, lo vedevo muoversi al ritmo degli impulsi e sentivo che stavo per avere un orgasmo, sempre di più, non riuscivo a controllarmi, stavo per venire senza toccarmi ma con quelle sensazioni era inevitabile così sentii delle contrazioni dal cazzo, lo guardai e come abbassai lo sguardo vidi partire uno schizzo che arrivò sul tavolino, poi un altro un po’ più corto e ancora un altro, poi altre tre eiaculazioni uscirono scorrendo lungo il cazzo ero esausto ma appagato, l’uomo compiaciuto mi guardò e mi disse “vedi che inizia a piacerti frocetto!” Il Padrone mi tolse tutti gli elettrodi, mi slegò dal soffitto e mi ordino di mettermi sul tavolino a quattro zampe con il culo verso gli ospiti “guardate che bel culo chissà di cosa è capace questo culo!?, io lo so bene, glielo ho aperto per bene” Mise sul tavolo tre oggetti: una mela, una bottiglia di birra e un fallo nero, il primo uomo disse “80 euro per la mela! Voglio vederlo come fa a cagarla fuori!” Il padrone venne davanti il tavolo, prese della crema e la mise sul mio buco mi infilò prima un dito, poi due, poi tre gli sfilò di colpo, spalmò la mela di crema me la mise davanti agli occhi e disse “te la spingo dentro tutta in un colpo!” “si accetto!” disse rivolto all’uomo “ma prima lo dilatiamo un po'”, prese il fallo e lo unse, “dai dateci sotto!” Allungo il braccio e passò il fallo ad uno di loro, “fate un po' a turno, io mi metto comodo a guardare” L’uomo si avvicinò appoggiando la cappella del fallo sul buco, lo strofinava su e giù, poi si fermò e me lo spinse dentro, iniziò ad estrarlo completamente per poi spingerlo dentro del tutto, lo faceva lentamente come se stesse guardando il fallo entrare ed uscire dal buco e infatti era così perché rivolto agli altri disse ”Guardate come lo riceve tranquillamente” un altro si alzò e chiese il fallo, “adesso ti faccio vedere io come si fa” me lo ficcò dentro con un colpo secco e poi continuò a spingere, capii che prima non lo stava mettendo dentro tutto mentre sto tipo si, la sensazione era di sentirlo nello stomaco, lo sfilò un po' e poi con un altro colpo secco tutto su, mi usci un “aahhh!” soffocato dal morso, riprese cosi, con un ritmo frenetico, con l’altra mano mi prese i capelli e mi tirò indietro la testa continuando a scoparmi rabbiosamente con il fallo, non posso negarlo stavo godendo, però si fermò e diede il fallo all’ultimo uomo che si mise di fronte a me e guardandomi negli occhi “Eh no! So che stavi godendo, io voglio vederti soffrire!” e mi mise il fallo davanti agli occhi “anche se ti hanno spaccato per bene!” guardai il fallo ed era un po' insanguinato, lo appoggia sul tavolo e sene va, sento arrivare il Padrone, prese la mela e iniziò a spingerla dentro mi sentivo dilatare sempre di più, sempre più doloroso finché la mela superò la sua metà e scivolò dentro tutta in un colpo mi sentivo pieno, il padrone chiamò gli uomini vicino e gli fece guardare la mela all’interno del mio buco tanto era aperto, poi con un dito la face ruotare un paio di volte dentro di me, poi aspettò qualche minuto e disse “vedete adesso si sta chiudendo ed è il momento giusto” allora il Padrone mi disse “spingi troia! Spingi!” Iniziai a spingere ma faceva malissimo ormai l’ano si era inghiottito la mela e si era adattato, spingevo ma non ce la facevo sentivo il buco aprirsi ma non abbastanza provai due/tre volte poi smisi e sentii la mela ritornare giù “Spingi!” mi ordinò e ripresi a spingere per un po' di volte poi detti una spinta più forte e sentii un gran male finalmente la mela uscì mi sentivo parecchio dilatato, il Padrone la prese e me la mise davanti agli occhi era insanguinata e il sangue risaltava ancor di più sul verde lucido della buccia. Presi dall’eccitazione i tre guardarono nel baule, uno di loro estrasse un maxi fallo che aveva una lunghezza di trenta centimetri e dieci di diametro “che ne dite di questo?! 100 euro possono bastare?” il padrone acconsenti mi prese e mi mise a gambe aperte sopra il tavolino sul lato corto, prese la barra di stanziatrice e la bloccò alle caviglie, sotto di me appoggiò il fallo sul tavolino mi fece entrare appena la punta del fallo e disse “vediamo quanto ci metti a ficcartelo tutto dentro”, io realizzai solo dopo che avendo la barra distanziatrice che non mi permetteva di chiudere le gambe e perciò non avrei mai potuto alzarmi in piedi e sfilarmi il fallo ma solo scendere e prenderlo tutto, infatti qualche minuto dopo le gambe e ginocchia iniziarono a farmi male e a tremare per quella posizione scomoda, iniziai pian piano a scendere e più scendevo e più mi sentivo entrare quel fallo che era davvero grosso, ormai le mie ginocchia erano sfinite io cercavo di controllare la penetrazione visto che non potevo fare nient’altro ma mentre scendevo lentamente le ginocchia cedettero e con un dolore immenso lo presi quasi tutto tranne gli ultimi dieci centimetri perché fortunatamente gli interno coscia si appoggiarono sui bordi del tavolino e mi fermarono, cercai di urlare ma uscirono delle urla soffocate, mi dimenavo dal dolore ma facevo peggio così mi fermai, poi l’uomo che non usò il fallo poco prima si avvicinò al Padrone sussurrandoli qualcosa lui fece di sì con la testa e l’uomo mise altri 100 euro sul tavolo e poi venne da me dicendo scommetto che entra anche il resto del fallo a questa puttana, si mise di fronte al tavolino e guardandomi facevo di no con la testa per supplicarlo di non farlo lui mi mise le mani sulle spalle e con un colpo mi spinse giù facendo entrare tutto, era doloroso e avrei voluto sfilarlo fuori per la dimensione di quel corpo estraneo lui però continuava a spingere guardandomi in faccia mi disse “mi sto eccitando da morire da quanto ti dimeni e piangi, ma mi ecciterei molto di più a sentire le tue urla senza morso.” “Ok! Ora concludiamo” disse il padrone, io ero ancora li impalato da quel fallo, slegò la barra e mi aiuto ad alzarmi e a fare uscire il fallo, il padrone mi allungò lo scottex perché mi pulisca e disse “ho guadagnato abbastanza per oggi” dopo un breve silenzio disse “anzi sapete che vi dico!? Prendetevi i soldi ci siamo divertiti tutti, siamo a posto così” uno dei tre poi rispose “dai se gli è meritati, accetta almeno 100 euro” il Padrone accettò, mi salutarono e lui li accompagnò all’uscita, mi rivestii con gli abiti rimasti interi, il Padrone tornò, prese i soldi e disse “è vero, te li sei meritati, tieni” prese 20 euro e me li diede, quell’umiliazione fu quasi peggio di quello che avevo subito prima così me ne andai, lui non mi accompagnò nemmeno.
La sera ripensando a quello che mi avevano fatto, all’umiliazioni subite, al dolore, al piacere, al fatto che praticamente mi ero venduto anzi che ero stato venduto stranamente mi eccitava e iniziai a masturbarmi, una volta venuto capii che la sottomissione era il mio ruolo e che da lì sarebbe iniziato il mio percorso da schiavo. L’indomani chiamai il Padrone per ringraziarlo e lui rispose che stava aspettando la mia telefonata e che quando volevo ero il benvenuto……….

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