La vicina di casa

Scritto da , il 2022-01-24, genere etero

Mi ero trasferito da poco in città, avevo vinto un dottorato di ricerca della durata triennale presso l’università. Pur avendo poco tempo a disposizione riuscii a trovare un piccolo appartamento in una palazzina di due piani poco distante dal centro storico. La prima settimana volò via in fretta, i colleghi di lavoro erano tutti gentilissimi e molto simpatici, la città mi piaceva e la casa era molto confortante. Una sera mentre stavo guardando una serie TV, verso le ventitré, iniziai a sentire rumori inequivocabili provenienti dall’appartamento sopra il mio. Incuriosito, abbassai il volume della televisione, le vecchie mura della palazzina non contrastavano la propagazione delle onde sonore per cui si aveva l’impressione venissero direttamente dalla stanza fianco la mia. Erano vere e proprie urla di piacere intervallate dalla classica frase “oh mio Dio” emesse da una donna. In quelle grida si percepiva quanto lei stesse godendo e quanto le piacesse il sesso. Non nascondo che la situazione iniziava ad eccitarmi infatti nelle mie esperienze non avevo mai sentito nulla del genere. Il tutto durò circa dieci minuti a ritmo cosante con un paio di piccoli intervalli di poche decine di secondi. Poco prima che lei smettesse di urlare, percepii il tipico sospiro maschile di chi raggiunge l’orgasmo seguito da una risata. La mia curiosità era alle stelle, dovevo assolutamente scoprire chi abitava sopra di me. Nei giorni successivi non accade nulla, iniziai ad indagare ma senza successo, inoltre il fatto che uscissi di casa la mattina presto con rientro la sera all’ora di cena non aiutava nell’indagine. L’unica cosa che notai fu che tutte le sere verso le dieci, sentivo aprire il portone di entrata della palazzina seguito da un rumore di tacchi che percorreva il pianerottolo per poi dileguarsi man mano che saliva le scale. Pensai potesse essere la donna che stava sopra di me così una sera qualche minuto prima delle ventidue, mi preparai per uscire. Attesi pochi minuti e sentii il rumore del portone d’ingresso che si apriva. Nello stesso istante uscii di casa, il cuore mi batteva a mille, con la mano tremula detti due giri di chiave alla serratura della porta e mi voltai. Vidi una ragazza apparentemente della mia età, indossava un cappotto lungo beige, scarpe col tacco, ben truccata in viso, capelli lunghi castano chiari, occhi verdi. I nostri sguardi si incrociarono così la salutai con un banale “ciao” che contraccambiò. Mi passò davanti e poco prima che iniziasse a salire le scale provai ad attaccare bottone, lei si fermò, mi presentai, le dissi il mio nome e che mi ero appena trasferito. Lei molto cordialmente mi disse di chiamarsi Arianna, di vivere nell’appartamento sopra il mio da tre anni poi mi salutò dicendomi che doveva ancora cenare. Finalmente avevo scoperto chi era la ragazza che aveva tormentato la mia testa in questi giorni, ed era pure bellissima.

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