Nel negozio di elettronica...

Scritto da , il 2022-01-20, genere tradimenti

Eravamo insieme in un centro commerciale. Camminavamo guardando le vetrine e siamo entrati in un negozio di elettronica. Mentre giravamo nel negozio vedevo che ti guardavi in giro come se cercassi qualcosa. A un certo punto ti sei avvicinata al mio orecchio e mi hai sussurrato: “Ti piacerebbe davvero vedermi flirtare con un altro?”. E io: “Sì, ma perché me lo chiedi così?”. E tu: “Adesso te lo faccio diventare duro allora…” e ti sei allontanata girandoti con un sorriso malizioso da morire mentre aprivi il primo bottone della camicetta e ti sfilavi il cardigan che copriva dei jeans molto attillati. Già avevo il cuore a mille. Volevo fermarti, chiederti, sapere, ma mi tremavano le mani e... sentivo già i pantaloni gonfiarsi. Mi sono messo a vedere uno scaffale distrattamente mentre ti seguivo con gli occhi. Il negozio era di quelli enormi con scaffali bassi per cui si poteva vedere bene anche a distanza. Non osavo seguirti. Ero curioso, eccitato ma anche bloccato. Ti ho visto avvicinarti a un commesso che subito ha sfoderato un sorriso enorme. Tu che parlavi sorridendo accarezzandoti i capelli con le dita, arricciando i capelli sul lato del viso. Non potevo sentire cosa vi stavate dicendo ma si capiva che stavi chiedendo informazioni su qualcosa indicando uno scaffale poco distante. Decidete allora di andare insieme verso quello scaffale continuando a parlare, capisco poche parole sparse, ricostruisco che ti stai giustificando del fatto di non essere molto esperta con la tecnologia e lui che ti risponde che sta lì apposta per chi ha bisogno. E sento tu che replichi sorridendo: “Ecco, io penso di avere tanto bisogno allora”. Rimango senza fiato. E non contenta vedo che rovisti nella borsa, tiri fuori un elastico e ti leghi i capelli mentre lui ti parla. Alzi le braccia, le tette si mostrano in tutta la loro bellezza sotto la camicetta, lui non ti toglie gli occhi di dosso. Si vede che le vorrebbe toccare proprio come vorrei fare io ogni volta che fai quel gesto.

Continuate a parlare, tu ogni tanto mi guardi, mi sorridi. Mi avvicino piano piano. Vedo che ti sei appoggiata al bancone proprio accanto allo scaffale, ogni tanto abbassi lo sguardo verso di lui. Capisco cosa stai guardando. Vorrei intervenire, dirti di smetterla ma non ci riesco, ho il cuore a mille ma non so più se è per la gelosia o per l’eccitazione. Anche lui ti guarda. A un certo punto appoggia pure la sua mano sul tuo braccio e la tiene qualche secondo prima di toglierla, ma tu non ti sposti, non gliela sposti. Anzi la guardi, poi guardi di nuovo lui. Vedo che accavalli le gambe e le stringi un po’, incroci le braccia, il che non fa altro che evidenziare ancora di più il tuo seno che fa impazzire ogni uomo e fa salire le tette ulteriormente verso quel bottone slacciato. Sento che ti dice “...di questa versione qui ne abbiamo vari modelli che ci hanno consegnato proprio oggi, ma ancora li dobbiamo mettere in esposizione”. Tu rispondi: “Che sfortuna, devo tornare domani quindi?” e lui fa una pausa, ti guarda e aggiunge: “Se non lo dice a nessuno glieli faccio vedere in magazzino”. Tu hai solo un attimo di esitazione e poi spieghi: “Grazie, ma forse è meglio non creare problemi, posso tornare un altro giorno”. Lui, stranamente....., insiste e dice “Venga con me un secondo”. Tu mi guardi e decidi di andare. Io sono senza parole. Vi avviate, lui davanti e tu dietro, mi guardi ancora prima di entrare in una porta che rimane socchiusa. Resto immobile per un po’ prima di decidermi a seguirvi. Arrivo alla porta, mi guardo intorno, nessuno mi vede. Mi affaccio per sbirciare. Vi vedo parlare, ma molto più vicini di prima. Troppo vicini. Vedo la sua mano che sfiora la tua, risale lungo il braccio, arriva ai capelli, al collo, si ferma dietro la nuca quasi ad avvicinarti a lui. Si avvicina e ti sussurra qualcosa all’orecchio. Poi le sue mani riscivolano giù e vanno sul tuo sedere, lo stringono e ti spingono verso di lui. Si vede che ora la tua fica è a contatto col suo cazzo. Vi strusciate. Tu con le mani cerchi i suoi pantaloni, lo tocchi da fuori, lo stringi e lo muovi, fai scorrere la mano per tutta la lunghezza. Si capisce che ti piace. Guardi verso la porta, mi vedi. Cerchi quasi una conferma. Io non dico nulla, ma dalla mia espressione devi aver capito. Allora ti abbassi, gli slacci i pantaloni e glielo tiri fuori. E’ grosso e duro, subito ti lanci e lo prendi in bocca tutto fino in fondo. Lui geme per il piacere. Inizi a succhiarglielo con voglia sempre più forte guardandolo negli occhi. Le sue mani sulla tua testa accompagnano il movimento. Ogni tanto ti stacchi e lo lecchi tutto dal basso verso l’alto. Poi lo guardi intensamente e torni a succhiarlo con foga finché non ti viene in bocca ma da lì non esce nulla...ingoi tutto. Mi guardi soddisfatta mostrando un leggero sorriso. Ti rialzi. A quel punto mi sposo e torno tra gli scaffali aspettando che tu esca. Passano pochi secondi e uscite entrambi guardandovi intorno. Saluti il tipo che torna soddisfatto al suo lavoro e tu ti dirigi con un uno sguardo maliziosissimo verso di me. Mi prendi sottobraccio e usciamo dal negozio mentre mi dici: "Piaciuto lo spettacolino? Se vuoi domani lo rifacciamo".

Questo racconto di è stato letto 3 1 9 0 volte

Segnala abuso in questo racconto erotico

commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.