Primo pompino a un camionista

Scritto da , il 2021-10-13, genere gay

Racconto di una storia d'estate.

Sono un ragazzo di 20 anni, ho sempre avuto solo rapporti etero. Però da un po' ammetto di avere voglia di provare un rapporto omosessuale, ma non ho mai avuto il coraggio di farlo.
Sto tornando da un giro a shopping in autostrada, decido di fermarmi a mangiare qualcosa a un autogrill. Entro, prendo un panino e mi siedo a mangiarlo a un tavolino. Finisco la mia cena e esco.
È già abbastanza tardi, sta calando il sole, ma ancora si vede abbastanza bene. Mi fumo una sigaretta dirigendomi verso la macchina.
Ad un certo punto sento un fischio, mi giro ma non vedo nessuno. Continuo per andare in macchina, e sento qualcuno che mi chiama con un sonoro "oh". Mi giro di nuovo e vedo un uomo vicino ai parcheggi dei camion che mi fa un cenno di raggiungerlo.
Decido di andare a sentire cos'ha da dire. Avvicinandomi riesco a vederlo meglio: è un uomo sulla cinquantina, forse di più, molto robusto e con una pancia molto imponente, ad occhio direi che pesa più di 100 chili; è rasato ma con una barba abbastanza folta, in jeans e canottiera, che lascia scorgere un'abbondante peluria anche sul resto del corpo.
Arrivato da lui, butto via la sigaretta e gli chiedo se ha bisogno di qualcosa. Lui mi squadra per qualche secondo e mi fa una domanda secca: "sei mai salito su uno di questi?" e indica il suo mezzo. Io mi rendo conto che questa domanda nasconde il suo vero intento, e in quel momento capisco che devo fare una scelta. Scegliere tra accontentare un uomo dei suoi bisogni, che non avrà il minimo rispetto di me, ma finalmente realizzare un desiderio represso da tempo oppure girare le spalle e tornarmene a casa.
A riportarmi alla realtà è proprio lui, che mi dice con un tono un po' seccato: "allora? mi rispondi?". Guardo lui, poi il camion, e poi di nuovo lui. Rispondo con la poca voce che mi rimane: "no, mai". Mi fa un cenno con la testa e mi dice: "dai, sali allora".
Faccio il giro della cabina, apro la portiera del passeggero e monto su, con le gambe che mi tremano. Una volta seduti, lui nota la mia agitazione, e mi poggia una mano sulla gamba. Lo guardo e poi torno a guardare per terra. Mi chiede se mi piace il tir, annuisco. Continua a massaggiarmi la gamba. Sale sempre più verso il mio pene, che sta iniziando ad alzarsi. Vedo con la coda dell'occhio che si tocca il suo.
Ad un certo punto mi chiede se voglio provare a sedermi dalla parte del guidatore, annuisco di nuovo. Batte le mani sulle sue gambe e mi fa cenno con la testa di sedermi su di esse.
Mi sposto dal posto del passeggero sulle sue gambe. Sento il suo membro premermi forte sul culo. Inizia a strofinarsi da sotto e lo sento crescere. Mi dice di inginocchiarmi tra le sue gambe e i pedali. Sono un po' stretto ma ci sto. Mi prende una mano e la appoggia sul suo membro, da sopra i pantaloni, lo sento abbastanza grande, mentre lui mi infila un dito in bocca e mi ordina di succhiare.
Sbottono i suoi pantaloni e lo tiro fuori. È veramente duro, inizio a fare su e giù. Mi toglie il dito dalla bocca e mi prende la testa. Apro la bocca e inizia a scoparmela con molta foga. Cerco di farlo rallentare, ma ha troppa forza. Mi iniziano a venire dei conati di vomito, ma a lui sembrano eccitarlo ancora di più. Ad un certo punto si ferma e io riesco a respirare di nuovo, inizio a tossire mentre lui mi strofina il cazzo sulla faccia, lavandomi con la mia saliva. Mi rendo conto che ne ho fatta un sacco.
Continua a insultarmi nel mentre, a dirmi che sono una troia e che non valgo niente. Mi mette di nuovo il cazzo in gola e me lo spinge dentro con sempre più foga. Finalmente si ferma e mi allontana dal quel cazzo. Mi apre la bocca e ci sputa dentro, ordinandomi di ingoiare.
Mi prende per il colletto della maglia e mi tira uno schiaffo, sento la guancia in fiamme, con quelle mani enormi che ha mi ha fatto male. Non so perché ma tutto questo mi piace, il mio cazzo è tutto gonfio nelle mutande. Sputa un'altra volta e mi tira di nuovo un altro schiaffo. Il mio cazzo non ce la fa più e mi sborro tutto nelle mutande. Sento tutto il bagnato nei pantaloni.
Lui lo nota, e mi dice che ora tocca a lui venire. Io ormai sono sfinito, non ho più la forza di fare niente. Mi rimette il cazzo in bocca e continua a farselo succhiare, non saprei nemmeno quanto tempo è passato.
Capisco che sta per venire perché inizia a tremare e mi spinge ancora di più la testa fino a quando mi sborra in bocca. Non riesco più a tenerla in bocca da quanta ne fa e mi esce. Cola sul suo cazzo e arriva fino alle palle.
Ingoio tutto e lecco quel che resta dalle sue palle. Mi risiedo al posto del passeggero e mi rilasso finalmente.
C'è un momento di silenzio in cui nessuno dei due parla. Io mi sto pulendo quello che riesco dalle mutande, lui con un fazzoletto si asciuga il suo cazzo, che sta già tornando a riposo. Poi decide di rompere il silenzio chiedendomi il numero di telefono, io glielo lascio e mi dice di stare pronto che la prossima volta vuole il culo.
Ci salutiamo velocemente e io torno in macchina, diretto verso casa.

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