Un regalo dalla Francia

Scritto da , il 2012-04-13, genere gay

1

Quanti trentacinquenni italiani sono abbastanza fortunati da svegliarsi una mattina con un braccio attorno ad un bel diciannovenne francese nudo? Bene almeno uno e quell'uno ero io. Afferrai le sue natiche e tirai il suo corpo a me in modo che i nostri cazzi rigidi fossero pigiati fianco a fianco tra di noi. Thierry si stirò e mi ricompensò con un bacio bagnato ed amoroso.
“Voglio fotterti” disse implorante. “Voglio il mio cazzo nel tuo buco.” era una richiesta irresistibile.
“Prendimi dal didietro” gli dissi a bassa voce mentre gettavo indietro le coperte e vedevo il suo enorme, diritto cazzo rigido che spuntava fuori dal suo folto boschetto di peli pubici neri.
Alcune sere prima avevo accondisceso ad aiutare un amico che faceva conferenze all'università. Il mio amico aveva organizzato un breve corso di italiano per alcuni studenti francesi e stava cercando disperatamente una sistemazione per i ragazzi. Avevo offerto di prendere un giovanotto per tre notti. Il mio amico conferenziere era gay come me.
“Abbi fiducia in me, Alberto” mi disse ”vedrò di mandarti il genere giusto di ragazzo.”
All'ora concordata ero seduto nella mia macchina al punto di attesa dei partecipanti. Guardavo i dettagli del mio ospite che avevo ricevuto per posta quella mattina. Il giovanotto veniva da Reims, dalla fotografia da tessera vidi che era un ragazzo molto bello e moro.
Puntualmente alle cinque il treno arrivò, io uscii dalla macchina, mi unii gli altri ospiti ed aspettai finché non vidi il mio giovane ospite. Agitai una mano, gridai il suo nome e lui venne verso di me con una grande valigia in mano. Pensai che era anche meglio della fotografia, era alto più di un metro e ottanta e molto abbronzato.
Aveva un corpo ben proporzionato e camminava con un portamento maschile. Il suo viso era l'incarnazione del David di Michelangelo. Aveva ricci capelli neri ed un mento quadrato sotto la bocca larga. Gli occhi blu chiaro erano sensazionali ed erano incorniciati da ciglia nere e lunghe per le quali qualsiasi donna avrebbe ucciso.
Ci stringemmo la mano con forza e lui si presentò.
“Sono lieto di conoscerla,” disse Thierry con un accento francese e profondo che trovai molto attraente.
“Spero che godrai il tuo soggiorno con me, mi chiamo Alberto” risposi e caricai la sua valigia nel baule della macchina. Salimmo in auto e feci il breve tragitto fino a casa mia.
“È stato un viaggio molto lungo?” chiesi.
“Sono partito alle sei questa mattina”
“Devi essere molto stanco”
“No, ho dormito attraversando la francia” spiegò, “ma ho molta fame.”
“Ripareremo presto a questo problema” dissi con un sorriso, conoscevo il genere di appetito che avevo all'età di Thierry.
Gli mostrai la sua stanza e gli suggerii di disfare i bagagli e fare una doccia mentre cucinavo.
“Usa il telefono se vuoi chiamare la tua ragazza o i tuoi genitori”
“Grazie ma non è necessario,” disse con un'aria d'indipendenza. “Non ho una ragazza ed i miei genitori non si preoccupano per me.”
“Bene” dissi. Questa bella creatura potrebbe essere gay come me, pensai tra di me. Il solo pensiero mi fece irrigidire il cazzo.
Thierry entrò nella cucina nel momento in cui avevo messo il cibo sulla tavola.
“Che buon profumo” disse.
“Buon appetito” risposi. “Accomodati.”
Lo guardai mentre si serviva due grosse fette di salmone. Ero completamente preso dai suoi occhi blu chiaro, dalla mascella quadrata e dalla grande bocca. Mi eccitava troppo e sentii il mio uccello diventare duro.
“Gradisci dell'insalata?” dissi spingendo la ciotola verso il mio bel ospite.
“Sì,” rispose con un sorriso grazioso sul viso.
Finito il primo piatto, presi dell’English trifle dal frigorifero e ne riempii due ciotole.
“Spero ti piaccia” dissi.
Lo trovò delizioso e lo finì a velocità incredibile.
“Hai della crema sul viso,” gli dissi affettuosamente.
Gliel’accarezzai via con un dito che poi misi in bocca e lo succhiai. Era la prima volta che toccavo il suo viso liscio da bambino.
“Grazie,” disse con un'espressione di piacere.
Si scusò ed andò nella sua camera da letto. Quando ritornò vidi che aveva due piccoli pacchetti regalo.
“Questi sono per Lei,” disse. “Sono regali dalla mia città.”
Ne fui felice ed immediatamente li aprii; uno era un libro su Reims e la sua fantastica cattedrale; e l'altro era una mezza bottiglia di champagne.
“Grazie mille,” dissi grato.
“Il piacere è mio,” rispose stringendomi una spalla.
un brivido mi attraversò il corpo, sentii il mio cazzo irrigidirsi, capii di essere tormentato dal giovanotto e bramavo toccare il suo corpo. Era dura per me non fare la prima mossa ma mi controllai pensando alla mia responsabilità come ospite.
“Guardiamo la TV” suggerii, passammo nel salotto e ci sedemmo insieme sul sofà.
Alcuni ore più tardi ero così eccitato per il ragazzo che decisi che l'unico modo per poter evitare le mie advances con lui era andare a letto. Dissi buonanotte e lasciai Thierry che guardava la Tivù.
Mentre mi spogliavo nella mia camera da letto guardai i miei 25 centimetri di cazzo che erano rigidi come un attizzatoio. Tirai indietro il prepuzio e vidi che l’elmo era bagnato di pre eiaculazione. Il cazzo e le palle dolevano per il ragazzo.
Dopo dieci minuti che ero a letto sentii Thierry andare nella sua camera. Fantasticai sul corpo nudo del ragazzo mentre accarezzavo il mio uccello massiccio. Aveva un grosso cazzo, mi chiesi. Poi sentii la porta della mia camera aprirsi e lui entrò nel letto con me nudo.
“Voglio fare l'amore con te” mi disse a bassa voce prima di darmi un bacio bagnato e profondo.
Gemetti di desiderio mentre abbracciavo il suo corpo liscio vicino a me e gli rendevo il bacio con passione. Poi misi una mano tra le sue gambe e accarezzai le sue palle pelose.
“L’hai così grosso” bisbigliò quando sentì il mio cazzo incandescente e massiccio. “Voglio succhiarti.”
Gettai via le coperte, lui si mise su di me nella posizione del sessantanove e mi succhiò con forza.
La mia mano trovò il cazzo rigido di Thierry, era caldo di desiderio e lungo almeno venti centimetri. Gli tirai indietro il prepuzio generoso e succhiai la punta. Aveva un sapore così fresco, pensai tra di me.
Poi spinsi un dito nel suo buco stretto e gli strinsi le palle. Lo sentii ansare di piacere quando gli succhiai il cazzo con più forza. Meno di un minuto più tardi il suo caldo sperma colpiva il fondo della mia gola. Dopo alcuni secondi sentii il mio cazzo pulsare mentre sprizzava nella bocca di Thierry. Lui succhiò finché il mio uccello non fu rivestito del mio sperma cremoso e spesso.
Ritornammo l'uno nelle braccia dell'altro e ci baciammo con gratitudine con le gambe attorcigliate.
“Grazie,” bisbigliò.
Gli carezzai il corpo liscio finché i nostri cazzi non furono di nuovo rigidi.
“Voglio fotterti” bisbigliai e lui rotolò sulla schiena ed aprì le gambe.
Thierry urlò quando il mio cazzo enorme scivolò nel suo buco stretto e poi inspirò forte quando vi feci un affondo.
“Fa male?” gli dissi a bassa voce.
“No è meraviglioso,” rispose mentre le sue mani afferravano le mie natiche.
Cominciai delicatamente a fotterlo mentre gli accarezzavo il pene duro che presto sprizzò la sua sborra sul mio viso e sul mio torace. Questo fu sufficiente per farmi perdere il controllo e cominciai a fotterlo furiosamente finché il mio cazzo non pulsò e sprizzò dentro di lui. Thierry mi tirò al suo torace e leccò via lo sperma dal mio viso.
“Sei bello” mormorò nel suo incantevole accento francese ed io gli diedi un bacio bagnato e profondo.
“Anche tu” bisbigliai.
Ed ora, la mattina dopo, sentivo il suo cazzo duro ed adorabile penetrarmi per la prima volta mentre io ero curvo sul letto di fronte a lui. Il suo uccello era il più caldo di quanti avessi mai avuto prima dentro di me. Il mio corpo rabbrividì di beatitudine quando lui spinse lentamente tutta la lunghezza della sua verga nel mio tubo finché le sue palle non colpirono le mie.
Mi fotteva lentamente dentro e fuori di me mentre masturbava la mia enorme erezione, poi cominciò a chiavarmi furiosamente per un po’ prima di ritornare ad un’azione più lenta. Continuò ad alternare questo cambio di ritmo; io non ero mai stato fottuto così prima di allora.
La mia testa presto cominciò a girare ed il mio cazzo esplose sprizzo dopo sprizzo il mio succo d’ amore. Strinsi il cazzo di Thierry ed alcuni colpi furiosi lo portarono in paradiso.
“Grazie,” mi disse a bassa voce. “Amo il tuo corpo virile.”
“No, grazie a te,” risposi. “È stata la migliore chiavata della mia vita” e gli diedi un bacio amoroso e profondo.
Quel giovanotto eccitante era abbastanza giovane per essere mio figlio, pensai tra di me, ma abbastanza vecchio per essere il mio amante! Che uomo fortunato ero!

2

Ero contento nel sentire l'annunciatore della radio dire che erano le quattro del pomeriggio. Era, finalmente, ora di andare a prendere Thierry. Mi misi i pantaloncini dopo avere spruzzato con la mia acqua di colonia più costosa le mie parti private e le ascelle. Gli sarò mancato? mi chiesi. Solo il tempo l’avrebbe detto.
Mi stava aspettando quando mi fermai col mio BMW, salì ed immediatamente cominciò ad accarezzare le mie gambe pelose.
“Non sono riuscito a concentrarmi per tutto il giorno,” mi disse non appena girai l'angolo. “Riuscivo solo a pensare a te.”
Mi circondò con le braccia e mi baciò una guancia, poi mise una mano sui miei pantaloncini e trovò il mio cazzo duro e caldo.
Sospirai estaticamente quando Thierry cominciò a masturbarmi. Era quello che avevo voluto accadesse. Poi lui aprì la mia patta ed estrasse la mia erezione massiccia. Mi adagiai quietamente e lo lasciai succhiare con foga.
“Amo il tuo cazzo,” disse poco prima che spedissi un carico di sperma nella sua bocca che gocciolò sul suo mento mentre lui continuava a succhiarmi con forza.
“Anch’io amo il tuo cazzo” risposi parcheggiando a casa mia.
Gli aprii la patta e succhiai pazzamente il suo uccello finché non sentii lo sprizzo di sperma che poi gocciolò nella mia gola. Tutto il corpo di Thierry rabbrividì nell’orgasmo mentre io continuavo a succhiare il suo uccello fino ad asciugarlo.
“È stato eccitante” disse ansando.
“Vuoi un po' di tè?” chiesi mentre entravamo in cucina.
“Sì grazie” rispose baciandomi il collo.
Non riuscivamo a tenere le nostre mani via dall'altro mentre facevo il tè. Perché era così? pensai tra di me. E poi compresi che noi eravamo veramente innamorati.
Bevemmo il nostro tè e poi ci sedemmo insieme nel salotto.
“Ho delle fotografie da mostrarti,” disse Thierry aprendo la sua borsa.
Erano foto di lui, della sua famiglia e degli amici.
Le guardai con interesse mentre lui indicava di chi si trattava, volevo conoscere tutto del mio nuovo amore.
“Hai dei compiti da fare?” gli chiesi.
“Sì, io ho un compito che dovrebbe portarmi via un'ora”
“Usa il mio studio,” suggerii, “mentre io preparo la cena.” Thierry mi baciò profondamente.
“Voglio fotterti al più presto” disse prima di darmi un altro bacio bagnato e profondo.
Il mio cazzo era di nuovo duro e così rimase per tutto il tempo che impiegai a cucinare e poi a consumare il pasto. Ero eccitato per quello che presto sarebbe accaduto tra noi.
“Farò una doccia,” bisbigliò e mi lasciò per andarsi a lavare.
Non riuscivo ad allontanare l’immagine del suo corpo nudo dalla mia mente. Guardavo in avanti e lo vedevo fottermi. I miei pantaloncini erano già piuttosto bagnati di pre eiaculazione. Poi sentii la sua presenza dietro di me e mi voltai. Sorrisi alla bella vista che mi stava di fronte. I grandi, scuri capezzoli marroni di Thierry erano duri di desiderio. Indossava slip ridottissimi, il cazzo rigido spuntava fuori e le palle enormi penzolavano. Il mio cazzo era già gocciolante d’eccitazione.
“Ti amo!” gridai circondandolo con le mie braccia.
“Anch’io ti amo” bisbigliò Thierry cominciando a spogliarmi. “Sono così contento di averti incontrato.”
Ci stringemmo l’uno all’altro i nostri corpi nudi e sentimmo i nostri cazzo caldi diventare ancora più rigidi. Poi lo condussi nel salotto.
Mi inginocchiai di fronte a lui e gli tirai indietro il prepuzio fino a che l’elmo color porpora non fu completamente rivelato. Gocciolava di pre eiaculazione, lo leccai e poi presi il cazzo rigido profondamente nella mia bocca. Gridò di delizia quando lo succhiai mentre gli carezzavo le palle pelose.
“Posso fotterti il culo?” chiese stringendomi delicatamente le spalle.
“Per favore fottimi forte”
Si inginocchiò dietro di me con una mano su una mia anca ed il suo cazzo caldo nell'altra. Lo guidò al mio biondo buco peloso e spinse dentro con un lungo colpo. Mi sentì ansare d’eccitazione quando cominciò a fottermi con colpi lenti e lunghi.
“Ti piace?” chiese facendo una pausa per strofinare il mio cazzo duro.
“È fantastico!” esclamai. “Tenta di farlo durare il più possibile.”
Mi chiavò lentamente per molti minuti prima di cominciare a perdere il controllo. Stringevo il suo cazzo ad ogni spinta finché l'uccello di Thierry non cominciò a pulsare. Accelerò la spinta sulle le mie anche fino a che le nostre palle non cominciarono a scontrarsi. Io strinsi ancora più forte e il cazzo sprizzò in estasi. Ancora poche spinte ed il pene vibrando si vuotò dentro di me.
“Per favore succhiami” gli chiesi rotolando sopra la schiena.
Prese il mio cazzo profondamente nella sua bocca e lo succhiò pazzamente mentre strofinava lo sperma che gocciolava fuori del mio buco sulle mie palle. Poi io sprizzai profondamente nella sua gola e lui continuò a succhiarmi finché l'uccello non perse la sua rigidezza. Mi baciò amorosamente con la bocca piena del mio sperma.
Eravamo ambedue in paradiso ed erano solamente le sette di sera. Avevamo davanti a noi due notti di beatitudine pura e semplice, pensai in un deliquio. Dove sarebbe andata questa relazione dopo che Thierry fosse ritornato in francia, mi chiesi? Lui lesse i miei pensieri.
“Quando tornerò a casa, dirò ai miei genitori quanto ci amiamo” disse seducentemente. “Lo sanno che sono gay. Ti permetteranno di stare con me ogni volta che vorrai.”
Lo baciai dolcemente ed io cominciai a diventare di nuovo duro a vederlo sdraiato sulla schiena con l’inguine tanto sexy senza mutande. Allargò le gambe per mostrarmi la fessura rosa ed il mio cazzo vi fu dentro in pochi secondi. Lacrime di felicità scesero sulle sue guance mentre lo fottevo come un maniaco.
Eravamo fatti semplicemente l'uno per l'altro, stavamo per diventare partner per molti anni a venire.

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