Mio padre

Scritto da , il 2021-03-03, genere incesti

È strano scrivere questo racconto, ma ho bisogno di confessare quello che mi è successo. Il mio psicanalista mi ha consigliato di scrivere un racconto, per guarire e stare meglio. Mi spiego meglio e mi presento: mi chiamo Michela. Ho 27 anni e sono del sud Italia. Da quando ero una bambina provo delle pulsioni erotiche per mio padre. Ricordo che da adolescente gli vidi il pacco. Aveva un pisello non troppo lungo, ma spesso. Bello spesso. Due palle giganti. Quando lo vidi sentì un brivido su quella che ancora chiamavo “farfallina”. iniziai a sognare di leccarglielo. Era un sogno spontaneo, non sapevo ancora cosa fosse un pompino. Sognavo di abbassargli il pantalone del pigiama e strusciarmi sopra, sentire il suo pacco gonfio e poi dargli tante leccatine su quelle belle palle grosse. Perché il mio papà è uno che ha i coglioni quadrati. Ha fatto tutto per me e per la mamma - gravemente depressa e frigida (come lui mi confesso anni dopo). Ma adesso voglio raccontarvi la primissima volta, il mio primissimo ricordo che ho, sul qualche ancora mi faccio ditalini. Avevo appena scoperto la masturbazione, non specifico l’età ma sono stata precoce. Ero nel letto, che era nella stessa stanza in cui i miei vedevano la tv. Ero sotto le coperte, allora giocando un po’ con le dita, iniziai a strofinare il clitoride. Più strofinavo e più mi sentivo vibrare tutta. Ero tutta un fremito, gemevo e ansimavo di brutto, ansimavo forte e tremavo. Ad un certo punto ricordo che non vedevo più nulla e ho urlato per il piacere. Allora i miei genitori si sono spaventati e si sono avvicinati e hanno detto “Michela, cosa c’è?” Ed io “niente”, con un filo di voce. Poi mio padre mi levo con rabbia la coperta. Ed io avevo la mano ancora sul clitoride ed ero in un lago... avevo squirtato e bagnato tutto il lenzuolo. Mia madre mi guardò con rimprovero e disapprovazione, vergognandosi. Mio padre invece no... notai qualcosa di diverso. Inizialmente fastidio. Poi il fastidio di tramutò in desiderio. Lui desiderava la mia fichetta bagnata, lo sentivo che bramava con gli occhi. Questo perché mio padre era un body builder, dunque prendeva spesso testosterone per ingrossarsi. E spesso il testosterone gli causava picchi di libido che doveva sfogare altrimenti diventava aggressivo. Io vedevo spesso il suo pacco in erezione mentre eravamo sul divano. Lo osservavo, e quando lui capiva che gli fissavo il pacco - come in preda ad un tic - se lo toccava. Spesso durante i film, mio padre si masturbava. Io all’inizio non capivo bene, ma mi sentivo attratta da quel gesto. Perché avevo tanta voglia di lui, di essere stretta tra le sue braccia forti e muscolose. Tanta voglia di lui. Di fondermi con lui, di sentirlo dentro. Intanto comunque avevo la possibilità di essergli vicino mentre si segava... quando ho iniziato a capire che si trattava di masturbazione. L’ho capito perché mia madre quando mio papà metteva le mani nelle mutande si schiariva la voce e gli faceva segno. Io spesso di notte mi masturbavo pensandoci. Adesso il mio sogno è ancora lo stesso: fare sesso con il mio papà. Mettermi a pecora e sentire le sue palle che sbattono sul clitoride è il suo cazzo spesso che mi devasta la figa. Sogno questo. Ti prego papà, fai finta di nulla e scopami.

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