Messaggi inattesi 2

Scritto da , il 2021-01-23, genere etero

Stavo ancora pensando alla conversazione appena conclusa, e a cosa aspettarmi dalla serata quando il telefono emise il classico suono di un nuovo messaggio whatsapp ricevuto. Non mi aspettavo la stessa fortuna di poco prima, ma lo guardai con curiosità, come tutte le volte che il telefonino emetteva una nuova notifica dopo tutto… lo presi, lo guardai e per la seconda volta per quella giornata mi stupii per cosa vidi…Mi arrivò, infatti, una nuova foto inattesa da quella vecchia amica, che per l’occasione chiamerò Martina. Era una foto di Martina davanti allo specchio: era chiaro che si stava preparando per la serata, infatti era visibilmente umida e aveva un asciugamano avvolto ai capelli e un secondo che le arrivava appena sopra al ginocchio e pizzicato sul petto, sopra il seno. Due asciugamani bianchi che le lasciavano scoperte le spalle e i piedi nudi, cosa che trovai decisamente sexy!. Risultando un po’ banale, le scissi “appena uscita dalla doccia? Hai bisogno di qualcuno che ti spalmi la crema?”. La sua risposta non mi deluse, anzi…La foto delle sue gambe tutte lucide inquadrate dal ginocchio in giù. Erano decisamente lucide ed erano la prova che l’aveva già fatto, ma questa mi diede però la possibilità di notare con una certa soddisfazione che le unghie dei piedi erano di un rosso ciliegia. Questo particolare mi disse che la ragazza amava prendersi cura del proprio corpo. Particolare questo per nulla scontato e che gradivo non poco, tuttavia non ne feci riferimento e le scrissi “Purtroppo non ne sento il profumo…” e lei “rimedierai questa sera!” e io “contaci”.
Dopo 20 minuti Pin Pin e sullo schermo del cellulare comparve una gamba di Martina avvolta dalla calza nera… Questa volta fu molto meno inattesa e le risposi “…Non vedo l’ora di sfilartela!” e lei “ancora poco…”. Dopo quello più nulla e l’attesa si fece sempre più snervante…
Le 21.00 arrivarono e io con la macchina ero già lì, non sapendo come comportarmi le scrixderssi un messaggio “sono sotto casa tua. Ti aspetto qui.”, la risposta arrivò subito “scendo subito” . Per rispettare il luogo comune che prevede che una donna debba farsi attendere, dovetti aspettare ancora 20 minuti prima di vedere un’ombra uscire da un cancello e dopo un breve cenno di saluto salì sulla mia macchina. Aveva un lungo cappotto nero che mi permise di notare una caviglia sottile, delle scarpe nere con un tacco importante, la chioma di lunghi capelli neri sciolti sulle spalle e un viso bellissimo che non ricordavo. Il tempo aveva segnato poco quel viso liscio che non fece altro che indurire ancora di più il mio uccello che fino a poco fa era solo barzotto, e le donava un fascino decisamente sexy. Avvertii la pelle liscia di quel dolce e bellissimo viso quando mi diede un bacio veloce sulle guance, poi mi disse “andiamo via di qui!?” e mi feci guidare da lei verso il centro città e un locale che conosceva e che a suo dire non era niente male. Parcheggiai un po’ deluso, infatti speravo che la serata cominciasse e si sviluppasse in modo diverso, entrammo nel locale, ci accomodammo a un tavolo con due sedie. Ci sedemmo e per la prima volta le vidi meglio il viso e non solo, anche se era illuminata dalla luce soffusa di candele. Un vestitino nero, spalle nude e le bretelle di un reggiseno che facevano bella mostra su un paio di spalle decisamente sexy.
Avevamo ordinato due birre da poco quando Pin Pin suonò il mio telefonino, io da galantuomo non feci alcuna mossa, pur avendo sentito il messaggio arrivare, tuttavia Martina mi spinse a prenderlo e guardarlo. Lo guardai non capendo subito , ma in poco tempo misi a fuoco, una foto da Martina. Sullo schermo si materializzo l’inquadratura delle gambe di Martina, che senza che mi accorsi di nulla si fotografo sotto la gonna. Si vedeva male, ma s’intuiva uno slip di pizzo nero. Guardai allibito in viso Martina che contraccambiò prontamente fissandomi dritto negli occhi mordicchiandosi leggermente il labbro in modo molto sexy. Sguardo che me lo fece nuovamente venire duro, le avvicinai il piede al suo e con delicatezza glielo sfiorai. Tocco che suonava come una promessa ed era morbido come un bacio. La chiacchierata fu leggera e piacevole, decollò in poco tempo e fu come un discorso mai interrotto. Bevemmo la birra senza fretta, godendo del piace di scoprirci, rilassatezza che mi fece dimenticare le foto! E senza fretta pagai le consumazioni, uscimmo, per risalire in macchina. A quel punto fu ancora Martina a dirmi cosa fare: “mi porti in un posto tranquillo prima di riportarmi a casa?”.
Non me lo feci ripetere 2 volte e dopo un rapido ragionamento, optai per un luogo semi buio, ma con una vista meravigliosa. Quando fummo la spensi la macchina, ovviamente dopo aver parcheggiato, e seguendo leiandai a sedermi sul sedile posteriore. Chiusi tutte le porte e ci rilassammo, lei si tolse il cappotto e si sfilò le scarpe con movenze decisamente sexy che fecero prendere vigore al mio uccello intrappolato nei pantaloni. Martina si girò e si sistemò coricata di schiena sulle mie gambe. Le sorressi la testa con una mano sulla nuca e quando s’illuminò in un bellissimo sorriso presi coraggio e la baciai. Fu un bacio dolce in cui le nostre lingue si sfiorarono e ripresero una danza che sembrava essersi interrotta cinque minuti prima, tanto che si mossero come una cosa sola. Avevo l’uccello che mi scoppiava tanto era duro, se ne accorse e mi sorrise con fare malizioso. Allora spostò la testa e sentendosi protetta dal buio dell’abitacolo, me lo accarezzo sui pantaloni. Le sfuggì un mugolio, per lamia erezione, credo, dopo la sentii trafficare con il bottone e in breve liberò il mio uccello, che non era enorme, ma sembrava apprezzare per quanto era duro. Infatti lo avvolse subito con la mano e prese a segarlo. Credo che si piacquero subito a una prima annusata, infatti lo fece sparire in bocca. Fu un pompino dolce e lento che mi permise di non perdere testa . . . così decisi di farle un ditalino. Lei capì e divaricò leggermente le gambe. Il vestino e le autoreggenti fecero il resto. Lo slip era morbido e decisamente umido, tanto che non indugiai oltre, le scostai lo slip e le feci scivolare dentro l’indice della mano sinistra. Non si lamentò, anzi! Continuammo per un po’ cosi fino a quando non la sentii mugolare per un primo orgasmo. Infatti lasciò la presa con la bocca sul mio uccello.
Si alzò e con esso il vestito e venne su di me a cavalcioni. Spostò lo slip e si fece scivolare dentro il mio uccello ormai libero di volare! Si mosse su di lui, un su e giù lento che mi diede modo di contare tre sui orgasmi. Quando venni anche io e cioè dopo poco, ci misi un attimo a riprendermi, ma quando lo feci misi a fuoco due uomini che ci stavano guardando. Non volevo che Martina si spaventasse, così la riportai alla realtà con modi dolci.
Quando capì si riebbe in un attimo, senza scendere balzò sul sedile anteriore, pretese che io facessi altrettanto e volle andar via al più presto. Non disse praticamente nulla fino a casa, un bacio veloce sulle labbra e poi scappò in casa.
La serata sembrava terminata male, tuttavia Martina seppe ancora stupirmi “grazie per la serata: stupenda e con finale inatteso, ma intrigante…!”
“notte, un bacio dove vuoi! “
Continua…

Nello scorso racconto vi ho lasciato la mia mail, che per non saper né leggere né scrivere vi lascio nuovamente
qualcosadinuovo@blu.it
non mi ha scritto nessun, non tanto i maschietti allupati, ma ragazzine/ragazze/donne, e ditemi se vi è piaciuto !

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