Il collega 2

Scritto da , il 2020-12-03, genere gay

Riprendo un vecchio racconto.

Passò più di un anno senza che lo rivedessi, io avevo ripreso la mia vita normale senza fare altre esperienze di quel tipo. L'avevo archiviata come una avventura anche se a ripensarci mi eccitavo, mi ero segato qualche volta e spesso mi ritrovai a guardare porno pensando a fare pompini più che a riceverli. Per non parlare dell'idea di prenderlo dietro, anche se da solo non feci niente e non ebbi il coraggio di cercare compagnie maschili.
Mi incaricarono di seguire un cliente fuori zona per un paio di settimane, proprio nella città del mio collega e infatti avrei dovuto lavorare con lui.
Quando me lo comunicarono sentii subito un afflusso di sangue al basso ventre.
Arrivai la domenica sera in albergo, ci trovammo poi il giorno dopo dal cliente. Lavorammo tutto il giorno come se nulla fosse, poi mi invitó per un aperitivo.
Andò subito al dunque "allora, per caso ti sei divertito ancora come con me?"
Non so per quale ragione cercai di schernirmi "eh? Ma no dai... È stata una esperienza così, ma non ho più... Insomma hai capito..."
"sì sì ho capito... Certo... Però ricordo bene che ti era piaciuto un bel po'... O no?"
"ma sì certo... Chi ti ha detto di no?"
Continuó a chiacchierare provocandomi sull'argomento, e io mi stavo eccitando.
Alla fine piazzó il colpo finale "vabbè insomma allora ci vieni a casa mia?"
Gli dissi di sì. Lo seguii con la mia auto, ero indubbiamente eccitato.
A casa sua ero un po' nervoso.
Mi fece accomodare, poi si avvicinó per infilarmi la lingua in bocca. Non feci resistenza.
Gli misi le mani addosso e lui a me, presi in mano il suo cazzo dentro le mutande, lui mi palpava il culo. Mi ricordai della prima volta, avevo bevuto ed era più facile. La mattina dopo lo avevo spompinato e poi mi feci scopare.
Non sapevo che fare...
"beh non ti ricordi più? Che cosa vuoi fare?"
"non so, io..."
"io mi ricordo che sei sempre indeciso su tutto e che devo prendere l'iniziativa io."
Mi girò e mi calò i pantaloni alle ginocchia e mi spinse sul divano.
Quella mossa mi fece eccitare, pensai che voleva prendermi così di colpo, ricordai la sensazione di sottomissione mentre mi scopava. Volevo proprio essere preso così, da dietro coi pantaloni calati.
"sì proprio così, ti prego."
Allargai le gambe e alzai il culo per offrirglielo.
"però ti prego il lubrificante."
Era già pronto a montarmi sopra, si alzò e andò di là. Io chinai la testa e attesi. Arrivò prima il fresco del gel, poi un dito dentro. Infine fu sopra di me con tutto il suo corpo e la cappella sul buco.
Ero pronto in attesa.
"non credere che sarò delicato, ti ho già sverginato una volta"
Lo spinse dentro, sentii il buco spalancarsi e riempirsi poco alla volta.
"oddio sì!" mi resi conto di quanto lo desiderassi. Mi lasciai andare e mi lasciai scopare godendomi quella sensazione di essere usato e sottomesso a un maschio che mi dominava con il suo cazzo. Gemevo e ansimavo mentre mi penetrava.
Cambiò spesso ritmo e intensità, alla fine mi martelló velocemente e a fondo fino a sborrare riempiendomi il culo.
Mi aiutó ad alzarmi e ad andare in bagno per pulirmi.
Ero sollevato e contento, oltretutto avevamo ristabilito i ruoli. Decidemmo che come prima sera la sveltina era sufficiente.
Tornai in albergo e pensai alla sera dopo.
Il giorno lavorammo come sempre, poi finito l'orario gli proposi di saltare l'aperitivo e di andare subito a casa sua.
Arrivati da lui mi chiese "come mai tutta questa fretta? Che hai in mente?"
"ora vedrai."
Mi inginocchiai di fronte a lui, gli aprii i pantaloni e tirai fuori il cazzo. Cominciai a baciarlo lungo tutta l'asta, per poi scappellarlo quando diventó duro.
"lo sai, me lo hai detto tu l'altra volta che secondo te mi piace il cazzo ed è vero, mi piace proprio."
Aprii la bocca e iniziai a succhiarlo. Mi staccai solo per alzarmi e farlo accomodare sul divano. Ripresi leccandogli le palle, poi salii lungo l'asta e usai la lingua sulla cappella poi lo ripresi in bocca. Adoravo quel sapore, sentirlo tutto in bocca e sentire che lo stavo per far venire. Sapevo che sarebbe successo da lì a poco e l'immagine familiare della sborrata mi fece eccitare e impegnare ancora di più. Lo feci venire, tenendolo in bocca fino alla fine degli schizzi. Poi me lo tolsi, appoggiai la lingua sotto la cappella e strizzai le ultime gocce.
Mi accompagnò in camera e ci spogliammo.
Prese a farmi un sega delicamente poi mi disse di sollevare le gambe. Ero steso sulla schiena, misi le braccia sotto le ginocchia così esposi completamente il culo.
Prese a leccarmi con passione il buco, era veramente eccitante sentire la lingua che lo bagnava, il buco pulsava e ogni volta che la lingua tentava di entrare era un nuovo brivido. Non ce la facevo più. "oddio oddio ti prego... Mettimelo dentro... Nel culo ti prego..."
Tenni su le gambe, si mise sopra di me e mi fu subito col cazzo pronto sul buco. Lo piantò dentro facendomi gemere, poi esploró la profondità e si mise a pompare. Adoravo lasciarmi andare così, sentire come mi riempiva, come mi usava per il suo piacere.
Si prese tutto il tempo che voleva, i miei muscoli erano rilassati, ero solo un caldo buco accogliente. Gemevo e godevo senza ritegno, mi toccó per poco il cazzo e sborrai, lo incitai a continuare. Gli ultimi colpi furono affondi lunghi e potenti, venne e poi mi accasció addosso.
Ci rivestimmo, chiacchierando un po'.
"come mai in tutto questo anno non hai mai fatto niente?"
"non lo so pensavo fosse stato solo una sbandata di un weekend..."

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