Al mare in Salento 2

Scritto da , il 2020-12-01, genere tradimenti

Continuazione della prima parte. Chiedo scusa da subito per eventuali errori di forma. Essendo un principiante, sono ben accetti pareri e consigli. Grazie.

Rientrati al B&B, la doccia mi aiuta a sedare i bollenti spiriti. Ma nella mia testa l'immagine di lei su quel lettino è difficile da dissolvere. La vedo avvolta in quel bikini giallo, che ne esalta la bellezza. Quei seni piccoli ma irriverenti, in grado di colmare le coppette del reggiseno e quasi di bucarlo all'altezza dei capezzoli. Il perizoma, che con una grazia assoluta divide con estrema precisione le sue natiche. Monica oggi era davvero uno schianto. La voce di mia moglie mi riporta alla realtà, Cecilia mi fa notare che è ora di cena. Scendiamo nella zona ristorante, e troviamo Veronica che ci viene incontro correndo e ridendo. Quindi ci avviciniamo al tavolo e scopro con immenso piacere che anche questa sera mangeremo insieme. Prendiamo posto a tavola e Monica si appresta ad occupare la sedia di fronte alla mia. La serata trascorre piacevolmente tra bicchieri di vino e tante risate, finché il mio cuore non ha un sussulto. Il piede di Monica mi sta accarezzando le gambe. Sale verso le mie cosce, facendosi strada nel gambale del pantaloncino. Io fatico a seguire i discorsi, non riesco a concentrarmi, mentre Monica sembra essere a suo agio, o perlomeno questa è l'impressione che ne traggo. Il suo piede raggiunge il mio uccello e comincia una danza attorno al mio cazzo, che per tutta risposta prende vigore, e si gonfia sotto gli slip. Lei inizia a massaggiarmelo con le dita del piede, che sa usare in maniera egregia. Con una mano inizio ad accarezzarle il piede sotto al tavolo, ma in quel momento, Omar propone di spostarci sulle sdraio in giardino a terminare la serata. Con un po' di rammarico mi alzo ed insieme ci incamminiamo verso il giardino. Trascorriamo insieme tutta la serata, ridendo e scherzando, e tra me e Monica proseguono i giochi di sguardi. Io sono sempre più preso dalla situazione e forse aiutato dall'abuso di alcool, mi spingo oltre, fingendo di scrivere una mail di lavoro, invio un messaggino a Monica, che mi è seduta di fronte. "Programmi per stasera?". E inizio a fissarla, non voglio perdermi l'espressione del suo viso quando leggerà il messaggio. Eccola osservare il cellulare, prima una smorfia e poi un sorriso le increspano le labbra. Alza gli occhi, mi guarda e inizia a scrivere. Nel frattempo Omar sta versando fiumi di parole, raccontando di sue fantomatiche quanto improbabili imprese. Cecilia segue con finto interesse, sbadigliando e non riuscendo a nascondere la stanchezza della giornata passata al mare. Veronica si è invece addormentata su un divanetto. La vibrazione del cellulare mi avverte che è arrivato un nuovo messaggio. Ora la situazione si è ribaltata. È Monica a fissarmi per studiare le mie reazioni. "Proposte?". A mia volta la guardo. Lei sorride con quegli occhioni azzurri. Il gioco comincia farsi interessante. Vista la sua risposta, prendo coraggio e rispondo di getto "Con quella gonna mi fai impazzire. Ti desidero." La sua risposta non tarda ad arrivare "Non hai risposto alla mia domanda.....Proposte?" La chat comincia a surriscaldarsi, i messaggi si susseguono con sempre maggiore intensità. Ma alla fine non troviamo il modo per sottrarci ai rispettivi partners. E ci salutiamo dandoci la buona notte, con la ferma intenzione da parte mia di fare meglio il giorno seguente. Rientriamo quindi in camera e Cecilia, esausta dai lunghi racconti di Omar crolla subito in un sonno profondo. Io continuo a pensare a Monica, ho una voglia pazza di stringerla fra le mie braccia e sentire il gusto della sua bocca. L'idea mi nasce improvvisa, prendo il telefono e le scrivo "Cecilia è crollata, tu come sei messa?" La risposta è immediata "Qui dormono tutti". Il mio cuore inizia ad aumentare i battiti. Replico "Fra mezz'ora in giardino". La sua risposta è sintetica e veloce "pollice alto". E' l'una, devo trovare come impegnare la mente nella prossima mezz'ora e sperare soprattutto che Cecilia non si svegli. Forse una doccia veloce potrebbe aiutare. Per fortuna il bagno risulta essere molto silenzioso. Una e trenta, esco dalla camera e scendo in giardino. Sono il primo, mi siedo su un divanetto, e aspetto. A quell'ora non c'è anima viva. Finalmente vedo apparire Monica, indossa una vestaglietta fucsia, che si abbina gradevolmente al colore dei suoi occhi. Si avvicina sorridente in tutto il suo splendore. Io mi alzo e la saluto con un bacio sulla guancia, che in un attimo guadagna però il centro del suo viso impossessandosi della sua bocca. Iniziamo a limonare. Siamo entrambi molto presi, e la situazione clandestina non fa altro che aumentare la nostra eccitazione. Con le mani scendo verso il suo splendido culo e inizio a massaggiarlo. Lo sento tra le mie mani, morbido ma ben delineato, sento sotto la vestaglia il profilo del suo perizoma che le avvolge le natiche. La stringo forte, premendole il bacino contro di me e facendole assaporare il mio gonfiore. Ci spostiamo su un divanetto nascosto dalle lunghe foglie di una palma. Ci sdraiamo sul divanetto, mulinando con la lingua. Il sapore della sua bocca è delizioso. Sento gli aromi di frutta selvatica, mi abbandono alla sua lingua che gioca a nascondino con la mia, mentre le mie mani si spostano sul suo corpo alla ricerca dei suoi splendidi seni. Forzo la scollatura della vestaglia e finalmente tocco con mano quelle due collinette sovrastate da due capezzoli vigili e pungenti. Sono talmente eretti da sembrare due sentinelle a guardia di un tesoro. Mi abbasso con il viso e inizio a giocare anche con loro. Li cerco con la bocca, inizio a succhiarli e a mordicchiarli come se mi aspettassi che da un momento all'altro ne possa uscire del candido latte. Monica inizia a sentire l'effetto di questo benefico massaggio ai capezzoli, la sento gemere sotto il mio tocco, la vestaglia è ormai completamente aperta. Riprendo quindi la mia discesa verso ciò che fino ad ora avevo solo assaporato con mano ma senza che i miei occhi potessero goderne. Con le mani le sfilo lentamente il perizoma, e la sua figa mi appare in tutta la sua bellezza. Completamente depilata, due labbra gonfie e semiaperte, a parziale protezione del loro tesoro, incastonato come una pietra preziosa nella parte superiore di quella splendida fessura. Ci appoggio le labbra, e inizio a limonarla come fosse la sua bocca. Ha un sapore buonissimo, mi soffermo sul clitoride e lo torturo per diversi minuti. La sento gemere sotto la mia lingua, dopo pochi minuti, colpevole l'esagerata eccitazione, raggiunge l'orgasmo, la sento muoversi e trattenere degli urletti, che mi portano ad un'eccitazione ancora maggiore. Mi rovescia in bocca tutti i suoi umori che bevo con ardore. Si divincola, vuole uscire da quella dolce trappola che ho creato con il mio peso sopra di lei. Mi fa sedere sul divanetto e si accovaccia in ginocchio tra le mie gambe. Mi slaccia i pantaloncini e con l'aiuto delle mani me li fa scivolare a terra. Poi si dedica all'intimo, infila le mani sotto l'elastico degli slip e me li sfila lentamente fino alle caviglie. Mi impugna il cazzo, sono duro e teso come un pezzo di metallo. Con le sue piccole mani, calde e delicate sembra iniziare una danza sul mio uccello, gioca con i polpastrelli, mi massaggia alternando le dita tra la cappella e il filetto. Ogni tanto alza gli occhi, fissandomi da sotto, come a controllare che io gradisca il trattamento. La vedo avvicinarsi con le labbra, sollevare con la mano il mio cazzo e ingoiarlo in un solo colpo fino in gola. La cappella sente il calore della sua bocca, la lingua che con maestria mulina sulla punta del cazzo, ogni tanto lo sfila, e inizia a lucidarlo esternamente fino all'attaccatura dei coglioni. Non resisto più, mi alzo la prendo per i fianchi e la faccio sdraiare sul divanetto, ci vado sopra e inizio a forzare la sua fessura, dolcemente prendo possesso del suo tesoro. È fradicia di umori, e senza difficoltà inizio a pomparla. La sento godere, è bellissimo sentirla gemere sotto i miei colpi. Inarca la schiena, e viene nuovamente emettendo degli urletti che ora trattiene veramente a fatica. La giro e la metto a pecorina con le braccia sul divanetto, finalmente vedo quello splendido culo senza pezzi di stoffa a nascondere quell'opera d'arte. Mi inginocchio e inizio a leccarglielo. Le forzo con la lingua quello splendido buchetto. Spingo delicatamente mentre con la mano riprendo a torturarle il clitoride. Dopo averle mondato per bene il buco del culo, mi alzo con l'idea di visitarlo con qualcosa di più duro, ma lei mi ferma dicendomi che è vergine e non se la sente. Le allargo quindi le cosce e le infilo il cazzo nell'altro suo tesoro. Inizio a pomparla, prima con delicatezza e poi con sempre più veemenza. Sento il rumore dei miei coglioni che sbattono contro le pareti della sua figa, lei gode, la sento trattenersi, inizio così a massaggiarle il buco del culo, glielo inumidisco con un po' di saliva e inizio a forzare leggermente con il dito. Le sento stringere l'anello dello sfintere, ma ha difficoltà nel gestire la muscolatura, sta godendo e i muscoli non obbediscono e si lasciano avvolgere dagli orgasmi che si susseguono. Proseguo con il dito e la penetro, prendendo il ritmo del mio cazzo. Lei è in estasi, Sento le sue gambe tremare, mi dice di non fermarmi, io proseguo ma sono agli estremi. Le sfilo il cazzo e la faccio sedere sul divanetto, mi avvicino alla sua bocca con il cazzo che sta per esplodere. Me lo impugna e se lo porta alla bocca facendomi venire dentro di lei. La vedo bere tutto la crema cercando di non lasciarsene sfuggire nemmeno una goccia. Siamo entrambi sudati, mi prende la mano e mi tira verso di lei, mi cinge il collo con le braccia e inizia a limonarmi con ancora il mio succo in bocca. Io sono in estasi, è stato bellissimo. Ma ora è il caso di ritornare in camera, prima che qualcuno si svegli e succeda un casino.

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