Monica - capitoli III e IV

Scritto da , il 2020-08-01, genere tradimenti


TRE.

Il mattino in spiaggia, passò tranquillo. Avevamo un ombrellone in prima fila. Monica prendeva il sole con un bikini rosso che attirava ovviamente gli sguardi degli uomini che passavano. Dagli adolescenti ai nostri coetanei.
Vedere quegli sguardi mi eccitava da morire come sempre.
Pranzammo al ristorante del giorno prima e Monica si mise un copricostume bianco semitrasparente che lasciava vedere i seni. Il giovane cameriere se la mangiava con gli occhi. Tornando in albergo in ascensore le misi le mano sotto il vestito e sentì che era già pronta.

“Ti piace come ti guarda il ragazzino amore?!”
“Piace più a te porco!”
Entrammo in camera e la buttai sul letto.
“Ti piacerebbe vedermi come mi scopa quel ragazzo? E vecchio porco?!”
“Si amore!”
“Mi farei sfondare mentre mi guardi!”

Venni dopo tre colpi riempendola.
Vibrò il cellulare, il suo. Lesse il messaggio e volle mettermi in conoscenza mentre eravamo ancora sul letto

-Ma sei partita? Oggi non vedo i tuoi piedi stupendi???-

“Chi è?” chiesi
“Luca, il ragazzo della reception in palestra”
“Non me ne avevi mai parlato”
“C’è da un mese, mi fissa i piedi ogni volta che entro”
“Quanti anni ha?”
“Sui venticinque. E’ carino e si ipnotizza quando mi vede”
“Come tutti amore”
“Ma che dici?”
“Mandagli una foto dei tuoi piedi amore”
“Ma dici sul serio?” chiese ridendo.
“Si amore mi diverte. Se a te va?!”.
Si sedette sulla sedia nel terrazzino della nostra camera vista mare, appoggiò i suoi piedi bellissimi sul tavolino rotondo e scattò tre quattro foto.

“Invio questa?!” mi disse passandomi il suo iphone.
Oltre ai piedi stupendi esaltati dallo smalto rosso fuoco, si vedevano le sue gambe meravigliose.
“Si, amore”. Approvai.

Inviò la foto senza testo. Dopo pochi istanti.

- Che visione stupenda. Mi hai stordito –

Monica rispose con cinque faccine che ridono.

- Mi sono eccitato, scusa ma te lo volevo dire.
- Sei sexy da morire –

- Grazie, non pensarmi troppo! –
- rispose mia moglie con un’altra faccina che ride.

- Impossibile, non vedo l’ora di guardare la tua foto con calma a casa. Ti penserò intensamente... -

Il ragazzo asciava intendere che si sarebbe sicuramente fatto un segone.
Leggendo quei messaggi mi ero nuovamente eccitato. L’idea di vederla con qualcuno non solo nella nostra fantasia era un’idea che prendeva sempre più forma nella mia testa.

“Amore mi sto bagnando” disse all’improvviso.
“Mmmmmmmmhhhhh...” mi avvicinai a lei in terrazzo.

Me lo prese in bocca sul tavolino li fuori. Avevo il cazzo durissimo. Andammo dentro e mi sdraiai nuovamente sul letto. Lei mi spompino ancora un po’ e poi si mise sopra il mio cazzo e s’impalò. Mentre si muoveva incominciò
“Mi ha eccitato mandare la foto a Luca”
“...quanto sei troia, ti piace far diventare i cazzi duri. Troia” dissi ansimando.
“Si amore sono una troia, le idee perverse che ti vengono mi fanno bagnare”
“Te lo scoperesti Luca?!”
“Si, mi farei leccare tutta. I piedi, il culo e la figa. Lui non vede l’ora. Si vede da come mi guarda”
“Mmmmmhhhhhh ti faresti scopare in palestra?”
“Siiiiiii, mi farei scopare anche il culo... Che bel cazzo duro che ti viene bastardo...sto per venire”. S’inarcò nella sua classica posizione da orgasmo e venne urlando.
La ribaltai sulla schiena e le diedi 5 colpi forti. Poi Sborrai copiosamente urlando.
La sera cenammo in una pizzeria, lei aveva messo uno dei suoi sexy vestitini rossi e ai piedi mise degli zoccoli con tacco alto e una banda rossa.
Mentre mangiavamo le prendevo la mano, come al solito impazzivo di voglia vedendo gli sguardi su mia moglie.

“Amore ho voglia di farlo davvero” disse all’improvviso.
“Cosa amore?!” chiesi conoscendo già la risposta.
“Vorrei scopare con un altro. E’ arrivato il momento, questa è l’estate giusta per fare pazzie. Voglio farlo, voglio prenderti il cazzo in bocca mentre qualcuno mi scopa. Ma tu ti incazzeresti vero?!”

Non sapevo cosa rispondere. L’idea mi eccitava come niente al mondo ma farlo realmente era un’altra cosa e davvero non sapevo cosa dire.

“Amore non lo so, ma se tu vuoi organizziamo...”
“Amore lo facciamo se sei sicuro anche tu. Io ho voglia ma solo se lo vuoi anche tu. Non mi eccita senza di te che mi guardi”
“Organizziamo amore allora.” Risposi.
“No amore non mi va di organizzare. Deve accadere naturalmente. Non voglio dare appuntamenti a nessuno e poi trovarci in camera. La situazione si deve creare naturalmente”
“Cazzo amore, come facciamo?!”
“Ah non lo so, da domani cerco qualcuno che mi piace in albergo o in spiaggia e cerchiamo di far nascere la situazione”

L’idea che avrebbe cominciato a cercare qualcuno era eccitantissima, il mio cazzo stava per scoppiare mentre mangiavo la mia pizza.

“Hai già visto qualcuno che ti piace?”
“Non ancora, qualcuno carino ma niente che mi attizzi...ci vorrebbe il tizio della fibra”
“Ancora, mi devo preoccupare? Ti piaceva proprio quello!”
“Quando sei geloso mi eccito ancora di più. Ma tu guarderai solo o parteciperai?”
“Come vuoi tu amore” risposi
“Il sogno di ogni donna è farlo con due uomini. Voglio che partecipi. Mi sto bagnando. Facciamo in fretta e torniamo in camera”

Era incredibile, sembravamo due ventenni in calore. Tornammo in camera e scopammo ancora come animali dicendoci porcate di ogni tipo.
Passarono tre giorni tra mare ristoranti, occhiate, sguardi, messaggini di Luca, commenti di sconosciuti sulle sue foto di instagram che portavano a scopate intense. Monica non aveva ancora individuato chi avrebbe dovuto realizzare per la prima voltale nostre fantasie erotiche.
Era passata la prima settimana a Milano Marittima mi stavo prendendo un caffè mentre Monica era in stanza che dormiva.

“Massimo!”. Mi sentì chiamare da dietro. Mi voltai e vidi Federico. Mi venne incontro e ci salutammo. Federico era un mio ex collaboratore. Aveva lavorato per me per quattro anni poi decise di aprire una sua società.
“Come stai?!” ci salutammo con quell’imbarazzo del post covid non sapendo se dare il gomito o la mano. Alla fine ci abbracciammo. Parlammo del lavoro, e di molte cose.
Era lì per il weekend aveva una casa. Era da solo, si era separato da sei mesi dalla moglie. Ogni venerdì partiva e passava tre giorni di relax.
“Sempre da solo?”
“No, a weekend alternati porto i miei figli.”
“Quanti anni hanno adesso?”
“Il primo nove e la seconda sette. I tuoi?”
“I miei viaggiano da soli ormai. Uno diciannove e l’altro diciassette”. Parlammo ancora un po’e ci congedammo.
“Ci vediamo dopo in spiaggia”.

Tornai in stanza da Monica e mentre camminavo pensai che forse che Federico era l’uomo per noi.
Quarantenne, ben messo qualche tatuaggio. A Monica sarebbe piaciuto e mi sembrava che lo avesse già visto un paio di volte in ufficio in qualche giorno. Non ricordavo bene.
Andammo in spiaggia e le parlai di Federico, lei non se lo ricordava.
“Tra poco te lo presento!” dissi.
“E’ un bel tipo?” mi chiese tendenziosa.
“Amore non lo so, sai che non m’intendo di uomini!”.

Federico arrivò intorno a mezzogiorno, lui si ricordava di mia moglie. Vidi nel suo sguardo l’incanto di tutti gli uomini quando la incontravano. Poi si sedette sulla sedia vicino alla mia, Monica girò lo sdraio verso di noi, mostrandosi in tutto il suo splendore.
Parlammo un po’ di tutto, Federico era rimasto il tipo brillante di quando lavorava per me. Ci fu qualche risata.

“Stasera ceniamo insieme” dissi.
“A patto che siate miei ospiti” rispose Federico.
“Va bene, accettiamo!”
“Vi porto in un ristorante di pesce fantastico” dichiarò Federico con entusiasmo.
“Benissimo, adoro il pesce!” disse Monica.
Incominciava a fare al troia, Federico le piaceva.














QUATTRO.

Mangiammo benissimo e bevemmo anche meglio. Monica aveva un vestito azzurro meraviglioso dello stesso colore che si era messa ai piedi nel pomeriggio. Quell’azzurro faceva risaltare l’abbronzatura e la rendeva ancora più sexy.
I suoi lunghi capelli nerissimi. Ogni tanto li portava dietro la schiena con un gesto seducente che metteva in risalto il suo decolleté da urlo.

“Vi va di bere un altro bicchiere sul mio terrazzo?” ci chiese Federico mentre stavamo uscendo dal ristorante.
“Volentieri” dissi io.
“Se non c’è da camminare molto... mi fanno male i piedi con questi tacchi” disse Monica.
“E’ qua di fronte”
Salimmo in casa. La casa non era molto grande ma aveva uno splendido terrazzo dove ci fece accomodare.
“Vado a prendere una bottiglia”

Monica si sedette su un divanetto e io su una sedia vicino. Ci guardammo, le presi la mano.
Federico tornò con una bottiglia di limoncello. Bevemmo i primi tre bicchierini.

“Ragazzi non ce la faccio più, vi dispiace se tolgo le scarpe?!” disse mia moglie.
Non aspettò la risposta si tolse i sandali e allungò i piedi sul divanetto.
Entrambi la guardammo, Federico le fissò le gambe e i piedi qualche secondo e poi rispose:
“Fai pure, come se fosse tuo!”

Parlammo e ridemmo mentre i bicchierini continuavano a riempirsi e svuotarsi. Monica chiese di utilizzare il bagno.
“Sempre una bellissima donna tua moglie!”
“Ah si, si mantiene bene. E’ una donna fantastica”
“Davvero. E tu come tieni a bada la tua gelosia?”
“Quando sposi uno splendore simile, devi mettere in conto che attiri molti sguardi” risposi.
“Già”

La bottiglia che avevamo bevuto a cena e i bicchierini di limoncello incominciavano a fare uscire le parole più libere e dirette.
Monica tornò e si appoggio alla ringhiera del terrazzo, piegandosi leggermente. Vidi Federico con la coda dell’occhio soffermarsi sul suo culo.

“Quante donne porti su questo terrazzo da quando sei single?!” le chiese Monica girandosi.
“Non ho portato nessuna. Dopo la separazione sono in una fase di riflessione” rispose Federico.
“Mah non ci credo, questo terrazzo fa effetto” continuò Monica prendendo un altro bicchierino, il quinto, di limoncello.
“Dici?! Allora incomincerò ad invitare qualcuna!” sorrise Federico.
Mi stava diventando il cazzo duro. Avrei voluto che succedesse qualcosa ma non avevo il coraggio di fare la prima mossa.
Monica si sedette su una sedia di fronte a noi accavallando le gambe. Si era tolta le mutandine. Io sapevo che le aveva messe e tolte in bagno. Federico no. Certamente aveva pensato che fosse uscita senza.
Monica riaccavallò le gambe più lentamente, ora la figa si era vista benissimo. Federico un po’ imbarazzato non poté fare a meno di guardare e si accorse che io l’avevo visto.

“Fa molto caldo”. Vado a prendere un’altra bottiglia.
Appena Federico andò a prendere la bottiglia, Monica spalancò le gambe e le tenne aperte. Avevo voglia di leccargliela.
“Perché ti sei tolta le mutandine?”
“Giochiamo un po’ amore!” rispose sorridendo.
“Ti piace?” chiesi riguardo a Federico.
“Si, e poi mi eccita che sia un tuo amico!”
Federico tornò con un’altra bottiglia di limoncello gelata mentre Monica si alzò.
“Ma si può mettere un po’ di musica?” chiese Monica entrando scalza nel living.
“Certo” la seguì Federico e accese lo stereo.
Entrai in casa anche io e Monica mi si avvicinò mi baciò.
“Tra poco andiamo amore” mi disse sorprendendomi.
“Ma è presto!!!” disse Federico.

Il caldo, il limoncello, le luci soffuse, Monica sdraiata nuovamente sul divano diedero un’accelerata.
Mi avvicinai. E mi sedetti vicino sul divano.
“Tra poco andiamo”
“Ma quindi mi stai dicendo che da 6 mesi non hai avuto una donna?” richiese Monica.
“Amore....” intervenni con un tono di semi rimprovero.
“Proprio così” replicò Federico per niente infastidito dalla domanda.
“Non ci credo...” lo guardò fisso Monica.
“Massimo non resisterebbe una settimana. Vero amore?!”
Risi ma negai.
“Che tipo di donna ti piace?” chiese nuovamente Monica.
“Una donna come te!” rispose secco Federico incoraggiato dal comportamento da troia di mia moglie. L’atmosfera si stava surriscaldando.
“Scusa Massimo – continuò Federico – ma lo sai di avere una moglie bellissima!”
“Grazie Federico, sei un vero gentiluomo” esclamò Monica. Si alzò dal divano andò verso di lui e lo baciò sulla bocca.

Io rimasi di sasso, ero eccitato il mio cazzo durissimo. Federico rimase anche lui come paralizzato senza dire nulla. Era in piedi al centro della stanza. Monica si sedette sulla poltrona e allargò le gambe come aveva fatto con me in terrazzo. Le tenne aperte. Federico guardava fisso la sua figa.
“Hai voglia di leccarmela, porco?!” le chiese Monica.
“Non sai quanta!” rispose Federico sempre immobile.
“Vieni a leccarmela allora, al cornuto piace quando qualcuno me la lecca!”

Federico non mi guardò neanche, si inginocchiò incominciando a leccarla selvaggiamente.
Non sapevo se stessi sognando… sentivo l’odore della figa di Monica e i suoi mugolii. Stava succedendo.
All’improvviso Federico si alzò si tolse i pantaloni, abbassò i boxer e mise il suo cazzo in bocca a mia moglie.
Guardavo incredulo mentre lo spompinava. Quello che erano i racconti durante le nostre scopate ora era realtà.
Presi il mio cazzo in mano e incominciai a masturbarmi.
Monica si alzò, fece due passi e si appoggiò al bracciolo del divano, era a novanta con il vestito alzato. Mi guardava fisso mentre mi segavo a circa un metro di distanza.
Federico si posizionò dietro di lei e con il cazzo durissimo la penetrò con forza.
Monica urlò e vedevo sul suo viso che stava godendo come una troia.
Federico la teneva per i fianchi e le dava dei gran colpi.
“Si porco sfondami! Ti piaccio maiale?!” sospirava mia moglie.
“Sei bellissima, me lo hai fatto diventare durissimo! Quanto sei bella Monica...” ansimava Federico.
Io menavo il mio cazzo e stavo per alzarmi ma mi piaceva troppo vederla scopare.
Federico incominciò a sculacciarla. Monica si bagna ancora di più con le sculacciate mentre viene scopata.
“Oh si sculacciami maiale! Mi piace!!
“Si, sei fantastica Monica sto per venire!”
“Si continua porco, sbattimi forte che sto godendo come una troia”
“Sei una gran puttana!”

Federico la stantuffava per bene, Monica urlava, ansimava e mi guardava. Anche io stavo per venire. Mi alzai in piedi e mi avvicinai alla bocca di mia moglie.
Monica all’improvviso si liberò della presa di Federico lasciandolo con il cazzo ritto. Si tolse il vestito e il reggiseno, si inginocchiò e me lo prese in bocca. Federico incominciò a menarlo vicino a lei. Monica ci spompinava a turno. Le tenni la testa mentre me lo menavo. Lei a bocca aperta mi guardava facendo roteare la lingua. Schizzai copiosamente sul suo viso.
Dopo averla presa tutta, si concentrò sul cazzo di Federico. Lo menava forte e venne sul viso si mia moglie e sui suoi seni mentre io mi sdraiavo per terra esausto.
Federico si sedette sulla poltrona. Monica si spalmava la nostra sborra sui seni e si leccava le dita.
“Che buon sapore avete! Che bei cazzi” disse.
“Avete goduto eh maiali, ora tocca a me! Voglio i vostri cazzi di nuovo duri”
Aveva voglia di venire anche lei e andò sul sicuro, me lo riprese in bocca e appena fu di nuovo duro se lo mise nella figa e incominciò a muoversi nella sua posizione preferita.
Si appoggiò coi i suoi seni sul mio petto mentre si muoveva ritmicamente.

“Ti è piaciuto vedermi scopare con il tuo amico e porco?!” diceva ansimando.
“Si moltissimo, sei proprio una troia”
Il mio cazzo era di nuovo durissimo e continuai:
“Ti ho vista che godevi come una puttana, ti è piaciuto il suo cazzo!”
“Oh si un bel cazzo, mi ha sfondata” mentre lo diceva si inarcò ancora di più. Federico ci guardava sulla poltrona e si stava di nuovo menando il cazzo. Anche lui lo aveva nuovamente duro.

“Allargami il culo” mi chiese Monica mentre continuava a muoversi eccitata.
“Allargamelo bene che vi voglio tutti e due”

Stavo impazzendo di voglia. Mia moglie voleva fare una doppia penetrazione. Il mio cazzo la stantuffava da sotto e con le mani le presi le natiche portandole verso l’esterno cercando di allargarle il più possibile il buco del culo.
Vedendola nei film, la doppia penetrazione, sembrava facile ma era un vero casino realizzarla.
“Si allargami porco che voglio il cazzo del tuo amico nel culo!”

A sentir quelle parole Federico si alzò con il cazzo in mano e si abbassò verso di lei.
Eravamo evidentemente tutti inesperti in quella pratica, ma tutti eravamo eccitati e pieni di liquidi. Monica era fradicia. Mi leccai un dito e lo infilai nel suo culo aperto. Lei gemette e rimase appoggiata al mio petto mentre mi baciava.

“Inculami porco!” incitò Federico.

Federico al terzo tentativo riuscì ad infilarlo nel culo di mia moglie. Monica urlò. Aveva due grossi cazzi dentro. Dopo un paio di tentativi goffi, riuscimmo a prendere il ritmo. Il mio cazzo in figa e quello di Federico in culo. La stantuffammo per bene. Era pronta per venire. Si tirò su, Federico uscì dal suo culo e si mise in piedi menandoselo davanti alla sua bocca. Monica venne nella sua posizione preferita impalandosi inarcata sul mio cazzo.
“Siiiiiiii, vi uccido, Vengoooooooooo”
Federico le sborrò di nuovo sui seni.
“Si godo ancora, godo come una troia” ebbe tre orgasmi consecutivi. Poi si sdraiò per terra di schiena.
La penetrai e venni riempendole la figa.

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