L’aiuto di una mamma

Scritto da , il 2020-04-16, genere incesti

Buonasera. Essendo nuova su questo sito, mi presento, mi chiamo Luana. Ho superato i quaranta da un po’...ahimè! Sono felicemente sposata ed ho un figlio di 21 anni, universitario, il mio orgoglio.

Cominciamo col dire che mi é sempre piaciuto scrivere ed ascoltare le persone. Sono un’appassionata di storie. Intendiamoci, di quel genere di storie che ti fanno vibrare.

Mi piace scavare a fondo nelle situazioni, convinta che la verità sia solo un punto di vista. Non mi piace giudicare. Sono molto aperta mentalmente e me ne vanto soprattutto in un periodo storico come questo.

Da qualche anno (forse anche troppi, conti alla mano!!!), gestisco una rubrica all’interno di un sito abbastanza conosciuto dove le persone affrontano alcune problematiche sessuali più o meno importanti.
Diciamo che mi é passata sotto gli occhi una quantità di materiale non indifferente e dai contenuti davvero strabilianti sulla cui veridicità alle volte ho fortemente dubitato, se non fosse che alcune tematiche in effetti si riproponevano in molti messaggi.

Fatto sta che eccomi qui! Da appassionata di erotismo e di scrittura quale sono, ho deciso di rimaneggiare e arricchire di particolari alcune di quelle mail omettendo ovviamente nomi o cambiandoli, con l’unico scopo di proporvele (ebbene si!!), un pò per soddisfazione personale, un po’ per liberarmi psicologicamente di buona parte di questo bagaglio.
Ovviamente se vorrete aspetterò eventuali riscontri, per questo lascio qui di seguito, la mia casella di posta:

luana.scriptavolant@protonmail.com

Ecco la prima storia. É di una mamma e risale al maggio del 2017.

Ciao, mi chiamo Cinzia e sono una mamma di 46 anni.
Vi scrivo per necessità nel senso che sto vivendo una situazione piuttosto particolare con mio figlio di 23.
Ragazzo molto maturo per la sua età, circa sei mesi fa mi ha fatto una richiesta a dir poco particolare.

Un giorno in cui suo padre non era in casa, parlando (si confida molto con me), mi ha esplicitamente chiesto che avrebbe gradito un mio parere circa le sue parti intime, visto che stava attraversando un periodo molto difficile con la sua fidanzatina storica.
La cosa mi ha spiazzata completamente. Abbiamo un bel rapporto, anche molto giocoso, l’ho avuto molto presto, ma una supplica del genere non me la sarei mai aspettata.

Questa ragazza in particolare, lo avrebbe complessato a tal punto da fargli credere di non essere alla sua altezza denigrandolo e sminuendolo soprattutto dal punto di vista sessuale.

In un primo momento, da mamma, tolto l’imbarazzo iniziale, ho provato a spiegargli che sarebbe stato difficile per me essere oggettiva ed ho cercato di convincerlo a prendere un appuntamento con uno specialista, se davvero non si sentiva sicuro, cosa che però a suo dire lo avrebbe messo ancora più in difficoltà.

Da lì in avanti, Il fatto che insistesse tornando sull’argomento più e più volte al giorno, ha cominciato ad incuriosirmi ma soprattutto a preoccuparmi.

Ho chiesto quindi un parere ad una amica psicologa che mi ha consigliato di reagire con fermezza ma senza farlo sentire in colpa per evitare situazioni imbarazzanti fino a che però un giorno, dopo averci pensato davvero tanto, non ho deliberatamente scelto di cedere.
Il fatto é che mi sono semplicemente detta che avrei voluto essergli d’aiuto in qualche modo perché non mi andava di vederlo così.

Un mercoledì, giornata particolare perché mio marito non rientra prima delle 10 di sera, eravamo da soli e dopo l’ennesima richiesta, spiazzandolo, gli ho detto che lo avrei accontentato.
Ce ne siamo rimasti in sala, dove non ha fatto in tempo ad abbassarsi il pantalone che me lo ha mostrato in tutto il suo “potenziale” nel senso più sincero del termine.
In effetti avevo notato un certo “nervosismo” e per l’appunto, tirati giù i boxer il membro era già ”vivace”.

La cosa mi ha colpita e destabilizzata come non avrei mai creduto.
Seduta sul divano con lui di fronte, in piedi e a pochi centimetri dalla mia faccia mi sono sentita davvero in difficoltà.
All’inizio ho cominciato a balbettare, ho sentito le guance divampare per l’imbarazzo, superato il quale però è arrivata anche una sensazione d’inadeguatezza. D’un tratto mi sono sentita persa, senza punti di riferimento.
In più il fatto che non fosse a riposo mi ha fatto pensare che la situazione lo avesse in qualche modo eccitato quindi mi sono sentita molto nervosa e consapevole di essere in una situazione paradossale e potenzialmente sbagliata.

C’ho messo qualche secondo e dopo essermi ripresa ho capito che buttarla sul gioco magari avrebbe alleggerito la situazione, così con qualche battuta del tipo “oh che bel soldatino!” “ma quanto siamo cresciuti” e cose del genere mi sono ritrovata quasi senza accorgermene a maneggiarlo non capendo che forse stavo solo peggiorando la situazione facendolo “rallegrare” ancora di più.

La conferma é arrivata dopo qualche istante, quando lui guardandomi mi dice che gli stava piacendo tantissimo e che avrebbe gradito avessi continuato in modo tale da procurargli un orgasmo, sue testuali parole.

Anche se è partito tutto in maniera molto naturale, ossia per uno scopo di utilità (il mio intento, da mamma, era quello di aiutarlo in un momento di bisogno), a quelle parole, mi sono fermata immediatamente.

Da una parte ero orgogliosa e sollevata per il fatto che non vedessi alcun tipo di problema. Era l’immagine della salute, fiero e rigido come è giusto e normale debba essere alla sua età. Dall’altra mi sono sentita sporca, usata, perché stavo contribuendo a dargli qualcosa che una madre non dovrebbe dare ad un figlio.
Ho percepito in lui davvero un atteggiamento birbante, quasi avesse voluto incastrarmi.

Proprio per questo, con la voce spezzata e cercando allo stesso tempo di tenere un'aria quanto più severa possibile, gli ho chiesto spiegazioni.

Lui molto pacatamente mi ha fatto capire che stava attraversando un periodo di estrema confusione, che non sarebbe mai riuscito ad andare con un altra ragazza e che secondo il suo parere, nell'adempiere a questa sua richiesta, non avrei fatto altro che il mio dovere di mamma e quindi alla fine non ci sarebbe stato nulla di male.

In quel momento mi si è annebiata la vista tanto è stato il sangue al cervello. Giuro, davvero non riuscivo a credere a quelle parole, come se non uscissero da lui.
Dal mio canto, quindi, visto che un discorso del genere mi era sembrato assurdo, ho provato, cercando a quel punto, non so come, di tranquillizzarmi, a spiegargli che anche solo il semplice toccare una parte del suo corpo così intima (e così cambiata da quando l'avevo vista l'ultima volta), mi stava in realtà creando talmente tanto imbarazzo, che avrebbe dovuto capire la mia reticenza.

La sua faccia si è trasformata, ha cominciato a dire che nessuno lo capiva e che anche io gli stavo girando le spalle.
Vedendolo davvero rattristato e giù di corda dopo qualche secondo e con un macigno nel cuore, ho ceduto per la seconda volta, decidendo in qualche modo di accontentarlo in tutta la mia goffaggine, con l'unico intento, magari sbagliando, di provare a farlo stare meglio.

Quindi ahimè ho continuato a smanacciare mentendo a me stessa e dicendomi che gli stavo semplicemente facendo un massaggio e quello gli ho detto avrebbe dovuto pensare anche lui da li in avanti.

Una scena surreale, lo so, che fino ad una mezz'ora prima non avrei mai creduto possibile.
I primi minuti sono stati davvero imbarazzanti. Lui che mi fissava e che diceva di volermi bene, io che mentre armeggiavo lo accarezzavo con l’altra mano dicendogli che sarebbe andato tutto per il meglio.
Il problema di fondo, e qui veniamo al nocciolo della questione, è che in quei momenti, credendo di rimanere impassibile ho invece accumulato una miriade di sensazioni, l’una in contrasto con l’altra, é stato come un giro sulle montagne russe. Non mi sono mai sentita così in tutta la mia vita, ne mai una cosa che avessi fatto prima di quel momento, mi aveva creato tanto disagio. Dopo un po’, mio malgrado, mi sono ritrovata a provare quell'esercizio (volendolo definire tale), fin troppo stimolante.

Un piacere sottile ha inziato ad insinuarsi in me fino a farmi “scaldare” diciamo così.
É una cosa, questa, per cui mi sento tremendamente in colpa.
Sensazioni che non provavo da anni. Nonostante fossi arrabbiata, mi sono sentita orgogliosa di lui e di me perché ero ancora capace di dare piacere, cosa che percepivo nel suo sguardo.
Solo la visione del membro di mio figlio duro tra le mani, bastava a farmi sciogliere, letteralmente, anche se sapevo che a cose finite sarei stata malissimo.
Ho percepito in me vita ed eccitazione come non mi capitava da tantissimo. In quei momenti ho avvertito in lui tutta la sua mascolinità, la sua forza ed in me il mio essere donna, dimenticandomi per alcuni momenti del nostro legame.
Mi sono sentita, mi vergogno tantissimo a dirlo, quasi infastidita per il fatto che lui stesse provando piacere ed io ero li in procinto di esplodere con una voglia tremenda di farmi toccare e di godere come sarebbe stato lecito a quel punto.
Ho combattuto davvero contro il mio istinto per non fare cose che in quel momento avrei fatto e che mi sarebbe venuto naturale fare.

Tutto questo fino a che poco prima di arrivare al piacere lui ha avuto il buon senso di avvisarmi. É una cosa che ho apprezzato molto ma che mi ha sbattuto in faccia la realtà. É stato come se mi avesse svegliato con una secchiata d’acqua gelata sul viso.
Mi sono detta ma cosa diamine stiamo facendo!? Lo giuro, mi stava venendo da piangere. Allo stesso tempo però non volevo deluderlo. Rovinargli la “festa” sul più bello avrebbe voluto dire scontentarlo e così ho fatto la cosa più naturale che potessi fare: mossa da un istinto amorevole, solo da quello, lo giuro su quanto ho di più caro, ho accostato le labbra, così, teneramente. Chiudendo gli occhi ho immaginato il suo viso e semplicemente l’ho ricoperto di baci. L’ho sentito vacillare, chiamarmi e chiedermi cosa stessi facendo. Ho continuato mentre mi diceva che era bellissimo. Mi sono sentita talmente trasportata che ho cominciato a leccarlo, io non so spiegarlo ma é stato tutto così spontaneo, ci siamo guardati per un attimo e me lo sono ritrovata in bocca.
Era una cosa che non facevo da anni. Un “gioco” che ho concesso solo i primi tempi a mio marito perché l’ho sempre reputata una pratica sporca, volgare eppure in quel momento mi é sembrata la cosa più dolce e allo stesso tempo più eccitante della mia vita. Ho cominciato a fare avanti e indietro lasciando che mi tenesse per la nuca. L’ho succhiato, assaporato avida quasi fossi stata affamata e mossa da un fremito che stava per far godere anche me, tutto questo fino a che non lo sento tremare e venire al punto di riempirmi completamente.

Una perenne sensazione di ansia mi ha accompagnata per tutto il giorno dopo.
Quasi non sono riuscita a scambiare due parole con mio marito tanto è stato pesante il senso di colpa verso di lui e verso l’intera situazione. Non che prima parlassimo molto ma é stato davvero irreale.

Quello che mi chiedo è come dovremmo comportarci da qui in avanti?
Mio figlio ha avanzato altre richieste appena una settimana dopo. Una settimana in cui non ci siamo praticamente guardati in faccia.
Dovrei accontentarlo, farmi percepire arrabbiata, dispiaciuta per la situazione che si è venuta a creare. Io non vorrei si abituasse a questa mia "vicinanza" ma lo vedo cambiato e senza speranza in un futuro di coppia. Questa ragazza lo ha davvero condizionato nei suoi giudizi verso se stesso. Ha perso completamente la fiducia nell'altro sesso ed io mo sento un onere troppo importante a cui adempiere.
Come donna, finito il periodo di confusione successivo a quanto accaduto, posso dire di sentirmi in un certo senso lusingata per queste richieste e non nego che mi crei anche un certo piacere come ho detto ma allo stesso tempo avverto una profonda inquietudine dovesse ricapitare.
Fino a che punto potremmo spingerci? Mi sono detta che magari regalandogli questi piccoli gesti un po' più che affettuosi, l'importante sia non scavalcare quella linea oltre la quale il nostro rapporto genitore figlio subirebbe un brusco collasso.
Al momento, nonostante lo shock iniziale, mi sento di dire che non é così, mi dico che sono soltanto piccole attenzioni per farlo stare meglio poi però mi ripeto quanto piccole dovrebbero essere effettivamente e perché anche per me è così stimolante pensare di donargli certe premure?

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