Lo schiavo sessuale

Scritto da , il 2019-01-30, genere gay

Alessandro era un uomo di 45 anni che avevo conosciuto alle terme poche settimane prima e che dopo due incontri all'aperto mi aveva invitato a casa sua una sera a partecipare ad una gang bang con altri suoi amici.
Sembrava un uomo gentile e rispettoso, aveva un modo di fare dominante , ma ad ogni incontro si era sempre comportato nel migliore dei modi.
Senza alcun dubbio decisi quindi di accettare il suo invito e di presentarmi a casa, nonostante avesse tenuto in anonimato fino all'ultimo gli altri partecipanti, rassicurandomi comunque sulla loro serietà e del loro rispetto.
Non avevo mai partecipato ad una gang bang , sia per la difficoltà ad organizzarla con delle persone fidate, sia per un leggero timore verso questa pratica.
Il timore principale era appunto quello di ritrovarmi vittima di una violenza di gruppo, costretto a dover essere succube delle loro perversioni senza aver alcun modo di reagire e purtroppo, quella mia paura si realizzò proprio durante quell'incontro.
Quella sera infatti venni umiliato da un piccolo gruppo di 3 uomini maturi e per tutta la durata dell'incontro fui costretto a subire ogni tipo di dominazione mentale e fisica.

Il tutto ebbe inizio verso le 22.30. Scesi con il treno nella stazione della piccola cittadina di provincia di Alessandro, il quale dopo una breve attesa in stazione venne a prendermi con la sua auto.
Salii a bordo dopo averlo salutato e ci dirigemmo verso la sua abitazione, una piccola villetta in un quartiere periferico e molto silenzioso.
Parcheggiò dentro al garage per poi scendere ed entrare insieme in casa. Arrivati nel salotto, vidi a sedere sui divani gli altri due uomini, che dopo una breve presentazione, mi invitarono a sedermi vicino a loro.
Avevano tutti suppergiù la solita età del proprietario di casa e apparentemente sembravano sorridenti e rispettosi nei mie confronti, mentre io, a quel tempo ventunenne, mi ritrovavo ad essere il più giovane e fisicamente inferiore agli altri.
Alessandro nel frattempo andò in cucina , tornando poco dopo con una bottiglia di whisky e dei bicchieri. Iniziò a servirci da bere, mentre un altro uomo accese la tv sintonizzandola sopra ad un canale televisivo generico.
Iniziammo a parlare e a conoscersi tutti meglio, rilassandomi e iniziando a sentirmi sempre più a mio agio.
Dopo dieci minuti circa, un altro uomo si alzò in piedi, andò ad azionare qualche dispositivo vicino alla televisione e subito dopo, sul grande schermo, iniziò a partire un filmato pornografico per poi dire :

"Direi che sia arrivato il momento di iniziare, che ne dite?"

Gli altri sorridendo risposero positivamente, mentre io un po imbarazzato ed un po intimorito rimasi in silenzio, cercando di guardare il porno alla tv.
L'uomo rimasto seduto accanto a me iniziò a sorridermi e dopo avermi appoggiato una mano sopra ad una coscia, iniziò ad accarezzarmi.
Alessandro invece si alzò e tornò in cucina con la bottiglia di whisky ed i bicchieri, mentre l'altro uomo che aveva azionato il porno, tornò a sedersi accanto a me, iniziando a toccarsi il pacco.
Entrambi gli uomini a quel punto iniziarono a sganciarsi i pantaloni per poi calarseli fino alle ginocchia, facendo uscire cosi i propri cazzi.
Erano già duri e le dimensioni non erano affatto misere, uno in particolare lo aveva bello lungo e ricurvo verso l'alto, mentre l'altro lo aveva bello dritto e sopratutto bello largo.

"Spogliati ed inizia a succhairci il cazzo!" disse uno dei due

Mi alzai in piedi ed iniziai a spogliarmi velocemente, eccitandomi alla vista dei loro arnesi, poi mi inginocchiai davanti agli uomini. Subito dopo si alzarono pure loro e avvicinandosi a me, poggiarono i cazzi sopra alla mia faccia.
Cominciai a succhiarli a turno e mentre ne tenevo uno in bocca, l'altro lo masturbavo con una mano, cercando di alternarli allo stesso modo.
Pochi minuti dopo Alessandro tornò nel salotto completamente nudo, con il suo bel cazzone già duro ed in mano delle manette.
Si avvicinò a noi e dopo qualche scambio tra di loro di sguardi complici, mi invitarono a posizionarmi a novanta gradi sopra ad uno sgabello alto.
Una volta posizionato Alessandro mi fece stendere le braccia fino a terra e mi legò i polsi con le manette alle gambe di quella sedia.
Un altro uomo invece con delle fasce in pelle nera iniziò a legarmi le gambe leggermente divaricate alle altre zampe, ritrovandomi cosi dopo pochi secondi immobilizzato.
Non avevo idea del perché mi feci immobilizzare senza dire parola, so solo che nel preciso istante in cui mi ritrovai legato, iniziò a salire in me una strana sensazione. Ero intimorito e avevo paura che quei tre uomini da quel momento avessero avuto in mano le redini del gioco fino allo stremo delle loro energie.
Infatti il loro atteggiamento nei miei confronti cambio radicalmente in pochi secondi, cominciando a parlare tra di loro e a considerarmi solo come il loro oggetto di soddisfazione sessuale.

"E stato anche fin troppo facile legarlo!"
"Meglio, no? almeno abbiamo più tempo per poterci divertire!"
"Certo, non vedo loro di umiliarla questa lurida troia"

Non sapevo cosa fare, cosa dire. Avevo paura potessero farmi male e vista la mia statura magrolina altamente inferiore alla loro stazza da uomini maturi, iniziai a temere il peggio.

"Non fatemi del male...per favore..." dissi balbettando con la voce strozzata dalla pura
"Devi stare zitta brutta zoccola, intesi? Altrimenti ti imbavagliamo !"disse uno dei tre
"No...starò in silenzio..." risposi nuovamente balbettando
"Dai iniziamo a divertirci, bisogna che questa lurida troia venga abusata dai nostri cazzi!" disse Alessandro, capendo cosi la sua vera natura.

L'uomo con il cazzo più grande si posizionò dietro di me, mentre Alessandro e l'altro uomo si misero nei dintorni.
Dopo una veloce lubrificata al mio orifizio con della vasellina, iniziai ad essere penetrato fortemente da quell'uomo, che mentre mi scopava, mi lanciava sul sedere dei forti schiaffi.
Alessandro mi alzò la testa e in un colpo solo mi affondo il suo arnese tutto in gola, tenendolo premuto forte senza mai muoverlo per molti secondi.
Iniziai a respirare con il naso e a presentare degli evidenti conati di vomito, fino a quando non usci quell'uccello dalla mia bocca.
I due uomini iniziarono a turno a ficcarmi i loro cazzi sul fondo della gola, a schiaffeggiarmi e a sbattermi le loro cappelle sopra la mia faccia, mentre il terzo uomo mi inculava con molta forza.

Continuarono cosi per più di mezz'ora, alternandosi i miei orifizi come oggetti usati solamente per il loro piacere. Sentivo dolore, e a loro piaceva proprio l'idea di abusare di me, non volevano farmi godere, volevano solamente umiliarmi, trattarmi come il loro oggetto, volevano godere con una persona inerme e essere liberi di fare qualsiasi cosa con me.
Dopo la prima mezz'ora e dopo avermi sganciato 3 o 4 abbondanti sborrate tutte su per il culo,si presero una pausa. Si sedettero sopra al divano e mi guardavano legato in silenzio , con i loro segni lasciati sulla mia pelle e con il buco gocciolante della loro crema.
Mi offendevano, ogni tanto si alzavano a turno e mi schiaffeggiavano le natiche o la faccia. Ridevano di me, prendevano la sborra che mi usciva dal culo e me la facevano ingoiare.

E questo era solo l'inizio! Infatti dopo qualche minuto mi slegarono per poi ammanettarmi con le braccia dietro la schiena ordinandomi di uscire in giardino in silenzio, minacciandomi di picchiarmi se solo avessi provato ad alzare la voce.
Cosi impaurito senza opporre alcuna resistenza , mi incamminai con loro verso il giardino ed una volta all'esterno fui scaraventato sull'erba.
Iniziarono a ridere per poi dire :

"Credo che la cagna abbia sete. La facciamo bere?"
"Oh si cazzo! Ho la vescica piena di piscio!"

A quel punto Alessandro e un altro si avvicinarono a me e lentamente iniziarono a pisciarmi sulla faccia. Chiusi gli occhi e la bocca sperando finissero presto, quando ad un certo punto disse :

"Apri la bocca stronza! Devi bere il nostro piscio!"
"No...mi fa schifo!"
"Apri immediatamente la bocca se non vuoi che ti piscio direttamente in gola!"

Aprii la bocca e entrambi gli uomini ripresero ad urinare sulla mia faccia, cercando di mirare le mie labbra. Cercavo di far scendere in gola meno piscio possibile e nonostante i miei sforzi, una parte fini inesorabilmente nel mio stomaco.
Una volta finito entrambi, Alessandro guardò il terzo uomo e disse :

"Te non la vuoi dissetare la cagna?"
"Preferisco pisciarli in culo!"
"Si bravo! Riempili il culo col piscio!" " Sentito bastarda? Mettiti a pecora che devi bere dal culo ora"
"Basta..."dissi
"Devi stare zitta e ubbidire! Avanti girati!"

Mi girarono a pecorina, visto che continuavo ad avere le mani legate dietro la schiena e poi il terzo uomo iniziò ad urinare sul buco. Subito dopo cercò di infilare il cazzo e per qualche secondo riusci pure a spruzzare il suo piscio dentro di me, inondandomi.
Una volta finito Alessandro prese una sistola e con l'acqua fredda iniziò a schizzarmi ovunque, facendomi bagnare completamente e levandomi cosi di dosso tutta la loro urina.
MI rialzarono e mi asciugarono con un accappatoio per poi farmi rientrare in casa, riprendendo cosi a scoparmi a turno e ad affondarmi il loro uccelli in gola, tenendomi nuovamente legato allo sgabello.
Ricevetti due sborrate, una in gola e una nell'intestino, per poi farmi cambiare posizione. Mi fecero sedere sopra ad uno di loro sul divano mentre un altro , da dietro, cercò di infilare il secondo cazzo nel mio culo.
Iniziarono cosi a scoparmi il culo in due contemporaneamente, provocandomi a quel punto un forte dolore data la grossa dilatazione.
Iniziai ad ansimare e stringere i denti, gemendo dalla disperazione, mentre due cazzi si muovevano contemporaneamente su e giu dentro al mio orifizio oramai sfondato.

Dopo più di un ora dal mio arrivo in quella casa mi sentivo esausto, ero pieno di lividi e di segni ovunque sul corpo. Il mio sedere era sfondato all'inverosimile e dolorante, puzzavo di piscio e di sborra e continuavo a ricevere ripetutamente offese e umiliazioni dai tre uomini.
Avevo l'umore a terra ed era la prima volta che mi sentivo completamente afflitto dopo un rapporto sessuale, volevo piangere, scappare da quella casa e non tornarci mai più. Non avrei mai voluto accettare quell'invito, ma oramai non potevo tornare indietro e dovevo solo sperare che il tutto terminasse il prima possibile e finalmente , dopo due ore dal mio arrivo in quella casa, anche gli uomini decisero di terminare il loro abuso.
Si rivestirono e una volta pronti uno loro decise di riaccompagnarmi a casa, obbligandomi praticamente ad andare con lui.
Quando usci dall'abitazione non salutai nessuno, rimasi tutto il tempo a testa bassa ed in silenzio, facendo lo stesso per tutto il viaggio in auto con l'uomo.
Quando arrivai sotto casa mia, prima di scendere l'uomo mi disse :

"Aspetta! Devo dirti una cosa."
"Cosa...?"
"Da ora in poi ogni qualvolta vorremo usarti, tu sarai la nostra vacca ubbidiente e non potrai dire di no. Ora sappiamo dove abiti e pensa un pò, abbiamo pure ripreso con una videocamera molte scene di stasera. Se non vuoi che tutti vedano quanto sei cagna, dovrai solo ubbidire e fare tutto quello che vogliamo! Intesi?"
"Bastardi...perchè proprio me?"
"Perché sei giovane, hai un piccolo corpicino magro che ispira le nostre voglie e hai un bel culetto sodo che è impossibile resistere dal fotterlo!"
"Siete degli stronzi..."
"Ora vai a dormire e riposati che tra una settimana dovrai vederci di nuovo!"

Scesi dall'auto e corsi in casa piangendo, speravo fosse finita per sempre li ed invece era solo l'inizio di una lunga serie di umiliazioni.


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