Giovane o vecchia

Scritto da , il 2019-01-09, genere etero

GIOVANE O VECCHIA

L’avevo notata per strada, passeggiava col suo cagnolino pezzato e indisciplinato.
Il cane è un buon mezzo per attaccare bottone.
Mi inginocchio a lui sorridendo per accarezzarlo e quello quasi mi sbrana la mano cazzo, stava per partire un “collo pieno” alla Van Basten, ma mi controllo quando guardo la scollatura della padrona. Lei pronta a scusarsi, si tira il bastardo e lo ammonisce, io faccio il buono:
- Ma no, lascia stare, forse l’ho spaventato –
- No no deve imparare, sai è troppo protettivo nei miei confronti, nessuno mi si può avvicinare. –
- Eh, si si, lo capisco –
Lei arrossisce, e per la prima volta mi guarda in faccia, anche io la guardo, è proprio un bella donna, mora capelli lungi leggermete mossi viso ungo, senza una ruga e labbra sottili colorate da rossetto rosso, fisicamente sembra una bomba, è molo alta e snella, ma con un paio di tettone che aumentano le dimensioni del suo maglione verde, sotto una gonna scura e calze da troia scure con dei disegni sopra come si portano ora.
- Posso offrirti un caffè? Per farmi perdonare –
- Ma ci mancherebbe, sono io che te lo offro, e insisto –
Questo piccolo tira e molla termina con una stretta di mano.
Si chiama Antonella, ha la erre moscia come i francesi, ha vissuto per un lungo periodo al nord, ed ora e tornata a casa, non le chiedo che lavoro abbia fatto, anche se sarebbe un ottimo argomento di conversazione, vado diretto sui complimenti, lei arrossisce mentre il coglioncello mi mostra ancora i denti. Io penso a come trombarmela in tutte le posizioni, ma questo bastardo deve andarsene a cagare.
Dopo la sigaretta mi dice che è il momento di andare.
- Devi cucinare per tuo marito? –
Le faccio per sgamare la sua situazione amorosa.
- Ma quale marito, mi credi una che si fa incastrare e relegare a schiava, cameriera, madre? Ah Ah Ah, bello io sono libera –
E scoppia a ridere mostrandomi i denti bianchissimi e dritti come nelle pubblicità dei dentifrici.
Ho fatto centro, penso e l’eccitazione sale ancora di più, mi passo una mano sul cazzo duro che spunta dal mio jeans stretto per vedere la sua reazione, lei guarda, ma non riesco a capire a cosa pensa.
Comunque ci salutiamo scambiandoci i numeri di telefono, e con la promessa di andarla a trovare a casa sua, la bacio sulla guancia ma prendo anche un po’ di labbra, a posta naturalmente, lei se ne accorge e mi sorride, poi si allontana col bastardo che ringhia e abbaia.
Dopo un paio di giorni ed una serie infinita di messaggio ci accordiamo per il sabato sera, vado io da lei a cena, e poi chi sa, anzi lo so benissimo come andrà a finire per questo lo tengo buono da due giorni perché voglio che arrivi all’incontro con tutta la potenza possibile.
Arrivo sotto casa sua, una villetta sulla provinciale, penso come fa ad abitare qui da sola, forse mi ha preso in giro, forse entro e mi trovo marito e figli con i fucili puntati, pero poi mi vengono in mente le foto in lingerie che mi ha mandato in questi giorni e mi esplode il cazzo.
Parcheggio e scendo dall’auto, il cagnaccio è attaccato alla catena e gli faccio il terzo dito mentre mi mostra i denti, prendo la bottiglia di vino che ho comprato, e “accarezzo un po’ la colt” bello duro e sporgente, voglio che entri prima lui e poi io, cosi capisce subito come stanno le cose. Mi viene ad aprire ed è uno schianto. Ha un vestitino verde molto corto, inguinale direi, e una scollatura a V davanti che mette in risalto tutto il suo splendido decolté, la schiena completamente nuda.
Ci accomodiamo in salotto, la casa è molto grande con un arredamento molto elegante e ricercato, il salone è praticamente grande come il mio appartamento. Con fatica, causa la “colt” mi accomodi sul divano e lei accanto a me.
- Ma vivi da sola in questa villa? –
- Si, era dei miei genitori, quando sono morti l’ho ereditata, sai sono figlia unica, ma all’epoca ero fuori, l’ho affittata per un periodo, poi ho deciso di ritornare e quindi da allora vivo qui, sola. –
- Ma, hai qualcuno, qualche parente. –
- Si, ho dei cugini, che vivono in città, ci sentiamo spesso per fortuna. –
Ma sai quanto stracazzo me ne fotte a me dei tuoi cugini, non vedo l’ora di infilarti il mio cazzo in bocca, bella pompinara mia, ma perché non saltiamo la cena e ti fai inculare qui sul divano?
Ed invece sono costretto a mangiare le sue tartine, i suoi antipasti, e poi il primo, il secondo e il dolce, poi ritorniamo sul divano per l’amaro.
Mette un po' di musica, ed inizia un ballo sensuale, io mi appoggio allo schienale del divano per godermi lo spettacolo, ma il cazzo mi fa male, fottuti pantaloni “slim fit”, però lei l’ah notato perché continua a guardare li mentre balla, poi mi viene in mente una cosa e mentre lei è di spalle che agita il corpo e le braccia, me lo tiro fuori, e finalmente respiro, mere lui si staglia grandioso tra le mie gambe, lei si gira, lo vede e sorride, ma non si ferma nel suo ballo, forse non vedeva l’ora, perché sembra contenta della mia scelta. Il ballo si fa sempre più sensuale ora con movimenti lenti abbassa le spalline del vestito e lo lascia cadere lungo i fianchi aiutandosi con le mani e il movimento del bacino, come con un hula-hoop, finalmente vedo il suo intimo da vicino e non solo dalle foto. Ha un fisico straordinario, non le ho chiesto l’età per gentilezza, ma penso che non sia molto giovane, è comunque negli “anta”, ma chi se ne frega, ora è di schiena e tira via il reggiseno, ma io guardavo un'altra cosa, quella perfezione che è il suo culo perizomato che ora mi si avvicina, io non resisto e inizio a segarmi, lei si gira con il collo dandomi ancora la schiena poi si abbassa per mostrarmi il mappamondo in tutto il suo splendore, io aumento il mio gioco di mano, mentre lei con un dito scosta il filo che divide i suoi glutei e mi mostra il buchetto, io scatto in piedi per infilarlo, ma lei mi respinge sul divano, finalmente si gira e mi mostra i seni, bianchi e belli grossi con le areole rosa e i capezzoli turgidi. Si avvicina e mi sale addosso, tira un laccetto del suo slip e questo si sfila, ora il mio cazzo bagnato e la sua fighetta rasata sono uno sopra all’altra, a pochi centimetri, io ho le mani bloccate sotto alle sue ginocchia, le avrei afferrato quelle tettone, ma mi devo tra virgolette accontentare li leccarle i capezzoli sempre più duri, lei si tira indietro i capelli con le mani e se li porta da un lato della testa, è bellissima vista da qui ed è bellissima l’attesa, mentre lei piano piano si abbassa, ora la mia cappella sfiora le sue piccole labbra, poi il contatto e quasi svengo quando sento il suo calore sul mio cazzo in tiro…SBAM!!!
Mi sveglio nella sua camera da letto, sento un po' freddo, siamo comunque in autunno, nel buio recupero i vestiti, lei è girata di schiena e sta dormendo profondamente tanto che russa, in punta di piedi vado in salotto a vestirmi, vorrei prepararle la colazione ma non voglio fare il romantico, più tardi le mando un messaggio, mentre vado verso la porta noto una foto appesa al muro, e lei d’avanti al Colosseo, penso sia in gita scolastica o cosa, poi vedo la data in basso a destra, 25/04/1950, apro la porta e faccio per uscire, poi mi blocco e torno sulla foto, la donna ritratta è una ventenne non di meno, ma se nel ’50 aveva vent’anni, oggi che è il 2019 quanti cazzo di anni ha?
Penso allora che sia la madre, o qualche cugina, poi sento un rumore provenire dalla camera da letto, giro lo sguardo in quella direzione e vedo comparire in salotto una vecchia con indosso solo una vestaglia trasparente che lascia intravedere la sua nudità, vomitevole, è corta grassa tanto che non le si vede i sesso, i seni sono grossi è cadenti tanto che poggiano sulla pancia, la faccia grassa col trucco squagliato, i capelli corti e ricci da vecchia, e il collo doppio se non triplo.
- Vai già via, non vuoi fare colazione con me? -

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