Erotici Racconti

Laura

Scritto da , il 2018-07-11, genere etero

Laura
Mi chiamo Giulio, nella mia vita da quando ho scoperto il sesso non mi sono mai tirato indietro di fronte a nessuna esperienza etero, assumendo sempre io un ruolo dominante all’interno della coppia. Ho sempre instaurato un rapporto molto complice con tutte le mie partner basato sul gioco, sull’oltrepassare sempre insieme i limiti, ma sempre nel rispetto l’uno dell’altra. Non nego inoltre di apprezzare il corpo femminile ed il piacere di guardarlo ai limiti dell’essere voyeur. Tutto questo l’ho approfondito nei 2 anni e mezzo che ho frequentato Laura. Ci sono donne a volte possono sorprenderci e lasciare il segno, donne che guardandole si viene portati a giudicare come le più classiche delle brave ragazze dalle quali non ti aspetti nulla ed invece ti cambiano la vita. Grazie a lei invece ho scoperto la mia vera indole, non mi definisco un master, ma ho scoperto quanto è bello prendere una donna per mano specialmente se è la tua compagna e portarla ad osare, ad oltrepassare i propri limiti del pudore.
Avevo 32 anni Io e 28 lei, quando ci conoscemmo durante convegno proprio sul turismo alla fiera di Roma, dove lei faceva nel frattempo l’hostess congressuale.
Lalla come veniva chiamata dalle sue amiche, è di Cremona ma viveva Roma con i suoi, Famiglia benestante del nord, con un educazione rigida mamma maestra e papà direttore di un riformatorio.
Laura è una bella ragazza magra ex pallavolista, alta 1,75 cm capelli castano chiari, un bel culetto a mandolino ed una seconda di seno, che sul suo fisico slanciato sono 2 belle tettine all’insù, il tutto condito da una bella fica carnosa e pelosetta...
Inizia un po’ per gioco la relazione con lei, devo dire tra l’altro l’intesa sessuale era ottima, il sesso tra noi dopo un periodo iniziale anche un po’ timido da parte sua si era in realtà trasformato in maniera positiva senza nessuna negazione, pompini, inculate, ecc. erano normale amministrazione.
Ma c’era ancora qualcosa che mi lasciava perplesso nel suo modo di fare e di agire, anche se molto riservata iniziava a sciogliersi un po’, in realtà specialmente con me quando eravamo soli girava per casa nuda su mia richiesta, anche se non poco a disagio.
Notavo che lo faceva a fatica con non poca vergogna, ma che poi risultava in realtà alla fine molto eccitata, si bagnava come una fontana, una volta guardando un film erotico dove la protagonista era spesso con la fica al vento ebbe parole di disprezzo, chiedendosi come faceva un attrice a fare una cosa del genere, che era vergognoso ecc…
In realtà la vedevo che era rossa in viso, ma per l’eccitazione, tesa come una corda di violino, sembrava il suo corpo dicesse vorrei ma non posso, ma appena le mie mani scivolarono sotto le sue mutandine in verità la sua fica aveva già le grandi labbra aperte ed era completamente umida, al punto che dopo neanche 2 minuti che le avevo infilato il mio cazzo e pompavo, era già venuta.
Non contenta quella sera venne altre due volte e mi fece un mega pompino ingoiando fino all’ultima goccia, per farmi venire…
Provai in seguito ad animare di più le serate, provando a metterla in imbarazzo per farla eccitare, con più o meno successo, riesumai anche una vecchia polaroid per foto istantanee, proponendo di fare foto nudi l’un l’altro ma ne ricavai solo un litigio furioso…
La mia compagna non si scioglieva non riuscivo a farle fare un passo di più a farla osare, non dico che me ne davo la colpa ma forse mi dovevo impegnare di più, provai anche a fare il disinvolto a girare per casa uccello al vento per spronarla, ma sembrava la cosa non facesse ne caldo ne freddo, L’unico modo che notavo la faceva eccitare era quasi quando s’imbarazzava o provava vergogna lei stessa, ricordo un giorno con piacere ad esempio che era andata dalla sua ginecologa per una visita di controllo, ma trovo un sostituto anziano dato che la sua dottoressa era ad un convegno.
Mi racconto per filo e per segno della visita di quanto l’avevano turbata quei 5 minuti a gambe larghe con la fica aperta davanti al dottore, era viola in faccia tesissima ma con mio stupore abbracciandola per consolarla arrivai ad infilarle le mani nei pantaloni e le sue mutandine erano no umide ma completamente bagnate come se si fosse pisciata sotto.
Non mi disse nulla mentre con decisione le abbassavo i pantaloni, la mettevo a pecora con il culo all’aria sul divano in soggiorno e glielo infilai nella fica ancora aperta, un minuto e venne mugolando di piacere. Dopo di che scese di corsa dal divano quasi nascondendosi dietro lo stesso pregandomi di chiudere le tende del salone che davano sul palazzo di fronte, e da dove ci poteva vedere chiunque.
In quel momento non mi andava di alzarmi ero troppo eccitato perciò da dietro il divano le spinsi la testa sul mio cazzo ancora duro e glielo infilai in bocca, protesto un po’ a bocca piena, non si capiva quello che diceva, ma comincio a succhiarmi il cazzo con foga.
L’unica cosa strana che notavo è che mentre mi spompinava ogni tanto tirava fuori la testa guardando con curiosità verso la finestra come per vedere se ci fosse qualcuno a guardarci, ma stavolta non con paura ma quasi con desiderio di mostrarsi, almeno pensavo.
In realtà mentre ancora mi leccava la cappella e poi se lo infilava con maestria quasi fino in gola mi girai con la testa e le dissi scherzando che c’era una signora sul balcone di fronte, panico immediato s’irrigidì ferma immobile con il mio cazzo in bocca. Non sapevo che fare passarono una decina di secondi lei tiro un attimo fuori la testa, vide che non c’era nessuno e continuo a succhiarlo con ancora più foga anzi notai che si era completamente ribagnata tutta la fica e con la mano sinistra comincio ad accarezzarsi tra le gambe.
Io in quel momento non mi trattenni ero eccitatissimo e dopo dieci minuti che mi stava spampinando cosi proprio nel mentre lei spostava la testa per vedere verso la finestra venni con un getto potente riempiendole la faccia, gli occhi, i capelli, ecc…
Non vi dico quello che mi disse che le avevo sborrato in faccia come ad una puttana, senza nessun rispetto ed incazzata nera si spogliò andandosi a fare subito la doccia come per togliersi non solo lo sperma di dosso ma lavare via anche la situazione che aveva vissuto, io mi scusai spiegandole che mi aveva fatto eccitare come non mai e che nel momento fatidico non mi ero controllato, ma quella sera dovetti tornare a dormire a casa mia dopo la lunga litigata che ne segui, anche se probabilmente quella era la scintilla che aveva infiammato i giorni a venire…

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