Erotici Racconti

Il Diavolo

Scritto da , il 2018-03-12, genere sentimentali

Io e lei ci siamo conosciuti un giorno in spiaggia in un modo abbastanza rocambolesco.
Io ero da solo a prendere il sole. C'era molto caldo, circa, 40 gradi. Io stavo scottando e andai verso l'acqua, mi feci un tuffo e nuotai fino al largo.
Ad un tratto, vidi una ragazza, un Angelo che sembrava mi volesse trascinare verso di lei. Mi disse, con tono basso, di venire vicino a lei
Io insospettito mi avvicinai.

In quel momento, il mio cervello scoppio', divenni una pentola a pressione e il mio pene fece un sussulto.
Pensavo che lei era completamente nuda davanti ai miei occhi, la guardavo ed aveva una quinta abbondante, un seno che si vedeva anche se era tutta immersa. Un viso dolcissimo, me ne innamorai al primo sguardo, nei suoi occhi occhi vedevo l'infinito, tra me e lei, solo noi due, uniti per sempre nel segno dell'amore.
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Lei annui', così andai sott'acqua senza pensarci due volte la vidi completamente nuda ai miei occhi, lo splendore più bello che avevo mai visto in vita mia. Sicuramente lei lo aveva capito, ma siccome doveva nuotare non poteva tenersi le mani nelle parti intime.
Io sono un gentiluomo, ma anche un maniaco se trovo la ragazza giusta che mi provoca.
Cercai e vidi il suo costume.
Andai verso di lei nuotando con il costume tra le mani, e glielo diedi.
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Lei sorrise e mi abbraccio' senza dire nulla.
Lei completamente nuda, mi stava abbracciando, non feci uscire neanche una parola fuori dalle mie labbra.
Il mio cuore stava impazzendo, sembrava un tamburo che stava suonando in un orchestra.
Sicuramente lei lo aveva sentito, il suo seno era a contatto con il mio petto.
, pensai che questo era il suo ringraziamento, si era spaventata molto.
Andammo verso la terraferma, dove si toccava, così lei si mise il costume, ed io messo davanti così la gente non la vedeva.
.
Io l'abbracciai, forte, il mio pene eretto era tra le due chiappe, come se volesse intrufolarsi in quella galleria così tanto ambita.
Lei finì per mettersi il costume e mi diede un bacio sulla guancia.
Andammo verso i nostri posti a sedere.
Lei era con un ragazzo vicino. Era il fidanzato.
Io li osservavo attentamente, ogni minima mossa, gesto, e dove andavano i loro occhi, ma soprattutto le loro espressioni. Potevo vedere tutto.
Si capiva fin troppo bene che lui non l'amava.
Non si era degnato di accompagnarla con lei in acqua e non la stava osservando mentre andava via nella sua nuotata. Probabilmente era un ragazzo qualunque che aveva trovato. Forse lei, non riusciva a stare da sola o forse cercava dei partner occasionali che non volessero niente di serio. Forse non era pronta ad un una vera relazione.
Lui guardava ogni ragazza che guardava, le scannerizzava dalla testa ai piedi. Un comportamento inadeguato per essere un fidanzato.
Quello fu il nostro primo incontro. Ma parliamo di molti anni fa, ma ricordo quel giorno molto bene, soprattutto per il suo sguardo quando mi lasciò per andare con lui. Un sorriso meraviglioso accompagnato da degli occhi che ti rubano il cuore ma un forte buio di tristezza che solo pochi potevano intravedere.
Il colpo di fortuna che ebbi in quel periodo e anche nella mia vita che, quando ritornai a casa mi ritrovai nello zaino che portavo sulla spiaggia, un bigliettino con un numero e una parola sottolineata un paio di volte: "Chiamami".
Chiamai quel numero ed era lei. Mi spiego' del perché mi aveva messo quel bigliettino. Era interessata alla mia "amicizia". In quel momento non so se fossi stato felice o meno, ma ero felice del fatto che probabilmente sarebbe entrata nella mia vita sperando di non uscire mai più, anche se l'avevo appena conosciuta.
Dopo un po' di tempo dalla sua conoscenza capii osservandola, che voleva provare esperienze nuove, provare emozioni nuove con partner diversi ma non la vedevo mai felice. Forse voleva provare le emozioni che danno tanti uomini per capire quale è il senso del sesso fra due persone che non provano dell'amore reciproco.
Soltanto del sesso violento senza un minimo di dolcezza, amore, empatia, ma solo cercando di provare il proprio piacere, disinteressandosi dell'altra persona.
Lei sapeva che la amavo, la volevo, la bramavo. Era per me come un bicchiere di cristallo che continuava a cadere ma solo io mi tuffavo ogni volta per non farla rompere. Proprio così, ero io ogni volta, che stavo con lei, nel suo letto, a dormire insieme perché cercava un po' di amore da qualcuno che conosceva ma non abbastanza pronta per fare quel passo per lasciare indietro il suo passato e guardare verso un futuro roseo e luminoso. Lei sapeva che sarei stato sempre li, ad abbracciarla, proprio come il primo giorno che ci conoscemmo. L'unico in grado di aiutarla, che voleva aiutarla, ero io; ma non perché cercavo di averla e scoparla, ma era un sentimento unico, semplice, diverso dal possedere e buttare via; era un sentimento dove, io mi mettevo da parte per lei, mi ferivo per lei.
So che lei non ne era felice del fatto che soffrissi ma era ancora più felice vedermi sempre li, a correre verso di lei, ogni volta che sul mio telefono vedevo il suo nome.
Molte volte le avevo chiesto un appuntamento ma lei aveva sempre rifiutato, forse perché sapeva, che alla fine della serata mi sarei dichiarato e lei avrebbe rifiutato.
E si sa che quando si rifiuta una persona, le strade si dividono. Lei mi voleva ancora nella sua vita, ancora non riesco a capire il motivo delle sue scelte e non lo so e anche ora che scrivo questo racconto per voi, ma solo lei saprà cosa ha nella sua testa.
Io avevo solo occhi per lei nonostante tutto ciò che mi stava facendo; più volte mi disse di continuare a farmi una vita andando con altre ragazze più belle di lei e con un carattere migliore, ma sbagliava.
La vedevo sempre sorridente, simpatica, giocherellona, con tanta voglia di vita. Ma questo solo con me, perché con le altre persone era tutto il contrario. Un diavolo pronto a prendere i cuori di chiunque, o per meglio dire i cazzi di chiunque. Voleva scoparsi tutti e aveva sempre una voglia pazzesca. Si vedeva da come si vestiva ogni volta che usciva in discoteca insieme alle sue amiche.
Maglietta scollata senza reggiseno, gonna cortissima senza mutandine, calze lunghe e tacco 12.
Un vero schianto che anche il più asessuale del mondo rimaneva a bocca aperta.
Con questo modo di vestire e con il suo atteggiamento da succhiacazzi, andava a farsi chiunque.
Ed ero io li, ogni notte, a portarla a casa. La spogliavo, la lavavo e la mettevo a letto, nuda come piace a lei.
Non era spaventata, perché sapeva che senza il suo consenso non l'avrei mai sfiorata in modo sessuale.
Mi mettevo sotto le coperte con lei, l'abbracciavo e dormivamo insieme.
Un giorno cambio' tutto quando alla mia ennesima dimostrazione d'amore e al mio volere un appuntamento, lei accetto' senza esitazione. Ci dovevamo incontrare a casa mia, che lei conosceva molto bene visto che molte volte facevamo Delle feste insieme ad altre persone.
In quel momento cominciai a dubitare della mia domanda.
Ho fatto bene a chiederglielo? Pensavo non accettasse.
Perché ha accettato? Cosa ha fatto sì che il suo pensiero cambiasse? Cosa aveva in mente?
Per giorni e giorni non la sentii. Non rispondeva alle mie chiamate ne lei mi cercava e il giorno dell'appuntamento si stava avvicinando. Ormai, anche se volessi tornare indietro, non potevo disdirlo, sarebbe stato come un tradimento nei suoi confronti.
Era arrivato il giorno fatidico. Mi preparai con un vestito elegante. Preparai la casa alla perfezione, profumata con candele ovunque ben sistemate; ogni cosa era al suo posto.
Suono' il campanello', aprii la porta ed era lei.
Era un incanto. Aveva i capelli lisci piastrati con un nuovo taglio. Le arrivavano fino al culo. Un pizzico di trucco come sapeva piaceva a me. Un vestito cortissimo che le arrivava appena sotto l'inguine. Aveva le spalle libere e il suo vestito cominciava dal seno prosperoso, che sapeva io amavo alla follia. Sapeva benissimo che in quei anni mi ero trattenuto dall affondargli la mia faccia, per poi infilargli il mio cazzo.
Mi stava provocando? Probabilmente si. Ci stava riuscendo. I miei pensieri erano perennemente su di lei, non riuscivo a tenerle gli occhi di dosso. Aveva delle ballerine, che la facevano sembrare ancora più carina.
Le dissi che la cena era pronta sul terrazzo. Andammo insieme, la osservai attentamente. Le sue gambe erano paradisiache; 1 metro e 70 di ragazza con delle gambe lunghe che non finivano mai. Il suo culo era un dono di Dio. Chiunque avrebbe ucciso per quel culo bello grande, soffice, unico nel suo genere. Ero come ipnotizzato dal suo camminare, le sue curve sinuose erano così affascinanti.
Uscimmo fuori sul terrazzo e la feci sedere accompagnando la sedia sotto il suo bel fondoschiena.
Il terrazzo era bello grande. Pieno di candele, né a destra né a sinistra ci potevano vedere ma soltanto se ci si sporgeva. C'era una spiaggetta con Delle persone che si facevano il bagno, ma niente mi importava. Oltre al tavolo e le due sedie c'era un divano molto grande nell'angolo così da poter osservare meglio le stelle, il cielo, la luna.
Mangiammo felicemente. La pizza che amavamo tanto,un bel dolce con la Nutella. Avevo preparato tutto per una serata indimenticabile. Finimmo di cenare e ci sedemmo nel divano ad ascoltare le onde del mare, il suo flebile profumo, ad osservare il cielo così infinito e per quanto sia affascinante, molto tenebroso.
Io la guardavo continuamente, volevo trovare il coraggio di poterle confessare i miei sentimenti e dichiararmi anche se con una risposta negativa, ci avrebbe fatto allontanare; ma mai aveva accettato un mio appuntamento, quindi presi tutto il coraggio che avevo e andai fino in fondo.
Nel momento di aprire la bocca, come se già avesse premeditato tutto dall inizio alla fine, mi mise un dito nella bocca come per zittirmi.
, esclamo' con voce roca.
Le succhiai il dito pieno delle sue voglie.
Mi sbottono' la camicia e i pantaloni e mi mise a nudo in pochi secondi. Il mio eccitamento si vedeva, il pene si era cominciato ad alzare. Si abbasso' e mi prese la testa del mio membro e lo mise in bocca, sempre più dentro fino ad averlo tutto fino in gola. Fece molti movimenti con le mani. Io estasiato comincia a godere tenendo i suoi capelli lunghi e morbidosi, lontano dal suo viso. La scopai a lungo quella bocca che ho tanto amato. Mi sentivo uno schifo, ma forse era quello il momento della vittoria sulla mia vita? Ho finalmente vinto contro quell'essere superiore che mi ha ucciso per tutta la vita non facendomi incontrare la mia anima gemella?
Mentre sbattevo il mio pene sulla sua bocca, tali movimenti fecero scendere il suo vestitino fino a farle intravedere i suoi due seni che ormai, non riuscivano a stare più dentro. Glielo abbassai tutto, così da essere completamente nuda. A terra era tutto bagnato, dalla sua vagina fuoriuscivano tutti i suoi liquidi.
Le venni in bocca ma lei non ingoio'. Si alzo, si mise attaccata al muretto portandomi con se tirandomi per i capelli, mi apri la bocca con forza e mi fece ingoiare tutta la sborra. Era tutta eccitata, si vedeva. Le toccai la vagina, emise un gemito.
Ormai attaccata al muretto, mise i suoi seni in bella vista al pubblico sulla spiaggia e aprì le gambe.
, con queste parole di assoluta dolcezza, mi avvicinai col mio cazzo. Ormai la sua femminilità era in tiro. Entrai piano piano e cominciai a far tremare, scuotere, sussultare il suo clitoride provocandole numerosi orgasmi. I suoi seni si muovevano avanti e indietro e in modi oscillatori. Lei guardava i passanti sbalorditi da ciò che stavano vedendo, alcuni si stavano masturbando davanti ai suoi occhi. Lei si eccitava ancora di più fino a quando venni dentro di lei in modo esplosivo dandole il colpo definitivo.
Stanco, mi sdraiai sul divano mentre lei mi salì di sopra di soppiatto. Mi comincio' a scopare ma stavolta al suo ritmo, molto più veloce del mio.
Le vedevo la schiena, i suoi capelli mi stavano ipnotizzando. Amavo i suoi capelli così lunghi. Tutti stavano vedendo lei nuda che mi stava fottendo, ma io non sapevo nulla.
Lei invece aveva escogitato tutto a mia insaputa.
Mise le mani sul muretto così da dare più potenza alla scopata fino a quando venni copiosamente inondando il suo utero del mio liquido.
Dopo quella scopata, mi addormentai profondamente, felice che probabilmente lei aveva accettato la mia proposta di fidanzamento.
Mi svegliai presto e non la vidi più. Mii sentii vuoto, un ripiego come tutti gli altri ragazzi che ha avuto. Un rapporto occasionale, uno qualunque. Mii sentii tradito da chi amavo. Forse aveva pena nei miei confronti? Non lo sapevo e non mi interessava minimamente. Non l'avrei vista più ed era giusto così; dovevo andare avanti come giusto che sia, lo dovevo fare per me e il mio cuore ormai frantumato.
Dopo aver pianto innumerevoli lacrime, mi lavai e mi vestii, ma ad un tratto qualcuno suono' al campanello.
Aprii la porta ed era lei. Aveva fatto la spesa. Lei sapeva che non mangiavo quasi niente per via del mio amore incontrastato nei suoi confronti che mi faceva perdere l'appetito.
risposi con voce rigida e bassa.
, rispose saltellando felicemente.
Non ero il suo ripiego ma un altra sua vittima.
Da li in poi sono stato l unico ragazzo, fidanzato, amante, migliore amico che ha avuto.
Il diavolo ha scelto l'ultima vittima con cui saziarsi per la sua intera esistenza.

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