Erotici Racconti

Voci che corrono

Scritto da , il 2018-03-12, genere saffico

Le voci corrono da sempre, l'amicizia che c'è tra me e Francesca non smette mai di suscitare commenti maliziosi. Vorrei che fosse chiaro che io sono femmina, assolutamente eterosessuale e, a parte qualche piccolo episodio scherzoso, non ho mai avuto rapporti di questo genere con altre rappresentanti del mio stesso sesso.
Non sono mancate le fantasie, ma questo non significa nulla, a me piacciono gli uomini e basta.
Tanto più con Francesca, con lei ho un rapporto di amicizia sincera pluriennale, eravamo bambine quando è cominciata la nostra intesa, non poteva in nessun caso trasformarsi in qualcosa di diverso.
Da parte sua potrebbe anche essere, ma lei è talmente timida e piena di problemi che non me lo confesserebbe mai, e dire che se lo facesse potrei ripensare alle mie convinzioni e renderle meno tassative.
Lei prova senza dubbio un'attrazione nei miei confronti, ho il sospetto fondato che questa attrazione celi almeno un minimo di desiderio.
Certo, ho pensato anche a questa possibilità, spesso siamo state molto vicine, abbiamo dormito insieme e la sua vicinanza non mi lasciava indifferente, ma lei in questi casi è sempre stata sulle sue e non c'è mai stato un segnale.
Potrebbe anche accadere un giorno di lasciarsi trasportare in qualche azione un po' spinta, ma sarebbe un caso isolato, come un gioco, senza alcuna possibilità di fraintendimenti.
Spererei di rimanere comunque molto amiche e di riderci su, ma non ho riso per niente quando poco fa mi ha mandato questo messaggio:
"Aiuto!!!! Paolo mi ha chiesto se io e te abbiamo mai avuto rapporti intimi".

Paolo, il suo attuale scopamico.
Questo qui una volta mi stava sul culo, ora non mi dispiace come sta cercando di dare uno scrollone a Francesca, la vedo diversa, mi parla in un modo nuovo, va be', sarà anche innamorata, ma è la prima volta che la sento così disinibita, più aperta. Non abbiamo mai affrontato seriamente l'argomento, penso che adesso sarebbe più facile parlarne, prima che lei si richiuda nel suo guscio, dopotutto basterebbe uno sguardo d'intesa per finire a letto insieme, siamo talmente affiatate! Oddìo, ma cosa sto pensando? A me piacciono gli uomini, ma Francesca che mi bacia e mi lecca dappertutto me la sogno volentieri, vorrei vederla godere e mi piacerebbe ricambiare, accarezzarle il seno, poi la mia lingua sul suo clitoride, esplorarla con le dita e … no, non deve succedere, deve rimanere tutto com'è, è così che deve continuare l'amicizia, si rischia di rovinare tutto.
Cosa le rispondo? Con una risata? C'è poco da ridere, vorrei almeno lasciare in sospeso questa possibilità, almeno pensare che potrebbe succedere. Non sono mai stata tanto indecisa a rispondere a un messaggio, se me lo ha detto significa che lo considera importante, non posso snobbarla, e poi la cosa intriga anche me.
Scrivo e cancello, scrivo e cancello, lei vede che sono titubante, chissà cosa sta pensando, o cosa sta aspettando.
Un “digli la verità”? No, finirebbe tutto lì e io voglio lasciare aperto uno spiraglio, potrei cambiare discorso ... no, lei si aspetta un commento, devo essere diplomatica, magari un "chissà" generico? Solo per temporeggiare.
Mi sa che questo messaggio provocherà comunque un piccolo cambiamento nei nostri rapporti. Io potrei anche proporlo chiaramente, ma sono sicura che la metterei in imbarazzo e non voglio creare uno squilibrio nella nostra amicizia.
Mi butto con una battuta stupida, ma ricca di puntini di sospensione.
"Francy ... digli ... di sì ... non si sa mai. Hahahahahaha"
“Ci crederebbe … non è il caso” è la sua risposta.
“È vero, poi dovremmo farlo davvero x non deluderlo” e accompagno il messaggio con innumerevoli faccine ironiche.

Pausa infinita. E orgasmo sussultorio appena mi sfioro.

"Francy c6 ancora?"
Niente.
"Francesca!!!!!!!!!!!!!"
"Scusa, mi ero...addormentata"
"Mi hai fatto prendere uno spavento"
"VIENI QUI"
"Scherzi? Ma sai che ore sono? Non stai bene?"
"Sì, scusa, è tardi, buonanotte"
"Vuoi davvero che venga da te?"
"Sì"
"Arrivo, dieci minuti"

Cazzo, e adesso?
Lei sta venendo qui, alle due di notte, ora la chiamo e le dico di tornare a casa.
No, mi invento una paranoia, ma dev'essere credibile! La chiamo, sono ancora in tempo, sarà appena uscita di casa, starà pensando davvero che non mi sento bene, sarà preoccupata, non posso dirle semplicemente "ho voglia di te". Potrebbe rispondermi che sono scema, anzi lo farà di sicuro, devo fingere un malore, ma credo che non ci sarà bisogno di fingere, mi verrà un colpo quando sarà qui. Ma cosa mi è saltato in mente, non potevo farmi i cazzi miei? Ormai mi sono masturbata, che bisogno c'era di fare questa figura di merda?
Ma perché non risponde? Avrà la suoneria bassa, dai, rispondi ... Noooo, è già qui!
Vado ad aprire la porta. Entriamo in casa in silenzio, mi aspetto che mi chieda spiegazioni e invece mi guarda, mi studia e io arrossisco, non posso guardarla, ho troppa vergogna, ho tradito la sua fiducia. Ci sediamo sul divano, vicine, mi prende la mano e mi sorride. Muoio.
Per me il mondo è finito, ha saputo la cosa che non avrebbe mai dovuto sapere, e adesso è qui per dirmi che sto sbagliando tutto, che ho frainteso, che lei non prova per me le stesse emozioni, per dirmi che possiamo anche far finta di niente e sarà solo un piccolo episodio da dimenticare.
Avrei potuto accettare una figuraccia così quando avevo quindici anni, adesso è un disastro, non avrò più il coraggio di guardarla in faccia. Mi piace da sempre, fin da quando eravamo ragazzine, l'ho vista crescere e diventare bella, bellissima cento volte più di me, l'icona del desiderio, e adesso mi crolla il mondo addosso.
Adesso che mi ha preso la mano non le resta che cercare di consolarmi, in fondo mi vuole bene e immagina come io mi senta in questo momento. Me l'avesse presa ieri la mano, ieri che non sapeva niente, l'avrei accettato come un gesto di amicizia, di affetto, sarei stata felice di questa bellissima sintonia, adesso no, non voglio conoscere i suoi pensieri in questo momento, non può consolarmi, nessuno lo può fare.
Anche questo bacio sulla guancia che mi sta regalando, dovevo essere io, Giuda, a baciarla, e invece no, ma con la sua compassione riesce a demoralizzarmi ancora di più.
È lì, il suo bacio raccoglie anche una lacrima che mi sta rigando la guancia, piango con gli occhi chiusi, e lei inizia lentamente a seguire a ritroso il percorso della lacrima, fino alla sorgente. Le sue labbra mi sfiorano la palpebra, la baciano, sento la sua lingua che la accarezza. La sua lingua … uno dei miei sogni più erotici, la sta usando su di me, anche se è solo una palpebra a trarne beneficio … cosa sta succedendo?
Un fiume di adrenalina mi percorre, non è possibile, è solo frutto della fantasia, adesso apro gli occhi e mi accorgerò che non è vero. No, voglio sognare ancora, ora la sua lingua sta percorrendo il contorno delle mie labbra, le tengo chiuse, non voglio che lei pensi che non aspettavo altro, le aprirò solo se …
Ecco, le ho aperte, le sue labbra sono incollate alle mie, la sua lingua si è insinuata a cercare la mia, si trovano, si accarezzano, si piacciono, me la prende e me la succhia dolcemente, poi mi abbraccia, si stacca dalla mia bocca solo per dire “ti voglio” e si incolla nuovamente.
Sento le sue mani che percorrono i miei fianchi alla ricerca della pelle nuda. Lo sapevo, viene fuori la mia timidezza e non riesco a fare altrettanto, mi abbandono completamente a lei e mi lascio toccare, il suo modo di fare è delizioso, l'aiuto soltanto a svestirmi, prima la maglietta e poi il reggiseno.
I capezzoli ricevono le prime attenzioni e lei si sofferma all'infinito a baciarli e mordicchiarli, a passare la lingua sulle areole mentre la sua mano percorre determinata la mia coscia fino all'inguine.
Mi corico sul divano e l'aiuto a liberarmi dei pantaloni.
La sua mano si infila dentro le mutandine e mi fa sussultare, che bello, è il tocco di una femmina, delicato, sensuale, erotico. Poi è soprattutto il tocco di lei, di lei che ho desiderato tanto, e che ora mi sta facendo sua, mi sta stuzzicando il clitoride, le sue dita entrano ad esplorare l'interno della mia vagina, le sue dita, lunghe e snelle che mi scavano in profondità, cercano accuratamente i punti più fragili, si soffermano a sfiorarli delicatamente, poi escono ad accarezzare le labbra, poi di nuovo dentro e io che le blocco come una morsa dentro ai miei muscoli e godo, godo con tutta la passione che ho tenuto in serbo per lei, come non ho mai goduto in vita mia.
Sì, dopotutto è stata lei a cominciare, se l'ha fatto è perché lo voleva, non devo più sentirmi in colpa, vergognarmi, ora lei sta osservando le reazioni che mi ha provocato, sta ascoltando il mio respiro ancora ansimante, ora mi accarezza il viso con dolcezza, le sue dita hanno il profumo del mio sesso, non sono così sfrontata da assaggiarle, ma l'odore è inebriante, ho ancora voglia di lei, la desidero da morire.
Lei è ancora vestita, ma mi faccio coraggio, la faccio alzare in piedi, oddìo com'è alta, e la spoglio, completamente nuda.
È bellissima, non è la prima volta che la vedo coperta dei soli indumenti intimi, ma nuda mai.
La invito a girarsi per non incrociare i suoi occhi e le accarezzo la schiena, le spalle, le natiche, poi l'abbraccio e mi impossesso delle sue tette, scendo giù sulla pancia senza tralasciare un solo centimetro della sua pelle, la sento fremere di piacere, ansimare e mormorare monosillabi carichi di inviti, scendo ancora sfiorando i peli del pube e finalmente appoggio delicatamente le dita sul suo clitoride e inizio a strofinarlo. Un orgasmo violento la sconvolge, tutto il desiderio che ha accumulato si scatena in tutta la sua dolcezza, le mie dita accompagnano i suoi movimenti e la svuotano di tutta la sua passione. Rimane inebetita, come lo ero rimasta io, poi si lascia cadere sul divano e si lascia ammirare nella sua bellezza infinita.
Non ci guardiamo negli occhi, entrambe siamo imbarazzate dal nostro comportamento, non abbiamo fatto niente di tanto eclatante, ma è stato splendido, dopo che l'avevamo represso per tanti anni, mi domando se lei sarà disposta a rifarlo o se è stata solo una voglia passeggera.
Io lo rifarei anche subito, e non solo strofinandole il clitoride, vorrei portarla a letto e affondare la faccia nel paradiso del suo inguine, infilarci la lingua e lasciare che lei faccia altrettanto a me, abbandonarci insieme alla passione, godere all'unisono di questa nuova, meravigliosa sensazione che ci accomuna. Vorrei poi dormire insieme a lei, abbracciate come due amanti perfette, vorrei essere la protagonista dei suoi sogni erotici, come lei lo è sempre stata per me.
La guardo intanto che si riveste, non posso farne a meno. Lei mi sorride, sembra un incoraggiamento, sembra che voglia dire “lo rifaremo”, ricambio timidamente il sorriso, lei si alza, mi abbraccia, mi bacia di nuovo sulle labbra e mi dice “grazie tesoro”.

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