Erotici Racconti

Magnifica presenza

Scritto da , il 2018-01-10, genere etero

Quell’anno, a fine gennaio, mio suocero ci aveva lasciati, nemmeno un anno dopo il nostro matrimonio io e mia moglie avevamo dovuto celebrare i suoi funerali, non aveva fatto in tempo a vedere nessuno dei nipoti che sarebbero venuti di li a qualche anno. Era venuto a mancare ancora relativamente giovane lasciando mia suocera ma ,fortunatamente, dopo aver sistemato sua figlia.
Mia moglie, legatissima a suo padre, ne aveva sofferto molto e si era attaccata ancora di piu’ alla mamma, ma mia suocera non aveva voluto essere di peso a nessuno dei suoi figli ed era rimasta da sola a casa sua. Del resto era in salute e completamente autonoma, con la pensione del marito viveva decentemente bene, era relativamente giovane e aveva una nutrita cerchia di amiche che le alleviavano la solitudine.
Quella estate mia moglie volle fortemente che la mamma venisse in vacanza con noi,per farla distrarre un po’ disse.
La cosa non mi secco’ piu’ di tanto, anche se io avevo avuto nel passato forti attriti con mia suocera, dovevo riconoscere che era una donna piacevole che riusciva spesso, col suo carattere allegro, ad essere simpaticissima il mio era una specie di odio-amore insomma.
Quel mese al mare fece su di me uno strano effetto, mia moglie era molto bella ma io mi sorpresi piu’ di una volta ad osservare con interesse le rotondita’ mature di mia suocera e a fantasticare scene di sesso con lei.
Lei a cinquantasei anni era ancora mora naturale ma con qualche filo di grigio e abbastanza soda, quando si stendeva al sole spiavo ogni volta che apriva le cosce sperando di veder spuntare all’inguine qualche ciuffetto di peli neri e, quando il costume era bagnato, non riuscivo a distogliere lo sguardo dal solco che si formava in mezzo alle sue gambe, la’ dove era l’apertura della sua fica,una fica grassa e grossa , una passera enorme a confronto della fichetta giovane della figlia , una fica che il parto naturale di una figlia molto grossa alla nascita doveva aver trasformato in una caverna di umido piacere.
Quando si girava su un fianco le sue belle chiappe grosse e sode con quella pelle delle gambe che mostrava qualche venuzza varicosa mi stuzzicavano e ,spesso, ero costretto a mettermi a pancia sotto per nascondere una improvvisa erezione.
Che scorpacciata di carne doveva essere quella donna , guardavo il culetto piccolo e sodo di mia moglie , un culo di ragazzina ,un meloncino che stentavo a credere potesse facilmente prendere il mio cazzo , come normalmente faceva, senza spaccarsi e pensavo a quanto mi sarebbe piaciuto invece sborrare fra le chiappone della madre.
Qualche giorno dopo mi accorsi che mia suocera aveva preso l’abitudine di aggiustarsi il costume all’inguine infilando un dito sotto l’elastico per sistemarlo bene fra le gambe piene e ben tornite.
Mentre lo faceva lasciava intravedere un pezzettino della sua grossa vulva e i peli neri che la adornavano ma mi accorsi che lo spettacolo, certamente voluto, non era fatto a mio beneficio ma era fatto per la gioia degli occhi di un signore maturo, un bell’uomo, che aveva preso l’abitudine di sistemare il suo ombrellone, sotto il quale la moglie tutta la mattina leggeva un libro, vicino al nostro.
Cosi’ mentre mia suocera gli mostrava un pezzettino delle sue grazie intime quel tipo si “aggiustava” il cazzo nel costume, io mi ero accorto di questi segnali erotici che i due si scambiavano e se ne era accorta pure mia moglie, l’unica a non essersi ancora accorta di nulla era la moglie del tipo che ,imperterrita, leggeva, leggeva..
Qualche giorno dopo , a letto, mia moglie Laura , dopo aver fatto l’amore, mi disse :” Credo che mamma non ce la faccia piu’ a vivere da sola, e’ ancora abbastanza giovane e qui , se non stiamo attenti ,finisce che quello che le ha lasciato papa’ ci tocchera’ dividerlo con qualche estraneo..”
Un magnifico esempio di amore filiale ma ,si sa, la vita e’ cosi’..
Ovviamente mia moglie , con la solita ipocrisia femminile, voleva farmi intendere che la mamma avesse bisogno di affetto invece di dire semplicemente che sentiva il bisogno naturalissimo di un bel pezzo di carne dura per la passera..
Comunque io mi ero quasi ingelosito di questa attrazione che mia suocera provava per quell’uomo e questa strana gelosia aveva acuito ancor di piu’ il mio desiderio di chiavarmela, magari pure facendo una cosa a tre con quel tipo che , visto la megera di moglie che si ritrovava , mi stava anche un po’ simpatico..
Comunque la buona notizia era che mia suocera aveva una gran voglia di cazzo, e l’aveva pure forte, e non era piu’ la vedova inconsolabile che diceva di essere fino a qualche mese prima.
Temevo che il tizio della spiaggia trovasse il modo di farsi avanti e che finisse per chiavarsela spegnendo almeno per un po’ il friccicorio che lei doveva sentire fra le gambe. Non avrei certo potuto impedirle di uscire qualche sera e di togliersi un capriccetto.
Fortunatamente venne in mio aiuto la moglie del tipo che ,una mattina, alzando gli occhi dal libro per un istante, becco’ mia suocera che mostrava con consumata tecnica un pezzettino di fica al marito e capi’ la tresca che stava maturando ad un metro da lei, mai abbandono di spiaggia fu piu’ rapido e mai fu piu’ accompagnato da tante parolacce che finivano in “oia” ed in “occola” intercalate da parole in “onzo”, i due non si videro piu’ su quella spiaggia , con mia somma gioia.
Devo riconoscere che questo riaccendersi delle voglie di mia suocera era anche un po’ colpa mia,infatti avevo preso l’abitudine durante le vacanze di lasciare socchiusa la porta della camera da letto la notte in modo che lei potesse sentire i gemiti ed i mugolii della figlia quando mi faceva un pompino al sapore del sale del bagno a mare della sera e quelli piu’ intensi e forti di quando la chiavavo.
Credo che mia suocera sentisse ancora piu’ distintamente i piu’ forti i gemiti di quando, dopo che era venuta con la fica ed io con le dita le avevo spalmato il buco del culo con il liquido della sua vagina e con un po di saliva, Laura, con fare esperto, si puntava la cappella al culo e si impalava piano piano.
Erano quasi dieci anni che avevo rotto il culo a Laura ed ormai era diventata cosi’ esperta e sensibile che veniva quasi con una intensita’ maggiore di quando veniva con la fica.
Scendeva lentamente sul mio cazzo muovendo il culo da un lato all’altro per facilitare la penetrazione, fermandosi per un po’ ,ogni tanto, per lasciare che il culo si adattasse, era cosi’ brava che riusciva a prendere dentro quasi tutto il mio cazzo che non e’ di quelli piccoli.
Dopo un po’ che la inculavo si metteva a pancia sotto e mi chiedeva di “darci dentro ” mentre con la mano destra sotto la pancia si strapazzava clitoride e vagina, dopo dieci anni ci eravamo fasati cosi bene che venivamo insieme in un orgasmo terrificante, col buco del suo culo che stringeva la mia asta che si gonfiava ancor di piu’ dandole ulteriore piacere, poi stanchi si restava uno sull’altro ,con il cazzo ancora dentro a sentire le pulsazioni e gli spasmi che continuavano ancora per qualche minuto.
A volte succedeva che si sentiva l’odore di quello che avevamo fatto e anche se quella roba aveva aiutato il cazzo a scivolare meglio dentro e fuori dopo dovevamo lavarci e Laura non perdeva occasione,dopo il bidet, di piegarsi mostrandomi il culo e ,aprendo con due mani le sue chiappette, di farmi vedere ,ridendo e felice, il “rosone”, come lo chiamavamo fra noi.
“Guarda che culo mi hai fatto!! Me lo hai sfondato proprio bene! Domattina non dovro’ nemmeno sforzarmi per andare di corpo!” Diceva sorridendo e bisbigliando per non farsi sentire nel silenzio della notte ed io ne ero orgoglioso. Che bella cosa la gioventu’!
Io ero certo che mia suocera nella stanza accanto si fosse strapazzata ben bene la clitoride e magari si fosse anche infilata un paio di dita nella fica o un paio di dita nel culo o tutt’ e due le cose nel sentire il piacere della figlia e che ora,dopo esser venuta, stava provando a prender sonno cercando di non pensare alla sua gioventu’ ed ad un duro e grosso cazzo che la sfondava per bene...ma era quello che volevo, volevo risvegliare i suoi sensi.. e prima o poi,se mi fossi mosso bene, se non me l’avesse fottuta qualcun altro, alla fine mi sarebbe caduta sull’uccello come la signora di quel quiz televisivo..
Le vacanze finirono e, a quanto mi risultava, nessun cazzo ancora mi aveva fottuto la suocera, il mio desiderio aumentava e sentivo che la signora aveva cominciato ad accorgersi dei miei occhi puntati al suo culo e alle sue tette giunoniche e la cosa doveva turbarla per forza.
Forse anche per questo alla fine delle vacanze mia suocera volle tornare a stare a casa sua e anche se il mio desiderio di lei rimaneva forte non ebbe piu’ occasioni di riattizzarsi. La fine delle vacanze mi vide tornare al mio lavoro di capo-tecnico in fabbrica e con il mese di ottobre mia moglie torno’ a fare la maestra.
In quei due mesi non ebbi molte occasioni di incontrare mia suocera, non avevo avuto neppure scuse per andare a casa sua e lei veniva a far visita alla figlia nelle ore nelle quali ero al lavoro.
L’avevo incontrata solo al pranzo della domenica , in quelle occasioni, quando lei si sedeva a tavola accanto a me, cercavo di accostare la mia gamba alla sua per sentirne il calore che unito al profumo che usava faceva si che io mi allupassi di brutto e finivo ,a sera, a sfogare la prepotente voglia con mia moglie che ,invero, era piacevolmente grata di mio cotanto ardore.
Mia suocera si sedeva sempre accanto a me e non si scostava quando mi strusciavo alla sua gamba,avevo la sensazione che le facesse piacere e che quasi desiderasse il contatto, io stentavo a resistere alla voglia di metterle una mano fra le gambe per carezzarle e risalire fino alle mutande, ma con mia moglie sempre vigile e insicuro della reazione che potevo suscitare nella mamma , non mi muovevo piu’ di tanto.
Ma avevo la quasi certezza che la situazione fosse matura per fare un passo piu’ audace e che temporeggiare ancora avrebbe fatto passare quel momento magico, dovevo trovare pero’ l’occasione giusta.
Agli inizi di dicembre mia moglie mi disse che col pretesto di non sentirsi tanto bene avrebbe chiesto alla mamma di venire a stare un po’ con noi, mi disse di essere venuta a sapere che un vedovo maturo con dei figli adulti cercava di conoscere la madre e che ,a salvaguardia della eredita’, era il caso di evitare l’instaurarsi di un legame, era necessario “controllare” , disse proprio cosi’, le attivita’ di mia suocera.
Mia moglie mi spaventava sempre un po’ con la sua mente razionale ed utilitaristica.
Una mattina, ero di turno pomeridiano quel giorno, mia moglie che stava per uscire per andare a scuola mi sveglio’ portandomi il caffe’.
Con la tazzina in mano mi recai in salotto per fumare una sigaretta, mia suocera era seduta sul divano in vestaglia a guardare in tv i programmi del mattino, accesi la sigaretta mentre pensavo velocemente e freneticamente al modo migliore per far precipitare le cose a mio favore, era una occasione propizia e non dovevo sprecarla.
Dovevo cercare un contatto fisico qualunque senza destare sospetti sulle mie intenzioni.Mi si accese una lampadina.. all’epoca mi si formavano sulla fronte e sulle guance dei punti neri e spesso avevo chiesto alla suocerona di togliermene qualcuno, lei si divertiva un mondo a strizzarli e quindi fu contenta e non certo sorpresa quando le chiesi di farmi un po’ di pulizia al volto ed alla fronte.
Prese posizione di fronte a me e comincio’ ad esplorare il mio volto con le dita, avevo i suoi stupendi e grossi seni all’altezza degli occhi, ne sentivo il profumo, un misto di talco e di afrore di donna, allora, per facilitarle il compito, appoggiai la mia testa al suo seno e lei non mi scosto’, anzi mi strinse piu’ forte a se’ dicendo che cosi’ le veniva piu’ facile strizzare i punti neri piu’ grossi.
Avevo appoggiato le mie mani alle sue spalle e sentivo sotto le mie dita la sua carne calda , cominciai ad accarezzarla mentre lei operava sul mio volto e lei sembro’ non accorgersene, il mio cazzo ormai era diventato duro come un sasso ma poiche’ ero seduto e piegato in avanti la cosa non era tanto evidente, ma lei non poteva non essersene accorta.
Decisi di giocare il tutto per tutto, infilai le mani sotto la sua vestaglia scoprendo che era senza mutande e le strinsi le chiappe cominciando a baciarle i seni attraverso il tessuto quasi mordendoli.
Cerco’ di spingermi via mentre biascicava qualche parola, ma era il momento di non darle tregua, la spinsi sul divano e passandole un braccio sotto le gambe gliele appoggiai al mio petto, la sua fica mi apparve magnificamente alla vista, le labbra gonfie e grosse dalle quali spuntavano come ali di farfalla due lunghissime piccole labbra scure che, gia’ leggermente aperte ,sembravano gocciolare rugiada, era gia’ pronta , era eccitata anche lei, ma quello che mi meraviglio’ piacevolmente fu la sua clitoride.
Aveva una grossa clitoride scura che quasi come un cappuccetto sovrastava la fessura , un piccolo cazzettino turgido spuntava da quella mantellina di carne , una punta grossa come un pisello che avrei leccato e succhiato con gioia se in quel momento avessi potuto indugiare, ero abituato alla clitoride di mia moglie, piccola ,quasi un chicco di riso, quella di mia suocera fu per me una gradita sorpresa.
Mi bagnai le dita di saliva e gliela spalmai sulla fessura e preso il mio cazzo con la mano glielo puntai alla fica, cominciai a spingere meravigliandomi della facilita’ con la quale la mia grossa cappella le scendesse in vagina.
Lei con una mano mi teneva un braccio e con l’altra mi spingeva sulla pancia cercando di rallentare la penetrazione, cercava di respingermi ma facendo di tutto,in realta’, per avvicinarsi a me.
Continuai a spingere anche se pensavo che, forse non abituata ad una simile lunghezza e grossezza, sentisse un po’ troppo di quel piacevole dolore della penetrazione, ma non me ne fregava nulla, avevo deciso di sfondarla e quando , alla fine, le fui tutto dentro, lei emise un piu’ forte gemito di piacere e comincio’ a fremere tutta.
La chiavai con una forza brutale, con la travolgente passione che mi veniva dall’averla desiderata tanto , la chiavai come avrebbe fatto un innamorato che tanto a lungo avesse aspettato quel momento e lei mi ricambio’ con passione, venne almeno tre volte e durante i suoi orgasmi io affondavo tutto in lei rimanendo fermo a godermi la sua vagina che si stringeva pulsando attorno al mio cazzo.
Le sborrai dentro allagandola e il gemito che lancio’ mi fece capire che il mio sperma caldo le stava dando un piacere da tempo dimenticato.
Poi, distrutto, mi lasciai cadere accanto a lei che si era girata dall’altro lato ritirando le gambe verso di se e ,quasi in posizione fetale, aveva portato le mani alla fica e le stringeva all’inguine quasi volesse impedire che ne uscisse qualcosa.
Sentivo che aveva cominciato a piangere, mi avvicinai al suo volto rigato dalle lacrime e le chiesi perche’ piangesse, mi disse che si vergognava, che non avrebbe piu’ potuto guardare in faccia la figlia.
Aspettai che passasse qualche minuto e poi la tirai a me lasciando che appoggiasse il volto al mio petto.
Quando si fu rilassata un po’ fra le mie braccia le dissi : ” Maria non fare cosi’ Laura non sapra’ mai nulla, non glielo faremo sapere. Io ti desideravo forse dal primo giorno che ti ho conosciuta e ti ho sempre voluto bene e so che me ne vuoi anche tu, ci siamo presi un po’ di amore e di piacere, non abbiamo rubato nulla a nessuno. Faremo in modo che non accada piu’, dobbiamo riuscirci”.
Lei era appoggiata con la guancia al mio petto ed io le carezzavo i capelli mentre le parlavo, mi erano rimasti i pantaloni del pigiama abbassati ed il mio cazzo ,ancora bagnato di sperma e degli umori di mia suocera non si decideva ad ammosciarsi del tutto, era rimasto ancora gonfio ma non duro, a pulsare ancora per il piacere che avevo provato qualche minuto prima.
Mia suocera fece scorrere la sua mano destra sulla mia pancia e afferrato il mio cazzo alla base e facendolo oscillare come una grossa salsiccia disse: “ France’ ce l’hai proprio grosso, non avevo mai sentito dentro di me un affare del genere, quello di mio marito era poco piu’ della meta’ ma poi il tuo e’ grosso, largo, “doppio” mi ci vogliono quasi tutt’ e due le mani per stringerlo, cavolo se me ne sono accorta della differenza quando me lo hai messo dentro! Mi sembrava mi scoppiasse la fica ma che gusto pero’..”
Poi scese con la mano a soppesarmi le palle e mentre faceva questa manovra avvicinava il suo volto al mio cazzo, rimase a guardarlo beandosi ancora un po’ poi apri’ la bocca e comincio a succhiarmelo.
Succhiava da esperta pompinara mia suocera, dovevo riconoscere che era piu’ brava di mia moglie, gli anni di esperienza contano, chissa’ quanto aveva dovuto sbocchinare il cazzettino di mio suocero per resuscitarlo, doveva averci perso tanto tempo e fatta tanta esperienza.
Mi leccava e mordicchiava le palle poi con la lingua scorreva tutti i venti centimetri del cazzo ed arrivata in cima a stento riusciva ad ingoiare la cappella cercando di prenderlo in gola.
Il mio cazzo pero’ era il cazzo di un giovane e dopo pochi colpi di lingua era tornato ad essere un pezzo di marmo.
Mentre lei succhiava io le avevo infilato da dietro due dita nella fica strappandole un mugolio di piacere e lei aveva ricambiato la cortesia con dei sapienti colpi di lingua, poi pian piano avevo infilato tutta la mano nella vagina fino ad accarezzarle l’utero con la punta delle dita , mi rendevo conto solo ora di quanto fosse larga e capiente la fica di mia suocera, sembravamo essere fatti l’uno per l’altra , i nostri sessi si completavano a vicenda, si incastravano perfettamente e senza sforzo.
Dopo qualche minuto di piacere scambiato in questo modo lei mi sali’ sopra e guidando il mio cazzo alla sua fica con la mano destra si penetro’ e comincio’ a chiavare lentamente.
Poi comincio’ a spingere il mio cazzo dentro di lei con sempre maggior foga fino a sborrare una prima volta bagnando le mie palle ed il divano con i suoi schizzi, ci eravamo abbracciati e ci baciavamo come due veri innamorati, forse mia suocera ,dopo tanti anni, stava cominciando solo ora a conoscere il piacere, ci amammo a lungo, almeno fino all’ora che mi impose di recarmi al lavoro, io le sborravo in bocca o fra le tette o in vagina senza timore di gravidanze.
Quel giorno non avrei voluto andare al lavoro ma dovevo , avevo scoperto una amante meravigliosa e disinibita e mi dispiaceva lasciarla per andare in fabbrica.
Questo e’ il racconto della prima volta che feci sesso con mia suocera e ogni volta che ero di turno pomeridiano e mia moglie era a scuola, io scivolavo nel suo letto e passavamo insieme delle splendide mattine, ormai nulla dei nostri corpi ci era sconosciuto.
Ma la paura di essere scoperti ci angosciava, scopavamo sempre con un orecchio teso alla porta , il diavolo, si sa, spesso ci mette le corna e sarebbe successo il patatrak se mia moglie, sua figlia, ci avesse scoperto.
Una notte,alla fine di una scopata, dopo che Laura mia moglie era venuta scopando a cavalcioni su di me e mentre era ancora col mio cazzo dentro e lasciava che il mio sperma le scendesse dalla fica mi sussurro’ :
” Spero che tu la faccia godere almeno come stanotte hai fatto godere me...”
“Di cosa parli Laura?” dissi io.
“Credevi non me ne fossi accorta France’? Ho trovato delle gocce di sperma secco sulla spalliera del letto di mamma, quando le hai sborrato sulle tette o in bocca non ti sei accorto di dove era arrivato lo sperma e ho trovato le lenzuola macchiate,le solite macchie che lasciano due amanti e qui come uomo ci sei solo tu ,poi fra le sue mutande ho trovato nascoste delle bustine di lubrificante, le hai fatto provare anche il brivido di prenderselo in culo vero?Spero non si sia fatta troppo male con questo tuo affare, lei non ci e’ abituata...ma tu ci sai fare, come hai fatto con me..”
“Ma che vai dicendo Laura?? Non e’ vero!”
“Amore mio” rispose “ stai tranquillo, io sapevo che prima o poi sarebbe successo, anzi lo speravo, un po’ perche’ sono contenta che mamma provi un po’ di gioia ma di piu’ perche’ cosi l’eredita’ rimarra’ tutta nostra. Mamma non sarebbe riuscita a lungo a rimanere sola e cosi’ qualche figlio di puttana avrebbe messo le mani su quello che tanto faticosamente papa’ ha accumulato, quindi va bene cosi’, finche’ lei ne avra’ voglia accontentala, tanto noi ci amiamo e poi rimane tutto in famiglia. Non dirle mai che io so, non lo sopporterebbe , si vergognerebbe troppo e poi mi fa comodo che lei si senta in debito con me”
Alla faccia del cinismo, la mia cara mogliettina mi stava usando per raggiungere i suoi scopi e non le fregava assolutamente che io le trombassi la mamma, che lo stesso cazzo che fotteva lei si infilasse nella vagina dalla quale lei era uscita. Non la turbava l’immagine della mamma che mi succhiava l’uccello fino a farsi venire in bocca ne’ quella della mamma che mi prendeva nel culo.
L’importante per mia moglie era che ricevesse da me lo stesso piacere di prima e che ne dessi identica razione alla madre.
Pero’ che mi fregava in definitiva?? Mia suocera era una amante disinibita e fantastica con la quale mi sono divertito un sacco e che non si tirava mai indietro.
Amavo mia moglie e anche lei , anche se era meno disinibita, era una amante meravigliosa.
Sono stato davvero fortunato ad avere l’amore di due magnifiche donne, madre e figlia.

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