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Iniziazione di Tamara con Samuele, capitolo ottavo

Scritto da , il 2017-04-20, genere tradimenti

La sera prima, mia moglie Tamara era stata presa da due maschi superdotati. Tutto era iniziato con il pretesto dei massaggi, ma dopo varie “sedute” eravamo arrivati al sesso in tre e lei aveva dovuto subire di tutto, anche la doppia penetrazione. Era dolorante ed allargata per bene, ma aveva anche goduto, come una troia. Con la mia presenza, si era completamente sbloccata. Si era rassicurata, perché da una parte si rendeva conto che non la giudicavo, anzi, ero soddisfatto del suo godimento, dall'altra parte era certa che quello che accadeva era relegato al nostro rapporto e ci rendeva complici. Aveva ben compreso che questa mia “concessione” era legata al troppo amore che provavo per lei. Alla necessità interiore di farle provare e darle quello che io non potevo. Si era resa conto con quale affetto la trattavo dopo le sue esperienze, ne era pienamente cosciente.
Avevo un amico d'infanzia, Samuele, con il quale da giovani ci frequentavamo assiduamente. Eravamo sempre insieme però, mi dispiace per voi, non avevamo alcuna tendenza omosessuale... almeno apparente.... una volta ci siamo scambiati persino una femmina. Prima la scopai io. Fu la mia prima esperienza. Dopo una pizza mi ero appartato con lei e la penetrai. Dopo una decina di spinte ero venuto. La stessa sera andammo a casa sua, tentai un altro approccio e lei lo accolse. Ci spogliammo, ci sedemmo sul divano, qualche bacio, alcune carezze e la penetrai. Tre spinte ed ero venuto. Cattivissima figura, livello di merda massima. Pensai che si fosse trattato della sopraeccitazione dovuta alla prima volta. In realtà , successivamente, nella mia vita i rapporti con le poche donne che ho avuto sono andati sempre così. Riuscivo a resistere un po di più con i preservativi ritardanti o sotto effetto di alcol. Per il resto, una tragedia. Non appena entravo, dopo qualche spinta c'erano solo due soluzioni: uscivo e mi riposavo, interrompendo continuamente il rapporto, oppure dovevo venire come un coglione. Non avevo nessun controllo mentale su quel cazzo di merda che avevo tra le gambe. Per le donne che si trovavano ad avere rapporti con me era una tortura. Perché si sentivano penetrate e nel momento in cui cominciavano a provare piacere, io uscivo, in continuazione, ripetutamente. Ovviamente dopo tre, quattro cicli così, si perdeva la concentrazione ed il piacere del momento. Non c'era nulla che potesse sopperire, neanche i preliminari. Tornando al mio amico ed alla ragazza condivisa, questa, qualche giorno dopo, usci con lui. Era un tipo facile, una che non disdegnava le storie di una sera. In seguito Samuele mi raccontò che la mise in crisi, perché quando la scopò, in macchina, lei non riusciva a farlo venire. Tutto il contrario di me. Ancora eravamo giovani, io 19 anni, lui uno in meno e non aveva motivo di fare il gradasso con me. Quello che diceva era vero e fu confermato, in seguito, da altre circostanze. Quando una donna si metteva con lui, gli si attaccava come una sanguisuga e, comunque, lui non era così affettuoso, anzi, anche un po distaccato con le femmine. Penso che quello che funzionava in Samuele fosse questa caratteristica sessuale e cioè il fatto che avesse la capacità di soddisfare pienamente una femmina, con un cazzo dalla resistenza inesauribile. Questa peculiarità di Samuele mi aveva impressionato. A quell'epoca una certa Laura mi invito ad uscire insieme per approfondire la nostra amicizia. Stupidamente mi presentai all'appuntamento assieme a Samuele. Lei si presentò con un'amica di nome Luisa. Dopo aver scambiato qualche chiacchiera, Laura cominciava a piacermi , non avevo ben calcolato, però, che con la presenza di Samuele l'avrei persa. Così accadde. Quella stessa sera, si innamorarono ed in seguito si misero assieme. Io dovetti ripiegare sull'amica, ma la relazione si concluse presto. Comunque volevo molto bene a Samuele e non sarebbe stata una femmina a dividerci. In seguito ci ha separato lo studio ed il lavoro. Lui all'università io a gestire la mia azienda. Quando fini gli studi mi venne a trovare e lavorò per un anno nella mia azienda dove lavorava anche mia moglie. Spesso li trovavo a parlare insieme e la cosa mi infastidiva non poco. Forse mi era rimasto lo scotto di gioventù, di quando mi aveva soffiato la ragazza dell'appuntamento. In seguito feci in modo che lasciasse il lavoro. Lui si trasferi altrove. Qualche anno dopo trovò una compagna ed ebbe una figlia. Ci siamo sempre sentiti per telefono con Samuele, quando lui veniva dalle nostre parti non si perdeva occasione per una serata insieme. La stessa cosa accadeva se noi si andava dalle sue parti. Ultimamente lo avevo sentito e avevo percepito che era in un momento di crisi. Mi fece chiaramente capire che con sua moglie era quasi finita. Intuii che Samuele non aveva più un relazione normale e che aveva dovuto scordare il sesso. Non è che fosse un tipo che ci teneva molto, al contrario di me, lui è stato sempre apparentemente disinteressato. Ma le donne gli piacevano, figuriamoci. Questa brutta situazione, con la moglie, durava da almeno tre anni. Alla fine lei lo lasciò.
Pensai di fare un weekend dalle sue parti, per andarlo a trovare e proposi la cosa a mia moglie. Quando si trattava di uscire con una coppia di miei amici, Tamara era sempre riluttante. Ma se la cosa riguardava Samuele, era abbastanza disponibile. Poi , poveretto, era rimasto solo da qualche mese, incontrare due amici gli avrebbe fatto bene. Non persi occasione per stimolare Tamara.... dopo le esperienza avute eravamo più aperti e diretti..... sapevo che le piaceva, mi erano restati in mente quei momenti in cui simpatizzavano, in azienda. Allora fui geloso perché non controllavo la cosa. Ora potevo controllarla, le avrei consentito anche di scoparlo, ma con il mio consenso e sopratutto in mia presenza. Da sola è tradimento si tratta di corna belle e buone. Se, invece, le cose si fanno in accordo si tratta di complicità e soddisfazione per entrambi. Sapevo che Samuele avrebbe potuto soddisfarla pienamente, perché è resistentissimo. Non sapevo, però, se sarebbe stato al gioco. Valeva la pena tentare. Lo chiamai, lo preavvisai del mio arrivo per il weekend, lui contentissimo. Feci i biglietti per il volo, ed il venerdì pomeriggio partimmo alla volta di Milano. Venne a prendermi sino all'aeroporto e andammo subito a casa sua. Ovviamente mi avrebbe ospitato per le due notti a venire ..... continua.........

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