Il contadino2

Scritto da , il 2016-12-29, genere trans

Ciao, siamo alla seconda parte.Il contadino mi aveva chiamata e chiesto di pensare all sua proposta , aveva chiuso il telefono ed ero rimasta perplessa ma eccitata ,voleva che pensassi bene a quello che lui mi aveva chiesto e poi mandargli un messaggio con scritto lo voglio se acconsenti e lui poi mi avrebbe contattata,la notte dormii male ero agitata non sapevo cosa fare,la mattina mi svegliai eccitata e con il mio piccolo pisellino in tiro,e proprio piccolo e cosa potevo fare a una donna con lui 6 cm in tiro e due palline piccole ,con la testa rivedevo le immagini del telefonino il suo cazzone che lui teneva con due mani grosse maschie e la sua cappella che fuoriusciva mentre lo segava e le sue palle piene pelose grosse, e il mio uccellino che segavo con due dita, lo guardavo e mi dissi che non sarei mai stato un vero maschio e quindi era giusto fare la femminuccia , presi il telefonino e inviai il messaggio "si lo voglio" era fatta l'avevo inviato chissa se mi avrebbe risposto,passarono pochi secondi e sentii lo squillo del telefonino mi chiamava,risposi" pronto" era lui mi rifece un altra domanda "cosa vuoi dimmelo chiaro" avevo un nodo in gola e non parlavo ero impietrita la sua voce mi metteva soggezione,"allora cosa vuoi me lo dici " presi coraggio e " voglio fare la femmina lo voglio " brava allora ci vediamo stasera alle 20.30 precise al caffe C....... vedi di essere puntuale siediti fuori e aspetta che arrivi io ,ci conosceremo meglio e poi vedremo cosa fare hai capito?" io gli dissi di si e lui riattacco .Lavorai male tutto il giorno il pensiero era sempre rivolto a lui avevo fatto male e se era un delinquente, passo la giornata velocemente tornai a casa e feci una doccia cenai poi indossai le mie calze con i reggicalze e mutandine in pizzo sotto i pantaloni erano le 20.15 e mi avviai a piedi il caffe non era distante da casa mia ma io dovevo essere puntuale ,arravai al caffe' con il cuore in gola e le gambe che mi tremavano e una senzazione strana nello stomaco mi sedetti fuori a un tavolino era fine settembre e comiciava a essere buio erano le 20.30 in punto , venne' il barista al quale dissi che aspettavo un amico e che avremmo ordinato dopo, mi arrivo alle spalle mi alzai e lui mi bacio sulle guance odorava di denim dio quanto mi piace il maschio che sa di denim mi strine la mano ,era forte callosa grossa ruvida mentre mi diceva per non dare nell'occhio ,ci sedemmo io lo guardai tutto , lui mi scruto da capo a piedi mi disse a bassa voce "come sei carina Luisa",mi parlava gia' da subito al femminile ,era come lo avevo visto nel telefonino una magliettina a maniche corte blu calvo barba incolta la pancia prominente i pantaloni in stoffa blu non proprio stirati bene come la maglietta,i suoi pantaloni lasciavano immaginare tutto il suo bel pacco che di tanto in tanto si toccava vistosamente un paio di scarpe un po' malandate ,mi fece mille complimenti, mi chiese se il mio profumo era jador da donna e che avrei dovuto metterlo sempre con lui che quel odore li lo faceva arrapare ,ritorno il barista ordinammo due caffe e poi chiacchierammo per un oretta ,mi elenco' tutto quello che voleva e che amava mi piaceva mi aveva conquistata mi sentivo a mio agio con lui era un vero maschio ma sapeva dosare anche la dolcezza con la sua voce calda lo ascoltavo in estasi ,ci alzammo e feci per pagare ma lui mi fermo'dicendomi che la sua donna non deve pagare e che l'uomo era lui,arrossii e lui mi disse in un orecchio per non farsi notare che ero bellissima rossa in viso pago'e ci avviammo a piedi per fare quattro passi e complice il buio ogni tanto mi teneva la mano ,mi stringeva la mano e diceva che avevo le dita affusolate da signorina ,la porto al volto e con le labbra la bacio come si fa con le signore , ero in estasi mi dominava mi piaceva stare mano nella mano con la paura che ci vedessero ero pur sempre un uomo passammo sotto un arco di portici e fu' li che mi spinse in un anfratto mi appoggio' al muro e mi bacio in bocca la sua lingua mi possedeva l'avevo tutta dentro ero sua gli misi le braccia al collo e mi abbandonai a quel maschio che sapeva di buono mentre sentivo il suo cazzo duro appogiarsi sul mio ventre,si stacco' da me ci guardammo negli occhi i suoi erano scuri neri come la notte e mi chiese se era il mio tipo se ero soddisfatta ,lo guardai a lungo in quegli occhi scuri e gli dissi " sei un maschio meraviglioso voglio che tu mi faccia diventare donna la tua donna"mi bacio di nuovo e poi mano nella mano andammo via era buio la strada era deserta e lui ne approfitto' per tastarmi il culetto accorgendosi che sotto i pantaloni cera qualcosa di strano lo rassicurai dicendogli che avevo sotto calze e reggicalze e che lui aveva toccato i gancetti del reggicalze ,mi rimise subito la mano in mezzo le cosce ,mi tastava il culo e mi faceva ancheggiare ,fra me pensavo che ci poteva vedere qualcuno ma non sapevo dirgli di smettere andammo avanti cosi fino a quando arrivammo sotto casa lo invitai a salire ma mi disse che doveva andare via e che aveva un appuntamento di lavoro,pero' adesso sapeva dove abitavo e sarebbe potuto venire il giorno dopo in serata a trovarmi,colsi la palla al balso e lo invitai a cena lui accetto a patto che fossi stata enfemm, lo rassicurai che cosi sarebbe stato e che non desideravo altro ,aprii il portone di casa e mentre cercavo il pulsante della luce delle scale mi tiro a se e mi bacio' mi appoggio al muro e la sua lingua mi limonava mi possedeva mentre io cercavo di dirgli che poteva vederci qualcuno mi prese la manina e se la porto al cavallo dei pantaloni sul pacco , come era grosso bello duro ,mi guardava e mi chiedeva se mi piaceva mi giro di schiena e me lo appoggio' sul culo,lo sentivo tutto duro e grosso ,ero impaurita li al buio avevo paura che arrivasse qualcuno e accendesse la luce delle scale ,mi giro' la faccia mi bacio' a lungo mentre il suo cazzo era in mezzo allle mie chiappette e poi nell'orecchio mi disse" amore domani 20.30 a casa tua sarai mia ciao bella Luisa" e scappo' via. continua ragazzi

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