Erotici Racconti

Weekend con Sonia - parte 1

Scritto da , il 2014-11-10, genere etero

Avevo incominciato a frequentarmi con Sonia dopo che il nostro video era stato girato tempo prima, sebbene avessi notato con rammarico che sul mio canale internet non avesse riscosso molta audience, oramai i navigatori dei siti hard cercavano solamente cose più sconce e più esplicite, mentre io rimanevo fortemente ancorato ai miei gusti tradizionali, orientato più sull’erotismo che sul sesso esplicito.
Inizialmente il video aveva fatto un boom di ascolti, forse Sonia era stata riconosciuta da amici e conoscenti, e ovviamente non era mancato anche chi le avesse fatto delle avance ben poco celate, ma lei ormai non voleva che me ed aveva rifiutato qualsiasi proposta. Tuttavia si sa che non tutto il male viene per nuocere, e la mia prima attrice, nonché amante, aveva anche ricevuto una proposta da un produttore televisivo di apparire sotto buon compenso in uno spot pubblicitario di una crema idratante, dove ovviamente sarebbe apparsa senza veli, seppure in una maniera meno esplicita.
Lo spot era stato realizzato al meglio, e Sonia entusiasta mi aveva proposto di trovarci per festeggiare questo suo nuovo temporaneo successo, mi telefonò un pomeriggio mentre ero intento a lavorare sullo script di un cortometraggio.

- Ciao Manu! Come stai? –
- Oh ciao Sonia! Sì tutto bene direi, stavo lavoricchiando su un mio futuro progetto, ah sai l’ho visto finalmente il tuo nuovo spot pubblicitario, veramente incantevole! Sono sicuro che con te come modella le vendite faranno il botto! –
- Ah ah ah! – rise lei dall’altro capo – Sei veramente carino, devo ringraziare te in primis, se non avessimo realizzato quel video adesso sicuramente non avrei trovato questo lavoro! Volevo invitarti a cena, sei libero questa sera? –

Controllai l’agenda, anche se in realtà sapevo che avrei potuto dato che mi trovavo in un periodo abbastanza stagnante e non ero certo oberato di lavoro.

- Sì, credo che stasera possa andar bene, cos’avevi in mente, cenetta romantica in qualche posticino chic? –
- Veramente avevo pensato a qualcosa di più soft, potresti venire a casa mia, la mia coinquilina è stata presa per uno sceneggiato televisivo ed è dovuta partire per Roma, di sicuro non ritornerà fino alla settimana prossima! –
- Veramente? Sono molto felice per lei, ovviamente anche per noi visto che avremo la casa a disposizione tutta la sera! Vuoi che porto con le fotocamera o altro? Magari hai in mente qualcosa… -
- No! Non voglio essere troppo brusca, ma ho deciso di chiudere con l’hard, almeno per il momento, già mezza Italia mi avrà vista nuda oramai (e qui fece una risatina) sono più orientata su cose più serie, e poi (e qui assunse un tono più malizioso) certe cose ora le voglio tenere solo per te! –
- Che tesoro! Va bene allora ci vediamo a casa tua per le otto e mezza stasera, ti va bene? –
- Benissimo, ciao a stasera! Un bacio! –

Alle otto e mezza in punto quella sera suonai al suo citofono, la sua voce mi rispose e disse di raggiungerla al secondo piano dandomi il numero dell’interno, sentii scattare il portone dell’ingresso ed entrai.
Sonia mi venne ad aprire all’entrata del suo appartamento sorridendo, ci baciammo e mi fece accomodare, quella sera indossava un abito nero scollato, con un lungo spacco laterale, ed un paio di scarpe dello stesso colore col tacco alto, i lunghi capelli biondi sciolti sulle spalle ed un trucco leggero ma al tempo stesso provocante.
Ci versammo da bere e brindammo a noi ed al successo dello spot, Sonia inoltre non mancò di mostrarmi un cartellone pubblicitario che ora teneva incorniciato come un poster, tratto dallo stesso, dove era ritratta inginocchiata di spalle ma con il viso rivolto verso lo spettatore passandosi una mano fra i capelli con un atteggiamento molto da ninfa, ed il corpo nudo parzialmente ricoperto da un lenzuolo bianco, la reclame era impressa in un angolo sul fondo.
Ci sedemmo a tavola e durante la cena ce la raccontammo a lungo, dato che da quando era partita per le riprese dello spot non c’eravamo visti per quasi due settimane, difatti mi raccontò di quanto fosse stato complesso realizzarlo, pur essendo di durata molto breve, non erano mancati diversi colpi di scena sul set, oltre che una lunghissima preparazione prima di ogni singola inquadratura, cosa che sapevo bene ma non avevo mai sperimentato direttamente, non essendo ancora stato impegnato su un set reale ed ero abituato a lavorare a modo mio con mezzi quasi di sopravvivenza, non per nulla non mancò di affermare di essersi annoiata spesso.
La cena quindi finì, le chiesi cosa aveva in mente per movimentare la serata, anche se sapevo che in realtà si trattava di una domanda retorica, la sua vena artistica avrebbe sicuramente prodotto qualcos’altro di indimenticabile.

- Ad ogni cosa il suo tempo caro! – mi disse – Lo scoprirai abbastanza presto, e ti assicuro che non te ne pentirai! Intanto se ti va metto un po’ di musica! –
Si avvicinò allo stereo e lo accese, diffondendo una musica lenta e sexy, poi mi venne incontro posandomi delicatamente le mani sulle spalle.

- Ora lascia fare a me! – mi sussurrò all’orecchio.

Muovendosi sensualmente intorno a me, senza staccare la mani dalle mie spalle accarezzandomi, con un movimento di scatto fece volare la prima scarpa, girò su se stessa e fece lo stesso con l’altra, poi posò la sua testa sulla mia spalla, sembrava che volesse baciarmi, ma all’ultimo minuto mi spinse e mi buttò sul divano, m’aspettavo che si gettasse su di me ma non lo fece, andò in un angolo della stanza e spense la luce, rimase illuminato solo un separé, dietro di cui si intravedeva la sagoma di una seggiola, la musica cambiò venendo sostituita da un’altra ancora lenta ma più aggressiva, poco dopo vidi la sua ombra stagliarsi dietro il separé.
Sonia, o meglio la sua sagoma, si esibì in una danza lenta, muovendo sensualmente i fianchi e passandosi le mani fra i capelli, posando ogni tanto una gamba sulla seggiola ed accarezzandosela, il mio membro non tardò a farsi sentire.
La danza sensuale continuò per un po’, finalmente ad un certo punto Sonia incrociò le braccia e si sfilò il vestito, lasciandolo penzolare tra le dita prima di lasciarlo cadere, si massaggiò delicatamente il corpo e si slacciò il reggiseno, stavolta lanciandolo oltre il separé, cadde giusto sulla mia testa.
La canzone finì e l’ombra di Sonia coprendosi i seni con il braccio fece un saluto con l’altra mano soffiando un bacio, poi uscì.
Le luci si riaccesero e me la trovai davanti vestita con un accappatoio bianco ed un paio di bicchieri di vino rosso in mano.

- Allora t’è piaciuto? – domandò porgendomi uno dei due bicchieri.
- Altroché! Tu sai sempre come riscaldare l’ambiente! –

Sonia rise, sollevò una gambe e poggiatomi il piede sul petto mi spinse contro lo schienale del divano, con la mano libera frugò sotto l’accappatoio e subito dopo le mutandine che teneva ancora indosso scivolarono lungo la gamba alzata sino alla punta delle dita, con un caletto se le liberò del tutto.
Si sedette in parte a me accavallando le gambe sopra le mie, trangugiammo il vino e ci baciammo, un bacio piuttosto lungo, durante il quale però mi resi conto che non mi andava di fare semplicemente l’amore, pur essendone molto tentato, che comunque sarebbe successo, ebbi come il desiderio di fare qualcosa per lei.
Mentre la baciavo cominciai ad accarezzarle la gamba, lentamente staccai le mie labbra dalle sue e cominciai a masturbarla con passione, lei ansimò e continuai sempre più forte, la sua eccitazione salì, ansimando sempre più forte e pregandomi di non smettere, io continuai finché non sentii la mano che cominciava farmi male per lo sforzo, d’istinto mi gettai su di lei divaricai le gambe e cominciai a lavorare avidamente di lingua, esplorando quella zona alla ricerca dei punti più esogeni dove insistevo ogni volta che sentivo di averne trovato uno a giudicare dai suoi gemiti di piacere, ogni singolo nervo del suo corpo era tirato, la sua testa completamente abbandonata sullo schienale del divano, le gambe distese e le dita dei piedi contratte, mentre le mani avevano afferrato saldamente la mia chioma, insistetti e venne copiosamente.
I suoi gemiti pian piano si affievolirono ed il corpo divenne meno teso, sollevai la testa e mi ripulii la bocca servendomi di un tovagliolo di carta che trovai lì vicino, lei sollevò la testa e mi guardò, pareva assatanata, i capelli erano tutti spettinati e notavo come un fuoco nelle sue pupille.
Con un salto mi gettò le braccia al collo e mi baciò appassionatamente, poi mi scagliò letteralmente sul pavimento, in piedi davanti a me si tolse l’accappatoio stagliandosi in tutta la magnificenza della sua nudità.

- E’ arrivato il momento di ricambiare – disse con una voce roca e quasi demoniaca, cosa che aumentò ulteriormente la mia eccitazione.

Si lanciò su di me e mi sfilò i pantaloni e gli slip, mettendo a nudo il mio cazzo retto come una bandiera, e rifece la stessa cosa che avevo fatto io poco prima, lo succhiò avidamente, di tanto in tanto fermandosi e ghermendolo con il suo poderoso davanzale in un continuo su e giù, finché esplosi e la inondai.
Si lasciò cadere sul pavimento accanto a me.

- Oddio! Che esperienza magnifica! – ansimò – Ho una proposta da farti, perché non andiamo a farci una doccia? Magari sotto l’acqua bollente riusciremo a terminare in bellezza questa magnifica serata! –
Acconsentii annuendo, ormai non avevo quasi più la forza per parlare.
Mi invitò ad alzarmi e ci dirigemmo mano nella mano verso la stanza da bagno.

CONTINUA…

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