Il confine di un desiderio...
scritto il 2026-11-04 tempo di lettura 39 min
di
Odino82
genere
Confessioni, Orge, Scambio di coppia
cura
B+
Da tempo ho una fantasia ricorrente che solo in minima parte, una sera di qualche anno fa, ho confessato alla meravigliosa donna che mi accompagna.
Mi è sempre piaciuto ammirarla. Ha un fisico ai miei occhi meraviglioso, morbido nei punti giusti… e l’intimo sexy con cui ama vestirsi quando desidera essere posseduta la rende ogni volta più irresistibile…
Quando si lascia andare, concentrandosi solamente nella ricerca del piacere, sa trasformarsi e diventare terribilmente erotica. Guardarla mentre lentamente si muove, inarca la schiena, accarezza i suoi seni… le cosce, i glutei… fino ad arrivare al suo sesso, mi fa perdere ogni volta la testa.
Spesso mi basta osservarla per raggiungere picchi di eccitazione incredibili!
Le ho regalato nel tempo alcuni toys, in modo da solleticare ulteriormente la sua voglia di giocare sia in modo autoerotico che in coppia. Mi piace farglieli trovare in modo inaspettato, ad esempio sotto il cuscino oppure nella doccia, sperando di poter vedere la sua reazione istintiva quando li trova.
Una volta, ad esempio, dopo aver scopato assieme, le ho lasciato un dildo con ventosa sulla parete della doccia. Cedutole il bagno, ho accostato la porta per poterla osservare… sentire…
Come sua abitudine, entrata in bagno ha acceso la musica e l’acqua bollente.
Alcuni minuti più tardi, da una fitta nebbia di vapore, tra le note della musica da lei scelta, ho iniziato a sentirla timidamente ansimare. Dapprima sembrava trattenere il fiato, come se non volesse farsi sentire, ma poco a poco, sopraffatta dal piacere che le stava dando quel gran pezzo che con maestria faceva avidamente scomparire tra le gambe, i suoi gemiti hanno iniziato ad avvertirsi sempre più distintamente!
Dalla porta socchiusa del bagno la osservavo mentre, a ritmo costantemente crescente, si scopava il dildo a pecora contro il muro della doccia, scendendo con una mano a stimolare la clitoride e con l’altra ad accarezzare e stringersi i turgidi seni. Osservarla masturbarsi, o meglio, guardarla simulare una furiosa scopata sotto la doccia, mi ha eccitato a tal punto da immaginare che quel toys non fosse finto, ma che con lei ci fosse d’improvviso uno sconosciuto il cui unico compito fosse farla urlare di piacere… lei intanto alternava colpi decisi e veloci a pause in cui tratteneva tutto quel cazzo, ormai grondante del suo piacere, dentro la figa, strizzando con una mano le palle.
Mentre la mia fantasia prendeva forma, i suoi gemiti giunsero all’apice esplodendo in un orgasmo super erotico: sfilatasi lentamente il toys dalla figa, per ringraziarlo dell’egregia scopata, Clara si inginocchiò e, dopo averlo fatto scivolare e sbattere tra i suoi grossi seni, iniziò avidamente a succhiarlo fino a prenderlo tutto in gola, assaporando il suo piacere lasciato sull’attrezzo, riempiendolo di saliva dalla cappella fino a farla colare dalle palle alle sue grosse tette che strizzava e sosteneva avvolte da un braccio.
Con le gambe ancora tremolanti e l’aria di chi ha da poco toccato il cielo, finì poi di lavarsi, canticchiando a ritmo di musica.
Uscita dal bagno, avvolta solo da un asciugamano, consapevole che nei minuti precedenti non mi ero allontanato di molto, Clara mi ha baciato e ringraziato:
«Grazie dello stallone che mi hai fatto trovare in doccia! Apprezzatissimo!»
Vedendola così appagata, trasportato dalla mia fantasia, non ho saputo trattenere le parole:
«La prossima volta te ne farò trovare uno vero allora!?…»
E lei allontanandosi:
«… uuummmm… non sarebbe una cattiva idea!... anche due se è per me!»
Forse la sua era solo una frase ironica, ma perché non vedere fino a che punto si sarebbe spinta?! O meglio, fino a che punto ci saremmo potuti spingere…?!
Lasciai passare alcune settimane, pensando in quale modo avrei potuto creare una situazione intrigante in cui far trovare, a disposizione di Clara, come aveva scherzato, uno o addirittura due stalloni con cui divertirsi.
Non avendo alcuna esperienza del genere, pensai inizialmente ad un club per adulti. Navigando su internet scovai un locale che probabilmente avrebbe fatto al caso nostro; non un vero e proprio locale per scambisti, ma un centro benessere chiaramente dedicato a soli adulti.
Scorrendo rapidamente alcune recensioni del centro, lessi che era gestito da una donna che con molta cura era solita tentare di soddisfare le più svariate fantasie dei clienti.
Decisi quindi di contattarla per chiederle informazioni sul locale. Dopo appena due squilli, rispose al telefono una voce calda ed accomodante. Era lei, Laura, la responsabile della struttura.
Sentendomi un po' impacciato e titubante, capì la mia totale inesperienza nell’ambito e fu così lei, con parole semplici ed invitanti, a spiegarmi come funzionavano le cose nella sua SPA. Mi fece innanzitutto presente che era un luogo di svago, dove adulti consapevoli e consenzienti, potevano sentirsi liberi di approfondire reciproci piaceri tra vasche idromassaggio, piscine termali, grotte sensoriali, docce ecc…
Mi ha quindi chiesto se avessi domande da farle… dopo alcuni istanti di mio silenzio, Laura con gentilezza ripropose la domanda, entrando più nello specifico:
«Davide, cosa cercate? O cosa cerchi?! Se provi ad affidarti a me, vedrai che sarò in grado di aiutarti…»
Come attirato da un magnete, le raccontai la mia fantasia. Le spiegai che la mia intenzione era creare una situazione eccitante in cui la mia compagna potesse sentirsi libera di sperimentare il sesso al di fuori della coppia, facendo di questa trasgressione un gioco di complicità di coppia e appagamento reciproco.
Con poche semplici parole, mi disse che non c’era nulla di strano o di cui vergognarmi, che simili fantasie erano condivise da moltissime persone di sua conoscenza e frequentatori del suo club.
Spiazzandomi, mi fece una proposta che abbatté le mie ultime resistenze:
«Alla tua compagna piacciono i massaggi?!»
Ed io:
«Certamente!»
Lei:
«Cosa ne dici di proporle una serata nella mia SPA, con servizio di massaggio personalizzato nella grotta sensoriale? Chiaramente non dovrai svelarle tutto ciò che sto per dirti, ma semplicemente farle capire che vuoi trascorrere una serata con lei!»
Io:
«Certamente… ma cosa intendi per “massaggio personalizzato”?»
Laura:
«Ora ti spiego: dopo avere fatto assieme a lei un bagno nell’idromassaggio, potresti farla accomodare sul lettino per massaggi della grotta, coprirle gli occhi con un foulard ed iniziare un massaggio con alcuni olii che vi farò trovare. Se poi pensi di voler realizzare la tua e probabilmente sua fantasia, potresti far cenno al mio massaggiatore di fiducia di entrare, lasciandolo proseguire ciò che tu hai iniziato…»
Io:
«Continua pure, ti seguo con molta curiosità…»
Laura:
«C'è già capitato e devo dirti che, nelle occasioni precedenti, questo è stato il punto di non ritorno… Carlo, così si chiamerà il nostro massaggiatore segreto, è un ragazzo molto affascinante, con delle mani d’oro e non solo… ha realmente il brevetto di massaggiatore professionista, ma ha anche certe altre doti nascoste che, durante il proseguo del massaggio, non rimarranno tali, non so se mi spiego…»
Io:
«Credo di intuire… »
Laura:
«Se lei darà segnale di apprezzare il massaggio fatto a mano, Carlo inizierà con dei primi piccoli contatti anche con il corpo, lentamente, proseguendo poi, se lei manifesta ulteriore interesse ed appagamento, con un massaggio nuru…»
Sentendo il mio silenzio, Laura intuì non sapessi di che tipologia di massaggio stesse parlando ed approfondì quindi la descrizione:
«Il massaggio nuru è un massaggio di origine giapponese che viene eseguito corpo su corpo ricoperti da una lozione lubrificante. Temo che da questo momento in poi, se la tua compagna ancora non avrà capito che chi la sta massaggiando non sei tu, avrà certamente percezione che si tratti di un altro uomo. Spero di non far vacillare la tua virilità, ma il nostro massaggiatore ha doti veramente speciali che… durante il massaggio nuru, verranno allo scoperto, non so se mi spiego…?»
Io:
«.. non so che pensare… immagino però che arrivati a questo punto possa essere molto eccitante per Clara…»
Laura:
«Se la tua lei si sarà lasciata andare, da questo momento in poi, potrai assistere ad uno spettacolo dal più alto contenuto erotico che tu possa immaginare… a proposito: tu che ruolo vorresti avere? Ti piacerebbe rimanere a guardare? Partecipare?»
Io:
«Non ho idea… non ho mai pensato potesse diventare reale… immagino sarò eccitatissimo ma pietrificato!»
Laura:
«Tranquillo, non devi deciderlo adesso! È bene trovarsi nel momento e decidere facendosi travolgere dall’istinto! Ad ogni modo, se vorrai solo osservare, potrai farlo rimanendo nella grotta assieme a loro oppure dalla stanza accanto che ha alcune aperture che affacciano sulla grotta… potrete scegliere che tu sia il solo a guardare o lasciare che si godano lo spettacolo anche le altre persone presenti nel club…»
Io, dopo un lungo silenzio:
«Se prima l’idea mi solleticava, ora vorrei essere già lì a godermi lo spettacolo! Visto che al momento si sta ragionando solo per ipotesi, ma se lei manifestasse interesse ad avere le attenzioni di due “massaggiatori”?!…»
Laura:
«Allora vorrebbe dire che io e la tua lei condividiamo molte passioni e non ne abbiamo mai abbastanza!!! Nessun problema Davide, Carlo non è il solo manzo che conosco… ed è già stato accompagnato da altri nella ricerca del piacere estremo di una donna… mi viene in mente già chi sarebbe perfetto: Luca! Di indole delicato per iniziare, ma agile ed instancabile se la situazione lo richiede. Credimi, non rimarrai deluso, ma soprattutto non rimarrà delusa Clara… Se sarà in grado di lasciarsi andare, dando sfogo al proprio istinto accogliendoli entrambi, ti assicuro che la vedrai godere come mai prima! Mi sto bagnando anche io prefigurandomi la scena…»
Io:
«Cara Laura, non hai idea di quanto mi tenti la tua proposta… credo avremmo modo di risentirci presto, non appena avrò deciso se proporre a Clara di trascorrere una “sera alternativa in una SPA un po' speciale… A presto.»
Non resta ora che decidere se fare il passo successivo, proponendo a Clara una serata a sorpresa alla SPA di Laura, Carlo e Luca…
Dopo la piacevole telefonata con Laura, che mi aveva rassicurato dandomi la sensazione che realizzare la mia fantasia fosse molto più semplice di quanto i miei freni inibitori mi facessero percepire, tentai in qualche modo di introdurre l’argomento a Clara.
In occasione di un aperitivo tra noi, vedendola lanciare ripetutamente sguardi su un ragazzo aitante presente nel locale in cui ci trovavamo, decisi di cogliere l’occasione per provocarla:
«Guarda che non devi far finta di non guardarlo… ho notato che continui a puntarlo…»
Lei, visibilmente imbarazzata, ha dapprima tentato di negare e sminuire:
«Macché! Guardavo in generale… poi non è che sia così carino… e comunque tu guardavi quella bionda, e allora?!»
Io:
«Non ti preoccupare, mi stuzzicava solamente sapere quale fosse il pensiero nascosto dietro quegli sguardi!»
Lei, arrossendo:
«Beh, niente… cioè, è carino, fisicato… spalle belle larghe… tutto qui…»
Io, a incalzarla:
«Sicura sia tutto qui?! A me sembrava che il tuo sguardo fosse caduto più volte più in basso delle spalle…»
Lei:
«No, no, che dici?!… Beh… ok, se proprio lo vuoi sapere, quei pantaloni danno la sensazione che abbia proprio un gran pacco! Siete solo voi uomini che potete spogliare le donne con lo sguardo?! Non ho fatto nulla di male!»
Io:
«Ma no, stai tranquilla, per me puoi guardare e pensare tutto ciò che vuoi… piuttosto, intuendo cosa stessi guardando e come, sarei curioso di conoscere il pensiero “peccaminoso” che corre nella tua testa! Volevo solo scherzare con te! Tutti abbiamo fantasie, non c’è nulla di male… volevo solo sapere quale fosse quella nascosta dietro il tuo sguardo ammaliato.»
Lei, tornando a bere un sorso di spritz, proseguì:
«Quindi non ti infastidisce se osservo in questo modo e fantastico su…»
Io:
«…su cosa?»
Lei:
«Beh dai, ci siamo capiti!»
Io:
«No, non ci siamo capiti, ma possiamo capirci… raccontami la tua fantasia, se vuoi che capisca.»
Clara:
«Oddio, sono in imbarazzo… cosa devo dirti?!… Cosa ho pensato guardando quel ragazzo?!»
Io:
«Non è che devi, ma se ti fa piacere a me non infastidisce affatto saperlo.»
Riafferrato il bicchiere, Clara lo vuotò, forse per cercare il coraggio di proseguire con il racconto:
«Ok, mi ha fatto pensare a una scopata clandestina con uno sconosciuto!...»
Io:
«Tranquilla, non c’è nulla di male, prosegui pure…»
Lei:
«Non è che in due minuti mi sia fatta un film, è stato un rapido pensiero… tutto qui.»
Io:
«Immagino tu non ti sia fatta già un film, ma ora che lo stai riguardando, prova a dare strada alla tua fantasia iniziale: dove ti potrebbe portare?»
Lei:
«No dai, come faccio a dirlo a te? Cioè, potrei anche… in fin dei conti è solo una fantasia… forse non troppo innocente, ma pur sempre una fantasia…»
Io:
«Non farti problemi, non ti giudico per una fantasia, anche a me capita di farne...»
Clara:
«Ok… però tu poi mi racconti una delle tue!»
Io:
«Andata!»
Clara, a voce bassa per non farsi sentire, iniziò a raccontare la sua fantasia:
«Beh, diciamo che per iniziare mi piacerebbe fossimo in una stanza d’albergo… non perché lo avessimo previsto, ma perché, dopo esserci incontrati nella hall, la chimica trasmessa dallo scambio di sguardi ci avesse portato nella sua camera. Me lo immagino aprire la porta, lasciarmi entrare e richiuderla dietro di sé. Il suo sguardo intenso e un sorriso provocante mi fanno già sentire nuda e chinata davanti a lui, ma ancora non ci siamo neppure sfiorati.
Senza dire nulla, indietreggio mentre lui avanza iniziando a sbottonarsi la camicia. È abbronzato; i pettorali che intravedo mentre sfila la camicia sono grossi e definiti, così come l’addome scolpito. Ha spalle larghe, braccia muscolose e non smette di avanzare verso di me con quello sguardo che mi attraversa e accende la mia voglia irrefrenabile di averlo. Non so neppure il suo nome, ma non mi interessa… e non vorrò saperlo neppure alla fine.
Decido che non può essere il solo a provocare: voglio condurre io l’inizio del gioco. Fortunatamente indosso della lingerie perfetta per una donna che vuole essere scopata: calze autoreggenti nere, un piccolo perizoma in pizzo e un reggiseno coordinato che sostiene a malapena le tette, pronte a scoprirsi.»
Mentre racconta, Clara fa un rapido gesto furtivo come a stringersi il seno, a dimostrazione di quanto siano il desiderio e l’istinto a guidare le sue parole e la gestualità del corpo.
«Faccio calare la zip del vestitino attillato e lo lascio cadere ai piedi del letto. Non tolgo però le decolté con tacco 12: sono certa che serviranno ad aumentare ulteriormente l’evidente erezione al momento trattenuta a malapena dai suoi pantaloni. Mi sento dannatamente figa e voglio essere porca come non mai.
Lentamente mi chino sul letto, dandogli le spalle e inarcando la schiena per mostrargli dove dovrà concentrare le attenzioni. Mi sdraio su un fianco, accarezzandomi il corpo dalle gambe al seno… porto due dita alla bocca, le lecco e le faccio scorrere verso il basso, tra le tette e poi tra le cosce, mordendo delicatamente le labbra e socchiudendo gli occhi.
Lui mi osserva allupato, sbottona i pantaloni e li fa cadere, rivelando dei boxer aderenti che mettono in risalto la sua erezione. Si accarezza il pacco, occhi fissi su di me. Gli faccio cenno di avvicinarsi e mi metto in ginocchio sul letto: appena è a portata lo afferro dall’elastico dei boxer, lo tiro a me e gli infilo letteralmente la lingua in gola, lasciandolo in piedi. Lui partecipa deciso, portando le mani alle mie natiche e tirandomi a sé.
Lascio le sue labbra e, con la lingua, inizio ad assaporare il suo corpo: dal collo, ai pettorali, alle spalle. Tengo lo sguardo fisso sul suo mentre abbasso i boxer e afferro la sua mazza pulsante. Lui guida la mia discesa raccogliendo tra le mani i miei capelli, mostrando di non voler essere passivo mentre lo pomperò. Con le mani sollevo l’asta tesa fino a posarla contro i suoi addominali. È un cazzo meraviglioso!
Incrocio nuovamente il suo sguardo mentre la mia lingua scorre dalla base alla cappella. Cerchio il glande con la lingua prima di avvolgerlo completamente tra le labbra. Lo succhio lentamente… lui geme. Aumento il ritmo, prendendolo sempre più in profondità. È veramente grosso! La bocca si riempie di piacere e la sua crescente eccitazione mi fa sentire come se mi stesse letteralmente scopando la bocca.
Scariche elettriche percorrono il mio corpo, gonfiando il seno e rendendomi incapace di controllare gemiti e ancheggi. Di tanto in tanto lo estraggo per riprendere fiato, senza preoccuparmi di quanto stia ansimando rumorosamente… sono affamata di cazzo! Parlo sporco, come mi piace, mentre mi sovrasta la voglia di essere porca. Gli dico che mi sento troia, tanto, e che dovrà sbattermi come solo una vera troia va sbattuta.
Lui intanto mi slaccia e sfila il reggiseno, allungando le mani a strizzarmi e sculacciarmi le chiappe mentre inarco la schiena, restando inginocchiata sul letto a succhiarlo nuovamente. I suoi schiaffi e i miei ancheggi si alternano: il cazzo è ricoperto della mia saliva mentre continuo a pomparlo. Non resisto e scendo con una mano a toccarmi la fica: due dita, poi tre, preparandola ad accogliere quel bastone che trattengo a fatica nella bocca.
Lui mi fa cenno di rallentare: lascio la presa delle labbra da quella splendida mazza, continuando a baciarlo. Porto la sua erezione a scivolare tra le mie tette, mentre continuo a succhiarlo avidamente. Mmmm… cazzo, che spagnola che gli farei!»
Quasi stupito da tanta sincerità, interrompo Clara: «…e prima mi dicevi che non ti eri fatta un film?! Cavoli, questo è meglio di un film!»
Clara: «Vuoi che mi fermi qui?!»
Io: «No, no! Ormai voglio assolutamente sapere come va a finire!»
Clara: «Lo speravo… ormai non riuscirei nemmeno a fermarmi, mi sto bagnando davvero! Mi verrebbe da toccarmi qui davanti a tutti! Oddio, che mi fai fare… dove ero rimasta? Ah sì, la spagnola che gli strozza il cazzo ricoperto di saliva… Bene. Lui percepisce che muoio dalla voglia di essere impalata e si libera dalla presa delle mie tette. Mi spinge a cadere sdraiata sul letto, solleva le mie gambe al cielo e mi sfila le mutandine. Guardandomi intensamente, estrae tutta la lingua dalla bocca e la fa scivolare umida sul mio sesso, percorrendolo tutto: perineo, grandi labbra già colanti di piacere, infilandola tesa nella mia fica e iniziando a scoparla dentro e fuori.
Gli piace il sapore della mia fica e ci dà dentro come un forsennato, riempiendola di saliva. Ogni tanto si stacca, lasciando colare saliva e umori dalla bocca, per poi stimolare con la lingua anche il clitoride, accennando lievi morsi che mi mandano in estasi. Me la lecca sempre più intensamente, insinuando la lingua sempre più in profondità. Gemo forte, le gambe si contraggono senza controllo… lo tiro a me per alcuni istanti per respirare. Torniamo a intrecciare le lingue, mentre una mano scende ad afferrare il suo cazzo teso, indirizzandolo verso la porta del mio piacere.
Faccio scorrere e sbattere la cappella sul mio sesso. Lui indietreggia con il bacino, come un toro pronto a caricare, poi avanza iniziando a premere alla porta della mia fica che lentamente lo accoglie decisa. Cazzo! Quanto è grosso! Mi fa sentire piena, sembra non finire mai. Torno a respirare solo quando lo estrae dopo il primo affondo, ma riparte subito più deciso, alternando affondi prolungati e scorrimenti rapidi. Riesco a riprendere fiato solo quando esce, ma lo voglio subito dentro di nuovo: chiudo le gambe ad avvolgere i suoi fianchi così che non possa più lasciarmi senza cazzo!
Con i movimenti del mio corpo imposto il ritmo che lui segue senza farsi pregare. Lo incito a pomparmi con maggior decisione: “Si! Dammi il cazzo! Dammelo tutto! Scopami tutta… sono la tua troia!” mentre mi sbatte, desidero nuovamente prenderglielo in bocca. Glielo sussurro all’orecchio e lui, senza parole, lo estrae e lo porta davanti al mio viso. Da sdraiata sul letto, lo ammiro alcuni istanti, teso a puntarmi, mentre cerco di riprendere fiato. Lo afferro con una mano e lo uso per schiaffeggiarmi… poi inizio a succhiarlo come solo un’assatanata saprebbe fare. È bagnato, ha il sapore dolce della mia fica… mentre lo spompino, lui con il palmo di una mano scende a masturbarmi la figa! La passa aperta a strofinare su tutto il mio sesso ad un ritmo sempre crescente, interrompendosi solamente per darmi degli schiaffetti di tanto in tanto che mi portano alle stelle. Tenendomi una mano dietro la testa guida i miei affondi di bocca, mentre con l’altra infila una dopo l’altra le dita nella figa, che è bagnata come non mai, vorrebbe un altro cazzo a disposizione.
Lo voglio ancora dentro e mi impongo, portandomi a cavallo sul letto sopra di lui. Lo accolgo nuovamente cercando di prenderlo tutto… è così massiccio e lungo da farmi quasi male. Dopo i primi colpi lenti, danzo sopra di lui, muovendo tutto il corpo che non riesco più a controllare. Tengo le braccia tese verso il suo petto mentre lui ricambia strizzandomi il seno. Cavalco senza sosta, gemendo sempre più forte. Lui contrae l’addome, sollevandomi, rispondendo alla mia cavalcata con affondi sempre più rapidi e decisi. Gli occhi mi si girano dal piacere: vorrei che non smettesse mai! Il suo cazzo gronda del mio piacere….
Raggiungo un orgasmo intenso e prolungato, lasciandomi cadere su di lui mentre la sua erezione rimane tesa e affamata. Riprendo fiato inerme, lui mi accarezza schiena e natiche, poi mi porta nuovamente l’asta davanti agli occhi. Non posso dargli torto: dopo tutto quel che mi ha fatto provare se lo merita! Riprendo fiato e controllo del corpo… lo accolgo di nuovo in bocca, prima piano, poi sempre più decisa, con entrambe le mani e tra le tette. È incredibile: nonostante mi abbia già fatto godere, sento di desiderarlo ancora incontenibilmente. Mi giro a pecora e ancheggio il culo sul cazzo teso verso di me. Lui apprezza la mia disponibilità, posando entrambe le mani sui miei fianchi e invadendo di nuovo la mia fica. In quella posizione non potrò controllare i suoi affondi, quindi mi abbandono al piacere. I colpi si susseguono, profondi e decisi a ritmo incessante. Artiglio le lenzuola per trovare equilibrio mentre mi infila un dito nel culo, continuando a pomparmi la figa con trasporto animale. La mia eccitazione ritorna alle stelle.
Il ritmo è ormai insostenibile e il mio toro inizia finalmente a dare segnali della imminente esplosione! Io, che non aspetto altro, lo faccio sfilare tornando a succhiarlo e segarlo, portandolo al limite. Accompagnato da gemiti che sembrano quasi delle urla, dalla sua asta luccicante di umori e saliva, schizzano finalmente abbondanti fiotti di sborra calda. Afferro il suo cazzo e lascio scaricare la sua crema bianca sul mio seno sudato, strofinandolo contro l’asta e la cappella pulsante. Ho le tette completamente coperta di sborra … il suo cazzo teso ancora tra le mani… Lo riprendo in bocca per pulirlo completamente, lasciando colare dalle labbra ancora sulle tette la sborra raccolta…
Penseresti sia finita, ma io, al limite dell’eccitazione, riprendo a masturbarmi. Lui, sfinito, si sdraia sul letto. Dopo aver preso un cazzo così grosso, capisco che senza penetrazione non raggiungerò facilmente un nuovo orgasmo… desisto poco dopo, dirigendomi verso la doccia. Accesa l’acqua calda, dopo un primo passaggio a lavare il sudore e la sua crema, tra i vapori me lo ritrovo dietro. Allungo una mano senza neppure girarmi e trovo subito quella meravigliosa asta tesa puntata contro di me. Arretro, avvolta dalle sue braccia muscolose, e lascio che il piacere mi travolga di nuovo senza resistenza…
Dopo alcuni istanti di silenzio di entrambi, mentre Clara teneva ancora gli occhi socchiusi immersa nel suo sogno, ruppi il silenzio io:
«Non… non ho parole… wow! Se fosse un film hard correrei a vederlo subito! Complimenti.»
Clara si girò una sigaretta ed, una volta accesa, disse:
«E vuoi sapere qual è la cosa bella?!»
Io:
«Perché, c’è dell’altro?!»
Lei:
«Certo! Tu credevi fissassi il moro abbronzato e muscoloso, giusto?!»
Io:
«Beh, sì, non era evidente?!»
Clara:
«A quanto pare voi uomini siete proprio degli allocchi! Io guardavo la bionda accanto che fissavi anche tu ed immaginavo di succhiarti il cazzo assieme a lei! Però grazie! Non è stato immediato, ma la fantasia nata dalla tua esortazione mi è piaciuta molto!»
Scoppiammo a ridere entrambi ed ordinammo altri due spritz.
All’inizio del racconto la mia intenzione era di introdurre a Clara la mia fantasia di vederla scopata in una SPA da un altro uomo… forse non sarò riuscito nel mio intento, ma visto il suo racconto, non credo sarà difficile tradurre in realtà il mio desiderio.
To be continued.
Ricordando quanto dettomi da Laura, decisi di muovermi nell'ombra, alimentando il desiderio di Clara senza svelare una sola tessera del mosaico che stavo componendo. Una sera, mentre eravamo a cena e l'atmosfera tra noi era già carica di complicità, la guardai intensamente negli occhi. Le presi la mano, accarezzandole il palmo, e con un tono di voce basso, deliberatamente lento e allusivo, le chiesi se le andasse che organizzassi una prossima serata interamente dedicata al piacere. Lei, dopo una primo sorriso di imbarazzo ed alcuni istanti di silenzio rispose: bhè, perché no!? Le dissi che avevo anticipato la sua risposta prenotando un percorso totalmente privato in una SPA esclusiva, un luogo dove avremmo potuto isolarci dal mondo e concentrarci solo sui nostri sensi. Lei, capendo che si sarebbe trattato di qualcosa forse fuori dagli schemi, non nascondendo una crescente curiosità mi chiese: “ma cosa intendi?! Non puoi lasciarmi così sulle spine! Dammi almeno qualche indizio, così che possa almeno un po' prepararmi…” Non le diedi dettagli, ma aggiunsi un piccolo avvertimento che le fece brillare gli occhi: “non posso dirti nulla, altrimenti guasterei la sorpresa… l’importante è che tu sia pronta a tutto. Sarà una notte di totale abbandono, e dovrai solamente lasciarti guidare da me”. Quel velo di mistero, forse unito al ricordo della mia ultima provocazione in bagno, accese subito la sua curiosità lussuriosa. La vidi deglutire, colpita dalla mia determinazione, e quel sorriso malizioso che tanto amo ricomparve sulle sue labbra, confermandomi che il gioco era ufficialmente iniziato.
Ricordai le parole di Laura «Se la tua lei si sarà lasciata andare, Davide, da questo momento in poi potrai assistere a uno spettacolo che ti toglierà il fiato. Non si tratterà più di un semplice trattamento, ma di un’iniziazione al piacere più puro.» La voce di Laura al telefono era stato un sussurro caldo, e le fantasie che aveva generato in me mi facevano battere ogni volta il cuore in gola. Immaginai la scena passo dopo passo decine di volte, ricordando le parole con cui Laura l’aveva descritta, finché arrivò la sera stabilita.
La SPA era un tempio di penombra e vapore. Le luci soffuse che dal blu viravano dolcemente al viola, rosa e rosso, seguendo una musica rilassante ma al contempo molto eccitante.
Per l'occasione Clara indossava un trikini nero incredibilmente sexy e molto sgambato, che sembrava cucito appositamente per esaltare ogni centimetro delle sue forme. L'ampia e profonda scollatura sul davanti faticava a contenere il suo seno prosperoso, che a ogni respiro minacciava di sfuggire al tessuto, mentre i tagli strategici sui fianchi mettevano in totale evidenza la perfezione rotonda e morbida del suo fondoschiena. Camminava davanti a me conscia del proprio potere: nei suoi movimenti, nel modo in cui faceva oscillare i fianchi tra i riflessi dell'acqua, si percepiva chiaramente il suo desiderio bruciante di ammaliare, di provocare e di sentirsi terribilmente sexy.
Dopo aver accarezzato il suo corpo nell’acqua bollente dell’idromassaggio, tra le bolle che le solleticavano la pelle già turgida ed eccitata, la guidai verso la grotta sensoriale. L'aria profumava di eucalipto e gelsomino. Le chiesi di stendersi a pancia in giù su di un lettino riscaldato. Lei non disse nulla, ma si sdraiò lanciandomi uno sguardo molto complice e voglioso. “Per ampliare ogni sensazione dovrò limitare la tua vista…” le dissi… lei annunì esprimendo un misto tra sorpresa e desiderio… presi un foulard e lo legai a coprile gli occhi. “fidati di me. Questa sera dovrai pensare solo a rilassarti e godere”, le sussurrai all'orecchio, mordicchiandole il lobo mentre sentivo un brivido scuoterle la schiena.
Versai un filo di olio caldo lungo la curva dei suoi glutei e iniziai a massaggiarla, facendo scivolare le mani sulle sue forme morbide. Sentivo il suo corpo che da un lato tentava di rilassarsi per godere appieno del massaggio, dall’altro esprimeva una tensione palpabile di un crescente desiderio ed incognita, non sapendo quello che l’avrebbe aspetta. Dopo alcuni minuti spesi ad accarezzare il meraviglioso corpo di Clara, feci il segnale concordato. Dalla penombra venne avanti Carlo. Era una visione di pura virilità: alto, spalle larghe, la pelle ambrata e muscoli definiti che si muovevano con grazia. Mi feci da parte, posizionandomi nell'angolo buio della stanza, con il cazzo già duro che premeva contro il costume.
Carlo prese il mio posto senza un rumore. Slacciò la parte superiore del costume di Clara e lo sfilò lentamente verso il basso, lasciandola completamente nuda. Lei, movendo il corpo, lo agevolò, segnale di un crescente coinvolgimento e desiderio. Il massaggiatore versò altro lubrificante, stavolta un gel nuru denso e caldo, direttamente sulla schiena ora nuda di Clara. Le sue mani, calde e incredibilmente esperte, percorsero tutto il corpo della mia amata, affondarono nella carne turgida. Clara emise un sospiro profondo, inarcando leggermente il bacino. Non poteva sapere che quelle mani non erano le mie, ma la sorpresa e l'intensità del tocco la rapirono all'istante.
Il massaggiatore non perse tempo. Si spogliò del leggero telo che lo copriva, rivelando un corpo statuario ed uno membro, già teso e venato. Versò dell’olio anche sul suo corpo e salì sul lettino, posizionandosi sopra di lei. Fu l'inizio del massaggio nuru: un corpo a corpo totale, viscido e bollente. Carlo strofinò il suo petto muscoloso contro la schiena di Clara, facendo scivolare i suoi addominali unti sulle curve di lei.
A quel punto, Clara sussultò. La considerazione del corpo sopra il suo, il peso massiccio della virilità che le premeva con decisione il corpo cosparso d’olio, le fecero per la prima volta pensare che non fossi io ad accarezzarla. Sotto la seta nera del foular, le sua labbra si schiusero in un ansimare confuso, un misto di shock e lussuria pura. Cercò di girare la testa, ma Carlo la bloccò dolcemente, premendo il suo sesso monumentale a scivolare sopra le natiche fino ad insinuarsi tra le cosche. Dapprima ferma a tentare di capire cosa stesse accadendo, Clara iniziò a muoversi, assecondando il ritmo di lui che con crescente decisione si muoveva avanti e indietro, portando il gel a mischiarsi agli umori che Clara aveva copiosamente iniziato a versare ormai travolta dall’eccitazione.
«Davide...?» sussurrò lei, con la voce rotta dal desiderio… forse capendo che ero lì a guardare. Istintivamente, forse per rassicurarla, le risposi: “ci sono… sono qui…”
Carlo, che nel frattempo era sceso dal lettino, non disse una parola. La prese ai fianchi con le sue mani d'oro, sollevandole il bacino e divaricandole delicatamente le gambe. Con una mano scese ad accarezzarle la figa, facendo scorrere le dita prima dolcemente tra le labbra, aumentando poi progressivamente il ritmo e la pressione. Il suo corpo iniziò a reagire incontrollatamente agli stimoli, muovendosi alla ricerca della stimolazione dei punti a lei più sensibili, mentre si susseguivano gemiti ed eccitanti suoni emessi dalla stimolazione della sua fichetta cosparsa di abbondante fluido caldo.
Sentendo ormai chiaramente il desiderio ardente di Clara, Carlo salì nuovamente sul lettino tornando a posare il suo corpo su di lei. I due tornarono così a scivolare l’uno contro l’altra fino a che, il cazzo teso del massaggiatore, sceso nuovamente ad insinuarsi tra le gambe di Clara, la invase sempre più a fondo. Sembrò fermarsi il tempo, quando, al primo lento e progressivo affondo, la fighetta di Clara ormai affamata lo accolse trattenendo il fiato. Vedevo la sua bocca spalancata ed immaginavo gli occhio girarsi all’indietro dal piacere coperti dal foulard. Iniziò così un ballo di un erotismo travolgente: Clara dapprima abbandonò il corpo lasciando a Carlo impartire il ritmo, sopraffatta dal piacere che ogni centimetro del suo corpo le stava donando nell’eccitazione trasgressiva di non sapere chi con tanta maestria la stesse scopando. Evidentemente la cosa le stava piacendo e tanto… dopo alcuni minuti di totale sottomissione, fece cenno di volersi fare parte attiva. Carlo lesse all’istante i segnali di Clara e si sfilò da lei. Scesero l’uno dopo l’altra dal lettino e Clara nel farlo sfilò il foulard per ammirare il suo sconosciuto. Non seppe trattenere un istintivo sguardo di approvazione ed adorazione. Percorse con gli occhi ogni centimetro della statua che le stava davanti sentendo al contempo aumentare ulteriormente il suo desiderio di averlo ancora. Si inginocchiò davanti a lui affamata. Carlo da in piedi le raccolse i capelli a farle una coda e si avvicinò al suo viso. Lei girò un attimo lo sguardo a cercarmi nella stanza ed una volta vistomi, afferrò con una mano il cazzo teso davanti a se e lo portò al viso. Con lo sguardo fisso verso di me inizio a farlo scivolare sulle guance, sopra le labbra, ammirando la possenza dell’attrezzo. Estrasse la lingua e lo percorse tutto dalla base fino alla cappella, succhiandolo poi avidamente. Lui seguiva gli affondi di lei tenendola per i capelli con una mano e con l’altra scendendo ad accarezzarle i seni. Seppur avessi fantasticato a lungo di vedere una scena del genere, la realtà si stava rivelando di gran lunga più eccitante! Vederla così partecipe e complice stava completamente annebbiando in me la ragione, alimentando una sensazione inebriante simile all’assunzione di una droga dolcissima. Era lì davanti a me, partecipe e lussuriosa come neppure volendo avrei saputo immaginare.
Mentre le scene davanti a me facevano emergere zone inesplorate del mio piacere, Clara prese per mano il massaggiatore e lo fece sedere sul morbido materassino di uno sdraio. Restando in piedi ai piedi del lettino gli porse davanti agli occhi la sua fighetta e, dopo averla accarezzata dentro e fuori, afferrò Carlo alla nuca e lo portò a posare le labbra sul suo sesso bagnato. Lui ci diede dentro insinuando la lingua ovunque mentre con le mani era salito a stringerle le chiappe.
Non durò però a lungo questa scena: Clara non vedeva l’ora di poter cavalcare quell’attrezzo. Staccò così la lingua di lui dalle sue labbra grondanti e lo spinse a cadere sdraiato sul lettini. Gli montò sopra, avendo cura di indirizzare la cappella luccicante tra le labbra della sua figa e lo fece entrare lentamente, tutto... Lo trattenne tutto dentro per alcuni istanti, con l’espressione di chi sta toccando il cielo, mentre lui portò nuovamente le mani ad afferrarle e stringere le natiche. Poi iniziò la danza più sfrenata che abbiamo mai visto fare a Clara. A cavalcioni su di lui ancheggiava dapprima trattenendolo dentro, sollevandosi poi e riscendendo alternando i movimenti ad un ritmo sempre più deciso. Se prima a scoparla sembrava fosse lui, non vi era dubbio che i ruoli si erano decisamente invertiti! Vedevo lei rimbalzare sul ventre di lui e quell’immenso attrezzo sparire e ricomparire dalla figa grondante di Clara che nel frattempo aveva portato le sue tette a schiacciarsi sul viso di Carlo. Iniziai ad accarezzarmi il pacco gonfio e a masturbarmi.
Con trasporto animale, i due iniziarono ad incitarsi con parole molto spinte: “Siii!!! Così! Bravo!!! Scopami tutta! Sono la tua troia!” e lui: “Prendilo tutto! Fammi vedere quanto sei affamata di cazzo!”
Fu così, dalle ultime parole dei due che capimmo che era giunto il momento di completare il quadro nella forma più ampia ipotizzata della trasgressione. Lei, tra un gemito e l’altro disse: “Dio mio! Quanto vorrei avere anche un bel cazzone in bocca!!!” e lui: “se lo vuoi puoi averlo all’istante!”… seguì un “Siiiiii, lo voglioooo” con una voce grave ed intensa di chi sta godendo e lascia che sia la passione a parlare.
Tra i gemiti di Clara, Carlo alzò una mano e fece un rapido cenno. Dalla nebbia delle acque calde termali venne avanti il secondo “massaggiatore”. Laura non mi aveva detto nulla, ma Luca era uno splendido ragazzo dalla pelle mulatta. Come prima Carlo, avanzava deciso coperto solamente da un asciugamano in vita che sembrava un fazzoletto addosso a lui. Arrivato accanto al lettino sul quale si stavano vedendo scintille, guardò Clara negli occhi e disse: “e così vorresti anche me…?!”… Lei tornò a guardarmi per un istante, come a cercare la mia approvazione. Sorrisi e lei capì che quello che stavo osservando mi aveva completamente coinvolto e non avrei voluto lasciarla con un piacere a metà… Clara sorrise a sua volta e, restando a cavalcioni su Carlo, fece cadere l’asciugamano di Luca che si dimostrò già pronto a darsi da fare. Ora, si fa un gran parlare e fantasticare circa le doti dei ragazzi di colore, ma credo si possa dire senza alcun dubbio che Luca fosse la conferma di tali leggende. Una volta tolto l’asciugamano il nuovo massaggiatore prese tra le mani un arnese che avrebbe potuto intimidire chiunque, ma apparentemente non Clara che, presa da un ulteriore culmine di eccitazione, sgranò gli occhi e fece scorrere la lingua tra le labbra pregustandosi il meraviglioso fellatio in cui si sarebbe dilettata di lì a poco in contemporanea all’incessante cavalcata su Carlo. Luca inizio a segarsi davanti al viso di Clara che moriva dalla voglia di prenderlo. Una volta raggiunta una vigorosa erezione, Clara prese il cazzo con le mani e lo portò a posare sugli addominali di Luca. Mentre i colpi di Carlo diventavano più lenti ed intensi, Clara iniziò ad assaporare questo nuovo palo d’ebano. Come prima con Carlo, inizio leccando prima l’asta dalla base a salire verso la cappella, avvolgendola poi tra le sue labbra carnose. Inizio a gustarlo sempre più in profondità, cospargendolo di saliva. Troppo massiccio per prenderlo tutto in bocca, ma evidentemente troppo saporito per abbandonarlo subito, Clara continuò a lungo a spompinarlo tornando a cavalcare con crescente intensità Carlo.
I due uomini, piacevolmente stupiti dalla naturalezza mostrata dalla mia lei, decisero di riprendere il controllo dei giochi: Luca si liberò dalla presa delle labbra di Clara, le porse una mano e la fece alzare. Clara, sfilatasi da Carlo, riprese un attimo il respiro ed andò rapidamente a sciacquarsi sotto un getto d’acqua nella vasca idromassaggio. I due la seguirono, puntandola, come a dirle che quella era sola una momentanea interruzione… Lei sorrise vedendoli avvicinare nella vasca e disse: “bhè, a chi tocca ora!?”
Si fece avanti Luca che al momento aveva potuto apprezzare solamente il lavoretto di bocca di Clara. “Quindi è il tuo turno!” scherzò Clara accarezzandosi il seno. Luca si avvicinò ulteriormente arrivando viso a viso con lei. Si guardarono intensamente per un attimo e da sotto l’acqua, Clara afferrò con entrambe le mani i cazzo di Luca, iniziando a segarlo. Si avvicinarono a tal punto da non resistere all’istinto di baciarsi. Mentre proseguiva un’energica sega a pelo d’acqua, i due avvolsero le lingue con trasporto. Ora che lo stringeva tra le mani Clara pensò a come avrebbe potuto accogliere tanta abbondanza… non fece a tempo a proseguire nei pensieri che Luca la afferrò infilando entrambe le braccia all’interno della sue cosce, aprendole le gambe completamente e sollevandola. Tenendola sollevata, continuando a baciarla con trasporto, fece alcuni passi e portandola dove l’acqua era più bassa e dalla parete fuoriusciva una cascata d’acqua termale a pelo muro. Una volta arrivati a posare la schiena di lei contro la superficie d’acqua calda, fece calare Clara lentamente sulla punta della sua immensa cappella che si ergeva sotto al ventre sollevato di lei. Una volta postata tra le labbra della figa, si vide lei aggrapparsi al colle e la schiena di lui mentre tentava di farlo entrare. Lui, esperto di questa posizione, tornò a sollevarla e adagiarla più volte, agevolando l’ingresso del suo immenso cazzo nella figa della mia meravigliosa donna ansimante. Lei abbandonò il corpo, forse unica opzione per riuscire nell’intento, iniziando poi a gemere sempre più forte. Luca la stava scopando in piedi tenendola sollevata e muovendola come meglio credeva e lei godeva, godeva come mai prima…
La penetrazione sempre più profonda fece raggiungere a Clara un orgasmo estremo palesato dalle reazioni del suo corpo che tremava incontrollato ancora sollevato gambe all’aria. Luca estrasse l’attrezzo e portò Clara o posarsi ormai senza forze sul lettino. Lei, sopraffatta dal piacere, tentava di recuperare il controllo della respirazione…
I due, per terminare degnamene il servizio concordato, la fecero sdraiare nuovamente e proseguirono il massaggio inziale ora a quattro mani, massaggio dal quale aveva avuto origine la scena di sesso più eccitante e coinvolgente mai vista in vita mia.
Ma potrebbe essere finita qui?! Forse manca qualcosa, qualcuno si starà chiedendo…. e infatti Clara, che tanto aveva avuto in dono dai due adoni, trovò giusto completare anche il suo di servizio. Ripreso un respiro regolare, scese dal lettino e si inginocchiò davanti ai due. Non servì molto per vedere i loro cazzi tornare gonfi e pulsanti davanti al viso di lei. Con maestria di chi sembra averlo fatto innumerevoli volte, Clara realizzò un doppio pompino magistrale alternando un cazzo all’altro, portando entrambi all’apice e facendo liberare abbondanti fiotti di sborra calda e densa che le riempirono la bocca e le colarono sul mento, sul collo e sul seno ancora lucido di gel Nuru. Clara accolse quel doppio tributo con un'espressione di trionfante lussuria, accarezzando il suo corpo coperto del frutto di quella doppia, magistrale performance.
Carlo e Luca, ansimanti e visibilmente svuotati da tanta voracità, mantenendo la professionalità e la discrezione che Laura aveva promesso, mi rivolsero un cenno d'intesa nella penombra e si allontanarono silenziosamente, scomparendo dietro la barriera di vapore della grotta sensoriale.
Il silenzio tornò a regnare nella stanza, rotto solo dal suono soffuso della musica e dal gorgoglio dell'acqua.
Clara rimase in ginocchio per qualche istante, con il respiro ancora corto e le tette generose che sussultavano. Poi, lentamente, si voltò verso l'angolo buio dove ero rimasto ad ammirare, immobile, con il cazzo duro come il marmo tra le mani e il cuore che mi rimbombava nel petto. I suoi occhi, liberi dal foulard, incrociarono i miei. Non c'era un briciolo di vergogna nel suo sguardo, ma una luce selvaggia, complice e terribilmente porca.
«Adesso vieni qui, Davide,» sussurrò con una voce profonda, resa roca dai gemiti e dalle urla di piacere. «Pensi davvero che ti lasci andare a casa così?»
Quella frase fu la miccia. Mi sfilai il costume bagnato in un secondo e feci i pochi passi che ci separavano. Il mio cazzo pulsava, teso al limite, affamato come non mai dopo aver assistito allo spettacolo più erotico della mia vita. Quando le fui davanti, Clara non si alzò. Rimase in ginocchio, mi afferrò per i fianchi e sollevò lo sguardo, offrendomi le sue labbra.
Mi chinai e la baciai. Le nostre lingue si intrecciarono in un bacio selvaggio che annebbiò nuovamente la ragione.
Senza interrompere il bacio, la afferrai per le braccia e la sollevai di peso, spingendola a cadere sdraiata sul lettino da massaggio, ancora caldo e intriso di olio e fluidi. Clara aprì le gambe al cielo in un invito totale, afferrandomi per le spalle.
«Mettimelo dentro, amore mio... scopami tu adesso... prenditi la tua troia...» mi implorò all'orecchio, ancheggiando freneticamente.
Non me lo feci ripetere. Mi posizionai tra le sue cosce spalancate e lo feci scivolare tutto dento con decisione. Entrai tutto, fino in fondo, in un unico affondo.
«Ahhh, cazzo! Sì!» urlò Clara, inarcando la schiena e piantandomi le unghie nelle spalle.
La sua figa era incredibilmente calda, dilatata e resa ultrasensibile da Luca e Carlo, ma stringeva il mio membro con una forza convulsa. Iniziai a scoparla con un ritmo forsennato, animalesco. La carne sbatteva contro la carne producendo un rumore umido che amplificava l'eccitazione nella grotta. Clara assecondava ogni mia spinta, sollevando il bacino e gridando il mio nome tra le pareti di pietra.
Eravamo una cosa sola, uniti in un vortice di sesso puro che andava ben oltre il convenzionale. La vedevo godere sotto di me, con i seni che oscillavano e la pelle lucida di sudore e lubrificante. Quella trasgressione, nata come una fantasia sussurrata, era diventata il sigillo definitivo della nostra complicità.
Sentendo che l'esplosione era vicina, la afferrai per i fianchi e la girai a pecora sul lettino. Le stringevo i grossi seni da dietro, sculacciandole le chiappe già rosse dai numerosi colpi subiti, mentre affondavo dentro di lei senza pietà. Clara artigliava il cuscino, completamente sottomessa al piacere, arricchito dal ricordo fresco dei due adoni.
«Sto per venire, Clara... sto per sborrarti dentro!» le dissi all'orecchio.
«Sì, Davide! Sborrami dentro, riempimi la figa!” urlò lei, in un ultimo, disperato culmine di lussuria.
Con tre affondi potentissimi che la fecero sussultare, arrivai al limite. Il mio cazzo ebbe uno spasmo violento e liberai un'ondata caldissima e interminabile di sborra nella sua fica. Clara, sentendo il mio calore invaderla, cacciò un urlo acuto e venne insieme a me, travolta da un altro orgasmo devastante che le fece tremare le gambe, lasciandola crollare sfinita sul materassino.
Rimasi sopra di lei per qualche minuto, con il fiato corto, assaporando il battito accelerato del suo cuore. Poi mi sfilai lentamente e mi sdraiai al suo fianco, accarezzandola.
I nostri corpi erano una maschera di olio, sudore e fluidi. Ci guardammo negli occhi, stanchi, svuotati, ma soddisfatti. La nostra complicità aveva appena superato il punto di non ritorno.
Clara si girò su un fianco, mi passò un dito bagnato sulle labbra e, con un sorriso malizioso e lo sguardo di chi sa di aver vinto tutto, mi sussurò all'orecchio:
«Un finale perfetto per il nostro film, Davide... Ma ricordi cosa ci siamo detti all'aperitivo? Per la prossima volta, cerchiamo quella bionda... e giochiamo anche con lei...»
Mi è sempre piaciuto ammirarla. Ha un fisico ai miei occhi meraviglioso, morbido nei punti giusti… e l’intimo sexy con cui ama vestirsi quando desidera essere posseduta la rende ogni volta più irresistibile…
Quando si lascia andare, concentrandosi solamente nella ricerca del piacere, sa trasformarsi e diventare terribilmente erotica. Guardarla mentre lentamente si muove, inarca la schiena, accarezza i suoi seni… le cosce, i glutei… fino ad arrivare al suo sesso, mi fa perdere ogni volta la testa.
Spesso mi basta osservarla per raggiungere picchi di eccitazione incredibili!
Le ho regalato nel tempo alcuni toys, in modo da solleticare ulteriormente la sua voglia di giocare sia in modo autoerotico che in coppia. Mi piace farglieli trovare in modo inaspettato, ad esempio sotto il cuscino oppure nella doccia, sperando di poter vedere la sua reazione istintiva quando li trova.
Una volta, ad esempio, dopo aver scopato assieme, le ho lasciato un dildo con ventosa sulla parete della doccia. Cedutole il bagno, ho accostato la porta per poterla osservare… sentire…
Come sua abitudine, entrata in bagno ha acceso la musica e l’acqua bollente.
Alcuni minuti più tardi, da una fitta nebbia di vapore, tra le note della musica da lei scelta, ho iniziato a sentirla timidamente ansimare. Dapprima sembrava trattenere il fiato, come se non volesse farsi sentire, ma poco a poco, sopraffatta dal piacere che le stava dando quel gran pezzo che con maestria faceva avidamente scomparire tra le gambe, i suoi gemiti hanno iniziato ad avvertirsi sempre più distintamente!
Dalla porta socchiusa del bagno la osservavo mentre, a ritmo costantemente crescente, si scopava il dildo a pecora contro il muro della doccia, scendendo con una mano a stimolare la clitoride e con l’altra ad accarezzare e stringersi i turgidi seni. Osservarla masturbarsi, o meglio, guardarla simulare una furiosa scopata sotto la doccia, mi ha eccitato a tal punto da immaginare che quel toys non fosse finto, ma che con lei ci fosse d’improvviso uno sconosciuto il cui unico compito fosse farla urlare di piacere… lei intanto alternava colpi decisi e veloci a pause in cui tratteneva tutto quel cazzo, ormai grondante del suo piacere, dentro la figa, strizzando con una mano le palle.
Mentre la mia fantasia prendeva forma, i suoi gemiti giunsero all’apice esplodendo in un orgasmo super erotico: sfilatasi lentamente il toys dalla figa, per ringraziarlo dell’egregia scopata, Clara si inginocchiò e, dopo averlo fatto scivolare e sbattere tra i suoi grossi seni, iniziò avidamente a succhiarlo fino a prenderlo tutto in gola, assaporando il suo piacere lasciato sull’attrezzo, riempiendolo di saliva dalla cappella fino a farla colare dalle palle alle sue grosse tette che strizzava e sosteneva avvolte da un braccio.
Con le gambe ancora tremolanti e l’aria di chi ha da poco toccato il cielo, finì poi di lavarsi, canticchiando a ritmo di musica.
Uscita dal bagno, avvolta solo da un asciugamano, consapevole che nei minuti precedenti non mi ero allontanato di molto, Clara mi ha baciato e ringraziato:
«Grazie dello stallone che mi hai fatto trovare in doccia! Apprezzatissimo!»
Vedendola così appagata, trasportato dalla mia fantasia, non ho saputo trattenere le parole:
«La prossima volta te ne farò trovare uno vero allora!?…»
E lei allontanandosi:
«… uuummmm… non sarebbe una cattiva idea!... anche due se è per me!»
Forse la sua era solo una frase ironica, ma perché non vedere fino a che punto si sarebbe spinta?! O meglio, fino a che punto ci saremmo potuti spingere…?!
Lasciai passare alcune settimane, pensando in quale modo avrei potuto creare una situazione intrigante in cui far trovare, a disposizione di Clara, come aveva scherzato, uno o addirittura due stalloni con cui divertirsi.
Non avendo alcuna esperienza del genere, pensai inizialmente ad un club per adulti. Navigando su internet scovai un locale che probabilmente avrebbe fatto al caso nostro; non un vero e proprio locale per scambisti, ma un centro benessere chiaramente dedicato a soli adulti.
Scorrendo rapidamente alcune recensioni del centro, lessi che era gestito da una donna che con molta cura era solita tentare di soddisfare le più svariate fantasie dei clienti.
Decisi quindi di contattarla per chiederle informazioni sul locale. Dopo appena due squilli, rispose al telefono una voce calda ed accomodante. Era lei, Laura, la responsabile della struttura.
Sentendomi un po' impacciato e titubante, capì la mia totale inesperienza nell’ambito e fu così lei, con parole semplici ed invitanti, a spiegarmi come funzionavano le cose nella sua SPA. Mi fece innanzitutto presente che era un luogo di svago, dove adulti consapevoli e consenzienti, potevano sentirsi liberi di approfondire reciproci piaceri tra vasche idromassaggio, piscine termali, grotte sensoriali, docce ecc…
Mi ha quindi chiesto se avessi domande da farle… dopo alcuni istanti di mio silenzio, Laura con gentilezza ripropose la domanda, entrando più nello specifico:
«Davide, cosa cercate? O cosa cerchi?! Se provi ad affidarti a me, vedrai che sarò in grado di aiutarti…»
Come attirato da un magnete, le raccontai la mia fantasia. Le spiegai che la mia intenzione era creare una situazione eccitante in cui la mia compagna potesse sentirsi libera di sperimentare il sesso al di fuori della coppia, facendo di questa trasgressione un gioco di complicità di coppia e appagamento reciproco.
Con poche semplici parole, mi disse che non c’era nulla di strano o di cui vergognarmi, che simili fantasie erano condivise da moltissime persone di sua conoscenza e frequentatori del suo club.
Spiazzandomi, mi fece una proposta che abbatté le mie ultime resistenze:
«Alla tua compagna piacciono i massaggi?!»
Ed io:
«Certamente!»
Lei:
«Cosa ne dici di proporle una serata nella mia SPA, con servizio di massaggio personalizzato nella grotta sensoriale? Chiaramente non dovrai svelarle tutto ciò che sto per dirti, ma semplicemente farle capire che vuoi trascorrere una serata con lei!»
Io:
«Certamente… ma cosa intendi per “massaggio personalizzato”?»
Laura:
«Ora ti spiego: dopo avere fatto assieme a lei un bagno nell’idromassaggio, potresti farla accomodare sul lettino per massaggi della grotta, coprirle gli occhi con un foulard ed iniziare un massaggio con alcuni olii che vi farò trovare. Se poi pensi di voler realizzare la tua e probabilmente sua fantasia, potresti far cenno al mio massaggiatore di fiducia di entrare, lasciandolo proseguire ciò che tu hai iniziato…»
Io:
«Continua pure, ti seguo con molta curiosità…»
Laura:
«C'è già capitato e devo dirti che, nelle occasioni precedenti, questo è stato il punto di non ritorno… Carlo, così si chiamerà il nostro massaggiatore segreto, è un ragazzo molto affascinante, con delle mani d’oro e non solo… ha realmente il brevetto di massaggiatore professionista, ma ha anche certe altre doti nascoste che, durante il proseguo del massaggio, non rimarranno tali, non so se mi spiego…»
Io:
«Credo di intuire… »
Laura:
«Se lei darà segnale di apprezzare il massaggio fatto a mano, Carlo inizierà con dei primi piccoli contatti anche con il corpo, lentamente, proseguendo poi, se lei manifesta ulteriore interesse ed appagamento, con un massaggio nuru…»
Sentendo il mio silenzio, Laura intuì non sapessi di che tipologia di massaggio stesse parlando ed approfondì quindi la descrizione:
«Il massaggio nuru è un massaggio di origine giapponese che viene eseguito corpo su corpo ricoperti da una lozione lubrificante. Temo che da questo momento in poi, se la tua compagna ancora non avrà capito che chi la sta massaggiando non sei tu, avrà certamente percezione che si tratti di un altro uomo. Spero di non far vacillare la tua virilità, ma il nostro massaggiatore ha doti veramente speciali che… durante il massaggio nuru, verranno allo scoperto, non so se mi spiego…?»
Io:
«.. non so che pensare… immagino però che arrivati a questo punto possa essere molto eccitante per Clara…»
Laura:
«Se la tua lei si sarà lasciata andare, da questo momento in poi, potrai assistere ad uno spettacolo dal più alto contenuto erotico che tu possa immaginare… a proposito: tu che ruolo vorresti avere? Ti piacerebbe rimanere a guardare? Partecipare?»
Io:
«Non ho idea… non ho mai pensato potesse diventare reale… immagino sarò eccitatissimo ma pietrificato!»
Laura:
«Tranquillo, non devi deciderlo adesso! È bene trovarsi nel momento e decidere facendosi travolgere dall’istinto! Ad ogni modo, se vorrai solo osservare, potrai farlo rimanendo nella grotta assieme a loro oppure dalla stanza accanto che ha alcune aperture che affacciano sulla grotta… potrete scegliere che tu sia il solo a guardare o lasciare che si godano lo spettacolo anche le altre persone presenti nel club…»
Io, dopo un lungo silenzio:
«Se prima l’idea mi solleticava, ora vorrei essere già lì a godermi lo spettacolo! Visto che al momento si sta ragionando solo per ipotesi, ma se lei manifestasse interesse ad avere le attenzioni di due “massaggiatori”?!…»
Laura:
«Allora vorrebbe dire che io e la tua lei condividiamo molte passioni e non ne abbiamo mai abbastanza!!! Nessun problema Davide, Carlo non è il solo manzo che conosco… ed è già stato accompagnato da altri nella ricerca del piacere estremo di una donna… mi viene in mente già chi sarebbe perfetto: Luca! Di indole delicato per iniziare, ma agile ed instancabile se la situazione lo richiede. Credimi, non rimarrai deluso, ma soprattutto non rimarrà delusa Clara… Se sarà in grado di lasciarsi andare, dando sfogo al proprio istinto accogliendoli entrambi, ti assicuro che la vedrai godere come mai prima! Mi sto bagnando anche io prefigurandomi la scena…»
Io:
«Cara Laura, non hai idea di quanto mi tenti la tua proposta… credo avremmo modo di risentirci presto, non appena avrò deciso se proporre a Clara di trascorrere una “sera alternativa in una SPA un po' speciale… A presto.»
Non resta ora che decidere se fare il passo successivo, proponendo a Clara una serata a sorpresa alla SPA di Laura, Carlo e Luca…
Dopo la piacevole telefonata con Laura, che mi aveva rassicurato dandomi la sensazione che realizzare la mia fantasia fosse molto più semplice di quanto i miei freni inibitori mi facessero percepire, tentai in qualche modo di introdurre l’argomento a Clara.
In occasione di un aperitivo tra noi, vedendola lanciare ripetutamente sguardi su un ragazzo aitante presente nel locale in cui ci trovavamo, decisi di cogliere l’occasione per provocarla:
«Guarda che non devi far finta di non guardarlo… ho notato che continui a puntarlo…»
Lei, visibilmente imbarazzata, ha dapprima tentato di negare e sminuire:
«Macché! Guardavo in generale… poi non è che sia così carino… e comunque tu guardavi quella bionda, e allora?!»
Io:
«Non ti preoccupare, mi stuzzicava solamente sapere quale fosse il pensiero nascosto dietro quegli sguardi!»
Lei, arrossendo:
«Beh, niente… cioè, è carino, fisicato… spalle belle larghe… tutto qui…»
Io, a incalzarla:
«Sicura sia tutto qui?! A me sembrava che il tuo sguardo fosse caduto più volte più in basso delle spalle…»
Lei:
«No, no, che dici?!… Beh… ok, se proprio lo vuoi sapere, quei pantaloni danno la sensazione che abbia proprio un gran pacco! Siete solo voi uomini che potete spogliare le donne con lo sguardo?! Non ho fatto nulla di male!»
Io:
«Ma no, stai tranquilla, per me puoi guardare e pensare tutto ciò che vuoi… piuttosto, intuendo cosa stessi guardando e come, sarei curioso di conoscere il pensiero “peccaminoso” che corre nella tua testa! Volevo solo scherzare con te! Tutti abbiamo fantasie, non c’è nulla di male… volevo solo sapere quale fosse quella nascosta dietro il tuo sguardo ammaliato.»
Lei, tornando a bere un sorso di spritz, proseguì:
«Quindi non ti infastidisce se osservo in questo modo e fantastico su…»
Io:
«…su cosa?»
Lei:
«Beh dai, ci siamo capiti!»
Io:
«No, non ci siamo capiti, ma possiamo capirci… raccontami la tua fantasia, se vuoi che capisca.»
Clara:
«Oddio, sono in imbarazzo… cosa devo dirti?!… Cosa ho pensato guardando quel ragazzo?!»
Io:
«Non è che devi, ma se ti fa piacere a me non infastidisce affatto saperlo.»
Riafferrato il bicchiere, Clara lo vuotò, forse per cercare il coraggio di proseguire con il racconto:
«Ok, mi ha fatto pensare a una scopata clandestina con uno sconosciuto!...»
Io:
«Tranquilla, non c’è nulla di male, prosegui pure…»
Lei:
«Non è che in due minuti mi sia fatta un film, è stato un rapido pensiero… tutto qui.»
Io:
«Immagino tu non ti sia fatta già un film, ma ora che lo stai riguardando, prova a dare strada alla tua fantasia iniziale: dove ti potrebbe portare?»
Lei:
«No dai, come faccio a dirlo a te? Cioè, potrei anche… in fin dei conti è solo una fantasia… forse non troppo innocente, ma pur sempre una fantasia…»
Io:
«Non farti problemi, non ti giudico per una fantasia, anche a me capita di farne...»
Clara:
«Ok… però tu poi mi racconti una delle tue!»
Io:
«Andata!»
Clara, a voce bassa per non farsi sentire, iniziò a raccontare la sua fantasia:
«Beh, diciamo che per iniziare mi piacerebbe fossimo in una stanza d’albergo… non perché lo avessimo previsto, ma perché, dopo esserci incontrati nella hall, la chimica trasmessa dallo scambio di sguardi ci avesse portato nella sua camera. Me lo immagino aprire la porta, lasciarmi entrare e richiuderla dietro di sé. Il suo sguardo intenso e un sorriso provocante mi fanno già sentire nuda e chinata davanti a lui, ma ancora non ci siamo neppure sfiorati.
Senza dire nulla, indietreggio mentre lui avanza iniziando a sbottonarsi la camicia. È abbronzato; i pettorali che intravedo mentre sfila la camicia sono grossi e definiti, così come l’addome scolpito. Ha spalle larghe, braccia muscolose e non smette di avanzare verso di me con quello sguardo che mi attraversa e accende la mia voglia irrefrenabile di averlo. Non so neppure il suo nome, ma non mi interessa… e non vorrò saperlo neppure alla fine.
Decido che non può essere il solo a provocare: voglio condurre io l’inizio del gioco. Fortunatamente indosso della lingerie perfetta per una donna che vuole essere scopata: calze autoreggenti nere, un piccolo perizoma in pizzo e un reggiseno coordinato che sostiene a malapena le tette, pronte a scoprirsi.»
Mentre racconta, Clara fa un rapido gesto furtivo come a stringersi il seno, a dimostrazione di quanto siano il desiderio e l’istinto a guidare le sue parole e la gestualità del corpo.
«Faccio calare la zip del vestitino attillato e lo lascio cadere ai piedi del letto. Non tolgo però le decolté con tacco 12: sono certa che serviranno ad aumentare ulteriormente l’evidente erezione al momento trattenuta a malapena dai suoi pantaloni. Mi sento dannatamente figa e voglio essere porca come non mai.
Lentamente mi chino sul letto, dandogli le spalle e inarcando la schiena per mostrargli dove dovrà concentrare le attenzioni. Mi sdraio su un fianco, accarezzandomi il corpo dalle gambe al seno… porto due dita alla bocca, le lecco e le faccio scorrere verso il basso, tra le tette e poi tra le cosce, mordendo delicatamente le labbra e socchiudendo gli occhi.
Lui mi osserva allupato, sbottona i pantaloni e li fa cadere, rivelando dei boxer aderenti che mettono in risalto la sua erezione. Si accarezza il pacco, occhi fissi su di me. Gli faccio cenno di avvicinarsi e mi metto in ginocchio sul letto: appena è a portata lo afferro dall’elastico dei boxer, lo tiro a me e gli infilo letteralmente la lingua in gola, lasciandolo in piedi. Lui partecipa deciso, portando le mani alle mie natiche e tirandomi a sé.
Lascio le sue labbra e, con la lingua, inizio ad assaporare il suo corpo: dal collo, ai pettorali, alle spalle. Tengo lo sguardo fisso sul suo mentre abbasso i boxer e afferro la sua mazza pulsante. Lui guida la mia discesa raccogliendo tra le mani i miei capelli, mostrando di non voler essere passivo mentre lo pomperò. Con le mani sollevo l’asta tesa fino a posarla contro i suoi addominali. È un cazzo meraviglioso!
Incrocio nuovamente il suo sguardo mentre la mia lingua scorre dalla base alla cappella. Cerchio il glande con la lingua prima di avvolgerlo completamente tra le labbra. Lo succhio lentamente… lui geme. Aumento il ritmo, prendendolo sempre più in profondità. È veramente grosso! La bocca si riempie di piacere e la sua crescente eccitazione mi fa sentire come se mi stesse letteralmente scopando la bocca.
Scariche elettriche percorrono il mio corpo, gonfiando il seno e rendendomi incapace di controllare gemiti e ancheggi. Di tanto in tanto lo estraggo per riprendere fiato, senza preoccuparmi di quanto stia ansimando rumorosamente… sono affamata di cazzo! Parlo sporco, come mi piace, mentre mi sovrasta la voglia di essere porca. Gli dico che mi sento troia, tanto, e che dovrà sbattermi come solo una vera troia va sbattuta.
Lui intanto mi slaccia e sfila il reggiseno, allungando le mani a strizzarmi e sculacciarmi le chiappe mentre inarco la schiena, restando inginocchiata sul letto a succhiarlo nuovamente. I suoi schiaffi e i miei ancheggi si alternano: il cazzo è ricoperto della mia saliva mentre continuo a pomparlo. Non resisto e scendo con una mano a toccarmi la fica: due dita, poi tre, preparandola ad accogliere quel bastone che trattengo a fatica nella bocca.
Lui mi fa cenno di rallentare: lascio la presa delle labbra da quella splendida mazza, continuando a baciarlo. Porto la sua erezione a scivolare tra le mie tette, mentre continuo a succhiarlo avidamente. Mmmm… cazzo, che spagnola che gli farei!»
Quasi stupito da tanta sincerità, interrompo Clara: «…e prima mi dicevi che non ti eri fatta un film?! Cavoli, questo è meglio di un film!»
Clara: «Vuoi che mi fermi qui?!»
Io: «No, no! Ormai voglio assolutamente sapere come va a finire!»
Clara: «Lo speravo… ormai non riuscirei nemmeno a fermarmi, mi sto bagnando davvero! Mi verrebbe da toccarmi qui davanti a tutti! Oddio, che mi fai fare… dove ero rimasta? Ah sì, la spagnola che gli strozza il cazzo ricoperto di saliva… Bene. Lui percepisce che muoio dalla voglia di essere impalata e si libera dalla presa delle mie tette. Mi spinge a cadere sdraiata sul letto, solleva le mie gambe al cielo e mi sfila le mutandine. Guardandomi intensamente, estrae tutta la lingua dalla bocca e la fa scivolare umida sul mio sesso, percorrendolo tutto: perineo, grandi labbra già colanti di piacere, infilandola tesa nella mia fica e iniziando a scoparla dentro e fuori.
Gli piace il sapore della mia fica e ci dà dentro come un forsennato, riempiendola di saliva. Ogni tanto si stacca, lasciando colare saliva e umori dalla bocca, per poi stimolare con la lingua anche il clitoride, accennando lievi morsi che mi mandano in estasi. Me la lecca sempre più intensamente, insinuando la lingua sempre più in profondità. Gemo forte, le gambe si contraggono senza controllo… lo tiro a me per alcuni istanti per respirare. Torniamo a intrecciare le lingue, mentre una mano scende ad afferrare il suo cazzo teso, indirizzandolo verso la porta del mio piacere.
Faccio scorrere e sbattere la cappella sul mio sesso. Lui indietreggia con il bacino, come un toro pronto a caricare, poi avanza iniziando a premere alla porta della mia fica che lentamente lo accoglie decisa. Cazzo! Quanto è grosso! Mi fa sentire piena, sembra non finire mai. Torno a respirare solo quando lo estrae dopo il primo affondo, ma riparte subito più deciso, alternando affondi prolungati e scorrimenti rapidi. Riesco a riprendere fiato solo quando esce, ma lo voglio subito dentro di nuovo: chiudo le gambe ad avvolgere i suoi fianchi così che non possa più lasciarmi senza cazzo!
Con i movimenti del mio corpo imposto il ritmo che lui segue senza farsi pregare. Lo incito a pomparmi con maggior decisione: “Si! Dammi il cazzo! Dammelo tutto! Scopami tutta… sono la tua troia!” mentre mi sbatte, desidero nuovamente prenderglielo in bocca. Glielo sussurro all’orecchio e lui, senza parole, lo estrae e lo porta davanti al mio viso. Da sdraiata sul letto, lo ammiro alcuni istanti, teso a puntarmi, mentre cerco di riprendere fiato. Lo afferro con una mano e lo uso per schiaffeggiarmi… poi inizio a succhiarlo come solo un’assatanata saprebbe fare. È bagnato, ha il sapore dolce della mia fica… mentre lo spompino, lui con il palmo di una mano scende a masturbarmi la figa! La passa aperta a strofinare su tutto il mio sesso ad un ritmo sempre crescente, interrompendosi solamente per darmi degli schiaffetti di tanto in tanto che mi portano alle stelle. Tenendomi una mano dietro la testa guida i miei affondi di bocca, mentre con l’altra infila una dopo l’altra le dita nella figa, che è bagnata come non mai, vorrebbe un altro cazzo a disposizione.
Lo voglio ancora dentro e mi impongo, portandomi a cavallo sul letto sopra di lui. Lo accolgo nuovamente cercando di prenderlo tutto… è così massiccio e lungo da farmi quasi male. Dopo i primi colpi lenti, danzo sopra di lui, muovendo tutto il corpo che non riesco più a controllare. Tengo le braccia tese verso il suo petto mentre lui ricambia strizzandomi il seno. Cavalco senza sosta, gemendo sempre più forte. Lui contrae l’addome, sollevandomi, rispondendo alla mia cavalcata con affondi sempre più rapidi e decisi. Gli occhi mi si girano dal piacere: vorrei che non smettesse mai! Il suo cazzo gronda del mio piacere….
Raggiungo un orgasmo intenso e prolungato, lasciandomi cadere su di lui mentre la sua erezione rimane tesa e affamata. Riprendo fiato inerme, lui mi accarezza schiena e natiche, poi mi porta nuovamente l’asta davanti agli occhi. Non posso dargli torto: dopo tutto quel che mi ha fatto provare se lo merita! Riprendo fiato e controllo del corpo… lo accolgo di nuovo in bocca, prima piano, poi sempre più decisa, con entrambe le mani e tra le tette. È incredibile: nonostante mi abbia già fatto godere, sento di desiderarlo ancora incontenibilmente. Mi giro a pecora e ancheggio il culo sul cazzo teso verso di me. Lui apprezza la mia disponibilità, posando entrambe le mani sui miei fianchi e invadendo di nuovo la mia fica. In quella posizione non potrò controllare i suoi affondi, quindi mi abbandono al piacere. I colpi si susseguono, profondi e decisi a ritmo incessante. Artiglio le lenzuola per trovare equilibrio mentre mi infila un dito nel culo, continuando a pomparmi la figa con trasporto animale. La mia eccitazione ritorna alle stelle.
Il ritmo è ormai insostenibile e il mio toro inizia finalmente a dare segnali della imminente esplosione! Io, che non aspetto altro, lo faccio sfilare tornando a succhiarlo e segarlo, portandolo al limite. Accompagnato da gemiti che sembrano quasi delle urla, dalla sua asta luccicante di umori e saliva, schizzano finalmente abbondanti fiotti di sborra calda. Afferro il suo cazzo e lascio scaricare la sua crema bianca sul mio seno sudato, strofinandolo contro l’asta e la cappella pulsante. Ho le tette completamente coperta di sborra … il suo cazzo teso ancora tra le mani… Lo riprendo in bocca per pulirlo completamente, lasciando colare dalle labbra ancora sulle tette la sborra raccolta…
Penseresti sia finita, ma io, al limite dell’eccitazione, riprendo a masturbarmi. Lui, sfinito, si sdraia sul letto. Dopo aver preso un cazzo così grosso, capisco che senza penetrazione non raggiungerò facilmente un nuovo orgasmo… desisto poco dopo, dirigendomi verso la doccia. Accesa l’acqua calda, dopo un primo passaggio a lavare il sudore e la sua crema, tra i vapori me lo ritrovo dietro. Allungo una mano senza neppure girarmi e trovo subito quella meravigliosa asta tesa puntata contro di me. Arretro, avvolta dalle sue braccia muscolose, e lascio che il piacere mi travolga di nuovo senza resistenza…
Dopo alcuni istanti di silenzio di entrambi, mentre Clara teneva ancora gli occhi socchiusi immersa nel suo sogno, ruppi il silenzio io:
«Non… non ho parole… wow! Se fosse un film hard correrei a vederlo subito! Complimenti.»
Clara si girò una sigaretta ed, una volta accesa, disse:
«E vuoi sapere qual è la cosa bella?!»
Io:
«Perché, c’è dell’altro?!»
Lei:
«Certo! Tu credevi fissassi il moro abbronzato e muscoloso, giusto?!»
Io:
«Beh, sì, non era evidente?!»
Clara:
«A quanto pare voi uomini siete proprio degli allocchi! Io guardavo la bionda accanto che fissavi anche tu ed immaginavo di succhiarti il cazzo assieme a lei! Però grazie! Non è stato immediato, ma la fantasia nata dalla tua esortazione mi è piaciuta molto!»
Scoppiammo a ridere entrambi ed ordinammo altri due spritz.
All’inizio del racconto la mia intenzione era di introdurre a Clara la mia fantasia di vederla scopata in una SPA da un altro uomo… forse non sarò riuscito nel mio intento, ma visto il suo racconto, non credo sarà difficile tradurre in realtà il mio desiderio.
To be continued.
Ricordando quanto dettomi da Laura, decisi di muovermi nell'ombra, alimentando il desiderio di Clara senza svelare una sola tessera del mosaico che stavo componendo. Una sera, mentre eravamo a cena e l'atmosfera tra noi era già carica di complicità, la guardai intensamente negli occhi. Le presi la mano, accarezzandole il palmo, e con un tono di voce basso, deliberatamente lento e allusivo, le chiesi se le andasse che organizzassi una prossima serata interamente dedicata al piacere. Lei, dopo una primo sorriso di imbarazzo ed alcuni istanti di silenzio rispose: bhè, perché no!? Le dissi che avevo anticipato la sua risposta prenotando un percorso totalmente privato in una SPA esclusiva, un luogo dove avremmo potuto isolarci dal mondo e concentrarci solo sui nostri sensi. Lei, capendo che si sarebbe trattato di qualcosa forse fuori dagli schemi, non nascondendo una crescente curiosità mi chiese: “ma cosa intendi?! Non puoi lasciarmi così sulle spine! Dammi almeno qualche indizio, così che possa almeno un po' prepararmi…” Non le diedi dettagli, ma aggiunsi un piccolo avvertimento che le fece brillare gli occhi: “non posso dirti nulla, altrimenti guasterei la sorpresa… l’importante è che tu sia pronta a tutto. Sarà una notte di totale abbandono, e dovrai solamente lasciarti guidare da me”. Quel velo di mistero, forse unito al ricordo della mia ultima provocazione in bagno, accese subito la sua curiosità lussuriosa. La vidi deglutire, colpita dalla mia determinazione, e quel sorriso malizioso che tanto amo ricomparve sulle sue labbra, confermandomi che il gioco era ufficialmente iniziato.
Ricordai le parole di Laura «Se la tua lei si sarà lasciata andare, Davide, da questo momento in poi potrai assistere a uno spettacolo che ti toglierà il fiato. Non si tratterà più di un semplice trattamento, ma di un’iniziazione al piacere più puro.» La voce di Laura al telefono era stato un sussurro caldo, e le fantasie che aveva generato in me mi facevano battere ogni volta il cuore in gola. Immaginai la scena passo dopo passo decine di volte, ricordando le parole con cui Laura l’aveva descritta, finché arrivò la sera stabilita.
La SPA era un tempio di penombra e vapore. Le luci soffuse che dal blu viravano dolcemente al viola, rosa e rosso, seguendo una musica rilassante ma al contempo molto eccitante.
Per l'occasione Clara indossava un trikini nero incredibilmente sexy e molto sgambato, che sembrava cucito appositamente per esaltare ogni centimetro delle sue forme. L'ampia e profonda scollatura sul davanti faticava a contenere il suo seno prosperoso, che a ogni respiro minacciava di sfuggire al tessuto, mentre i tagli strategici sui fianchi mettevano in totale evidenza la perfezione rotonda e morbida del suo fondoschiena. Camminava davanti a me conscia del proprio potere: nei suoi movimenti, nel modo in cui faceva oscillare i fianchi tra i riflessi dell'acqua, si percepiva chiaramente il suo desiderio bruciante di ammaliare, di provocare e di sentirsi terribilmente sexy.
Dopo aver accarezzato il suo corpo nell’acqua bollente dell’idromassaggio, tra le bolle che le solleticavano la pelle già turgida ed eccitata, la guidai verso la grotta sensoriale. L'aria profumava di eucalipto e gelsomino. Le chiesi di stendersi a pancia in giù su di un lettino riscaldato. Lei non disse nulla, ma si sdraiò lanciandomi uno sguardo molto complice e voglioso. “Per ampliare ogni sensazione dovrò limitare la tua vista…” le dissi… lei annunì esprimendo un misto tra sorpresa e desiderio… presi un foulard e lo legai a coprile gli occhi. “fidati di me. Questa sera dovrai pensare solo a rilassarti e godere”, le sussurrai all'orecchio, mordicchiandole il lobo mentre sentivo un brivido scuoterle la schiena.
Versai un filo di olio caldo lungo la curva dei suoi glutei e iniziai a massaggiarla, facendo scivolare le mani sulle sue forme morbide. Sentivo il suo corpo che da un lato tentava di rilassarsi per godere appieno del massaggio, dall’altro esprimeva una tensione palpabile di un crescente desiderio ed incognita, non sapendo quello che l’avrebbe aspetta. Dopo alcuni minuti spesi ad accarezzare il meraviglioso corpo di Clara, feci il segnale concordato. Dalla penombra venne avanti Carlo. Era una visione di pura virilità: alto, spalle larghe, la pelle ambrata e muscoli definiti che si muovevano con grazia. Mi feci da parte, posizionandomi nell'angolo buio della stanza, con il cazzo già duro che premeva contro il costume.
Carlo prese il mio posto senza un rumore. Slacciò la parte superiore del costume di Clara e lo sfilò lentamente verso il basso, lasciandola completamente nuda. Lei, movendo il corpo, lo agevolò, segnale di un crescente coinvolgimento e desiderio. Il massaggiatore versò altro lubrificante, stavolta un gel nuru denso e caldo, direttamente sulla schiena ora nuda di Clara. Le sue mani, calde e incredibilmente esperte, percorsero tutto il corpo della mia amata, affondarono nella carne turgida. Clara emise un sospiro profondo, inarcando leggermente il bacino. Non poteva sapere che quelle mani non erano le mie, ma la sorpresa e l'intensità del tocco la rapirono all'istante.
Il massaggiatore non perse tempo. Si spogliò del leggero telo che lo copriva, rivelando un corpo statuario ed uno membro, già teso e venato. Versò dell’olio anche sul suo corpo e salì sul lettino, posizionandosi sopra di lei. Fu l'inizio del massaggio nuru: un corpo a corpo totale, viscido e bollente. Carlo strofinò il suo petto muscoloso contro la schiena di Clara, facendo scivolare i suoi addominali unti sulle curve di lei.
A quel punto, Clara sussultò. La considerazione del corpo sopra il suo, il peso massiccio della virilità che le premeva con decisione il corpo cosparso d’olio, le fecero per la prima volta pensare che non fossi io ad accarezzarla. Sotto la seta nera del foular, le sua labbra si schiusero in un ansimare confuso, un misto di shock e lussuria pura. Cercò di girare la testa, ma Carlo la bloccò dolcemente, premendo il suo sesso monumentale a scivolare sopra le natiche fino ad insinuarsi tra le cosche. Dapprima ferma a tentare di capire cosa stesse accadendo, Clara iniziò a muoversi, assecondando il ritmo di lui che con crescente decisione si muoveva avanti e indietro, portando il gel a mischiarsi agli umori che Clara aveva copiosamente iniziato a versare ormai travolta dall’eccitazione.
«Davide...?» sussurrò lei, con la voce rotta dal desiderio… forse capendo che ero lì a guardare. Istintivamente, forse per rassicurarla, le risposi: “ci sono… sono qui…”
Carlo, che nel frattempo era sceso dal lettino, non disse una parola. La prese ai fianchi con le sue mani d'oro, sollevandole il bacino e divaricandole delicatamente le gambe. Con una mano scese ad accarezzarle la figa, facendo scorrere le dita prima dolcemente tra le labbra, aumentando poi progressivamente il ritmo e la pressione. Il suo corpo iniziò a reagire incontrollatamente agli stimoli, muovendosi alla ricerca della stimolazione dei punti a lei più sensibili, mentre si susseguivano gemiti ed eccitanti suoni emessi dalla stimolazione della sua fichetta cosparsa di abbondante fluido caldo.
Sentendo ormai chiaramente il desiderio ardente di Clara, Carlo salì nuovamente sul lettino tornando a posare il suo corpo su di lei. I due tornarono così a scivolare l’uno contro l’altra fino a che, il cazzo teso del massaggiatore, sceso nuovamente ad insinuarsi tra le gambe di Clara, la invase sempre più a fondo. Sembrò fermarsi il tempo, quando, al primo lento e progressivo affondo, la fighetta di Clara ormai affamata lo accolse trattenendo il fiato. Vedevo la sua bocca spalancata ed immaginavo gli occhio girarsi all’indietro dal piacere coperti dal foulard. Iniziò così un ballo di un erotismo travolgente: Clara dapprima abbandonò il corpo lasciando a Carlo impartire il ritmo, sopraffatta dal piacere che ogni centimetro del suo corpo le stava donando nell’eccitazione trasgressiva di non sapere chi con tanta maestria la stesse scopando. Evidentemente la cosa le stava piacendo e tanto… dopo alcuni minuti di totale sottomissione, fece cenno di volersi fare parte attiva. Carlo lesse all’istante i segnali di Clara e si sfilò da lei. Scesero l’uno dopo l’altra dal lettino e Clara nel farlo sfilò il foulard per ammirare il suo sconosciuto. Non seppe trattenere un istintivo sguardo di approvazione ed adorazione. Percorse con gli occhi ogni centimetro della statua che le stava davanti sentendo al contempo aumentare ulteriormente il suo desiderio di averlo ancora. Si inginocchiò davanti a lui affamata. Carlo da in piedi le raccolse i capelli a farle una coda e si avvicinò al suo viso. Lei girò un attimo lo sguardo a cercarmi nella stanza ed una volta vistomi, afferrò con una mano il cazzo teso davanti a se e lo portò al viso. Con lo sguardo fisso verso di me inizio a farlo scivolare sulle guance, sopra le labbra, ammirando la possenza dell’attrezzo. Estrasse la lingua e lo percorse tutto dalla base fino alla cappella, succhiandolo poi avidamente. Lui seguiva gli affondi di lei tenendola per i capelli con una mano e con l’altra scendendo ad accarezzarle i seni. Seppur avessi fantasticato a lungo di vedere una scena del genere, la realtà si stava rivelando di gran lunga più eccitante! Vederla così partecipe e complice stava completamente annebbiando in me la ragione, alimentando una sensazione inebriante simile all’assunzione di una droga dolcissima. Era lì davanti a me, partecipe e lussuriosa come neppure volendo avrei saputo immaginare.
Mentre le scene davanti a me facevano emergere zone inesplorate del mio piacere, Clara prese per mano il massaggiatore e lo fece sedere sul morbido materassino di uno sdraio. Restando in piedi ai piedi del lettino gli porse davanti agli occhi la sua fighetta e, dopo averla accarezzata dentro e fuori, afferrò Carlo alla nuca e lo portò a posare le labbra sul suo sesso bagnato. Lui ci diede dentro insinuando la lingua ovunque mentre con le mani era salito a stringerle le chiappe.
Non durò però a lungo questa scena: Clara non vedeva l’ora di poter cavalcare quell’attrezzo. Staccò così la lingua di lui dalle sue labbra grondanti e lo spinse a cadere sdraiato sul lettini. Gli montò sopra, avendo cura di indirizzare la cappella luccicante tra le labbra della sua figa e lo fece entrare lentamente, tutto... Lo trattenne tutto dentro per alcuni istanti, con l’espressione di chi sta toccando il cielo, mentre lui portò nuovamente le mani ad afferrarle e stringere le natiche. Poi iniziò la danza più sfrenata che abbiamo mai visto fare a Clara. A cavalcioni su di lui ancheggiava dapprima trattenendolo dentro, sollevandosi poi e riscendendo alternando i movimenti ad un ritmo sempre più deciso. Se prima a scoparla sembrava fosse lui, non vi era dubbio che i ruoli si erano decisamente invertiti! Vedevo lei rimbalzare sul ventre di lui e quell’immenso attrezzo sparire e ricomparire dalla figa grondante di Clara che nel frattempo aveva portato le sue tette a schiacciarsi sul viso di Carlo. Iniziai ad accarezzarmi il pacco gonfio e a masturbarmi.
Con trasporto animale, i due iniziarono ad incitarsi con parole molto spinte: “Siii!!! Così! Bravo!!! Scopami tutta! Sono la tua troia!” e lui: “Prendilo tutto! Fammi vedere quanto sei affamata di cazzo!”
Fu così, dalle ultime parole dei due che capimmo che era giunto il momento di completare il quadro nella forma più ampia ipotizzata della trasgressione. Lei, tra un gemito e l’altro disse: “Dio mio! Quanto vorrei avere anche un bel cazzone in bocca!!!” e lui: “se lo vuoi puoi averlo all’istante!”… seguì un “Siiiiii, lo voglioooo” con una voce grave ed intensa di chi sta godendo e lascia che sia la passione a parlare.
Tra i gemiti di Clara, Carlo alzò una mano e fece un rapido cenno. Dalla nebbia delle acque calde termali venne avanti il secondo “massaggiatore”. Laura non mi aveva detto nulla, ma Luca era uno splendido ragazzo dalla pelle mulatta. Come prima Carlo, avanzava deciso coperto solamente da un asciugamano in vita che sembrava un fazzoletto addosso a lui. Arrivato accanto al lettino sul quale si stavano vedendo scintille, guardò Clara negli occhi e disse: “e così vorresti anche me…?!”… Lei tornò a guardarmi per un istante, come a cercare la mia approvazione. Sorrisi e lei capì che quello che stavo osservando mi aveva completamente coinvolto e non avrei voluto lasciarla con un piacere a metà… Clara sorrise a sua volta e, restando a cavalcioni su Carlo, fece cadere l’asciugamano di Luca che si dimostrò già pronto a darsi da fare. Ora, si fa un gran parlare e fantasticare circa le doti dei ragazzi di colore, ma credo si possa dire senza alcun dubbio che Luca fosse la conferma di tali leggende. Una volta tolto l’asciugamano il nuovo massaggiatore prese tra le mani un arnese che avrebbe potuto intimidire chiunque, ma apparentemente non Clara che, presa da un ulteriore culmine di eccitazione, sgranò gli occhi e fece scorrere la lingua tra le labbra pregustandosi il meraviglioso fellatio in cui si sarebbe dilettata di lì a poco in contemporanea all’incessante cavalcata su Carlo. Luca inizio a segarsi davanti al viso di Clara che moriva dalla voglia di prenderlo. Una volta raggiunta una vigorosa erezione, Clara prese il cazzo con le mani e lo portò a posare sugli addominali di Luca. Mentre i colpi di Carlo diventavano più lenti ed intensi, Clara iniziò ad assaporare questo nuovo palo d’ebano. Come prima con Carlo, inizio leccando prima l’asta dalla base a salire verso la cappella, avvolgendola poi tra le sue labbra carnose. Inizio a gustarlo sempre più in profondità, cospargendolo di saliva. Troppo massiccio per prenderlo tutto in bocca, ma evidentemente troppo saporito per abbandonarlo subito, Clara continuò a lungo a spompinarlo tornando a cavalcare con crescente intensità Carlo.
I due uomini, piacevolmente stupiti dalla naturalezza mostrata dalla mia lei, decisero di riprendere il controllo dei giochi: Luca si liberò dalla presa delle labbra di Clara, le porse una mano e la fece alzare. Clara, sfilatasi da Carlo, riprese un attimo il respiro ed andò rapidamente a sciacquarsi sotto un getto d’acqua nella vasca idromassaggio. I due la seguirono, puntandola, come a dirle che quella era sola una momentanea interruzione… Lei sorrise vedendoli avvicinare nella vasca e disse: “bhè, a chi tocca ora!?”
Si fece avanti Luca che al momento aveva potuto apprezzare solamente il lavoretto di bocca di Clara. “Quindi è il tuo turno!” scherzò Clara accarezzandosi il seno. Luca si avvicinò ulteriormente arrivando viso a viso con lei. Si guardarono intensamente per un attimo e da sotto l’acqua, Clara afferrò con entrambe le mani i cazzo di Luca, iniziando a segarlo. Si avvicinarono a tal punto da non resistere all’istinto di baciarsi. Mentre proseguiva un’energica sega a pelo d’acqua, i due avvolsero le lingue con trasporto. Ora che lo stringeva tra le mani Clara pensò a come avrebbe potuto accogliere tanta abbondanza… non fece a tempo a proseguire nei pensieri che Luca la afferrò infilando entrambe le braccia all’interno della sue cosce, aprendole le gambe completamente e sollevandola. Tenendola sollevata, continuando a baciarla con trasporto, fece alcuni passi e portandola dove l’acqua era più bassa e dalla parete fuoriusciva una cascata d’acqua termale a pelo muro. Una volta arrivati a posare la schiena di lei contro la superficie d’acqua calda, fece calare Clara lentamente sulla punta della sua immensa cappella che si ergeva sotto al ventre sollevato di lei. Una volta postata tra le labbra della figa, si vide lei aggrapparsi al colle e la schiena di lui mentre tentava di farlo entrare. Lui, esperto di questa posizione, tornò a sollevarla e adagiarla più volte, agevolando l’ingresso del suo immenso cazzo nella figa della mia meravigliosa donna ansimante. Lei abbandonò il corpo, forse unica opzione per riuscire nell’intento, iniziando poi a gemere sempre più forte. Luca la stava scopando in piedi tenendola sollevata e muovendola come meglio credeva e lei godeva, godeva come mai prima…
La penetrazione sempre più profonda fece raggiungere a Clara un orgasmo estremo palesato dalle reazioni del suo corpo che tremava incontrollato ancora sollevato gambe all’aria. Luca estrasse l’attrezzo e portò Clara o posarsi ormai senza forze sul lettino. Lei, sopraffatta dal piacere, tentava di recuperare il controllo della respirazione…
I due, per terminare degnamene il servizio concordato, la fecero sdraiare nuovamente e proseguirono il massaggio inziale ora a quattro mani, massaggio dal quale aveva avuto origine la scena di sesso più eccitante e coinvolgente mai vista in vita mia.
Ma potrebbe essere finita qui?! Forse manca qualcosa, qualcuno si starà chiedendo…. e infatti Clara, che tanto aveva avuto in dono dai due adoni, trovò giusto completare anche il suo di servizio. Ripreso un respiro regolare, scese dal lettino e si inginocchiò davanti ai due. Non servì molto per vedere i loro cazzi tornare gonfi e pulsanti davanti al viso di lei. Con maestria di chi sembra averlo fatto innumerevoli volte, Clara realizzò un doppio pompino magistrale alternando un cazzo all’altro, portando entrambi all’apice e facendo liberare abbondanti fiotti di sborra calda e densa che le riempirono la bocca e le colarono sul mento, sul collo e sul seno ancora lucido di gel Nuru. Clara accolse quel doppio tributo con un'espressione di trionfante lussuria, accarezzando il suo corpo coperto del frutto di quella doppia, magistrale performance.
Carlo e Luca, ansimanti e visibilmente svuotati da tanta voracità, mantenendo la professionalità e la discrezione che Laura aveva promesso, mi rivolsero un cenno d'intesa nella penombra e si allontanarono silenziosamente, scomparendo dietro la barriera di vapore della grotta sensoriale.
Il silenzio tornò a regnare nella stanza, rotto solo dal suono soffuso della musica e dal gorgoglio dell'acqua.
Clara rimase in ginocchio per qualche istante, con il respiro ancora corto e le tette generose che sussultavano. Poi, lentamente, si voltò verso l'angolo buio dove ero rimasto ad ammirare, immobile, con il cazzo duro come il marmo tra le mani e il cuore che mi rimbombava nel petto. I suoi occhi, liberi dal foulard, incrociarono i miei. Non c'era un briciolo di vergogna nel suo sguardo, ma una luce selvaggia, complice e terribilmente porca.
«Adesso vieni qui, Davide,» sussurrò con una voce profonda, resa roca dai gemiti e dalle urla di piacere. «Pensi davvero che ti lasci andare a casa così?»
Quella frase fu la miccia. Mi sfilai il costume bagnato in un secondo e feci i pochi passi che ci separavano. Il mio cazzo pulsava, teso al limite, affamato come non mai dopo aver assistito allo spettacolo più erotico della mia vita. Quando le fui davanti, Clara non si alzò. Rimase in ginocchio, mi afferrò per i fianchi e sollevò lo sguardo, offrendomi le sue labbra.
Mi chinai e la baciai. Le nostre lingue si intrecciarono in un bacio selvaggio che annebbiò nuovamente la ragione.
Senza interrompere il bacio, la afferrai per le braccia e la sollevai di peso, spingendola a cadere sdraiata sul lettino da massaggio, ancora caldo e intriso di olio e fluidi. Clara aprì le gambe al cielo in un invito totale, afferrandomi per le spalle.
«Mettimelo dentro, amore mio... scopami tu adesso... prenditi la tua troia...» mi implorò all'orecchio, ancheggiando freneticamente.
Non me lo feci ripetere. Mi posizionai tra le sue cosce spalancate e lo feci scivolare tutto dento con decisione. Entrai tutto, fino in fondo, in un unico affondo.
«Ahhh, cazzo! Sì!» urlò Clara, inarcando la schiena e piantandomi le unghie nelle spalle.
La sua figa era incredibilmente calda, dilatata e resa ultrasensibile da Luca e Carlo, ma stringeva il mio membro con una forza convulsa. Iniziai a scoparla con un ritmo forsennato, animalesco. La carne sbatteva contro la carne producendo un rumore umido che amplificava l'eccitazione nella grotta. Clara assecondava ogni mia spinta, sollevando il bacino e gridando il mio nome tra le pareti di pietra.
Eravamo una cosa sola, uniti in un vortice di sesso puro che andava ben oltre il convenzionale. La vedevo godere sotto di me, con i seni che oscillavano e la pelle lucida di sudore e lubrificante. Quella trasgressione, nata come una fantasia sussurrata, era diventata il sigillo definitivo della nostra complicità.
Sentendo che l'esplosione era vicina, la afferrai per i fianchi e la girai a pecora sul lettino. Le stringevo i grossi seni da dietro, sculacciandole le chiappe già rosse dai numerosi colpi subiti, mentre affondavo dentro di lei senza pietà. Clara artigliava il cuscino, completamente sottomessa al piacere, arricchito dal ricordo fresco dei due adoni.
«Sto per venire, Clara... sto per sborrarti dentro!» le dissi all'orecchio.
«Sì, Davide! Sborrami dentro, riempimi la figa!” urlò lei, in un ultimo, disperato culmine di lussuria.
Con tre affondi potentissimi che la fecero sussultare, arrivai al limite. Il mio cazzo ebbe uno spasmo violento e liberai un'ondata caldissima e interminabile di sborra nella sua fica. Clara, sentendo il mio calore invaderla, cacciò un urlo acuto e venne insieme a me, travolta da un altro orgasmo devastante che le fece tremare le gambe, lasciandola crollare sfinita sul materassino.
Rimasi sopra di lei per qualche minuto, con il fiato corto, assaporando il battito accelerato del suo cuore. Poi mi sfilai lentamente e mi sdraiai al suo fianco, accarezzandola.
I nostri corpi erano una maschera di olio, sudore e fluidi. Ci guardammo negli occhi, stanchi, svuotati, ma soddisfatti. La nostra complicità aveva appena superato il punto di non ritorno.
Clara si girò su un fianco, mi passò un dito bagnato sulle labbra e, con un sorriso malizioso e lo sguardo di chi sa di aver vinto tutto, mi sussurò all'orecchio:
«Un finale perfetto per il nostro film, Davide... Ma ricordi cosa ci siamo detti all'aperitivo? Per la prossima volta, cerchiamo quella bionda... e giochiamo anche con lei...»
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Odino82
Odino82
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