Il desiderio d’essere spettatore…
di
Odino82
genere
scambio di coppia
Da tempo ho una fantasia ricorrente che solo in minima parte, una sera di qualche anno fa, ho confessato alla meravigliosa donna che mi accompagna.
Mi è sempre piaciuto ammirarla. Ha un fisico ai miei occhi meraviglioso, morbido nei punti giusti… e l’intimo sexy con cui si adorna quando ha intenzione di farsi scopare la rende ogni volta più desiderabile.
Quando si lascia andare, concentrandosi solamente nella ricerca del piacere, sa trasformarsi e diventare terribilmente erotica. Guardarla mentre lentamente si muove, inarca la schiena, accarezza i suoi seni… le cosce, i glutei… fino ad arrivare al suo sesso, mi fa perdere ogni volta la testa.
Spesso mi basta osservarla per raggiungere picchi di eccitazione incredibili!
Le ho regalato nel tempo alcuni toys, in modo da solleticare ulteriormente la sua voglia di giocare sia in modo autoerotico che in coppia. Mi piace farglieli trovare in modo inaspettato, ad esempio sotto il cuscino oppure nella doccia, sperando di poter vedere la sua reazione istintiva quando li trova.
Una volta, ad esempio, dopo aver scopato assieme, le ho lasciato un dildo con ventosa sulla parete della doccia. Cedutole il bagno, ho accostato la porta per poterla osservare… sentire…
Come sua abitudine, entrata in bagno ha acceso la musica e l’acqua bollente.
Alcuni minuti più tardi, da una fitta nebbia di vapore, tra le note della musica lounge da lei scelta, ho iniziato a sentirla timidamente ansimare. Dapprima sembrava trattenere il fiato, come se non volesse farsi sentire, ma poco a poco, sopraffatta dal piacere che le stava dando quel gran pezzo che con maestria faceva avidamente scomparire tra le gambe, i suoi gemiti hanno iniziato ad avvertirsi sempre più distintamente!
Dalla porta socchiusa del bagno la osservavo mentre, a ritmo costantemente crescente, si scopava il dildo a pecora contro il muro della doccia, scendendo con una mano a stimolare la clitoride e con l’altra ad accarezzare e stringersi i turgidi seni. Osservarla masturbarsi, o meglio, guardarla simulare una furiosa scopata sotto la doccia, mi ha eccitato a tal punto da immaginare che quel toys non fosse finto, ma che con lei ci fosse d’improvviso uno sconosciuto il cui unico compito fosse farla urlare di piacere… lei intanto alternava colpi decisi e veloci a pause in cui tratteneva tutto quel cazzo, ormai grondante del suo piacere, dentro la figa, strizzando con una mano le palle.
Mentre la mia fantasia prendeva forma, i suoi gemiti giunsero all’apice esplodendo in un orgasmo super erotico: sfilatasi lentamente il toys, per ringraziarlo dell’egregia scopata, Clara si inginocchiò e, dopo averlo fatto scivolare e sbattere tra i suoi grossi seni, iniziò avidamente a succhiarlo fino a prenderlo tutto in gola, assaporando il suo piacere lasciato sull’attrezzo, riempiendolo di saliva dalla cappella fino a farla colare dalle palle alle sue grosse tette che strizzava e sosteneva avvolte da un braccio.
Con le gambe ancora tremolanti e l’aria di chi ha da poco toccato il cielo, finì poi di lavarsi, canticchiando a ritmo di musica.
Uscita dal bagno, avvolta solo da un asciugamano, consapevole che nei minuti precedenti non mi ero allontanato di molto, Clara mi ha baciato e ringraziato:
«Grazie dello stallone che mi hai fatto trovare in doccia! Apprezzatissimo!»
Vedendola così appagata, trasportato dalla mia fantasia, non ho saputo trattenere le parole:
«La prossima volta te ne farò trovare uno vero allora!?…»
E lei allontanandosi:
«… uuummmm… anche due se è per me!»
Forse la sua era solo una frase ironica, ma perché non vedere fino a che punto si sarebbe spinta?! O meglio, fino a che punto ci saremmo potuti spingere…?!
Lasciai passare alcune settimane, pensando in quale modo avrei potuto creare una situazione intrigante in cui far trovare, a disposizione di Clara, uno o addirittura due, come aveva scherzato, stalloni con cui divertirsi.
Non avendo alcuna esperienza del genere, pensai inizialmente ad un club per adulti. Navigando su internet scovai un locale che probabilmente avrebbe fatto al caso nostro; non un vero e proprio locale per scambisti, ma un centro benessere chiaramente dedicato a soli adulti.
Scorrendo rapidamente alcune recensioni del centro, lessi che era gestito da una donna che con molta cura era solita tentare di soddisfare le più svariate esigenze dei clienti.
Decisi quindi di contattarla per chiederle informazioni sul locale. Dopo appena due squilli, rispose al telefono una voce calda ed accomodante. Era lei, Laura, la responsabile della struttura.
Sentendomi un po' impacciato e titubante, capì la mia totale inesperienza nell’ambito e fu così lei, con parole semplici ed invitanti, a spiegarmi come funzionavano le cose nella sua SPA. Mi fece innanzitutto presente che era un luogo di svago, dove adulti consapevoli e consenzienti, potevano sentirsi liberi di approfondire reciproci piaceri tra vasche idromassaggio, piscine termali, grotte sensoriali, docce ecc…
Mi ha quindi chiesto se avessi domande da farle… dopo alcuni istanti di mio silenzio, Laura con gentilezza ripropose la domanda, entrando più nello specifico:
«Davide, cosa cercate? O cosa cerchi?! Se provi ad affidarti a me, vedrai che sarò in grado di aiutarti…»
Come attirato da un magnete, le raccontai la mia fantasia. Le spiegai che la mia intenzione era creare una situazione eccitante in cui la mia compagna potesse sentirsi libera di sperimentare il sesso al di fuori della coppia, facendo di questa trasgressione un gioco di complicità di coppia e appagamento reciproco.
Con poche semplici parole, mi disse che non c’era nulla di strano o di cui vergognarmi, che simili fantasie erano condivise da moltissime persone di sua conoscenza e frequentatori del suo club.
Spiazzandomi, mi fece una proposta che abbatté le mie ultime resistenze:
«Alla tua compagna piacciono i massaggi?!»
Ed io:
«Certamente!»
Lei:
«Cosa ne dici di proporle una serata nella mia SPA, con servizio di massaggio personalizzato nella grotta sensoriale? Chiaramente non dovrai svelarle tutto ciò che sto per dirti, ma semplicemente farle capire che vuoi trascorrere una serata con lei!»
Io:
«Certamente… ma cosa intendi per “massaggio personalizzato”?»
Laura:
«Ora ti spiego: dopo avere fatto assieme a lei un bagno nell’idromassaggio, potresti farla accomodare sul lettino per massaggi della grotta, coprirle gli occhi con un foulard ed iniziare un massaggio con alcuni olii che vi farò trovare. Se poi pensi di voler realizzare la tua e probabilmente sua fantasia, potresti far cenno al mio massaggiatore di fiducia di entrare, lasciandolo proseguire ciò che tu hai iniziato…»
Io:
«Continua pure, ti seguo con molta curiosità…»
Laura:
«C'è già capitato e devo dirti che, nelle occasioni precedenti, questo è stato il punto di non ritorno… Carlo, così si chiamerà il nostro massaggiatore segreto, è un ragazzo molto affascinante, con delle mani d’oro e non solo… ha realmente il brevetto di massaggiatore professionista, ma ha anche certe altre doti che durante il massaggio nuru non possono rimanere tali, non so se mi spiego…»
Io:
«Credo di intuire e… non credo potrà essere un problema, anzi…»
Laura:
«Se lei da’ segnale di apprezzare il massaggio fatto a mano, Carlo inizia con dei primi piccoli contatti anche con il corpo, lentamente, proseguendo poi, se lei manifesta ulteriore interesse ed appagamento, con un massaggio nuru…»
Sentendo il mio silenzio, Laura ha intuito non sapessi di che tipologia di massaggio stesse parlando ed ha quindi proseguito:
«Il massaggio nuru è un massaggio di origine giapponese che viene eseguito corpo su corpo ricoperti da una lozione lubrificante. Temo che da questo momento in poi, se la tua compagna ancora non avrà capito che chi la sta massaggiando non sei tu, avrà certamente percezione che si tratti di un altro uomo. Spero di non far vacillare la tua virilità, ma il nostro massaggiatore ha doti nascoste che durante il massaggio nuru non possono rimanere tali, non so se mi spiego…?»
Io:
«Credo di intuire e… non credo potrà essere un problema, anzi…»
Laura:
«Se la tua lei si sarà lasciata andare, da questo momento in poi, potrai assistere ad uno spettacolo dal più alto contenuto erotico che tu possa immaginare… a proposito: tu che ruolo vorresti avere? Ti piacerebbe rimanere a guardare? Partecipare?»
Io:
«Non ho idea… non ho mai pensato potesse diventare reale… immagino sarò eccitatissimo ma pietrificato!»
Laura:
«Tranquillo, non devi deciderlo adesso! È bene trovarsi nel momento e decidere facendosi travolgere dall’istinto! Ad ogni modo, se vorrai solo osservare, potrai farlo rimanendo nella grotta assieme a loro oppure dalla stanza accanto che ha alcune aperture che affacciano sulla grotta… potrai scegliere di essere il solo a guardare o lasciare che si godano lo spettacolo anche altri presenti nel club…»
Io, dopo un lungo silenzio:
«Se prima l’idea mi solleticava, ora vorrei essere già lì a godermi lo spettacolo! Visto che al momento si sta ragionando solo per ipotesi, ma se la lei manifestasse interesse ad avere le attenzioni di due “massaggiatori”?!…»
Laura:
«Allora vorrebbe dire che io e la tua lei condividiamo molte passioni e non ne abbiamo mai abbastanza!!! Nessun problema Davide, Carlo non è il solo manzo che conosco… ed è già stato accompagnato da altri nella ricerca del piacere estremo di una donna… mi viene in mente già chi sarebbe perfetto: Luca! Di indole delicata per iniziare, ma agile ed instancabile se la situazione lo richiede. Credimi, non rimarrai deluso, ma soprattutto non rimarrà delusa Clara… Se sarà in grado di accoglierli entrambi, ti assicuro che la vedrai godere come mai prima! Mi sto bagnando anche io prefigurandomi la scena…»
Io:
«Cara Laura, non hai idea di quanto mi tenti la tua proposta… credo avremmo modo di risentirci presto, non appena avrò deciso se proporre a Clara di trascorrere una “sera alternativa in una SPA un po' speciale… A presto.»
Non resta ora che decidere se fare il passo successivo, proponendo a Clara una serata a sorpresa alla SPA di Laura, Carlo e Luca…
Dopo la piacevole telefonata con Laura, che mi aveva rassicurato dandomi la sensazione che realizzare la mia fantasia fosse molto più semplice di quanto i miei freni inibitori mi facessero percepire, tentai in qualche modo di introdurre l’argomento a Clara.
In occasione di un aperitivo tra noi, vedendola lanciare ripetutamente sguardi su un ragazzo aitante presente nel locale in cui ci trovavamo, decisi di cogliere l’occasione per provocarla:
«Guarda che non devi far finta di non guardarlo… ho notato che continui a puntarlo…»
Lei, visibilmente imbarazzata, ha dapprima tentato di negare e sminuire:
«Macché! Guardavo in generale… poi non è che sia così carino… e comunque tu guardavi quella bionda, e allora?!»
Io:
«Non ti preoccupare, mi stuzzicava solamente sapere quale fosse il pensiero nascosto dietro quegli sguardi!»
Lei, arrossendo:
«Beh, niente… cioè, è carino, fisicato… spalle belle larghe… tutto qui…»
Io, a incalzarla:
«Sicura sia tutto qui?! A me sembrava che il tuo sguardo fosse caduto più volte più in basso delle spalle…»
Lei:
«No, no, che dici?!… Beh… ok, se proprio lo vuoi sapere, quei pantaloni danno la sensazione che abbia proprio un gran pacco! Siete solo voi uomini che potete spogliare le donne con lo sguardo?! Non ho fatto nulla di male!»
Io:
«Ma no, stai tranquilla, per me puoi guardare e pensare tutto ciò che vuoi… piuttosto, intuendo cosa stessi guardando e come, ero curioso di conoscere il pensiero “peccaminoso” che corre nella tua testa! Volevo solo scherzare con te! Tutti abbiamo fantasie, a volte anche ricorrenti… volevo solo sapere quale fosse quella nascosta dietro il tuo sguardo ammaliato.»
Lei, tornando a bere un sorso di spritz, proseguì:
«Quindi non ti infastidisce se osservo in questo modo e fantastico su…»
Io:
«…su cosa?»
Lei:
«Beh dai, ci siamo capiti!»
Io:
«No, non ci siamo capiti, ma possiamo capirci… raccontami la tua fantasia, se vuoi che capisca.»
Clara:
«Oddio, sono in imbarazzo… cosa devo dirti?!… Cosa ho pensato guardando quel ragazzo?!»
Io:
«Non è che devi, ma se ti fa piacere a me non infastidisce affatto saperlo.»
Riafferrato il bicchiere, Clara lo vuotò, forse per cercare il coraggio di proseguire con il racconto:
«Ok, mi ha fatto pensare a una scopata clandestina con uno sconosciuto!...»
Io:
«Tranquilla, non c’è nulla di male, prosegui pure…»
Lei:
«Non è che in due minuti mi sia fatta un film, è stato un rapido pensiero… tutto qui.»
Io:
«Tranquilla, immagino tu non ti sia fatta già un film, ma ora che lo stai riguardando, prova a dare strada alla tua fantasia iniziale: dove ti potrebbe portare?»
Lei:
«No dai, come faccio a dirlo a te? Cioè, potrei anche… in fin dei conti è solo una fantasia… forse non troppo innocente, ma pur sempre una fantasia…»
Io:
«Non farti problemi, non ti giudico per una fantasia, anche a me capita di farne.»
Clara:
«Ok… però tu poi mi racconti una delle tue!»
Io:
«Andata!»
Clara, a voce bassa per non farsi sentire, iniziò a raccontare la sua fantasia:
«Beh, diciamo che per iniziare mi piacerebbe fossimo in una stanza d’albergo… non perché lo avessimo previsto, ma perché, dopo esserci incontrati nella hall, la chimica trasmessa dallo scambio di sguardi ci avesse portato nella sua camera. Me lo immagino aprire la porta, lasciarmi entrare e richiudere dietro di sé. Il suo sguardo intenso e un sorriso provocante mi fanno già sentire nuda e chinata davanti a lui, ma ancora non ci siamo neppure sfiorati.
Senza dire nulla, indietreggio mentre lui avanza, iniziando a sbottonarsi la camicia. È abbronzato; i pettorali che intravedo mentre sfila la camicia sono grossi e definiti, così come l’addome scolpito. Ha spalle larghe, braccia muscolose e non smette di avanzare verso di me con quello sguardo che mi attraversa e accende la mia voglia irrefrenabile di averlo. Non so neppure il suo nome, ma non mi interessa… e non vorrò saperlo neppure alla fine.
Decido che non può essere il solo a provocare: voglio condurre io l’inizio del gioco. Fortunatamente indosso della lingerie perfetta per una donna che vuole essere scopata: calze autoreggenti nere, un piccolo perizoma in pizzo e un reggiseno coordinato che sostiene a malapena le tette, pronte a scoprirsi.»
Mentre racconta, Clara fa un rapido gesto furtivo come a stringersi il seno, a dimostrazione di quanto siano il desiderio e l’istinto a guidare le sue parole e la gestualità del corpo.
«Faccio calare la zip del vestitino attillato e lo lascio cadere ai piedi del letto. Non tolgo però le decolté con tacco 12: sono certa che serviranno ad aumentare ulteriormente l’evidente erezione al momento trattenuta a malapena dai suoi pantaloni. Mi sento dannatamente figa e voglio essere porca come non mai.
Lentamente mi chino sul letto, dando le spalle e inarcando la schiena per mostrargli dove dovrà concentrare le attenzioni. Mi sdraio su un fianco, accarezzandomi il corpo dalle gambe al seno… porto due dita alla bocca, le lecco e le faccio scorrere verso il basso, tra le tette e poi tra le cosce, mordendo delicatamente le labbra e socchiudendo gli occhi.
Lui mi osserva allupato, sbottona i pantaloni e li fa cadere, rivelando dei boxer aderenti che mettono in risalto la sua erezione. Si accarezza il pacco, occhi fissi su di me. Gli faccio cenno di avvicinarsi e mi metto in ginocchio sul letto: appena è a portata lo afferro dall’elastico dei boxer, lo tiro a me e gli infilo la lingua in gola, lasciandolo in piedi. Lui partecipa deciso, portando le mani alle mie natiche e tirandomi a sé.
Lascio le sue labbra e, con la lingua, inizio ad assaporare il suo corpo: dal collo, ai pettorali, alle spalle. Tengo lo sguardo fisso sul suo mentre abbasso i boxer e afferro la sua mazza pulsante. Lui guida la mia discesa raccogliendo tra le mani i miei capelli, mostrando di non voler essere passivo mentre lo pomperò. Con le mani sollevo l’asta tesa fino a posarla contro i suoi addominali. È un cazzo meraviglioso!
Incrocio nuovamente il suo sguardo mentre la mia lingua scorre dalla base alla cappella. Cerchio il glande con la lingua prima di avvolgerlo completamente tra le labbra. Lo succhio lentamente… lui geme. Aumento il ritmo, prendendolo sempre più in profondità. È veramente grosso! La bocca si riempie di piacere e la sua continua eccitazione mi fa sentire come se mi stesse letteralmente scopando la bocca.
Scariche elettriche percorrono il mio corpo, gonfiando il seno e rendendomi incapace di controllare gemiti e ancheggi. Di tanto in tanto lo estraggo per riprendere fiato, senza preoccuparmi di quanto stia ansimando rumorosamente… sono affamata di cazzo! Parlo sporco, come mi piace, mentre mi sovrasta la voglia di essere porca. Gli dico che mi sento troia, tanto, e che dovrà sbattermi come solo una vera troia va sbattuta.
Lui intanto mi slaccia e sfila il reggiseno, allungando le mani a strizzarmi e sculacciarmi le chiappe mentre inarco la schiena, restando inginocchiata sul letto a succhiarlo nuovamente. I suoi schiaffi e i miei ancheggi si alternano: il cazzo è ricoperto della mia saliva mentre continuo a pomparlo. Non resisto e scendo con una mano a toccarmi la fica: due dita, poi tre, preparandola ad accogliere quel bastone che trattengo a fatica nella bocca.
Lui mi fa cenno di rallentare: lascio la presa delle labbra da quella splendida mazza, continuando a baciarlo. Porto la sua erezione a scivolare tra le mie tette, mentre continuo a succhiarlo avidamente. Mmmm… cazzo, che spagnola che gli farei!»
Quasi stupito da tanta sincerità, interrompo Clara: «…e prima mi dicevi che non ti eri fatta un film?! Cavoli, questo è meglio di un film!»
Clara: «Vuoi che mi fermi qui?!»
Io: «No, no! Ormai voglio assolutamente sapere come va a finire!»
Clara: «Lo speravo… ormai non riuscirei nemmeno a fermarmi, mi sto bagnando davvero! Mi verrebbe da toccarmi qui davanti a tutti! Oddio, che mi fai fare… dove ero rimasta? Ah sì, la spagnola che gli strozza il cazzo ricoperto di saliva… Bene. Lui percepisce che muoio dalla voglia di essere impalata e si libera dalla presa delle mie tette. Mi spinge a cadere sdraiata sul letto, solleva le mie gambe al cielo e mi sfila le mutandine. Guardandomi intensamente, estrae tutta la lingua dalla bocca e la fa scivolare umida sul mio sesso, percorrendolo tutto: perineo, grandi labbra già colanti di piacere, infilandola tesa nella mia fica e iniziando a scoparla dentro e fuori.
Gli piace il sapore della mia fica e ci dà dentro come un forsennato, riempiendola di saliva. Ogni tanto si stacca, lasciando colare saliva e umori dalla bocca, per poi stimolare con la lingua anche il clitoride, accennando lievi morsi che mi mandano in estasi. Me la lecca sempre più intensamente, insinuando la lingua sempre più in profondità. Gemo forte, le gambe si contraggono senza controllo… lo tiro a me per alcuni istanti per respirare. Torniamo a intrecciare le lingue, mentre una mano scende ad afferrare il suo cazzo teso, indirizzandolo verso la porta del mio piacere.
Faccio scorrere e sbattere la cappella sul mio sesso. Lui indietreggia con il bacino, come un toro pronto a caricare, poi avanza iniziando a premere alla porta della mia fica che lentamente lo accoglie decisa. Cazzo! Quanto è grosso! Mi fa sentire piena, sembra non finire mai. Torno a respirare solo quando lo estrae dopo il primo affondo, ma riparte subito più deciso, alternando affondi prolungati e scorrimenti rapidi. Riesco a riprendere fiato solo quando esce, ma lo voglio subito dentro di nuovo: chiudo le gambe ad avvolgere i suoi fianchi così che non possa più lasciarmi senza cazzo!
Con i movimenti del mio corpo imposto il ritmo che lui segue senza farsi pregare. Lo incito a pomparmi con maggior decisione: “Dammelo tutto! Scopami tutta, sono la tua troia!” desiderando averlo anche in bocca. Glielo sussurro all’orecchio e lui, senza parole, lo estrae e lo porta davanti al mio viso. Lo afferro con una mano e uso per schiaffeggiarmi le guance… poi inizio a succhiarlo come solo un’assatanata saprebbe fare. È bagnato, ha il sapore dolce della mia fica… mentre lo spompino mi stimola con una mano, dandomi schiaffetti sul sesso bagnato.
Lo voglio ancora dentro e mi impongo, portandomi a cavallo sul letto sopra di lui. Lo accolgo nuovamente mentre cercando di prenderlo tutto: è così massiccio e lungo da farmi quasi male. Dopo i primi colpi lenti, danzo sopra di lui, muovendo tutto il corpo che non riesco più a controllare. Tengo le braccia tese verso il suo petto mentre lui ricambia strizzandomi il seno. Cavalco senza sosta, gemendo sempre più forte. Lui contrae l’addome, sollevandomi, rispondendo alla mia cavalcata con affondi sempre più rapidi e decisi. Gli occhi mi girano dal piacere: vorrei che non smettesse mai!
Raggiungo un orgasmo intenso e prolungato, lasciandomi cadere su di lui mentre la sua erezione rimane tesa e grondante. Riprendo fiato inerme, lui mi accarezza schiena e natiche, poi mi porta nuovamente l’asta davanti agli occhi. Non posso dargli torto: dopo tutto quel che mi ha fatto provare se lo merita! Riprendo fiato e controllo del corpo… lo accolgo di nuovo in bocca, prima piano, poi sempre più decisa, con entrambe le mani e tra le tette. È incredibile: nonostante mi abbia già fatto godere, sento di desiderarlo ancora incontenibilmente. Mi giro a pecora e ancheggio il culo sul cazzo teso verso di me. Lui apprezza la mia disponibilità, posando entrambe le mani sui miei fianchi e invadendo di nuovo la mia fica. In quella posizione non potrò controllare i suoi affondi, quindi mi abbandono al piacere. I colpi si susseguono, profondi e decisi a ritmo incessante. Artiglio le lenzuola per trovare equilibrio mentre mi infila un dito nel culo, continuando a pomparmi la figa con trasporto animale. La mia eccitazione ritorna alle stelle.
Il ritmo è ormai insostenibile e il mio toro inizia finalmente a dare segnali della imminente esplosione! Io, che non aspetto altro, lo faccio sfilare tornando a succhiarlo e segarlo, portandolo al limite. Accompagnato da gemiti che sembrano quasi delle urla, dalla sua asta luccicante di umori e saliva, schizzano finalmente abbondanti fiotti di sborra calda. Afferro il suo cazzo e lascio scaricare la sua crema bianca sul mio seno sudato, strofinandolo contro l’asta e la cappella pulsante. Lo riprendo in bocca per pulirlo completamente, lasciando colare dalle labbra sulle tette la sborra raccolta…
Penseresti sia finita, ma io, al limite dell’eccitazione, riprendo a masturbarmi. Lui, sfinito, si sdraia sul letto. Dopo aver preso un cazzo così grosso, capisco che senza penetrazione non raggiungerò facilmente un nuovo orgasmo… desisto poco dopo, dirigendomi verso la doccia. Accesa l’acqua calda, dopo un primo passaggio a lavare il sudore, tra i vapori me lo ritrovo dietro. Allungo una mano senza girarmi e trovo subito quella meravigliosa asta tesa puntata contro di me. Arretro, avvolta dalle sue braccia muscolose, e lascio che il piacere mi travolga di nuovo senza resistenza…
Dopo alcuni istanti di silenzio di entrambi, mentre Clara teneva ancora gli occhi socchiusi immersa nel suo sogno, ruppi il silenzio io:
«Non… non ho parole… wow! Se fosse un film hard correrei a vederlo subito! Complimenti.»
Clara si girò una sigaretta ed, una volta accesa, disse:
«E vuoi sapere qual è la cosa bella?!»
Io:
«Perché, c’è dell’altro?!»
Lei:
«Certo! Tu credevi fissassi il moro abbronzato e muscoloso, giusto?!»
Io:
«Beh, sì, non era evidente?!»
Clara:
«A quanto pare voi uomini siete proprio degli allocchi! Io guardavo la bionda accanto che fissavi anche tu ed immaginavo di succhiarti il cazzo assieme a lei! Però grazie! Non è stato immediato, ma la fantasia nata dalla tua esortazione mi è piaciuta molto!»
Scoppiammo a ridere entrambi ed ordinammo altri due spritz.
All’inizio del racconto la mia intenzione era di introdurre a Clara la mia fantasia di vederla scopata in una SPA da un altro uomo… forse non sarò riuscito nel mio intento, ma visto il suo racconto, non credo sarà difficile tradurre in realtà il mio desiderio.
To be continued.
Mi è sempre piaciuto ammirarla. Ha un fisico ai miei occhi meraviglioso, morbido nei punti giusti… e l’intimo sexy con cui si adorna quando ha intenzione di farsi scopare la rende ogni volta più desiderabile.
Quando si lascia andare, concentrandosi solamente nella ricerca del piacere, sa trasformarsi e diventare terribilmente erotica. Guardarla mentre lentamente si muove, inarca la schiena, accarezza i suoi seni… le cosce, i glutei… fino ad arrivare al suo sesso, mi fa perdere ogni volta la testa.
Spesso mi basta osservarla per raggiungere picchi di eccitazione incredibili!
Le ho regalato nel tempo alcuni toys, in modo da solleticare ulteriormente la sua voglia di giocare sia in modo autoerotico che in coppia. Mi piace farglieli trovare in modo inaspettato, ad esempio sotto il cuscino oppure nella doccia, sperando di poter vedere la sua reazione istintiva quando li trova.
Una volta, ad esempio, dopo aver scopato assieme, le ho lasciato un dildo con ventosa sulla parete della doccia. Cedutole il bagno, ho accostato la porta per poterla osservare… sentire…
Come sua abitudine, entrata in bagno ha acceso la musica e l’acqua bollente.
Alcuni minuti più tardi, da una fitta nebbia di vapore, tra le note della musica lounge da lei scelta, ho iniziato a sentirla timidamente ansimare. Dapprima sembrava trattenere il fiato, come se non volesse farsi sentire, ma poco a poco, sopraffatta dal piacere che le stava dando quel gran pezzo che con maestria faceva avidamente scomparire tra le gambe, i suoi gemiti hanno iniziato ad avvertirsi sempre più distintamente!
Dalla porta socchiusa del bagno la osservavo mentre, a ritmo costantemente crescente, si scopava il dildo a pecora contro il muro della doccia, scendendo con una mano a stimolare la clitoride e con l’altra ad accarezzare e stringersi i turgidi seni. Osservarla masturbarsi, o meglio, guardarla simulare una furiosa scopata sotto la doccia, mi ha eccitato a tal punto da immaginare che quel toys non fosse finto, ma che con lei ci fosse d’improvviso uno sconosciuto il cui unico compito fosse farla urlare di piacere… lei intanto alternava colpi decisi e veloci a pause in cui tratteneva tutto quel cazzo, ormai grondante del suo piacere, dentro la figa, strizzando con una mano le palle.
Mentre la mia fantasia prendeva forma, i suoi gemiti giunsero all’apice esplodendo in un orgasmo super erotico: sfilatasi lentamente il toys, per ringraziarlo dell’egregia scopata, Clara si inginocchiò e, dopo averlo fatto scivolare e sbattere tra i suoi grossi seni, iniziò avidamente a succhiarlo fino a prenderlo tutto in gola, assaporando il suo piacere lasciato sull’attrezzo, riempiendolo di saliva dalla cappella fino a farla colare dalle palle alle sue grosse tette che strizzava e sosteneva avvolte da un braccio.
Con le gambe ancora tremolanti e l’aria di chi ha da poco toccato il cielo, finì poi di lavarsi, canticchiando a ritmo di musica.
Uscita dal bagno, avvolta solo da un asciugamano, consapevole che nei minuti precedenti non mi ero allontanato di molto, Clara mi ha baciato e ringraziato:
«Grazie dello stallone che mi hai fatto trovare in doccia! Apprezzatissimo!»
Vedendola così appagata, trasportato dalla mia fantasia, non ho saputo trattenere le parole:
«La prossima volta te ne farò trovare uno vero allora!?…»
E lei allontanandosi:
«… uuummmm… anche due se è per me!»
Forse la sua era solo una frase ironica, ma perché non vedere fino a che punto si sarebbe spinta?! O meglio, fino a che punto ci saremmo potuti spingere…?!
Lasciai passare alcune settimane, pensando in quale modo avrei potuto creare una situazione intrigante in cui far trovare, a disposizione di Clara, uno o addirittura due, come aveva scherzato, stalloni con cui divertirsi.
Non avendo alcuna esperienza del genere, pensai inizialmente ad un club per adulti. Navigando su internet scovai un locale che probabilmente avrebbe fatto al caso nostro; non un vero e proprio locale per scambisti, ma un centro benessere chiaramente dedicato a soli adulti.
Scorrendo rapidamente alcune recensioni del centro, lessi che era gestito da una donna che con molta cura era solita tentare di soddisfare le più svariate esigenze dei clienti.
Decisi quindi di contattarla per chiederle informazioni sul locale. Dopo appena due squilli, rispose al telefono una voce calda ed accomodante. Era lei, Laura, la responsabile della struttura.
Sentendomi un po' impacciato e titubante, capì la mia totale inesperienza nell’ambito e fu così lei, con parole semplici ed invitanti, a spiegarmi come funzionavano le cose nella sua SPA. Mi fece innanzitutto presente che era un luogo di svago, dove adulti consapevoli e consenzienti, potevano sentirsi liberi di approfondire reciproci piaceri tra vasche idromassaggio, piscine termali, grotte sensoriali, docce ecc…
Mi ha quindi chiesto se avessi domande da farle… dopo alcuni istanti di mio silenzio, Laura con gentilezza ripropose la domanda, entrando più nello specifico:
«Davide, cosa cercate? O cosa cerchi?! Se provi ad affidarti a me, vedrai che sarò in grado di aiutarti…»
Come attirato da un magnete, le raccontai la mia fantasia. Le spiegai che la mia intenzione era creare una situazione eccitante in cui la mia compagna potesse sentirsi libera di sperimentare il sesso al di fuori della coppia, facendo di questa trasgressione un gioco di complicità di coppia e appagamento reciproco.
Con poche semplici parole, mi disse che non c’era nulla di strano o di cui vergognarmi, che simili fantasie erano condivise da moltissime persone di sua conoscenza e frequentatori del suo club.
Spiazzandomi, mi fece una proposta che abbatté le mie ultime resistenze:
«Alla tua compagna piacciono i massaggi?!»
Ed io:
«Certamente!»
Lei:
«Cosa ne dici di proporle una serata nella mia SPA, con servizio di massaggio personalizzato nella grotta sensoriale? Chiaramente non dovrai svelarle tutto ciò che sto per dirti, ma semplicemente farle capire che vuoi trascorrere una serata con lei!»
Io:
«Certamente… ma cosa intendi per “massaggio personalizzato”?»
Laura:
«Ora ti spiego: dopo avere fatto assieme a lei un bagno nell’idromassaggio, potresti farla accomodare sul lettino per massaggi della grotta, coprirle gli occhi con un foulard ed iniziare un massaggio con alcuni olii che vi farò trovare. Se poi pensi di voler realizzare la tua e probabilmente sua fantasia, potresti far cenno al mio massaggiatore di fiducia di entrare, lasciandolo proseguire ciò che tu hai iniziato…»
Io:
«Continua pure, ti seguo con molta curiosità…»
Laura:
«C'è già capitato e devo dirti che, nelle occasioni precedenti, questo è stato il punto di non ritorno… Carlo, così si chiamerà il nostro massaggiatore segreto, è un ragazzo molto affascinante, con delle mani d’oro e non solo… ha realmente il brevetto di massaggiatore professionista, ma ha anche certe altre doti che durante il massaggio nuru non possono rimanere tali, non so se mi spiego…»
Io:
«Credo di intuire e… non credo potrà essere un problema, anzi…»
Laura:
«Se lei da’ segnale di apprezzare il massaggio fatto a mano, Carlo inizia con dei primi piccoli contatti anche con il corpo, lentamente, proseguendo poi, se lei manifesta ulteriore interesse ed appagamento, con un massaggio nuru…»
Sentendo il mio silenzio, Laura ha intuito non sapessi di che tipologia di massaggio stesse parlando ed ha quindi proseguito:
«Il massaggio nuru è un massaggio di origine giapponese che viene eseguito corpo su corpo ricoperti da una lozione lubrificante. Temo che da questo momento in poi, se la tua compagna ancora non avrà capito che chi la sta massaggiando non sei tu, avrà certamente percezione che si tratti di un altro uomo. Spero di non far vacillare la tua virilità, ma il nostro massaggiatore ha doti nascoste che durante il massaggio nuru non possono rimanere tali, non so se mi spiego…?»
Io:
«Credo di intuire e… non credo potrà essere un problema, anzi…»
Laura:
«Se la tua lei si sarà lasciata andare, da questo momento in poi, potrai assistere ad uno spettacolo dal più alto contenuto erotico che tu possa immaginare… a proposito: tu che ruolo vorresti avere? Ti piacerebbe rimanere a guardare? Partecipare?»
Io:
«Non ho idea… non ho mai pensato potesse diventare reale… immagino sarò eccitatissimo ma pietrificato!»
Laura:
«Tranquillo, non devi deciderlo adesso! È bene trovarsi nel momento e decidere facendosi travolgere dall’istinto! Ad ogni modo, se vorrai solo osservare, potrai farlo rimanendo nella grotta assieme a loro oppure dalla stanza accanto che ha alcune aperture che affacciano sulla grotta… potrai scegliere di essere il solo a guardare o lasciare che si godano lo spettacolo anche altri presenti nel club…»
Io, dopo un lungo silenzio:
«Se prima l’idea mi solleticava, ora vorrei essere già lì a godermi lo spettacolo! Visto che al momento si sta ragionando solo per ipotesi, ma se la lei manifestasse interesse ad avere le attenzioni di due “massaggiatori”?!…»
Laura:
«Allora vorrebbe dire che io e la tua lei condividiamo molte passioni e non ne abbiamo mai abbastanza!!! Nessun problema Davide, Carlo non è il solo manzo che conosco… ed è già stato accompagnato da altri nella ricerca del piacere estremo di una donna… mi viene in mente già chi sarebbe perfetto: Luca! Di indole delicata per iniziare, ma agile ed instancabile se la situazione lo richiede. Credimi, non rimarrai deluso, ma soprattutto non rimarrà delusa Clara… Se sarà in grado di accoglierli entrambi, ti assicuro che la vedrai godere come mai prima! Mi sto bagnando anche io prefigurandomi la scena…»
Io:
«Cara Laura, non hai idea di quanto mi tenti la tua proposta… credo avremmo modo di risentirci presto, non appena avrò deciso se proporre a Clara di trascorrere una “sera alternativa in una SPA un po' speciale… A presto.»
Non resta ora che decidere se fare il passo successivo, proponendo a Clara una serata a sorpresa alla SPA di Laura, Carlo e Luca…
Dopo la piacevole telefonata con Laura, che mi aveva rassicurato dandomi la sensazione che realizzare la mia fantasia fosse molto più semplice di quanto i miei freni inibitori mi facessero percepire, tentai in qualche modo di introdurre l’argomento a Clara.
In occasione di un aperitivo tra noi, vedendola lanciare ripetutamente sguardi su un ragazzo aitante presente nel locale in cui ci trovavamo, decisi di cogliere l’occasione per provocarla:
«Guarda che non devi far finta di non guardarlo… ho notato che continui a puntarlo…»
Lei, visibilmente imbarazzata, ha dapprima tentato di negare e sminuire:
«Macché! Guardavo in generale… poi non è che sia così carino… e comunque tu guardavi quella bionda, e allora?!»
Io:
«Non ti preoccupare, mi stuzzicava solamente sapere quale fosse il pensiero nascosto dietro quegli sguardi!»
Lei, arrossendo:
«Beh, niente… cioè, è carino, fisicato… spalle belle larghe… tutto qui…»
Io, a incalzarla:
«Sicura sia tutto qui?! A me sembrava che il tuo sguardo fosse caduto più volte più in basso delle spalle…»
Lei:
«No, no, che dici?!… Beh… ok, se proprio lo vuoi sapere, quei pantaloni danno la sensazione che abbia proprio un gran pacco! Siete solo voi uomini che potete spogliare le donne con lo sguardo?! Non ho fatto nulla di male!»
Io:
«Ma no, stai tranquilla, per me puoi guardare e pensare tutto ciò che vuoi… piuttosto, intuendo cosa stessi guardando e come, ero curioso di conoscere il pensiero “peccaminoso” che corre nella tua testa! Volevo solo scherzare con te! Tutti abbiamo fantasie, a volte anche ricorrenti… volevo solo sapere quale fosse quella nascosta dietro il tuo sguardo ammaliato.»
Lei, tornando a bere un sorso di spritz, proseguì:
«Quindi non ti infastidisce se osservo in questo modo e fantastico su…»
Io:
«…su cosa?»
Lei:
«Beh dai, ci siamo capiti!»
Io:
«No, non ci siamo capiti, ma possiamo capirci… raccontami la tua fantasia, se vuoi che capisca.»
Clara:
«Oddio, sono in imbarazzo… cosa devo dirti?!… Cosa ho pensato guardando quel ragazzo?!»
Io:
«Non è che devi, ma se ti fa piacere a me non infastidisce affatto saperlo.»
Riafferrato il bicchiere, Clara lo vuotò, forse per cercare il coraggio di proseguire con il racconto:
«Ok, mi ha fatto pensare a una scopata clandestina con uno sconosciuto!...»
Io:
«Tranquilla, non c’è nulla di male, prosegui pure…»
Lei:
«Non è che in due minuti mi sia fatta un film, è stato un rapido pensiero… tutto qui.»
Io:
«Tranquilla, immagino tu non ti sia fatta già un film, ma ora che lo stai riguardando, prova a dare strada alla tua fantasia iniziale: dove ti potrebbe portare?»
Lei:
«No dai, come faccio a dirlo a te? Cioè, potrei anche… in fin dei conti è solo una fantasia… forse non troppo innocente, ma pur sempre una fantasia…»
Io:
«Non farti problemi, non ti giudico per una fantasia, anche a me capita di farne.»
Clara:
«Ok… però tu poi mi racconti una delle tue!»
Io:
«Andata!»
Clara, a voce bassa per non farsi sentire, iniziò a raccontare la sua fantasia:
«Beh, diciamo che per iniziare mi piacerebbe fossimo in una stanza d’albergo… non perché lo avessimo previsto, ma perché, dopo esserci incontrati nella hall, la chimica trasmessa dallo scambio di sguardi ci avesse portato nella sua camera. Me lo immagino aprire la porta, lasciarmi entrare e richiudere dietro di sé. Il suo sguardo intenso e un sorriso provocante mi fanno già sentire nuda e chinata davanti a lui, ma ancora non ci siamo neppure sfiorati.
Senza dire nulla, indietreggio mentre lui avanza, iniziando a sbottonarsi la camicia. È abbronzato; i pettorali che intravedo mentre sfila la camicia sono grossi e definiti, così come l’addome scolpito. Ha spalle larghe, braccia muscolose e non smette di avanzare verso di me con quello sguardo che mi attraversa e accende la mia voglia irrefrenabile di averlo. Non so neppure il suo nome, ma non mi interessa… e non vorrò saperlo neppure alla fine.
Decido che non può essere il solo a provocare: voglio condurre io l’inizio del gioco. Fortunatamente indosso della lingerie perfetta per una donna che vuole essere scopata: calze autoreggenti nere, un piccolo perizoma in pizzo e un reggiseno coordinato che sostiene a malapena le tette, pronte a scoprirsi.»
Mentre racconta, Clara fa un rapido gesto furtivo come a stringersi il seno, a dimostrazione di quanto siano il desiderio e l’istinto a guidare le sue parole e la gestualità del corpo.
«Faccio calare la zip del vestitino attillato e lo lascio cadere ai piedi del letto. Non tolgo però le decolté con tacco 12: sono certa che serviranno ad aumentare ulteriormente l’evidente erezione al momento trattenuta a malapena dai suoi pantaloni. Mi sento dannatamente figa e voglio essere porca come non mai.
Lentamente mi chino sul letto, dando le spalle e inarcando la schiena per mostrargli dove dovrà concentrare le attenzioni. Mi sdraio su un fianco, accarezzandomi il corpo dalle gambe al seno… porto due dita alla bocca, le lecco e le faccio scorrere verso il basso, tra le tette e poi tra le cosce, mordendo delicatamente le labbra e socchiudendo gli occhi.
Lui mi osserva allupato, sbottona i pantaloni e li fa cadere, rivelando dei boxer aderenti che mettono in risalto la sua erezione. Si accarezza il pacco, occhi fissi su di me. Gli faccio cenno di avvicinarsi e mi metto in ginocchio sul letto: appena è a portata lo afferro dall’elastico dei boxer, lo tiro a me e gli infilo la lingua in gola, lasciandolo in piedi. Lui partecipa deciso, portando le mani alle mie natiche e tirandomi a sé.
Lascio le sue labbra e, con la lingua, inizio ad assaporare il suo corpo: dal collo, ai pettorali, alle spalle. Tengo lo sguardo fisso sul suo mentre abbasso i boxer e afferro la sua mazza pulsante. Lui guida la mia discesa raccogliendo tra le mani i miei capelli, mostrando di non voler essere passivo mentre lo pomperò. Con le mani sollevo l’asta tesa fino a posarla contro i suoi addominali. È un cazzo meraviglioso!
Incrocio nuovamente il suo sguardo mentre la mia lingua scorre dalla base alla cappella. Cerchio il glande con la lingua prima di avvolgerlo completamente tra le labbra. Lo succhio lentamente… lui geme. Aumento il ritmo, prendendolo sempre più in profondità. È veramente grosso! La bocca si riempie di piacere e la sua continua eccitazione mi fa sentire come se mi stesse letteralmente scopando la bocca.
Scariche elettriche percorrono il mio corpo, gonfiando il seno e rendendomi incapace di controllare gemiti e ancheggi. Di tanto in tanto lo estraggo per riprendere fiato, senza preoccuparmi di quanto stia ansimando rumorosamente… sono affamata di cazzo! Parlo sporco, come mi piace, mentre mi sovrasta la voglia di essere porca. Gli dico che mi sento troia, tanto, e che dovrà sbattermi come solo una vera troia va sbattuta.
Lui intanto mi slaccia e sfila il reggiseno, allungando le mani a strizzarmi e sculacciarmi le chiappe mentre inarco la schiena, restando inginocchiata sul letto a succhiarlo nuovamente. I suoi schiaffi e i miei ancheggi si alternano: il cazzo è ricoperto della mia saliva mentre continuo a pomparlo. Non resisto e scendo con una mano a toccarmi la fica: due dita, poi tre, preparandola ad accogliere quel bastone che trattengo a fatica nella bocca.
Lui mi fa cenno di rallentare: lascio la presa delle labbra da quella splendida mazza, continuando a baciarlo. Porto la sua erezione a scivolare tra le mie tette, mentre continuo a succhiarlo avidamente. Mmmm… cazzo, che spagnola che gli farei!»
Quasi stupito da tanta sincerità, interrompo Clara: «…e prima mi dicevi che non ti eri fatta un film?! Cavoli, questo è meglio di un film!»
Clara: «Vuoi che mi fermi qui?!»
Io: «No, no! Ormai voglio assolutamente sapere come va a finire!»
Clara: «Lo speravo… ormai non riuscirei nemmeno a fermarmi, mi sto bagnando davvero! Mi verrebbe da toccarmi qui davanti a tutti! Oddio, che mi fai fare… dove ero rimasta? Ah sì, la spagnola che gli strozza il cazzo ricoperto di saliva… Bene. Lui percepisce che muoio dalla voglia di essere impalata e si libera dalla presa delle mie tette. Mi spinge a cadere sdraiata sul letto, solleva le mie gambe al cielo e mi sfila le mutandine. Guardandomi intensamente, estrae tutta la lingua dalla bocca e la fa scivolare umida sul mio sesso, percorrendolo tutto: perineo, grandi labbra già colanti di piacere, infilandola tesa nella mia fica e iniziando a scoparla dentro e fuori.
Gli piace il sapore della mia fica e ci dà dentro come un forsennato, riempiendola di saliva. Ogni tanto si stacca, lasciando colare saliva e umori dalla bocca, per poi stimolare con la lingua anche il clitoride, accennando lievi morsi che mi mandano in estasi. Me la lecca sempre più intensamente, insinuando la lingua sempre più in profondità. Gemo forte, le gambe si contraggono senza controllo… lo tiro a me per alcuni istanti per respirare. Torniamo a intrecciare le lingue, mentre una mano scende ad afferrare il suo cazzo teso, indirizzandolo verso la porta del mio piacere.
Faccio scorrere e sbattere la cappella sul mio sesso. Lui indietreggia con il bacino, come un toro pronto a caricare, poi avanza iniziando a premere alla porta della mia fica che lentamente lo accoglie decisa. Cazzo! Quanto è grosso! Mi fa sentire piena, sembra non finire mai. Torno a respirare solo quando lo estrae dopo il primo affondo, ma riparte subito più deciso, alternando affondi prolungati e scorrimenti rapidi. Riesco a riprendere fiato solo quando esce, ma lo voglio subito dentro di nuovo: chiudo le gambe ad avvolgere i suoi fianchi così che non possa più lasciarmi senza cazzo!
Con i movimenti del mio corpo imposto il ritmo che lui segue senza farsi pregare. Lo incito a pomparmi con maggior decisione: “Dammelo tutto! Scopami tutta, sono la tua troia!” desiderando averlo anche in bocca. Glielo sussurro all’orecchio e lui, senza parole, lo estrae e lo porta davanti al mio viso. Lo afferro con una mano e uso per schiaffeggiarmi le guance… poi inizio a succhiarlo come solo un’assatanata saprebbe fare. È bagnato, ha il sapore dolce della mia fica… mentre lo spompino mi stimola con una mano, dandomi schiaffetti sul sesso bagnato.
Lo voglio ancora dentro e mi impongo, portandomi a cavallo sul letto sopra di lui. Lo accolgo nuovamente mentre cercando di prenderlo tutto: è così massiccio e lungo da farmi quasi male. Dopo i primi colpi lenti, danzo sopra di lui, muovendo tutto il corpo che non riesco più a controllare. Tengo le braccia tese verso il suo petto mentre lui ricambia strizzandomi il seno. Cavalco senza sosta, gemendo sempre più forte. Lui contrae l’addome, sollevandomi, rispondendo alla mia cavalcata con affondi sempre più rapidi e decisi. Gli occhi mi girano dal piacere: vorrei che non smettesse mai!
Raggiungo un orgasmo intenso e prolungato, lasciandomi cadere su di lui mentre la sua erezione rimane tesa e grondante. Riprendo fiato inerme, lui mi accarezza schiena e natiche, poi mi porta nuovamente l’asta davanti agli occhi. Non posso dargli torto: dopo tutto quel che mi ha fatto provare se lo merita! Riprendo fiato e controllo del corpo… lo accolgo di nuovo in bocca, prima piano, poi sempre più decisa, con entrambe le mani e tra le tette. È incredibile: nonostante mi abbia già fatto godere, sento di desiderarlo ancora incontenibilmente. Mi giro a pecora e ancheggio il culo sul cazzo teso verso di me. Lui apprezza la mia disponibilità, posando entrambe le mani sui miei fianchi e invadendo di nuovo la mia fica. In quella posizione non potrò controllare i suoi affondi, quindi mi abbandono al piacere. I colpi si susseguono, profondi e decisi a ritmo incessante. Artiglio le lenzuola per trovare equilibrio mentre mi infila un dito nel culo, continuando a pomparmi la figa con trasporto animale. La mia eccitazione ritorna alle stelle.
Il ritmo è ormai insostenibile e il mio toro inizia finalmente a dare segnali della imminente esplosione! Io, che non aspetto altro, lo faccio sfilare tornando a succhiarlo e segarlo, portandolo al limite. Accompagnato da gemiti che sembrano quasi delle urla, dalla sua asta luccicante di umori e saliva, schizzano finalmente abbondanti fiotti di sborra calda. Afferro il suo cazzo e lascio scaricare la sua crema bianca sul mio seno sudato, strofinandolo contro l’asta e la cappella pulsante. Lo riprendo in bocca per pulirlo completamente, lasciando colare dalle labbra sulle tette la sborra raccolta…
Penseresti sia finita, ma io, al limite dell’eccitazione, riprendo a masturbarmi. Lui, sfinito, si sdraia sul letto. Dopo aver preso un cazzo così grosso, capisco che senza penetrazione non raggiungerò facilmente un nuovo orgasmo… desisto poco dopo, dirigendomi verso la doccia. Accesa l’acqua calda, dopo un primo passaggio a lavare il sudore, tra i vapori me lo ritrovo dietro. Allungo una mano senza girarmi e trovo subito quella meravigliosa asta tesa puntata contro di me. Arretro, avvolta dalle sue braccia muscolose, e lascio che il piacere mi travolga di nuovo senza resistenza…
Dopo alcuni istanti di silenzio di entrambi, mentre Clara teneva ancora gli occhi socchiusi immersa nel suo sogno, ruppi il silenzio io:
«Non… non ho parole… wow! Se fosse un film hard correrei a vederlo subito! Complimenti.»
Clara si girò una sigaretta ed, una volta accesa, disse:
«E vuoi sapere qual è la cosa bella?!»
Io:
«Perché, c’è dell’altro?!»
Lei:
«Certo! Tu credevi fissassi il moro abbronzato e muscoloso, giusto?!»
Io:
«Beh, sì, non era evidente?!»
Clara:
«A quanto pare voi uomini siete proprio degli allocchi! Io guardavo la bionda accanto che fissavi anche tu ed immaginavo di succhiarti il cazzo assieme a lei! Però grazie! Non è stato immediato, ma la fantasia nata dalla tua esortazione mi è piaciuta molto!»
Scoppiammo a ridere entrambi ed ordinammo altri due spritz.
All’inizio del racconto la mia intenzione era di introdurre a Clara la mia fantasia di vederla scopata in una SPA da un altro uomo… forse non sarò riuscito nel mio intento, ma visto il suo racconto, non credo sarà difficile tradurre in realtà il mio desiderio.
To be continued.
9
voti
voti
valutazione
4.3
4.3
Continua a leggere racconti dello stesso autore
racconto precedente
Mia moglie Clara, Pamela la vicina e le fantasie di un marito
Commenti dei lettori al racconto erotico