Il padrone perverso
scritto il 2026-10-23 tempo di lettura 16 min
di
ron
genere
gay
cura
A
Avevo letto un racconto online che mi aveva colpito molto.
Una situazione davvero perversa ed eccitante che mi ha fatto viaggiare con la fantasia e per la quale ho passato diverse notti insonne. Carico di una eccitazione che non riuscivo più a togliermi, ho voluto contattare lo scrittore nella speranza che questo potesse calmare i miei bollori.
Ecco il mio racconto :
Sono le 07:30 del mattino quando raggiungo l’indirizzo scritto all’interno della mail. Il sabato mattina, per strada si trovano davvero poche auto in questa zona.
Mi trovo così in un grande parcheggio alberato con ai margini una lunga ed alta siepe. Auto parcheggiate ne vedo soltanto due, di cui una, sono certo essere la sua.
Bianca, cerchi neri e vetri posteriori oscurati, aspetta con le luci accese, proprio come per messaggio. Nell’abitacolo dell’altra auto invece, non vedo nessuno al suo interno.
Lentamente e con mani tremanti per la situazione, mi parcheggio ed una volta sceso, chiudo la portiera e attivo l’antifurto. Mando giù a fatica la saliva e con un grosso respiro mi avvicino al finestrino guidatore dell’auto bianca.
Nonostante il cielo sia ancora scuro, l’uomo porta grossi occhiali da sole.
Come concordato allungo la mano e raggiunto il vetro, busso tre volte.
L’uomo sorride, non una parola e con la mano mi invita a raggiungere il posto del passeggero.
Eseguo quanto richiesto e appena apro la portiera lato destro, mi affaccio nell’abitacolo e saluto.
- Giulio?
- Si. Sali. – risponde con tono calmo.
Sorrido per poi entrare in auto e chiudere la portiera.
- Quindi, ti piacciono molto i miei racconti?
Domanda sorridente.
- Si, nonostante trattino situazioni forti, mi piacciono praticamente tutti.
- Anche quelli di esperienza reale, ti sono piaciuti?
- Si, soprattutto quelli, perché sono davvero assurdi.
Faccio una pausa in cui sospiro prima di proseguire.
- Ma sono davvero autentici, oppure, hai lavorato di fantasia?
- No. Tutto reale.
Afferma prima di muoversi sul sedile per potersi voltare maggiormente verso di me.
- Ti spiace? Posso controllare una cosa?
Domanda mentre allunga le mani verso di me con decisione.
In realtà non mi lascia il tempo di rispondere ed impugnato il bordo inferiore della felpa, lo alza con decisione fino al petto trascinando con sé anche la maglietta che indosso.
Con l’altra mano invece, raggiunto il bordo dei pantaloni si infila all’interno e con molta decisione spinge verso il basso entrando anche nei boxer.
Non si ferma fino a quando raggiunto il cazzo, lo impugna saldamente.
- Sei già eccitato. Questa cosa mi piace!
Afferma, prima di lasciare la presa sulla felpa per potermi allargare volgarmente i pantaloni.
- Mi piace proprio tanto! Grosso e ben fatto!
Esclama, mentre lo tira fuori dai pantaloni.
Le sue mani sono molto decise mentre me lo strizza, lo tira verso di sé, saggia la consistenza delle palle e poi conclude posando un dito sulla cappella umida dall’eccitazione che sgorga sempre di più.
- Sarò anche sadico e molto perverso, però mi piacciono le cagne eccitate. Se riuscirai a resistere fino a questa sera con me, ti assicuro che nell’arco dell’intera giornata, ti farò spruzzare talmente tante volte da sfinirti.
Fatta una piccola pausa in cui sorride, le sue mani mollano la presa e ben presto diventano molto più decise quando mi prende di peso per voltarmi su di un fianco.
- Bravo mi piace che stai zitto e ti lasci ispezionare!
Alla sua affermazione, mi abbassa volgarmente pantaloni e boxer fino alle ginocchia. Pochi attimi e sospiro forte quando le sue mani strizzano con forza il culo nudo ed appena lo divarica violentemente mettendo in mostra il mio ano, un piccolo gemito esce dalla bocca.
- Bellissimo. Però aspetta, voglio controllare meglio. Tu stai fermo, non ti muovere!
Detto questo, stacca le mani dal mio culo e lo sento voltarsi nei sedili posteriori in cerca di qualcosa.
Basta pochi secondi prima che torni seduto e senta una confezione aprirsi.
Pochi altri secondi e quando tra le chiappe sento freddo e umido, inizio ad intuire le sue intenzioni.
Le dita cospargono di lubrificante il mio ano e concentrato bene sul foro, facendomi sospirare, con un dito entra leggermente in me diverse volte per depositarne in abbondanza.
- Guardami!
Ordina senza smettere di spargere il lubrificante sul culo.
Senza muovere il corpo, volto solo la testa e quando lo trovo con una mano tra le mie chiappe e l’altra ben infilata nel suo pacco, una erezione esagerata mi fa quasi scoppiare il cazzo dall’eccitazione del momento.
- Ora che ho insaporito bene la mano, vedi di fare la cagna ubbidiente!
Esclama estraendo la mano dal pacco per poi indirizzarla verso il mio volto.
In pochi istanti quattro dita della sua mano mi entrano in bocca e dopo avermi voltato il capo verso il finestrino affondano fino alla gola.
L’odore e sapore del suo cazzo si sentono immediatamente, anche se però sono molto più concentrato sul fatto che mi stia quasi soffocando.
Lo sento con il fiato corto mentre si posiziona su di me, praticamente bloccandomi.
Le dita applicano una forte pressione sulla lingua e quando, respirando forte si appoggia con la bocca al mio orecchio, mi manca il fiato.
- Adesso vedi di non mordermi, cagna !
Dopo questa frase detta con foga, le dita sul mio ano diventano 3 ed in pochi istanti, iniziano a spingere per entrare.
Nonostante mi stia quasi soffocando con le sue dita, ansimo forte, tanto, quanta è la forza applicata sul mio ano. In pochi istanti, quelle dita si fanno strada, l’ano si spalanca dolorosamente di botto condito da una fitta che mi arriva dritta al cervello. Pochi istanti bastano a sprofondare per tutta la lunghezza della prima falange.
- Hmmm. Si, che culo! Ti faccio diventare la mia puttana!
Afferma ansimante prima di iniziare a roteare le dita e poi, ancora una volta a spingere.
Ansimo mentre sento che in pochi istanti le nocche raggiungono le mie chiappe.
Ma lo sento che non è soddisfatto. Si intuisce chiaramente da come sbuffa.
Con la bocca che sbava sul mio orecchio, continuando ad insultarmi, sfila la mano e poi, quando ritorna sul buco, questa volta spinge con 4 dita.
Gemo.
Eccome se gemo mentre le sento risalire in me.
- Si! Porco! Quanto mi piaci! Questo bel culo voglio che diventa mio!
Esclama quando ormai le nocche sono a contatto con le chiappe e spingono cercando di affondare il più possibile.
Gli occhi mi colano a causa dei continui sforzi dovuti alle dita in gola, ma soprattutto il fiato mi viene praticamente a mancare quando mi sento dilatato all’inverosimile mentre le sue dita affondano senza smettere di roteare ed applicando sempre più forza.
Come però, tutto è iniziato, altrettanto velocemente finisce.
Finalmente mi lascia respirare e staccandosi da sopra il mio corpo, torna a sedere al posto di guida.
La mano nel mio culo cessa finalmente di spingere, ma non accenna ad uscire.
- Siediti
Ordina ansimante quanto me, che sono sconvolto da tale accoglienza.
Per quanto possibile cerco di tornare composto, mentre sento la sua mano sfilarsi leggermente. Ora di dita al mio interno ne sento di meno, ma continua a non toglierle.
- Ci siamo scritti molti messaggi. Effettivamente, ho avuto così modo di conoscerti molto bene. Ma soprattutto, gli ordini che ti ho impartito e le foto che hai fatto come prova, mi danno la conferma di quanto sei cagna.
Sorride e dopo un grosso respiro sembra calmarsi.
- Come ti senti?
Domanda con calma e con le dita che si muovono molto lentamente in me.
- Sconvolto!
Affermo spalancando gli occhi.
- Qualcosa non va?
Domanda divertito.
- No.
Rispondo sottovoce abbassando lo sguardo.
Ridacchia pochi istanti, ma decisamente divertito dalla situazione.
- Hai chiesto tu di poterci conoscere di persona. Sai anche, che se ci fossimo incontrati, prima di questa sera non ti avrei riportato alla tua macchina. Ti è ancora chiara la cosa? Sicuro che vuoi continuare?
Domanda con tono serio.
- Si mi ricordo le clausole. Non ho nulla da controbattere.
Affermo ancora sconvolto, con i pantaloni e boxer ormai alle ginocchia.
- Molto bene.
Afferma tornando ad impugnare il mio cazzo totalmente duro e pulsante dall’eccitazione.
- Appena arriviamo a casa, ho una super pisciata da fare.
Spiega iniziando a masturbarmi molto lentamente.
- Sono sicuro ti sia fatto un perfetto lavaggio del culo. Però, ho intenzione di scoparti molto a lungo e quindi, per sicurezza, sta mattina ho bevuto un bel diuretico ed ho intenzione di riempire per bene la tua pancia in modo che sarai perfettamente pulito quando avremo finito i lavaggi!
Sorride mentre spalanco gli occhi ed aumentando leggermente il ritmo della sega, torna a parlare.
- L’effetto del diuretico, solitamente dura qualche ora e nel mentre, ho intenzione di sfruttare tutto quel tempo per legarti e torturarti come si deve.
Avvicinandosi quindi con il volto al mio e spingendo ancora una volta le dita in profondità nell’ano, sorride.
- La tua bocca ha troppo odore di dentifricio. Una vera puttana può profumare solamente di cazzo, quindi oltre a succhiarmelo, penso ti farò fare qualche bella bevuta.
Io non ho parole e rimango a bocca aperta mentre la mano sul cazzo ha iniziato a segarmi con forza e le dita nel culo sono tornate a spingere.
- Ora basta. Va bene così.
Afferma smettendo di segarmi.
- Quindi, ti porto a casa mia?
Domanda senza però togliere ancora le dita dal culo.
- Ok
Riesco soltanto a rispondere in preda l’eccitazione.
- Bene. C’è quindi soltanto una cosa da fare. Voltati! Alza il culo!
Afferma con durezza ed appena eseguo posizionandomi nuovamente sul fianco, finalmente le dita escono da me.
Si volta per raggiungere i sedili posteriori. Sento rumore di sacchetti e poi, altro gel sul mio culo.
Ma ora, quando torna tra le mie chiappe, quello che sento è decisamente ingombrante e quando spinge, non ha pietà.
Un urlo mi scappa improvviso!
Si, proprio un urlo!
L’uomo mi pianta nel culo con una sola spinta quello che credo essere un plug e di cui non conosco assolutamente le dimensioni.
Il dolore è forte da farmi mancare il fiato e subito dopo, i pantaloni mi vengono rialzati a forza.
Non mi lascia tempo per adattarmi all’intruso e quasi di forza mi costringe a tornare seduto.
Appena il culo si posa sul sedile, il plug si incassa correttamente in me lanciandomi una ulteriore fitta.
- Da questo momento e fino a quando non torneremo in questo parcheggio, il tuo culo sarà obbligatoriamente sempre pieno.
Dopo quest’ultimo ordine, l’auto si accende e senza ulteriori indugi, partiamo.
- Abbiamo parlato molto per messaggi ed email, ora invece, preferisco che stai zitto. Voglio vedere come ti comporti e come reagisci. Se dovrai parlare, sarò io ad ordinarti di farlo. Da questo momento devi solo più eseguire i miei ordini e ti è vietata qualunque cosa. Puoi solo respirare.
L’uomo guida con molta calma, come se volesse godersi anche il tragitto assieme a me e nel mentre racconta molte cose di sé. Dopo però una decina di minuti di viaggio, siamo su una grande strada molto lunga e quasi deserta quando mi fissa ripetutamente.
- Tirati fuori il cazzo. Voglio che ti seghi lentamente.
Il mio cazzo, fino a questo momento non si era ancora minimamente ammosciato e probabilmente, l’uomo lo notava dalla grossa bozza sui pantaloni. Così, dopo averlo tirato fuori, eseguo gli ordini.
- Molto bene. Vederti con il cazzo duro mi soddisfa. Significa che ti piace fare la puttana.
Fa una pausa in cui respira profondamente e poi prosegue.
- Prima, ho esagerato con il tuo culo, ma non lo avrei fatto se non ti avessi ordinato di allenarti. Ma ripeto, mi hai dimostrato di essere la cagna che sto cercando.
Sospira e sorridendo conclude.
- Direi che hai passato la prova a pieni voti.
In effetti, durante la settimana ho dovuto fare 60 minuti giornalieri di allenamento al culo con plug e dildo. Sempre e solo con i più grossi che possiedo.
Mentre questi ricordi riaffiorano eccitandomi ancora di più, l’uomo svolta in una piccola via e raggiunto il cancello posto al termine, preme un telecomando e le ante si aprono lasciandoci entrare.
Giunti quindi di fronte una grossa abitazione immersa nella vegetazione e senza altre case attorno, l’uomo spegne il motore e mi fissa mentre continuo a masturbarmi lentamente.
- Da quando abbiamo superato il cancello, siamo entrati in casa mia e fino a quando non uscirai da qui, mi appartieni. Ti è chiaro?
Senza parlare rispondo affermativamente con il capo.
- C’è ancora una regola da rispettare quando sei a casa mia. Sei obbligato a stare sempre nudo.
Rispondo ancora una volta affermativamente con il capo.
- Quindi? Cosa stai aspettando?
Mi manca il fiato e dopo aver inghiottito a fatica la saliva, smetto di segarmi e inizio a spogliarmi.
Dentro l’abitacolo dell’auto non è semplice l’operazione, ma quando per ultimo, tolgo anche i calzini rimanendo totalmente nudo, mi sento in imbarazzo.
- Lascia cellulare e qualunque altra cosa in auto. Ora puoi scendere.
Dopo l’ordine che mi lascia di sasso, l’uomo esce dall’auto invitandomi a fare altrettanto.
Nel mentre che però apro la portiera e scendo posando i piedi sulla ghiaia, il plug nel culo torna a farsi vivo lanciandomi qualche piccola fitta dovuta alla precedente intrusione feroce. Questo fa sì che in qualche modo mi distragga da tutto questo imbarazzo e lo segua fino alla porta d’entrata.
Entrati in casa, le luci vengono accese ed un lungo corridoio si mostra davanti a noi.
Lui però è irrequieto e guardandomi esclama:
- Non resisto più, sto per scoppiare! Andiamo subito in bagno che mi devo assolutamente svuotare!
Non ho molto tempo per riflettere sulla sua esclamazione e quando impugna il mio cazzo per trascinarmi al suo passo spedito, la testa mi va in tilt.
Pochi attimi e raggiunto il bagno, vengo fatto inginocchiare per poi essere posizionato a novanta con il petto sul water.
Con le mani raggiunge il culo e quando inizia ad armeggiare con il plug, inizio a sospirare.
Questa volta, lo estrae lentamente e solo al punto di massima espansione, effettivamente ansimo ma senza più i forti dolori di prima.
Successivamente sento la zip dei suoi pantaloni aprirsi, ancora gel sul mio culo e poi, quello che non mi aspettavo.
Il suo cazzo si presenta tra le mie chiappe, punta sull’ano e lentamente affonda in me.
Inizio a respirare forte mentre lo sento dilatarmi e poi, con un colpo di reni sprofonda facendomi gemere.
Avanza senza sosta fino a quando il suo bacino non è a contatto con il culo, dopodiché, si ferma e respira forte.
- AAhhh!!! Finalmente!!!! Stavo scoppiando!!!
Esclama a voce alta poco prima che inizi a sentire sensazioni strane provenire da dentro di me.
Pochi istanti ancora ed uno strano calore inizia a invadere il mio intestino.
L’uomo mi somministra così un lungo clistere direttamente con il suo cazzo.
Sta fermo alcuni minuti prima che riesca a svuotarsi del tutto. Solo allora, lo sento lentamente sfilarsi, ma appena la cappella esce dal culo, il plug viene immediatamente sostituito per tapparmi rapidamente condito da un altro gemito.
- Molto bene. Si! Direi che sei molto pulito!
Afferma guardandosi il cazzo.
- Puliscimi.
Ordina ancora dopo avermi portato il suo cazzo di fronte il mio volto.
Lo vedo per la prima volta.
Neanche in foto si è mai mostrato nudo. Solo qualche foto in costume al mare e poi qualcuna in boxer.
Ha un cazzo davvero notevole e sapere che mi ha appena penetrato con tutta questa facilità, quasi mi stupisce.
Lo guardo attentamente, con la cappella ancora umida e totalmente depilato è davvero bello.
Altro non posso fare se non aprire la bocca e lasciare che me lo spinga dentro.
Inizio così a succhiarlo potendo conoscere meglio i suoi sapori e i suoi odori.
- Devo dire che dietro sei molto accogliente. Penso che mi farai godere molto.
Esclama godendosi la mia bocca.
Dopo poche pompate, come ho iniziato devo però smettere di succhiare quando vengo preso per i capelli e fatto alzare in piedi.
- Ti scappa la piscia?
Mi domanda impugnandomi il cazzo per poi scappellarlo.
Silenziosamente scuoto il capo senza distogliere lo sguardo dalla sua mano che me lo masturba lentamente.
- Molto bene, allora iniziamo con qualcosa di semplice.
Così dicendo, senza mai smettere di strizzarmi il cazzo e tirandomi da esso, mi porta in un'altra stanza piena di strani attrezzi, corde e mille altre diavolerie.
Si nota la sua praticità, soprattutto quando in pochi minuti mi ha già legato con braccia e gambe divaricate, con i polsi appesi a corde ancorate al soffitto e le caviglie bloccate a due anelli fissati al pavimento.
Tutte le corde sono tese a tal punto da rendere qualunque mio movimento quasi impossibile.
Sorride mentre scorre con le mani sul mio corpo.
Si ferma ripetutamente solo per strizzare i capezzoli, il culo, oppure a volte le palle facendomi sospirare.
Ma quando infine impugna il cazzo, questa volta inizia a masturbarmi con vigore.
- Non vedo l’ora di batterti il culo con la cinghia. Mi eccito al solo pensiero di fartelo diventare viola mentre ti sento gemere ad ogni colpo.
Afferma avvicinandosi con il volto al mio e senza mai smettere di masturbarmi.
- Ma prima facciamo uscire un po’ di latte dal tuo bel cazzone e quando avrai finito di berlo, penso sarà ora del secondo clistere.
Sospira quasi al mio stesso ritmo prima di sorridere ed aumentare ancora di più la velocità della sega.
- Mi hai confessato che con il culo pieno, vieni molto facilmente. Pensi di farmi aspettare ancora a lungo oppure preferisci che ti impalo su qualcosa di più grosso per farti spruzzare subito?
Dopo questa frase penso di impazzire mentre vedo che con la mano libera raggiunge un boccale di vetro posto sul tavolo. Sorridendo lo porta di fronte il mio cazzo e senza smettere di masturbarmi indirizza il cazzo al suo interno.
- Vedi di fare tanto latte, altrimenti non posso smettere di mungerti! Oggi voglio che ne bevi tanto!
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è un racconto molto particolare e non pretendo che piaccia a tutti, ma se ti appassiona vorrei saperlo!
puoi scrivermi a sognolucaluca@mail.com
Una situazione davvero perversa ed eccitante che mi ha fatto viaggiare con la fantasia e per la quale ho passato diverse notti insonne. Carico di una eccitazione che non riuscivo più a togliermi, ho voluto contattare lo scrittore nella speranza che questo potesse calmare i miei bollori.
Ecco il mio racconto :
Sono le 07:30 del mattino quando raggiungo l’indirizzo scritto all’interno della mail. Il sabato mattina, per strada si trovano davvero poche auto in questa zona.
Mi trovo così in un grande parcheggio alberato con ai margini una lunga ed alta siepe. Auto parcheggiate ne vedo soltanto due, di cui una, sono certo essere la sua.
Bianca, cerchi neri e vetri posteriori oscurati, aspetta con le luci accese, proprio come per messaggio. Nell’abitacolo dell’altra auto invece, non vedo nessuno al suo interno.
Lentamente e con mani tremanti per la situazione, mi parcheggio ed una volta sceso, chiudo la portiera e attivo l’antifurto. Mando giù a fatica la saliva e con un grosso respiro mi avvicino al finestrino guidatore dell’auto bianca.
Nonostante il cielo sia ancora scuro, l’uomo porta grossi occhiali da sole.
Come concordato allungo la mano e raggiunto il vetro, busso tre volte.
L’uomo sorride, non una parola e con la mano mi invita a raggiungere il posto del passeggero.
Eseguo quanto richiesto e appena apro la portiera lato destro, mi affaccio nell’abitacolo e saluto.
- Giulio?
- Si. Sali. – risponde con tono calmo.
Sorrido per poi entrare in auto e chiudere la portiera.
- Quindi, ti piacciono molto i miei racconti?
Domanda sorridente.
- Si, nonostante trattino situazioni forti, mi piacciono praticamente tutti.
- Anche quelli di esperienza reale, ti sono piaciuti?
- Si, soprattutto quelli, perché sono davvero assurdi.
Faccio una pausa in cui sospiro prima di proseguire.
- Ma sono davvero autentici, oppure, hai lavorato di fantasia?
- No. Tutto reale.
Afferma prima di muoversi sul sedile per potersi voltare maggiormente verso di me.
- Ti spiace? Posso controllare una cosa?
Domanda mentre allunga le mani verso di me con decisione.
In realtà non mi lascia il tempo di rispondere ed impugnato il bordo inferiore della felpa, lo alza con decisione fino al petto trascinando con sé anche la maglietta che indosso.
Con l’altra mano invece, raggiunto il bordo dei pantaloni si infila all’interno e con molta decisione spinge verso il basso entrando anche nei boxer.
Non si ferma fino a quando raggiunto il cazzo, lo impugna saldamente.
- Sei già eccitato. Questa cosa mi piace!
Afferma, prima di lasciare la presa sulla felpa per potermi allargare volgarmente i pantaloni.
- Mi piace proprio tanto! Grosso e ben fatto!
Esclama, mentre lo tira fuori dai pantaloni.
Le sue mani sono molto decise mentre me lo strizza, lo tira verso di sé, saggia la consistenza delle palle e poi conclude posando un dito sulla cappella umida dall’eccitazione che sgorga sempre di più.
- Sarò anche sadico e molto perverso, però mi piacciono le cagne eccitate. Se riuscirai a resistere fino a questa sera con me, ti assicuro che nell’arco dell’intera giornata, ti farò spruzzare talmente tante volte da sfinirti.
Fatta una piccola pausa in cui sorride, le sue mani mollano la presa e ben presto diventano molto più decise quando mi prende di peso per voltarmi su di un fianco.
- Bravo mi piace che stai zitto e ti lasci ispezionare!
Alla sua affermazione, mi abbassa volgarmente pantaloni e boxer fino alle ginocchia. Pochi attimi e sospiro forte quando le sue mani strizzano con forza il culo nudo ed appena lo divarica violentemente mettendo in mostra il mio ano, un piccolo gemito esce dalla bocca.
- Bellissimo. Però aspetta, voglio controllare meglio. Tu stai fermo, non ti muovere!
Detto questo, stacca le mani dal mio culo e lo sento voltarsi nei sedili posteriori in cerca di qualcosa.
Basta pochi secondi prima che torni seduto e senta una confezione aprirsi.
Pochi altri secondi e quando tra le chiappe sento freddo e umido, inizio ad intuire le sue intenzioni.
Le dita cospargono di lubrificante il mio ano e concentrato bene sul foro, facendomi sospirare, con un dito entra leggermente in me diverse volte per depositarne in abbondanza.
- Guardami!
Ordina senza smettere di spargere il lubrificante sul culo.
Senza muovere il corpo, volto solo la testa e quando lo trovo con una mano tra le mie chiappe e l’altra ben infilata nel suo pacco, una erezione esagerata mi fa quasi scoppiare il cazzo dall’eccitazione del momento.
- Ora che ho insaporito bene la mano, vedi di fare la cagna ubbidiente!
Esclama estraendo la mano dal pacco per poi indirizzarla verso il mio volto.
In pochi istanti quattro dita della sua mano mi entrano in bocca e dopo avermi voltato il capo verso il finestrino affondano fino alla gola.
L’odore e sapore del suo cazzo si sentono immediatamente, anche se però sono molto più concentrato sul fatto che mi stia quasi soffocando.
Lo sento con il fiato corto mentre si posiziona su di me, praticamente bloccandomi.
Le dita applicano una forte pressione sulla lingua e quando, respirando forte si appoggia con la bocca al mio orecchio, mi manca il fiato.
- Adesso vedi di non mordermi, cagna !
Dopo questa frase detta con foga, le dita sul mio ano diventano 3 ed in pochi istanti, iniziano a spingere per entrare.
Nonostante mi stia quasi soffocando con le sue dita, ansimo forte, tanto, quanta è la forza applicata sul mio ano. In pochi istanti, quelle dita si fanno strada, l’ano si spalanca dolorosamente di botto condito da una fitta che mi arriva dritta al cervello. Pochi istanti bastano a sprofondare per tutta la lunghezza della prima falange.
- Hmmm. Si, che culo! Ti faccio diventare la mia puttana!
Afferma ansimante prima di iniziare a roteare le dita e poi, ancora una volta a spingere.
Ansimo mentre sento che in pochi istanti le nocche raggiungono le mie chiappe.
Ma lo sento che non è soddisfatto. Si intuisce chiaramente da come sbuffa.
Con la bocca che sbava sul mio orecchio, continuando ad insultarmi, sfila la mano e poi, quando ritorna sul buco, questa volta spinge con 4 dita.
Gemo.
Eccome se gemo mentre le sento risalire in me.
- Si! Porco! Quanto mi piaci! Questo bel culo voglio che diventa mio!
Esclama quando ormai le nocche sono a contatto con le chiappe e spingono cercando di affondare il più possibile.
Gli occhi mi colano a causa dei continui sforzi dovuti alle dita in gola, ma soprattutto il fiato mi viene praticamente a mancare quando mi sento dilatato all’inverosimile mentre le sue dita affondano senza smettere di roteare ed applicando sempre più forza.
Come però, tutto è iniziato, altrettanto velocemente finisce.
Finalmente mi lascia respirare e staccandosi da sopra il mio corpo, torna a sedere al posto di guida.
La mano nel mio culo cessa finalmente di spingere, ma non accenna ad uscire.
- Siediti
Ordina ansimante quanto me, che sono sconvolto da tale accoglienza.
Per quanto possibile cerco di tornare composto, mentre sento la sua mano sfilarsi leggermente. Ora di dita al mio interno ne sento di meno, ma continua a non toglierle.
- Ci siamo scritti molti messaggi. Effettivamente, ho avuto così modo di conoscerti molto bene. Ma soprattutto, gli ordini che ti ho impartito e le foto che hai fatto come prova, mi danno la conferma di quanto sei cagna.
Sorride e dopo un grosso respiro sembra calmarsi.
- Come ti senti?
Domanda con calma e con le dita che si muovono molto lentamente in me.
- Sconvolto!
Affermo spalancando gli occhi.
- Qualcosa non va?
Domanda divertito.
- No.
Rispondo sottovoce abbassando lo sguardo.
Ridacchia pochi istanti, ma decisamente divertito dalla situazione.
- Hai chiesto tu di poterci conoscere di persona. Sai anche, che se ci fossimo incontrati, prima di questa sera non ti avrei riportato alla tua macchina. Ti è ancora chiara la cosa? Sicuro che vuoi continuare?
Domanda con tono serio.
- Si mi ricordo le clausole. Non ho nulla da controbattere.
Affermo ancora sconvolto, con i pantaloni e boxer ormai alle ginocchia.
- Molto bene.
Afferma tornando ad impugnare il mio cazzo totalmente duro e pulsante dall’eccitazione.
- Appena arriviamo a casa, ho una super pisciata da fare.
Spiega iniziando a masturbarmi molto lentamente.
- Sono sicuro ti sia fatto un perfetto lavaggio del culo. Però, ho intenzione di scoparti molto a lungo e quindi, per sicurezza, sta mattina ho bevuto un bel diuretico ed ho intenzione di riempire per bene la tua pancia in modo che sarai perfettamente pulito quando avremo finito i lavaggi!
Sorride mentre spalanco gli occhi ed aumentando leggermente il ritmo della sega, torna a parlare.
- L’effetto del diuretico, solitamente dura qualche ora e nel mentre, ho intenzione di sfruttare tutto quel tempo per legarti e torturarti come si deve.
Avvicinandosi quindi con il volto al mio e spingendo ancora una volta le dita in profondità nell’ano, sorride.
- La tua bocca ha troppo odore di dentifricio. Una vera puttana può profumare solamente di cazzo, quindi oltre a succhiarmelo, penso ti farò fare qualche bella bevuta.
Io non ho parole e rimango a bocca aperta mentre la mano sul cazzo ha iniziato a segarmi con forza e le dita nel culo sono tornate a spingere.
- Ora basta. Va bene così.
Afferma smettendo di segarmi.
- Quindi, ti porto a casa mia?
Domanda senza però togliere ancora le dita dal culo.
- Ok
Riesco soltanto a rispondere in preda l’eccitazione.
- Bene. C’è quindi soltanto una cosa da fare. Voltati! Alza il culo!
Afferma con durezza ed appena eseguo posizionandomi nuovamente sul fianco, finalmente le dita escono da me.
Si volta per raggiungere i sedili posteriori. Sento rumore di sacchetti e poi, altro gel sul mio culo.
Ma ora, quando torna tra le mie chiappe, quello che sento è decisamente ingombrante e quando spinge, non ha pietà.
Un urlo mi scappa improvviso!
Si, proprio un urlo!
L’uomo mi pianta nel culo con una sola spinta quello che credo essere un plug e di cui non conosco assolutamente le dimensioni.
Il dolore è forte da farmi mancare il fiato e subito dopo, i pantaloni mi vengono rialzati a forza.
Non mi lascia tempo per adattarmi all’intruso e quasi di forza mi costringe a tornare seduto.
Appena il culo si posa sul sedile, il plug si incassa correttamente in me lanciandomi una ulteriore fitta.
- Da questo momento e fino a quando non torneremo in questo parcheggio, il tuo culo sarà obbligatoriamente sempre pieno.
Dopo quest’ultimo ordine, l’auto si accende e senza ulteriori indugi, partiamo.
- Abbiamo parlato molto per messaggi ed email, ora invece, preferisco che stai zitto. Voglio vedere come ti comporti e come reagisci. Se dovrai parlare, sarò io ad ordinarti di farlo. Da questo momento devi solo più eseguire i miei ordini e ti è vietata qualunque cosa. Puoi solo respirare.
L’uomo guida con molta calma, come se volesse godersi anche il tragitto assieme a me e nel mentre racconta molte cose di sé. Dopo però una decina di minuti di viaggio, siamo su una grande strada molto lunga e quasi deserta quando mi fissa ripetutamente.
- Tirati fuori il cazzo. Voglio che ti seghi lentamente.
Il mio cazzo, fino a questo momento non si era ancora minimamente ammosciato e probabilmente, l’uomo lo notava dalla grossa bozza sui pantaloni. Così, dopo averlo tirato fuori, eseguo gli ordini.
- Molto bene. Vederti con il cazzo duro mi soddisfa. Significa che ti piace fare la puttana.
Fa una pausa in cui respira profondamente e poi prosegue.
- Prima, ho esagerato con il tuo culo, ma non lo avrei fatto se non ti avessi ordinato di allenarti. Ma ripeto, mi hai dimostrato di essere la cagna che sto cercando.
Sospira e sorridendo conclude.
- Direi che hai passato la prova a pieni voti.
In effetti, durante la settimana ho dovuto fare 60 minuti giornalieri di allenamento al culo con plug e dildo. Sempre e solo con i più grossi che possiedo.
Mentre questi ricordi riaffiorano eccitandomi ancora di più, l’uomo svolta in una piccola via e raggiunto il cancello posto al termine, preme un telecomando e le ante si aprono lasciandoci entrare.
Giunti quindi di fronte una grossa abitazione immersa nella vegetazione e senza altre case attorno, l’uomo spegne il motore e mi fissa mentre continuo a masturbarmi lentamente.
- Da quando abbiamo superato il cancello, siamo entrati in casa mia e fino a quando non uscirai da qui, mi appartieni. Ti è chiaro?
Senza parlare rispondo affermativamente con il capo.
- C’è ancora una regola da rispettare quando sei a casa mia. Sei obbligato a stare sempre nudo.
Rispondo ancora una volta affermativamente con il capo.
- Quindi? Cosa stai aspettando?
Mi manca il fiato e dopo aver inghiottito a fatica la saliva, smetto di segarmi e inizio a spogliarmi.
Dentro l’abitacolo dell’auto non è semplice l’operazione, ma quando per ultimo, tolgo anche i calzini rimanendo totalmente nudo, mi sento in imbarazzo.
- Lascia cellulare e qualunque altra cosa in auto. Ora puoi scendere.
Dopo l’ordine che mi lascia di sasso, l’uomo esce dall’auto invitandomi a fare altrettanto.
Nel mentre che però apro la portiera e scendo posando i piedi sulla ghiaia, il plug nel culo torna a farsi vivo lanciandomi qualche piccola fitta dovuta alla precedente intrusione feroce. Questo fa sì che in qualche modo mi distragga da tutto questo imbarazzo e lo segua fino alla porta d’entrata.
Entrati in casa, le luci vengono accese ed un lungo corridoio si mostra davanti a noi.
Lui però è irrequieto e guardandomi esclama:
- Non resisto più, sto per scoppiare! Andiamo subito in bagno che mi devo assolutamente svuotare!
Non ho molto tempo per riflettere sulla sua esclamazione e quando impugna il mio cazzo per trascinarmi al suo passo spedito, la testa mi va in tilt.
Pochi attimi e raggiunto il bagno, vengo fatto inginocchiare per poi essere posizionato a novanta con il petto sul water.
Con le mani raggiunge il culo e quando inizia ad armeggiare con il plug, inizio a sospirare.
Questa volta, lo estrae lentamente e solo al punto di massima espansione, effettivamente ansimo ma senza più i forti dolori di prima.
Successivamente sento la zip dei suoi pantaloni aprirsi, ancora gel sul mio culo e poi, quello che non mi aspettavo.
Il suo cazzo si presenta tra le mie chiappe, punta sull’ano e lentamente affonda in me.
Inizio a respirare forte mentre lo sento dilatarmi e poi, con un colpo di reni sprofonda facendomi gemere.
Avanza senza sosta fino a quando il suo bacino non è a contatto con il culo, dopodiché, si ferma e respira forte.
- AAhhh!!! Finalmente!!!! Stavo scoppiando!!!
Esclama a voce alta poco prima che inizi a sentire sensazioni strane provenire da dentro di me.
Pochi istanti ancora ed uno strano calore inizia a invadere il mio intestino.
L’uomo mi somministra così un lungo clistere direttamente con il suo cazzo.
Sta fermo alcuni minuti prima che riesca a svuotarsi del tutto. Solo allora, lo sento lentamente sfilarsi, ma appena la cappella esce dal culo, il plug viene immediatamente sostituito per tapparmi rapidamente condito da un altro gemito.
- Molto bene. Si! Direi che sei molto pulito!
Afferma guardandosi il cazzo.
- Puliscimi.
Ordina ancora dopo avermi portato il suo cazzo di fronte il mio volto.
Lo vedo per la prima volta.
Neanche in foto si è mai mostrato nudo. Solo qualche foto in costume al mare e poi qualcuna in boxer.
Ha un cazzo davvero notevole e sapere che mi ha appena penetrato con tutta questa facilità, quasi mi stupisce.
Lo guardo attentamente, con la cappella ancora umida e totalmente depilato è davvero bello.
Altro non posso fare se non aprire la bocca e lasciare che me lo spinga dentro.
Inizio così a succhiarlo potendo conoscere meglio i suoi sapori e i suoi odori.
- Devo dire che dietro sei molto accogliente. Penso che mi farai godere molto.
Esclama godendosi la mia bocca.
Dopo poche pompate, come ho iniziato devo però smettere di succhiare quando vengo preso per i capelli e fatto alzare in piedi.
- Ti scappa la piscia?
Mi domanda impugnandomi il cazzo per poi scappellarlo.
Silenziosamente scuoto il capo senza distogliere lo sguardo dalla sua mano che me lo masturba lentamente.
- Molto bene, allora iniziamo con qualcosa di semplice.
Così dicendo, senza mai smettere di strizzarmi il cazzo e tirandomi da esso, mi porta in un'altra stanza piena di strani attrezzi, corde e mille altre diavolerie.
Si nota la sua praticità, soprattutto quando in pochi minuti mi ha già legato con braccia e gambe divaricate, con i polsi appesi a corde ancorate al soffitto e le caviglie bloccate a due anelli fissati al pavimento.
Tutte le corde sono tese a tal punto da rendere qualunque mio movimento quasi impossibile.
Sorride mentre scorre con le mani sul mio corpo.
Si ferma ripetutamente solo per strizzare i capezzoli, il culo, oppure a volte le palle facendomi sospirare.
Ma quando infine impugna il cazzo, questa volta inizia a masturbarmi con vigore.
- Non vedo l’ora di batterti il culo con la cinghia. Mi eccito al solo pensiero di fartelo diventare viola mentre ti sento gemere ad ogni colpo.
Afferma avvicinandosi con il volto al mio e senza mai smettere di masturbarmi.
- Ma prima facciamo uscire un po’ di latte dal tuo bel cazzone e quando avrai finito di berlo, penso sarà ora del secondo clistere.
Sospira quasi al mio stesso ritmo prima di sorridere ed aumentare ancora di più la velocità della sega.
- Mi hai confessato che con il culo pieno, vieni molto facilmente. Pensi di farmi aspettare ancora a lungo oppure preferisci che ti impalo su qualcosa di più grosso per farti spruzzare subito?
Dopo questa frase penso di impazzire mentre vedo che con la mano libera raggiunge un boccale di vetro posto sul tavolo. Sorridendo lo porta di fronte il mio cazzo e senza smettere di masturbarmi indirizza il cazzo al suo interno.
- Vedi di fare tanto latte, altrimenti non posso smettere di mungerti! Oggi voglio che ne bevi tanto!
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è un racconto molto particolare e non pretendo che piaccia a tutti, ma se ti appassiona vorrei saperlo!
puoi scrivermi a sognolucaluca@mail.com
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