Culo di marmo
scritto il 2026-10-18 tempo di lettura 2 min
di
Erotico
genere
masturbazione
cura
A+
Ti ho vista da lontano.
Eri alta. Bella. Un donnone.
Non appariscente. Avevi solo un jeans e un giubbotto di pelle. Semplice.
Non ti conosco, non so chi sei. Ho solo visto il tuo corpo e il tuo viso. Il tuo sorriso non era bello. Ma aveva un non so che di arrapante.
Il tuo corpo però era molto intrigante. I tuoi jeans disegnavano le tue curve.
Le cosce ben tornite. Il culo bello sporgente.
Non eri grossa. Eri giusta. Ben proporzionata.
Ti guardavo da lontano e studiavo i tuoi movimenti.
Gli abbracci che davi al tuo ragazzo.Sembravate da poco insieme. Vi cercavate molto.
Poi mi sono avvicinato e vi ho seguito. Discretamente.
Ho sentito la tua voce straniera e ho guardato qualche dettaglio del tuo viso. La macchia sotto il tuo occhio.
La tua bocca larga. Ho pensato a quanto riuscissi a ingoiare.
Mi sono concentrato sul tuo culo. Volevo stamparmelo in testa per potermi segare. Il jeans era talmente aderente sul culo che si vedevano le mutande lasciare il segno sulle chiappe. Mi aspettavo qualcosa di più ardito da una porca come te. Si vede che ti piace il cazzo, anche perché altrimenti non saresti fidanzata. Non hai molte altre qualità.
Ti son passato davanti, mi hai guardato. Io ti ho mangiata con gli occhi mi hai risposto ma hai indicato il tuo compagno e così sono venuto a casa a dare sfogo a tutti i sentimenti.
Provo eccitazione a pensarti. Rabbia per non poterti possedere. Voglia. Tanta voglia ti prenderti dai fianchi e sbattertelo in culo. Quel culo di marmo che ti ritrovi.
Mentre penso a tutto questo mi tocco. Il mio cazzo pulsa, vuole un buco dove svuotarsi. Io gli do la mia mano.
Mi sputo sopra per avere il lubrificante, la metto al contrario per avere una sensazione diversa. Penso al tuo culo costantemente. Al tuo sorriso brutto. Quanto sarebbe bello vederlo colare. Un ultimo pensiero al tuo culo e a quelle brutte mutande. Mi sborro in mano.
Eri alta. Bella. Un donnone.
Non appariscente. Avevi solo un jeans e un giubbotto di pelle. Semplice.
Non ti conosco, non so chi sei. Ho solo visto il tuo corpo e il tuo viso. Il tuo sorriso non era bello. Ma aveva un non so che di arrapante.
Il tuo corpo però era molto intrigante. I tuoi jeans disegnavano le tue curve.
Le cosce ben tornite. Il culo bello sporgente.
Non eri grossa. Eri giusta. Ben proporzionata.
Ti guardavo da lontano e studiavo i tuoi movimenti.
Gli abbracci che davi al tuo ragazzo.Sembravate da poco insieme. Vi cercavate molto.
Poi mi sono avvicinato e vi ho seguito. Discretamente.
Ho sentito la tua voce straniera e ho guardato qualche dettaglio del tuo viso. La macchia sotto il tuo occhio.
La tua bocca larga. Ho pensato a quanto riuscissi a ingoiare.
Mi sono concentrato sul tuo culo. Volevo stamparmelo in testa per potermi segare. Il jeans era talmente aderente sul culo che si vedevano le mutande lasciare il segno sulle chiappe. Mi aspettavo qualcosa di più ardito da una porca come te. Si vede che ti piace il cazzo, anche perché altrimenti non saresti fidanzata. Non hai molte altre qualità.
Ti son passato davanti, mi hai guardato. Io ti ho mangiata con gli occhi mi hai risposto ma hai indicato il tuo compagno e così sono venuto a casa a dare sfogo a tutti i sentimenti.
Provo eccitazione a pensarti. Rabbia per non poterti possedere. Voglia. Tanta voglia ti prenderti dai fianchi e sbattertelo in culo. Quel culo di marmo che ti ritrovi.
Mentre penso a tutto questo mi tocco. Il mio cazzo pulsa, vuole un buco dove svuotarsi. Io gli do la mia mano.
Mi sputo sopra per avere il lubrificante, la metto al contrario per avere una sensazione diversa. Penso al tuo culo costantemente. Al tuo sorriso brutto. Quanto sarebbe bello vederlo colare. Un ultimo pensiero al tuo culo e a quelle brutte mutande. Mi sborro in mano.
di
Erotico
Erotico
132
visite
visite
0
voti
voti
valutazione
0
0
il tuo voto
Continua a leggere racconti dello stesso autore
racconto precedente
Voglia di te pt3
Commenti dei lettori al racconto erotico