Conti truccati

scritto il 2026-10-18 tempo di lettura 2 min

di
genere
prime esperienze
cura
F

"Le cene aziendali sono una cosa da abolire, insopportabili."
Come ogni anno la ditta organizzava una cena per ringraziarci del nostro operato, come se ne avessimo necessità.
Fatto sta, che ogni anno ci ritrovavamo allo stesso ristorante, le stesse portate, le stesse facce.
"Non mi ci far pensare, avrei preferito restare a casa con mia moglie." Risposi.
Bertoni era il mio capo ufficio, un pò rompicoglioni ma a lavoro ci sapeva fare. Un cristone di un metro e novanta con due spalle da lottatore. Un pò dittatoriale, ma a me andava bene così, non ero di certo uno che creava problemi.
"Dai usciamo... due chiacchiere e una pisciata, così almeno smaltisco il vino."
Lo seguii senza fiatare, inconsapevole di cosa avrebbe fatto.
"Tienimi il cazzo, che mi accendo una sigaretta."
"Come tienimi il cazzo... ma che dici?"
Mi prese la mano e ci mise sopra una mazza di un certo peso.
"Vedi di non fare troppo lo schizzinoso, altrimenti dico al presidente del surplus di spese."
Quel bastardo mi stava ricattando.
"Ma che cazzo dici?"
"Dai stronzo, tienilo stretto che piscio."
Ubbidii frastornato. Come poteva sapere che i conti erano ritoccati. Ero un mago coi numeri.
" Bravo, scuotilo per bene, bravo così..."
Sentivo il cazzo di Bertoni indurirsi e crescere e la cosa imbarazzante è che non provavo disgusto.
Avevo una moglie che era una femmina pazzesca e mai avrei pensato di fare una sega a qualcuno.
"Vedo che ti piace... bravo, così ti voglio... ora succhia!"
"Non esageriamo con sta roba!"
La mia resistenza fu nulla.
Bertoni mi infilò il cazzo in bocca
e io glielo succhiai.
Inizialmente ebbi un conato di vomito, poi cominciai a provare piacere.
Leccai le palle, facendomele scivolare in bocca una alla volta, poi ripresi a lavorarmi la cappella che stava crescendo a dismisura, pronta a schizzare.
Lo sentivo mugolare di piacere, diedi un paio di colpi con la mano e mi sborró in gola un litro di sperma caldo.
Tornai al tavolo che ero sconvolto. Lui come se niente fosse si sedette e mi riempí un bicchiere di rosso.
Bevvi e mi pulii la bocca.
"Continua pure a truccare i conti, fai come vuoi, ma da oggi sei la mia puttana."
Non dissi niente e addentai l' arrosto, in fondo, mi era piaciuto.
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