Cornuto e contento
scritto il 2026-10-18 tempo di lettura 3 min
di
James_Miller69
genere
corna
cura
F
A nessuno piace essere tradito,le corna non piacciono a nessuno, ma è impossibile sottrarsi al fato e alle voglie di una moglie.
E così è capitato a me.
Sono manutentore per alberghi e pensioni ed è così che ho scoperto l' inciucio che la mia dolce metá intratteneva con un giovanotto.
Ero nella hall del Pagoda in via Volturno, preso a controllare i termosifoni, quando una voce con una chiara calata romana mi fece distrarre dai miei intenti.
"Ciao... vorremmo la stanza 23, è libera?"
"Buongiorno... sì, è libera." Rispose il consierge.
"... sa, noi siamo abitudinari... e poi come se dice a Roma, 23... bucio de culo!"
Sollevai la testa e vidi Erika, mia moglie con leggins e un top da urlo, che sculettava salendo le scale.
Raccolsi gli attrezzi e uscii.
"Cazzo, proprio ieri sta zoccola mi ha detto che come la scopo la fa morire di goduria e oggi, si fa inculare da un altro."
Salii sul furgone ma ne discesi poco dopo.
Con una scusa rientrai in hotel e salii al secondo piano.
Non ero sicuro cosa avrei fatto, mi sarei incazzato? Li avrei presi a botte? Restai fermo davanti alla porta e poi bussai con forza.
"Erika, stronza... apri lo so che sei lì!"
Quando aprirono, mia moglie era a gambe larghe sul letto.
"Dai non stare lì impalato, vieni a leccarmela!"
Inebetito, mi accorsi che avevo il cazzo duro, così mi inginocchiai e infilata la lingua nella fica di Erika, presi a leccare con vvoracità,mentre la troia succhiava il cazzo del suo toy boy.
La sentivo mugolare di piacere, mentre il ragazzo le pompava la faccia.
"Vieni qui..." A un certo punto mi fece mettere accanto a lei, mentre l' enorme cazzo si faceva strada tra le sue chiappe.
"Guarda come mi incula, ammira come sono troia..."
Avevo il cazzo durissimo, ma lei mi ordinò di non toccarmi, così restai fermo a guardare il culo di mia moglie aprirsi in due.
Dopo minuti interminabili, lui entrasse il cazzo e restò in piedi pronto a sborrare.
"Vieni qua, svelto... tira fuori la lingua, leccaje la cappella."
Ubbidii e insieme a lei cominciai a spompinare il cazzo che ci inondò le bocche con la sborrata più grande di sempre.
Alla fine, mia moglie mi baciò passandomi altra sborra.
" Mo vai a casa... io torno tra un pò."
Uscii dal Pagoda che il cazzo mi premeva contro i pantaloni. Non avevo sborrato e avevo fatto un pompino all' amante di mia moglie.
Alle volte le corna non sono poi così male
E così è capitato a me.
Sono manutentore per alberghi e pensioni ed è così che ho scoperto l' inciucio che la mia dolce metá intratteneva con un giovanotto.
Ero nella hall del Pagoda in via Volturno, preso a controllare i termosifoni, quando una voce con una chiara calata romana mi fece distrarre dai miei intenti.
"Ciao... vorremmo la stanza 23, è libera?"
"Buongiorno... sì, è libera." Rispose il consierge.
"... sa, noi siamo abitudinari... e poi come se dice a Roma, 23... bucio de culo!"
Sollevai la testa e vidi Erika, mia moglie con leggins e un top da urlo, che sculettava salendo le scale.
Raccolsi gli attrezzi e uscii.
"Cazzo, proprio ieri sta zoccola mi ha detto che come la scopo la fa morire di goduria e oggi, si fa inculare da un altro."
Salii sul furgone ma ne discesi poco dopo.
Con una scusa rientrai in hotel e salii al secondo piano.
Non ero sicuro cosa avrei fatto, mi sarei incazzato? Li avrei presi a botte? Restai fermo davanti alla porta e poi bussai con forza.
"Erika, stronza... apri lo so che sei lì!"
Quando aprirono, mia moglie era a gambe larghe sul letto.
"Dai non stare lì impalato, vieni a leccarmela!"
Inebetito, mi accorsi che avevo il cazzo duro, così mi inginocchiai e infilata la lingua nella fica di Erika, presi a leccare con vvoracità,mentre la troia succhiava il cazzo del suo toy boy.
La sentivo mugolare di piacere, mentre il ragazzo le pompava la faccia.
"Vieni qui..." A un certo punto mi fece mettere accanto a lei, mentre l' enorme cazzo si faceva strada tra le sue chiappe.
"Guarda come mi incula, ammira come sono troia..."
Avevo il cazzo durissimo, ma lei mi ordinò di non toccarmi, così restai fermo a guardare il culo di mia moglie aprirsi in due.
Dopo minuti interminabili, lui entrasse il cazzo e restò in piedi pronto a sborrare.
"Vieni qua, svelto... tira fuori la lingua, leccaje la cappella."
Ubbidii e insieme a lei cominciai a spompinare il cazzo che ci inondò le bocche con la sborrata più grande di sempre.
Alla fine, mia moglie mi baciò passandomi altra sborra.
" Mo vai a casa... io torno tra un pò."
Uscii dal Pagoda che il cazzo mi premeva contro i pantaloni. Non avevo sborrato e avevo fatto un pompino all' amante di mia moglie.
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