Cosa si prova a prenderlo in faccia
scritto il 2026-10-17 tempo di lettura 3 min
di
James_Miller69
genere
confessioni
cura
D
Viaggiare è sempre stato il mood della mia vita.
Due volte la settimana,Freccia rossa e via a Milano.
Una vita piallata su uno stile già visto.
Università, posto in azienda, matrimonio con Mara,due figli, la domenica allo stadio, quando la squadra gioca in casa e poco altro.
Il sesso invece nonostante gli anni, ancora molto buono.
Mia moglie la classica cavalla che non dice mai di no e io sempre a cazzo duro, ho approfittato di tutti i suoi buchi.
Appena sposati, prima dell' arrivo dei gemelli, abbiamo fatto anche scambio di coppia, ma io c'ho sempre rimesso, lei fantastica, le altre, non pervenute.
La cosa strana è che in dieci anni, non l' ho mai tradita, non ne ho mai sentito la necessità.
Poi però il diavolo ci mette le corna e non solo.
"Mi scusi ma questo è il mio posto..."
"Si figuri mi sono seduta senza neanche guardare, mi perdoni."
La donna poteva avere una trentina d'anni un bel fisico coperto da un tailleur grigio.
"Anche lei va a Milano?"
Annuii col capo e abbozzai un sorriso.
"Il lavoro è fatto anche di spostamenti."
"Anche io per lavoro mi sono spostata, la provincia mi andava stretta."
Dalla giacca spuntava un décolleté di tutto rispetto dove avevo piantato gli occhi,lei se ne accorse e mi sorrise.
"Il chirurgo ha fatto miracoli."
"Mi scusi, non volevo..."
"Ci mancherebbe, le ho rifatte apposta..."
Qualcosa mi mosse l' uccello, qualcosa di strano mi attrasse,
forse gli zigomi alti e le labbra carnose o forse tutto, il fatto era che il cazzo stava scoppiando
Arrivammo alla stazione che il cazzo mi gridava pietà, ero nervoso e camminavo a passo svelto dietro di lei.
"Le chiedo di uscire stasera, magari accetta!" Pensai.
Ma le cose presero tutt' altra piega.
"Ascolti, non so a che ora dev' essere in azienda, ma ho un appartamento poco lontano da qui... cento euro e andrà a lavoro più rilassato."
"Cazzo, una escort!"
Pensai ancora più arrapato. Accettai e andammo a casa sua.
"Mettiti a tuo agio, torno subito..."
Sudavo copiosamente mentre mi spogliavo, un'avventura così non mi era mai capitata.
E ne avevo ben ragione perché quando comparve sulla porta, aveva un cazzo in tiro veramente grosso.
"Non te lo aspettavi?"
Sheila sussurrò la frase facendomi inginocchiare.
"Veramente io..."
"Succhialo..."
Come inebetito presi l' arnese e cominciai a succhiare la cappella. Era enorme, avevo aperto completamente la bocca e sentii le labbra tese allo spasimo.
"Ti scopo la bocca, ti vá?"
Feci cenno di sì e lei prese a stantuffarmelo in gola.
Ebbi un paio di conati, ma fu cosa di poco, continuai a succhiarlo con voracità.
Mi aggrappai alle tette e venni per terra.
"Porcellino hai schizzato... ora tocca a me."
Mi ero sempre chiesto che effetto facesse una sborrata in faccia, e fui accontentato.
Due lunghi schizzi mi attraversarono il viso e uno più modesto mi finì direttamente in gola.
"Rogoredo... stazione di Rogoredo!"
L'annuncio mi strizzó le palle, la prossima fermata era Milano e io avevo voglia di una sana sborrata in faccia
Due volte la settimana,Freccia rossa e via a Milano.
Una vita piallata su uno stile già visto.
Università, posto in azienda, matrimonio con Mara,due figli, la domenica allo stadio, quando la squadra gioca in casa e poco altro.
Il sesso invece nonostante gli anni, ancora molto buono.
Mia moglie la classica cavalla che non dice mai di no e io sempre a cazzo duro, ho approfittato di tutti i suoi buchi.
Appena sposati, prima dell' arrivo dei gemelli, abbiamo fatto anche scambio di coppia, ma io c'ho sempre rimesso, lei fantastica, le altre, non pervenute.
La cosa strana è che in dieci anni, non l' ho mai tradita, non ne ho mai sentito la necessità.
Poi però il diavolo ci mette le corna e non solo.
"Mi scusi ma questo è il mio posto..."
"Si figuri mi sono seduta senza neanche guardare, mi perdoni."
La donna poteva avere una trentina d'anni un bel fisico coperto da un tailleur grigio.
"Anche lei va a Milano?"
Annuii col capo e abbozzai un sorriso.
"Il lavoro è fatto anche di spostamenti."
"Anche io per lavoro mi sono spostata, la provincia mi andava stretta."
Dalla giacca spuntava un décolleté di tutto rispetto dove avevo piantato gli occhi,lei se ne accorse e mi sorrise.
"Il chirurgo ha fatto miracoli."
"Mi scusi, non volevo..."
"Ci mancherebbe, le ho rifatte apposta..."
Qualcosa mi mosse l' uccello, qualcosa di strano mi attrasse,
forse gli zigomi alti e le labbra carnose o forse tutto, il fatto era che il cazzo stava scoppiando
Arrivammo alla stazione che il cazzo mi gridava pietà, ero nervoso e camminavo a passo svelto dietro di lei.
"Le chiedo di uscire stasera, magari accetta!" Pensai.
Ma le cose presero tutt' altra piega.
"Ascolti, non so a che ora dev' essere in azienda, ma ho un appartamento poco lontano da qui... cento euro e andrà a lavoro più rilassato."
"Cazzo, una escort!"
Pensai ancora più arrapato. Accettai e andammo a casa sua.
"Mettiti a tuo agio, torno subito..."
Sudavo copiosamente mentre mi spogliavo, un'avventura così non mi era mai capitata.
E ne avevo ben ragione perché quando comparve sulla porta, aveva un cazzo in tiro veramente grosso.
"Non te lo aspettavi?"
Sheila sussurrò la frase facendomi inginocchiare.
"Veramente io..."
"Succhialo..."
Come inebetito presi l' arnese e cominciai a succhiare la cappella. Era enorme, avevo aperto completamente la bocca e sentii le labbra tese allo spasimo.
"Ti scopo la bocca, ti vá?"
Feci cenno di sì e lei prese a stantuffarmelo in gola.
Ebbi un paio di conati, ma fu cosa di poco, continuai a succhiarlo con voracità.
Mi aggrappai alle tette e venni per terra.
"Porcellino hai schizzato... ora tocca a me."
Mi ero sempre chiesto che effetto facesse una sborrata in faccia, e fui accontentato.
Due lunghi schizzi mi attraversarono il viso e uno più modesto mi finì direttamente in gola.
"Rogoredo... stazione di Rogoredo!"
L'annuncio mi strizzó le palle, la prossima fermata era Milano e io avevo voglia di una sana sborrata in faccia
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