Le fate erotiche

scritto il 2026-10-05 tempo di lettura 3 min

di
genere
fantascienza
cura
B

Le fate erotiche

Dorme nel prato un bel giovane, nudo fra i fiori, sotto i rami dell’albero. Solenne e rapito il volto, quasi sorridente nei sogni, nell’abbandono al sole, all’aria, al vento. Si muove nel sonno, quasi danzando lentamente, come se le braccia e le gambe nuotassero nell’aria. Libero il corpo, si libera anche il pene, stimolato dai sogni e dal sole. Danza anche lui, esplorando, ergendosi, chinandosi. Ora sembra salire netto al cielo, ora sembra voler giocare con i fiori circostanti.
Allegre passano delle fate, anche loro abbandonate alla gioia del meriggio, inseguite dal dio Pan. Nude e bellissime, vestite solo dei loro capelli lunghissimi, il corpo esposto al vento, al sole. Vedono stupite il giovane, immerso fra i fiori, si avvicinano discrete, attente a non svegliarlo. Sanno vedere i sogni, ridono dolcemente, osservando i desideri, le fantasie. Sfiorano le loro mani il corpo dormiente, e questi riparte nella sua danza. Osservano le fate il pene danzante, gli rivolgono le loro attenzioni, è più sveglio del suo padrone.


Chi vuole aiutarlo ad ergersi sempre di più, quasi una focosa scommessa, sfiora con le dita la lunghezza del pene, scatta subito questo, sussulta tutto il corpo, incerto ormai fra il sogno e la realtà. Chi invece gioca, lo racchiude, lo piega quasi a volerlo dolcemente domare. Sfiorano intanto le loro bocche generose, la pelle, il volto, dell’uomo ignaro, amore e bellezza donando, seminando i sogni più belli e magici. Eccitate e divertite le fate, amanti e ridenti: le loro yoni sussultano anch’esse, desiderose di partecipare al gioco. Scende allora lentamente una fata, rivelando la magica yoni, scende lentamente, fino a coprire il pene solare, fino ad accoglierlo lentamente in sé. Sussulta felice il pene, accolto con tanto amore, continua ad ergersi nel sacro tempio, apertamente donato dalla fata anch’essa ormai rapita, abbandonata alla danza della sua yoni.
Accarezzano e baciano il giovane, le altre fate, quasi a rinfrescarlo per il fuoco dell’amore, quasi a lenire l’estasi, che la fata abbandonata vuole espandere. Si avvicendano le fate, nella comunione di amore. Raggiunge una l’estasi, passa la parola alle altre, mentre il giovane ormai segue il suo pene nelle imprese di amore. Mentre dorme, sussulta tutto il corpo, tutto viene vissuto dal giovane come un sogno. Si sveglia lentamente, fra le braccia delle fate, il cuore pieno di beatitudine, il corpo ed il pene immersi nel cielo. Innamorato di Dio e del mondo, abbraccia commosso e grato le fate: chiedono queste il silenzio, il mondo non è ancora pronto, per questi misteri. Liete ripartono le fate, lasciano l’uomo al suo riposo. Al risveglio lui si domanda se abbia sognato.
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