Sorprese al banco bar

di
genere
etero

Sorprese al banco

L’immediatezza sessuale
Sono Luigina. Sono qui al bar, sono seduta ad un tavolino con il mio amico Giacomo. E’ solo un amico, ma mi piace molto stare con lui, spesso giochiamo e ridiamo. Stavamo parlando e ridendo, io mi sono alzata un po' per spostare la gonna da sotto il sedere. Quando mi sono abbassata per sedermi, ho sentito improvvisamente una mano aperta sulle mia natica. Il contatto è stato potente, improvviso, mi sono bagnata tutta. Mi vergognavo a reagire, ero scandalizzata, ho ripetuto che ‘non voglio gesti sessuali fra di noi’, ma in realtà ero accesa di sorpresa e desiderio. Non potevo muovermi troppo, gli altri potevano vedere. Ho cercato di muovermi per scansare la mano, ma questo mi ha fatto crescere pazzescamente il piacere e la gioia. Lui ha mosso le dita, penetrandomi fra le natiche. Io lo guardavo arrabbiata, ma ero fusa, e lui continuava a fissarmi, come se non fosse successo nulla. Lui si è chinato su di me, come se mi dovesse raccontare dei segreti, e l’altra sua mano si è infilata sotto la gonna, raggiungendo la vagina. A quel punto mi sono spaventata, non riuscivo a muovermi, non volevo che gli altri ci vedessero. A quel punto mi sono sentita di dargli un bacio così intenso da stordirlo. Lui barcollava e mi ha liberato. Ci siamo alzati e siamo fuggiti vergognosi e ridenti. Siamo corsi via, ci stavamo riassestando. Lui ha visto un portone aperto, con un tappeto in un angolo. E’ stato un momento, mi ha portato dentro, mi ha aperto la camicia, mi ha scoperto e baciato i seni, furiosamente. Io protestavo, ma mi sentivo sciolta ed accesa. Mi ha fatto uno sgambetto, sono scivolata sul tappeto e lui furiosamente su di me. Mi solleva la gonna, mi strappa le mutandine, mi guarda, ride, domanda, ed allora io grido, prendimi, vieni. Una cavalcata furiosa di amore ci ha fatto godere immensamente. Ma il posto era pubblico, passano vicino delle persone, rimangono super eccitate alla nostra vista. Lui mi aiuta a rialzarmi, ci rivestiamo, ridiamo. Io chiamo un taxi, lo invito a casa mia. Ci trasciniamo nella doccia, ci avvolgiamo come serpenti, ci amiamo. Dopo molte ore ci siamo ritrovati a coccolarci ed a meditare.
scritto il
2026-09-28
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