Usato
di
Franco Dal ben
genere
gay
Tutto inizia in maniera abbastanza banale, con un annuncio postato da me in un sito di incontri per uomini, per alimentare la mia curiosità bi sempre esistita ma mai esplicitata più di tanto. Sono state veramente poche le occasioni reali rispetto alle fantasie che ho da molto tempo. Mi piace stuzzicare l’attenzione di altri uomini pubblicando annunci, mi piace scambiare idee, gusti, qualche foto anche, mi piace essere desiderato e ricevere complimenti. I miei 40 anni sono ancora piuttosto giovanili, accompagnati da una presenza giovanile e un fisico atletico. In particolare godo nel ricevere commenti sporchi da uomini più maturi di me, commenti che alimentano il lato da puttanella che c’è in me. Adoro quando mi mandano le foto dei loro cazzi e mi scrivono cosa mi farebbero. Tanti annunci, tanti messaggi, poca sostanza però. Tuttavia un giorno mi scrive questo signor M., il quale si dimostra molto interessato, oltre che molto educato e anche una persona che ha veramente qualcosa da dire. Ha 65 anni, dopo diversi messaggi mi manda una foto del suo arnese, piuttosto dotato, un bel cazzone insomma, non depilato. La cosa mi eccita molto, non c’è che dire. Lo scambio di email continua per settimane, io gli mando alcune mie foto fatte apposta per lui, gli piace tantissimo il mio culetto vergine, dice che gli piacerebbe mangiarlo, mi eccita molto leggere queste cose. Diverse occasioni di incontrarsi sfumano via per i motivi più disparati, difficoltà con le tempistiche, presenza di mogli/fidanzate che impediscono discrezione ecc. Finalmente, a distanza di un paio di mesi dal primo contatto, arriva la prima occasione di vedersi veramente. Mi reco a casa sua dopo il tramonto, in autunno inoltrato. Parcheggio a qualche centinaia di metri da casa sua per essere discreto, salgo sulla sua auto che sto tremando, conversiamo per un pò. Mi dice che stiamo andando a casa di suo fratello, che vive in un’altra città, ma che ha un casolare di campagna di cui M possiede le chiavi. Impieghiamo circa 15 minuti per arrivarci, si trova appena fuori dal centro abitato. E’ tutto chiuso, apriamo ed entriamo, dobbiamo accendere il quadro elettrico perchè è tutto spento. Fa abbastanza freddo, c’è umidità, la casa non è abitata regolarmente del resto. C’è odore di chiuse, il mobilio è vecchio. Mi sento molto teso, eccitato in una certa misura. M è un uomo prestante, anche se non alto come me, è un tipo abbastanza elegante, veste bene, parla bene, mi mette a mio agio. Nei due mesi precendenti ci siamo scambiati idee e desideri reciproci, so cosa piace a lui e lui sa cosa stuzzica me. Ci mettiamo in salotto, accendiamo la luce ma lasciamo chiusi i balconi in legno, per non dare nell’occhio visti da fuori. Mi siedo sul divano, lui sta davanti a me, lo avvicino tirandolo piano per la gamba. Gli tasto il pacco, che mostra già un’erezione precoce. Sbottono la zip e tiro giù tutto in un solo colpo, il suo cazzone odoroso emerge parzialmente turgido e tende verso la mia faccia. Mezzo scappellato, lo tocco, lo accarezzo, lo scappello. Avvicino la bocca, sento il forte odore di maschio, non resisto, comuncio a baciarlo, lo prendo in bocca, lo spompino. M gode visibilmente, mi confessa che “è passato molto tempo”, gli dò soddisfazione, mi do da fare. Gli sfilo i pantaloni dai piedi, gli slaccio le scarpe, mi sottometto. Continuo il mio lavoro. L’erezione è completa, 20 cm di cazzo maturo e nostalgico mi si ergono davanti al viso. Lecco la cappella guardandolo negli occhi, nonostante la protuberanza della pancia. Mi stringe a sè, mi scopa la bocca, poi la gola. Lacrimo vistosamente, ma continuo. Gli dico di sedersi, mi inginocchio, lui allarga le gambe, mi ci infilo in mezzo. Vado avanti un bel pò, lui gode e geme molto, i suoi grugniti riempiono la stanza, è una bestia in calore, io sono la sua troia per stasera. Mi ordina di spogliarmi, eseguo. Mi gira di peso, mi da una sculacciata, mi bacia le natiche, ignora il mio cazzo gocciolante, si dirige verso il culo. Si alza, mi fa mettere in ginocchio sul bordo del divano, si abbassa lui. Sento il solletico, mi sta leccando il culo, non mi era mai successo con un uomo. Mi viene da ridere, da dimenarmi, ma lui mi tiene fermo, la sua lingua preme forte, sento le pareti del culo ammorbidirsi, la lingua entra di qualche millimetro, ogni volta che sento spingere il mio cazzo gocciola un pò di più. Il fiato caldo mi scalda tutto quando lo sento vicino all’ano; entra un dito piano piano, non mi fa male, mi piace da morire, il dito è tutto dentro, godo, adesso sono i miei lamenti ad occupare lo spazio acustico della stanza. Mi pompa su e giù col dito, mi sento scopato, mi piace da morire. Prosegue a lungo alternando lingua e dita. Poi mi aspira il buco con la bocca e mi sembra di esplodere. Mi rimetto in ginocchio, rivoglio il suo cazzo in bocca. Mentre glielo succhio, gli torna dura, sfila un preservativo dalla tasca della felpa che indossa ancora. Mi stacco, si inflia il preservativo. Torno ad inginocchiarmi sul bordo del divano, sento spingere, prima piano, poi forte. Entra, urlo, fa male, ma godo tantissimo, sto bagnando il divano coi miei umori. Mi sculaccia forte, mi stringe le maniglie dell’amore. Mi scopa, finalmente, definitivamente. Va avanti un pò, vorrei potermi guardare allo specchio, scopato come una puttanella da un uomo maturo, eccitato come un cane, al suo servizio. Poi si stacca, dice che mi vuole venire in bocca, non l’ho mai fatto, non so cosa dire, sflia il preservativo, forza il suo cazzo nella mia bocca, mi stringe, lo spompino forte con mano e bocca, lui si sega come può, è agitato, suda, sento il suo lamento. Poi si calma, mi tiene saldo con la cappella nella mia bocca, mentre lentamente ma con grande energia si maneggia l’uccello. Sento i fiotti calci entrarmi in bocca, prima un paio abbondanti, poi altri 2 o 3 meno corposi, più liquidi. Non mi rendo pienamente conto di cosa succede, ingoio prima di pensarci. Spalanco la bocca per mostrare il vuoto, per mostrare quanto sono stato bravo. Il suo grugnito si spegne, riapre gli occhi, mi accarezza la testa. Sento caldo nello stomaco e il culo dolorante. Me ne sto lì un minuto ad assaporare il momento prima di rivestirmi. Ce ne andiamo con la sicurezza di ripetere l’esperienza.
Se vuoi darmi un feedback franco.dalben@libero.it
Se vuoi darmi un feedback franco.dalben@libero.it
0
voti
voti
valutazione
0
0
il tuo voto
Commenti dei lettori al racconto erotico