Poesia della checca

di
genere
gay

Sono un bel maschio gay, rasato. E sono una checca
Voglioso ora di menare e leccare la tua grossa stecca
Se vedendomi ti vien voglia di godere,
ficcala brutalmente, nel mio sedere,
vedrai come qui, io checca con le mie di femmino arti,
saprò sotto questo cielo di stelle, stanotte soddisfarti.
Se volessi dominarmi, e senza pietà menarmi,
Io, senza ritegno sarei pronto nudo, a te darmi.
Adoro il tuo scolpito torace ed i rosei capezzoli accarezzare
E poi senza pudore avido le tue muscolose natiche baciare
Lasciami, i tondi testicoli nella mano pesare
E poi, con la mia vogliosa lingua ben leccare
Felice di essere tuo supino, mi farò prontamente chiavare
E bocconi, sospirando sotto te felice di lasciarmi montare.
Infine stringendo forte i tuoi coglioni, con sì il tuo cazzo a lungo giocare
Finché lui, eccitato, la panna bianca in viso e bocca mi vorrà spruzzare.
Se poi soddisfatto ma di me stufatoti, ai tuoi amici mi vorrai regalare,
per amor tuo mio padrone da loro tutti mi lascerò gemendo inculare.
di
scritto il
2026-09-12
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