Mi confesso 2
di
Sagi
genere
corna
Probabilmente le mie fantasie erano legate alla mia infanzia. Non ero una bella ragazza, ero grassottella e mi sentivo poco amata. Ecco perché, quando conobbi il cornutone, feci l’impossibile per sposarlo. A occhi chiusi mi tuffai in questa situazione, senza neanche considerare gli atteggiamenti femminili che lui già palesava: la testa reclinata a destra o a sinistra, le mani penzolanti, l’andatura ancheggiante. Tutti indicatori che non valutai, rovinandomi la vita.
Comunque, la mia vita matrimoniale era di facciata. Come ho già scritto nel precedente racconto, i due amanti non mi bastavano; le fantasie mi servivano per dare colore alla mia noia.
Una di queste consisteva nell’immaginare l’arrivo del bull a casa, dopo che si era accordato con il cornuto. Quest’ultimo mi diceva cosa indossare, perché il padrone lo aveva ordinato: collant senza mutandine, scarpe con i tacchi, baby-doll succinti.
Il bull doveva entrare senza baciarmi, perché le puttane non si baciano. Si sedeva sul divano; io mi inginocchiavo e iniziavo a tastarlo e a sbottonargli la lampo. Quando tiravo fuori la verga dalla sua mutandina, dovevo leccarla e baciarla, telefonando contemporaneamente al cornutone e raccontandogli cosa avrei fatto con il bull.
Lui, però, non doveva sapere che già lo stavo facendo. La mia fantasia mi spingeva a ingannarlo, quasi per fargli pagare tutto quello che mi capitava a causa sua.
Comunque, la mia vita matrimoniale era di facciata. Come ho già scritto nel precedente racconto, i due amanti non mi bastavano; le fantasie mi servivano per dare colore alla mia noia.
Una di queste consisteva nell’immaginare l’arrivo del bull a casa, dopo che si era accordato con il cornuto. Quest’ultimo mi diceva cosa indossare, perché il padrone lo aveva ordinato: collant senza mutandine, scarpe con i tacchi, baby-doll succinti.
Il bull doveva entrare senza baciarmi, perché le puttane non si baciano. Si sedeva sul divano; io mi inginocchiavo e iniziavo a tastarlo e a sbottonargli la lampo. Quando tiravo fuori la verga dalla sua mutandina, dovevo leccarla e baciarla, telefonando contemporaneamente al cornutone e raccontandogli cosa avrei fatto con il bull.
Lui, però, non doveva sapere che già lo stavo facendo. La mia fantasia mi spingeva a ingannarlo, quasi per fargli pagare tutto quello che mi capitava a causa sua.
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