Il mio capo

di
genere
corna

-Domani andiamo a Ripascura- Ho avvisato Eleonora che andavamo al mare in un posto diverso, c’eravamo stati diverse volte ma era scomodo per arrivarci con la strada molto ripida e piena di buche oltreché molto polverosa. Domenica mattina il bambino si è svegliato prima del solito siamo partiti mezz’ora prima del previsto. Come al solito ho caricato la macchina come se dovessimo star fuori una settimana, poi la solita domanda -Che costume mi metto-? Non ho risposto, lei sapeva perfettamente i miei gusti, comunque siamo partiti ed arrivati in pochissimo tempo, non c’era traffico e su quella spiaggia (spiaggia per modo di dire) perché pietre, vegetazione incolta con molti residui di canne secche portate dalle mareggiate dei giorni precedenti. Naturalmente abbiamo scelto il posto migliore siamo stati i primi ad arrivare, ho sistemato il materassino per il bambino, ho predisposto il lettino per lei, il lettino l’avevo preso ad Eurospin a fine stagione in offerta, l’avevo pagato 19 euro, forse valeva anche meno, ho messo il telo per me vicino al bambino ed è iniziata la giornata al mare. Eleonora si è messa sul lettino, come prevedevo ha messo il costume più piccolo, siccome eravamo soli ha tolto quella specie di reggiseno, lo slip tra i glutei e la figa ho messo la crema protettiva al bambino ed a lei. Poco dopo il bambino ha chiesto di mangiare, cosa a cui ho provveduto io, si è addormentato, anche perché si era svegliato molto presto. Erano circa le dieci Eleonora seduta sul lettino -Guarda che figo- Stava passando vicino alla riva una persona dal colorito olivastro. - Quello è Orlando il mio capo, ora te lo faccio conoscere, lo raggiungo -Capo come mai da queste parti-? Ho lasciato la macchina in contrada Castello, avevo voglia di camminare, ma è meglio che torni indietro- -Vieni ti faccio conoscere mia moglie- -Non ti scomodare, state tranquilli non vorrei darvi fastidio- -Dai vieni che te la faccio conoscere- Si è convinto -Questo è Orlando il mio capo, il figo- Eleonora si è messa a ridere, lui non ha capito, gli ho spiegato il motivo di quell’appellativo. -Capo siediti sul lettino di Eleonora, togliti la maglietta che fa caldo- Si è tolto maglietta e pantaloncini, era in costume, si è seduto sul lettino a fianco a lei. Ci siamo messi a parlare, si è complimentato per la famiglia e per la bellezza di Eleonora e del bambino. Siamo stati mezz’ora a dialogare, nel discorso ho inserito una frase sul lavoro. -Capo ora te lo posso dire, quando mi dai ordini, non mi chiedere per favore, dimmi fai questo mi piace di più- E’ intervenuta Eleonora -Anche a casa fa così, gli piace essere comandato- -Va bene come vuoi- ha risposto e poi ancora -Ora vado a fare un tuffo in acqua perché non si resiste dal caldo- -Vengo con te-ha chiuso Eleonora che senza reggiseno col costume tra culo e figa si è diretta in acqua con Orlando. Sono tornati dopo dieci minuti, si sono messi ancora sul lettino che non ha retto il loro peso, sono crollati sulla sabbia. Per non far male ad Eleonora il capo durante la caduta l’ha tirata sopra di se. -Vi siete fatti male-? Eleonora
lamentava un dolore alla schiena -Non muovetevi restate cosi vediamo se passa- evidentemente stavano bene perché Eleonora muoveva il bacino, segno che era a contatto col cazzo di Orlando, un minuto, poi due, poi tre ho visto le labbra di Eleonora molto vicine a quelle del capo, non c’era nessun dolore tanto che le labbra si sono attaccate. Li ho lasciati fare fingendo che il bambino si stava svegliando, era chiaro ormai quello
che stavano facendo, avevo anch’io l’erezione, saranno passati venti minuti, vedo Eleonora sollevarsi, si è scoperto il cazzo del capo che cercava di rimetterlo nel costume. Era avvenuto nel migliore dei modi -Siete stati bene-? -Benissimo- ha risposto Eleonora -Il dolore alla schiena è passato- Ormai il lettino era inservibile, si sono distesi su quello che era il mio telo, ho raccolto quello che restava del lettino,
l’ho portato in macchina per buttarlo nei cassonetti, sono tornato Eleonora si era messa ancora sul capo che mi guardava come per dirmi, è lei, che ci posso fare? Si era fatta l’ora di pranzo, il bambino si è svegliato, ho fatto mangiare lui, ho servito il capo ed Eleonora. Eravamo nascosti agli occhi delle poche persone che erano in quella zona, ho preso il bambino per farlo muovere, abbiamo girato per circa un’ora sempre nelle zone ombreggiate, mi ha chiesto di tornare da mamma, mi sono avvicinato con cautela per farci vedere che stavamo arrivando, erano ancora una sull’altro intenti a scopare -Capo Eleonora ti spreme, devi essere tu a dire basta con lei vai avanti fino a domani- Come hanno finito ci siamo sistemati e tornati nella normalità. Orlando ha espresso il suo pensiero -Non potevo immaginare una giornata così deliziosa, grazie- E’ intervenuta Eleonora -Vieni a casa tutte le volte che vuoi, ti aspettiamo a braccia aperte e non solo- -Ciao capo ci vediamo domani- E’ iniziato un periodo in cui io ed Eleonora
abbiamo dato il meglio di noi stessi, lei per un verso io per l’altro, mi piaceva eseguire gli ordini che mi davano ed io li servivo con grande passione.
scritto il
2026-08-18
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