Capitolo 0 Portorose il prologo
di
Cuck_61
genere
corna
ota dell'autore: Questo racconto rappresenta il naturale prosieguo dei due precedenti capitoli intitolati "La cavigliera". Per una piena comprensione delle dinamiche e del background dei personaggi, si consiglia vivamente di leggere prima gli altri due racconti.
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Il rientro alla normalità dopo l’intensa esperienza vissuta con Alan era stato traumatico per Francesca. La routine quotidiana, i ritmi piatti e la mancanza di quel brivido estremo l’avevano lasciata in uno stato di manifesta insoddisfazione, un’apatia che Paolo aveva percepito fin da subito. Non volendo vederla spegnersi e desideroso di riaccendere quel fuoco, Paolo decide di farle una sorpresa. Dopo aver fatto diverse ricerche online, intercetta la meta perfetta: un weekend lungo a Portorose, in Slovenia, prenotando in una rinomata struttura alberghiera celebre per il suo immenso e spettacolare "Sauna Park", un’area dove il benessere si fonde con una filosofia di totale libertà del corpo.
Quando Paolo le svela i biglietti e la prenotazione, sul viso di Francesca torna a brillare quella luce selvaggia che mancava da tempo. Il viaggio si trasforma fin dalle prime ore in un weekend ad altissimo tasso erotico, una bolla di intimità dove il turismo si mescola continuamente al buon cibo, ai fiumi di vino locale e a un desiderio reciproco che sembra non esaurirsi mai. In ogni angolo della loro stanza d'albergo la passione li travolge. Il relax delle ferie abbatte ogni inibizione, spingendoli a esplorare dettagli che la quotidianità aveva assopito: ore intere passate a riscoprire il piacere dei rapporti orali, lunghi preliminari in cui le bocche si cercano con una fame nuova, famelica, lasciando entrambi esausti e costantemente eccitati.
Arriva finalmente il momento di fare il primo ingresso nel Sauna Park. Dopo aver preso i pass alla reception e superato i tornelli, i due camminano lungo i corridoi riscaldati fino a raggiungere la zona spogliatoi. È qui che accade l'imprevisto: un cartello e la disposizione degli spazi chiariscono subito che la struttura prevede spogliatoi misti.
Attorno a loro, uomini e donne si muovono con disinvoltura, svestendosi e chiacchierando. Paolo e Francesca si scambiano un’occhiata complice, un lampo d'intesa che accende istantaneamente la tensione sessuale accumulata nelle ore precedenti. Trovano una cabina libera, entrano e tirano la tenda, stringendosi in uno spazio confinato che profuma di legno bagnato e vapore.
L'aria si fa subito calda. Francesca inizia a sfilarsi i vestiti, ma lo sguardo di Paolo, fisso sulle sue curve, la blocca. Non c'è bisogno di parlare. Paolo si inginocchia parzialmente e infila due dita nella figa già bagnata di Francesca, che risponde subito afferrandogli il cazzo attraverso i pantaloni, iniziando a segarlo con decisione. La vicinanza delle altre persone al di là della tenda amplifica l'eccitazione; Francesca si morde il labbro inferiore fino a farsi male, soffocando i gemiti per non farsi sentire all'esterno.
In pochi istanti, i vestiti cadono a terra. Paolo fa girare Francesca di spalle, costringendola ad appoggiarsi alla parete di legno della cabina. Con una spinta decisa e fluida, le infila il cazzo dentro. Francesca sussulta, accogliendolo interamente mentre Paolo la scopa da dietro, afferrandole i seni con le mani e stringendoli con forza, dettando il ritmo frenetico del rapporto.
Per amplificare la penetrazione e godere ancora di più, Francesca inarca la schiena, premendo il sedere contro il bacino di lui. Sposta una mano verso il basso, iniziando a toccarsi il clitoride con dita rapide e precise, mentre gira la testa all'indietro per cercare l'orecchio di Paolo.
"Scopami forte e riempimi la figa", gli sussurra con voce roca, un calore che spezza definitivamente gli ultimi freni inibitori di lui.
Le parole di Francesca agiscono come una scossa elettrica. Paolo risponde aumentando la potenza dei colpi, spingendo sempre più a fondo in quel calore stretto e umido.
"Sentilo tutto, porca che non sei altro", le risponde con il fiato corto, mentre il rumore dei loro corpi che si scontrano viene appena coperto dal brusio di sottofondo delle terme.
Francesca è ormai al limite. Le spinte profonde di Paolo e lo sfregamento della sua stessa mano la portano a un orgasmo violento, che la fa piegare in avanti con le ginocchia che tremano. Il suo piacere esplode, inondando il cazzo di Paolo di umori caldi. Sentendola stringere e pulsare intorno a lui, Paolo perde il controllo: puntella il cazzo fino in fondo, spinge un'ultima volta con tutta la forza che ha e libera la sua eccitazione dentro di lei, venendo profondamente.
Restano immobili per qualche secondo, con i respiri affannati che si confondono nella cabina. Quando Paolo si ritira lentamente, la figa di Francesca gocciola vistosamente del loro liquido misto. Con assoluta malizia, lei si passa un dito tra le gambe per raccogliere una goccia, se lo porta alla bocca e lo lecca, tenendo i propri occhi fissi in quelli di Paolo, ancora stordito dal piacere.
Poi, con un sorriso provocatorio, Francesca raccoglie il costume da bagno, se lo infila con gesti rapidi e fluidi e, sistemandosi i capelli, dice: "Andiamo, che le terme ci aspettano".
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Il rientro alla normalità dopo l’intensa esperienza vissuta con Alan era stato traumatico per Francesca. La routine quotidiana, i ritmi piatti e la mancanza di quel brivido estremo l’avevano lasciata in uno stato di manifesta insoddisfazione, un’apatia che Paolo aveva percepito fin da subito. Non volendo vederla spegnersi e desideroso di riaccendere quel fuoco, Paolo decide di farle una sorpresa. Dopo aver fatto diverse ricerche online, intercetta la meta perfetta: un weekend lungo a Portorose, in Slovenia, prenotando in una rinomata struttura alberghiera celebre per il suo immenso e spettacolare "Sauna Park", un’area dove il benessere si fonde con una filosofia di totale libertà del corpo.
Quando Paolo le svela i biglietti e la prenotazione, sul viso di Francesca torna a brillare quella luce selvaggia che mancava da tempo. Il viaggio si trasforma fin dalle prime ore in un weekend ad altissimo tasso erotico, una bolla di intimità dove il turismo si mescola continuamente al buon cibo, ai fiumi di vino locale e a un desiderio reciproco che sembra non esaurirsi mai. In ogni angolo della loro stanza d'albergo la passione li travolge. Il relax delle ferie abbatte ogni inibizione, spingendoli a esplorare dettagli che la quotidianità aveva assopito: ore intere passate a riscoprire il piacere dei rapporti orali, lunghi preliminari in cui le bocche si cercano con una fame nuova, famelica, lasciando entrambi esausti e costantemente eccitati.
Arriva finalmente il momento di fare il primo ingresso nel Sauna Park. Dopo aver preso i pass alla reception e superato i tornelli, i due camminano lungo i corridoi riscaldati fino a raggiungere la zona spogliatoi. È qui che accade l'imprevisto: un cartello e la disposizione degli spazi chiariscono subito che la struttura prevede spogliatoi misti.
Attorno a loro, uomini e donne si muovono con disinvoltura, svestendosi e chiacchierando. Paolo e Francesca si scambiano un’occhiata complice, un lampo d'intesa che accende istantaneamente la tensione sessuale accumulata nelle ore precedenti. Trovano una cabina libera, entrano e tirano la tenda, stringendosi in uno spazio confinato che profuma di legno bagnato e vapore.
L'aria si fa subito calda. Francesca inizia a sfilarsi i vestiti, ma lo sguardo di Paolo, fisso sulle sue curve, la blocca. Non c'è bisogno di parlare. Paolo si inginocchia parzialmente e infila due dita nella figa già bagnata di Francesca, che risponde subito afferrandogli il cazzo attraverso i pantaloni, iniziando a segarlo con decisione. La vicinanza delle altre persone al di là della tenda amplifica l'eccitazione; Francesca si morde il labbro inferiore fino a farsi male, soffocando i gemiti per non farsi sentire all'esterno.
In pochi istanti, i vestiti cadono a terra. Paolo fa girare Francesca di spalle, costringendola ad appoggiarsi alla parete di legno della cabina. Con una spinta decisa e fluida, le infila il cazzo dentro. Francesca sussulta, accogliendolo interamente mentre Paolo la scopa da dietro, afferrandole i seni con le mani e stringendoli con forza, dettando il ritmo frenetico del rapporto.
Per amplificare la penetrazione e godere ancora di più, Francesca inarca la schiena, premendo il sedere contro il bacino di lui. Sposta una mano verso il basso, iniziando a toccarsi il clitoride con dita rapide e precise, mentre gira la testa all'indietro per cercare l'orecchio di Paolo.
"Scopami forte e riempimi la figa", gli sussurra con voce roca, un calore che spezza definitivamente gli ultimi freni inibitori di lui.
Le parole di Francesca agiscono come una scossa elettrica. Paolo risponde aumentando la potenza dei colpi, spingendo sempre più a fondo in quel calore stretto e umido.
"Sentilo tutto, porca che non sei altro", le risponde con il fiato corto, mentre il rumore dei loro corpi che si scontrano viene appena coperto dal brusio di sottofondo delle terme.
Francesca è ormai al limite. Le spinte profonde di Paolo e lo sfregamento della sua stessa mano la portano a un orgasmo violento, che la fa piegare in avanti con le ginocchia che tremano. Il suo piacere esplode, inondando il cazzo di Paolo di umori caldi. Sentendola stringere e pulsare intorno a lui, Paolo perde il controllo: puntella il cazzo fino in fondo, spinge un'ultima volta con tutta la forza che ha e libera la sua eccitazione dentro di lei, venendo profondamente.
Restano immobili per qualche secondo, con i respiri affannati che si confondono nella cabina. Quando Paolo si ritira lentamente, la figa di Francesca gocciola vistosamente del loro liquido misto. Con assoluta malizia, lei si passa un dito tra le gambe per raccogliere una goccia, se lo porta alla bocca e lo lecca, tenendo i propri occhi fissi in quelli di Paolo, ancora stordito dal piacere.
Poi, con un sorriso provocatorio, Francesca raccoglie il costume da bagno, se lo infila con gesti rapidi e fluidi e, sistemandosi i capelli, dice: "Andiamo, che le terme ci aspettano".
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