In memoria di mio marito
di
cassano
genere
trio
Sono una signora di 62 anni, abbastanza carina, ma molto grassottella, quella che si dice una BBW. Con mio marito avevamo fatto del sesso una ragione di vita: lui era sempre pronto e spesso durante il rapporto invitavamo anche un altro uomo perché a lui piaceva vedermi scopare con altri e a me piaceva essere al centro dell’attenzione e godere come una pazza. Qualche volta frequentavamo anche un club di scambisti; ci divertivamo tantissimo e al nostro privè c’era sempre una fila di uomini che non vedevano l’ora di avvicendarsi ad entrare per scoparmi; mi piaceva essere desiderata da tanti uomini, essere riempita di cazzi, cercavo sempre di prenderne tre contemporaneamente, di cui due nella fica perché data la mia mole ce l’avevo ben larga e godevo molto dallo struscio dei due cazzi lungo le pareti della vafina e l’altro in bocca, ed avere altri cazzi che mi giravano intorno nell’attesa del loro turno; di solito il cazzo in bocca era sempre quello di mio marito, che così si divertiva a godersi la scena dei cazzi che mi penetravano. Mi piaceva far venire gli uomini, far perdere loro le forze e trasformare il loro bastone in un cosino moscio; mi sembrava di essere un’ape regina che dopo essere stata fecondata dai fuchi, gli faceva perdere le forze e li faceva morire. Purtroppo mio marito è deceduto improvvisamente di incidente stradale circa un anno fa, è stato un trauma, da un giorno all’altro la mia vita era cambiata, niente più sesso, niente amici e nessuno che ti guardava, forse per la mia mole. Eppure sapevo che agli uomini piacciono le BBW, ne avevo avuto le prove nei club di scambisti. Peraltro navigando su siti di incontri, vi erano diversi annunci di uomini che cercavano BBW, evidentemente mancavano le occasioni di incontro. Fu così che pensai di contattarne uno. Ci incontrammo in un bar, lui era un bell’uomo, robusto e dopo le presentazioni e qualche parola di convenevoli, decidemmo di andare a casa mia. Giunti a casa, giusto il tempo di prendere una bibita, ci portammo nella camera da letto e ci mettemmo in libertà, rimanendo in mutande, giusto per un minimo di discrezione. Lui iniziò subito a baciarmi, ad afferrarmi le enormi tette, a succhiarle, a strofinarsele sul viso. Intanto intravedevo il suo cazzo che faceva capolino dalle mutande, una bella mazza. Gli sfilai le mutande, il suo cazzo svettava, lui fece altrettanto a me, ci buttammo sul letto e subito mi si butta su per scoparmi nella posizione del missionario. In quella posizione, il cazzo non entra completamente nella fica perché glielo impedisce la pancia, gli dico di allargarmi le gambe per avere la fica aperta al massimo. Esegue, e quasi mi spacca le gambe, mi penetra completamente e purtroppo subito dopo viene. Troppo precoce, evidentemente sarà stato per la novità, forse perché non scopava da tanto, chissà. Fatto sta che ci siamo visti altre volte ed è andata molto meglio. Le altre volte che ci siamo visti siamo entrati in confidenza e gli ho raccontato delle mie trasgressioni fatte con mio marito, al che mi chiese che se volevo poteva portare un amico, annuii, non potevo dirgli di no, volevo rivivere il meraviglioso passato, le emozioni di una volta. Alcuni giorni dopo venne a casa con l’amico, un uomo più o meno come lui, carino e statuario. Dopo le presentazioni, senza tanti preamboli, ci portammo nella camera da letto, ci svestimmo e ci buttammo sul letto, io al centro e i due ai lati. L’amico aveva un bel cazzo ed era più premuroso, si tuffò anche lui nel seno ma mi fece un ditalino che mi fece godere ed avere il primo orgasmo. Ma il gioco volevo comandarlo io; feci mettere uno dei due a pancia in su con il cazzo svettante, mi impalai sopra, poi mi piegai su di lui portandogli le tette sulla faccia ed invitai anche l’altro a penetrarmi nella fica. In quella posizione io sobbalzavo sul cazzo del primo amico e l’altro mi scopava con violenza. Andammo avanti così sino a che vennero entrambi. Chiusi gli occhi e immaginai il mio defunto marito che mi veniva in bocca anche lui e mi diceva: ”brava, sei speciale”. In fondo lui avrebbe voluto così e a me sembrava di aver onorato la sua memoria
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