Game of whores (l'ascesa di arya stark; capitolo 3)
di
Frost
genere
trio
(Questa storia è ambientata agli inizi della prima stagione di Game of thrones/Trono di spade; contiene: threesome)
Arya si strofinò gli occhi, sbadigliando e osservandosi attorno mentre il cavallo sotto di lei avanzava al lento passo della lunga scia di cavalieri e servi attorno a lei.
Il re, e quindi anche lei con suo padre e Sansa, era partito da Grande Inverno ormai una settimana fa.
Già dal terzo giorno aveva messo in uso l'ultimo regalo di Jon; poteva sentire il plug muoverglisi nel culo ad ogni passo dell'equino.
Ma per la voglia di altro sperma, non poteva farci nulla.
La carrozza che portava il re e la regina era lenta, e cosi lo era il viaggio.
Ogni giorno era un ripetersi tra cavalcare e scambiare poche chiacchiere; certe volte con Sansa, altre con suo padre o qualche cavaliere.
In effetti c'era anche Mycah, il figlio del fornaio di Grande Inverno, che si era unito al viaggio, ma era dietro alla fila assieme ad altri inservienti.
Si ritrovò allegra nello scoprire che si sarebbero fermati per preparare le tende per la notte.
Il re e pochi altri avrebbero alloggiato in una grande taverna vicina.
Arya si osservò subito attorno, lo sguardo indagatore alla ricerca del ragazzo del popolo.
Mycah era basso, tozzo e dal viso non troppo intelligente, ma non era questo che interessava ad Arya.
Approfittando della confusione e facendo attenzione agli sguardi di Sansa e suo padre, scattò verso il giovane, facendogli cenno dis seguirla nel bosco.
Dopo un minuto di corse, la giovane Stark si bloccò sul posto e voltandosi verso il ragazzo, si mise in ginocchio, mentre le mani già abbassavano i calzoni del suo prossimo datore di sperma.
mormorò il giovane, il membro già eretto
Le parole gli finirono in gola, mentre le sottili labbra di Arya avevano già circondato la testa del suo cazzo e si impegnavano a massaggiarlo in tutta la sua lunghezza.
Nel mentre, una delle sue piccole mani era già scivolata tra le sue gambe, trovando la sua fica già bagnata e iniziandola ad esplorare con le dita.
Il ragazzo, dopo qualche attimo di esitazione, afferrò con entrambe le mani i capelli della giovane lady, muovendola con forza sul suo membro.
Nella foresta, ben presto l'unici suoni furono i gemiti sommessi di Mycah e la bocca piena di cazzo di Arya.
"Ora o mai più" gridò mentalmente la piccola lady, afferrando i fianche del giovane e raggiungendo a fatica con le labbra, la base del cazzo.
Inaspettatamente, il ragazzino bloccò la testa di Arya in quella posizione, saggiando il calore della sua piccola bocca.
Dopo pochi attimi le lacrime iniziarono a circondare gli occhi di Arya, e solo allora la sua testa venne lasciata libera, con uno schiocco seguito da più colpi di tosse.
"Merda!" imprecò il ragazzo ad alta voce, ritirando il suo pene dalla bocca di Arya, cercando di nasconderlo alla vista di due figure appena arrivate: Sansa e Joeffry.
"Vattene!" esclamò Arya, disperata di nascondersi, ma desiderosa di tornare al pompino, "Lasciateci soli!"
"Tu stà zitta! Ti è piaciuto farti succhiare il cazzo da una lady? Dovresti. È più di quello che puoi trovare con un cazzo misero come il tuo!" Joffrey scoppiò a ridere, commentando il pene del ragazzo.
Pur non essendo piccolo, il principe provava comunque piacere nell'umiliarlo.
"È abbastanza grande!" sbottò Arya, allungando la mano e afferrando il pene del ragazzo alla base, cercando di farlo sembrare più grande, "Probabilmente è più grande del tuo!"
"Dici sul serio, puttana?" rise Joffrey, facendo scivolare le mani verso il suo pene e tirandolo fuori dai pantaloni.
Arya rimase sconvolta quando posò gli occhi sul pene del Principe.
Era grande il doppio di quello del ragazzo, ben 20 centimetri. Leccandosi le labbra alla vista, lanciò una rapida occhiata alla sorella, che se ne stava lì sbalordita.
"Mio Principe! Lei non è degna nemmeno di guardare il tuo pene!" esclamò Sansa, avanzando a grandi passi e guardando in pieno l'enorme membro del Principe.
"Lascia che sia io a soddisfarti!"
"Sta' zitta, puttana! Scappa, ragazzo! Lascia che giochino gli adulti!" ringhiò Joffrey, spogliandosi completamente davanti alle due ragazze.
"Ti prego, Joffrey! Scopami," implorò Sansa con tono infantile, mentre lui fissava Arya con uno sguardo diabolico e bramoso, ricambiato da lei con un'espressione altrettanto carica di lussuria.
"Zitta. Spogliati e unisciti a noi, ma voglio le labbra di quella troia strette attorno al mio cazzo!" esclamò Joffrey, mentre Arya si sporgeva in avanti spalancando la bocca il più possibile. Accogliendo il glande in bocca, Arya gemette per quel sapore salmastro, trasmettendo vibrazioni lungo l'asta di lui.
Colpita, Sansa decise di unirsi al gioco, anche se significava farlo con sua sorella.
Afferrò la biancheria all'altezza del seno, la strappò via e la gettò a terra, restando nuda al cospetto del suo Principe.
Corse al suo fianco e gli accarezzò il corpo giovane e snello, cercando di attirare la sua attenzione su di sé e distoglierla dalla sorella.
Inclinando leggermente la testa, Arya iniziò a spingere il cazzo di lui verso la gola.
Riuscì a prenderne circa sette centimetri, prima che la larghezza e la mole dell'organo le provocassero conati e rantoli.
Tuttavia, era determinata a riuscirci e a inghiottire l'intero membro da sola. Gemendo, lottò contro lo stimolo a vomitare e spinse altri tre centimetri in gola.
Decise quindi di rallentare e procedere gradualmente verso il suo obiettivo: iniziò a muovere la testa su e giù, aumentando lentamente la porzione di cazzo che accoglieva in bocca.
"Mio Principe! Lascia che ti soddisfi!" disse Sansa, irritata dal fatto che la sorella stesse monopolizzando l'attenzione del Principe.
"Va bene, troia... se proprio devi! Leccami il culo," ordinò Joffrey, costringendola a mettersi in ginocchio dietro di lui, in modo che il suo sguardo cadesse proprio sul suo ano.
Inorridita all'idea, lei ebbe un moto di repulsione e decise inizialmente di non fare nulla; poi sentì il suo principe gemere: "Oh... oh... oh sì... Succhiami il cazzo, Arya. Succhialo come la troia che sei!"
Sentire il suo principe invocare il nome della sorella invece del suo spinse Sansa a voler fare qualcosa per compiacerlo, anche se ciò avesse comportato infilare la sua lingua nel culo.
Deglutendo a fatica, appoggiò le mani sulle natiche dell'amato e le divaricò, mettendo a nudo l'orifizio.
Sporgendo la lingua, ne sfiorò timidamente l'apertura.
Aspettandosi un sapore disgustoso, Sansa rimase sorpresa nel constatare che il gusto era sopportabile: non era orribile, né spiacevole. Usando la parte piatta della lingua per leccare l'apertura, iniziò a far scorrere la punta avanti e indietro sull'ano, ricoprendo le natiche di un sottile strato di saliva.
Joffrey non si aspettava che Sansa eseguisse davvero l'ordine e ne rimase piacevolmente colpito quando lei gli divaricò le natiche e gli leccò il sedere.
La sensazione della lingua su di lui era piacevole; gemette distintamente mentre quella lingua umida giocava con il suo ano, stuzzicandolo con promesse di piacere.
Il piacere combinato dato dalle due sorelle era delizioso, e le sue mani stringevano Arya, offrendogli solo un sostegno.
"Siamo due troie.." riflettè Arya, intravedendo la sorella inginocchiata dietro Joffrey intenta a leccargli il sedere, gemendo per quel sapore che le restava in bocca. Si soffermò per un istante a pensare all'atteggiamento da troia della sorella, prima di tornare a concentrarsi sulla realtà di quei centimetri di cazzo che le scivolavano dentro e fuori dalla bocca. Cercando di accogliere anche gli ultimi centimetri, sentì la gola contrarsi e sussultare attorno al membro, intensificando il piacere delizioso offerto da quell'orifizio stretto e lubrificato.
Arya spalancò la bocca e, nel tentativo di far entrare anche l'ultimo tratto nella piccola bocca ancora stretta e giovane, calò il viso con decisione sul membro di lui.
Con una spinta energica riuscì a inghiottire l'intero cazzo, sentendone il glande spingersi in profondità nella gola; le sue labbra sottili premevano contro il pube di lui, stringendosi saldamente attorno alla base.
Orgogliosa di essere riuscita a prendere tutto il membro in bocca, Arya accennò a ritrarsi per riprendere fiato, ma Joffrey le afferrò la nuca, bloccandola in quella posizione.
Fu allora che comprese la sua imprudenza.
Improvvisamente lui sborrò, proiettando getti su getti di sperma fin nel profondo della gola di Arya.
Presa dal panico, la ragazza iniziò a tossire e a rantolare attorno al membro di lui, mentre lo sperma le inondava la gola.
Soffocando per il liquido seminale, Arya tentò di allontanarlo, ma lui la trattenne, mantenendo il cazzo conficcato dentro di lei.
Assorto nel piacere di sentire quelle labbra strette attorno al membro e la lingua affondata nel proprio ano, Joffrey gemette a voce alta, mentre le ultime gocce di sperma colavano dal suo cazzo nella bocca di Arya.
Con un ultimo gemito, Joffrey lasciò la presa sulla testa di lei, permettendole finalmente di riprendere fiato.
Cadendo supina, Arya tossì espellendo sperma e saliva sul petto e sul mento, mentre cercava disperatamente di respirare.
Sansa ritrasse la lingua dal sedere di Joffrey e si alzò accanto a lui, stringendo con la mano il membro che stava ormai perdendo l'erezione.
"Ti è piaciuta la mia sborra, troia Stark?" gridò Joffrey mentre lei tossiva, soffocata dal suo sperma.
"È stato divino..." pensò Arya.
In segreto le era piaciuto, ma voleva apparire forte e rimase in silenzio, prima di alzare la testa a fatica "vogliamo continuare?"
"No, è meglio rientrare prima che si facciano domande" sibilò il principe con sguardo superiore.
«Cosa! Devi ancora scoparmi!» esclamò Arya, dirigendosi furiosa verso il principe, che stava rimettendo a posto il membro.
«Scoparti? Credi che mi abbasserei a scopare una sgualdrina come te? Non ti meriti il mio cazzo! Puttana!» Joffrey rise della ragazzina furiosa che stava facendo i capricci.
«Bastardo!» disse Arya, sferrando un pugno ai testicoli di Joffrey e facendolo piegare in due dal dolore.
Furioso, lui schiaffeggiò la ragazza, scaraventandola dall'altra parte della radura.
Sansa li implorò di smettere, ma invano. Proprio mentre Joffrey colpiva Arya, Nymeria — la lupa della ragazza — balzò fuori dai cespugli. La bestia aveva osservato la scena e, vedendo la sua padrona sotto attacco, era intervenuta: azzannò il braccio di Joffrey, facendolo urlare di dolore.
Imprecando, lui scaraventò via l'animale. Arya afferrò la lupa e scappò via correndo nuda nel bosco, ancora sporca di sperma.
«Cazzo! Ammazzerò quella troia e la sua lupa! Maledetta sgualdrina!»
Arya si strofinò gli occhi, sbadigliando e osservandosi attorno mentre il cavallo sotto di lei avanzava al lento passo della lunga scia di cavalieri e servi attorno a lei.
Il re, e quindi anche lei con suo padre e Sansa, era partito da Grande Inverno ormai una settimana fa.
Già dal terzo giorno aveva messo in uso l'ultimo regalo di Jon; poteva sentire il plug muoverglisi nel culo ad ogni passo dell'equino.
Ma per la voglia di altro sperma, non poteva farci nulla.
La carrozza che portava il re e la regina era lenta, e cosi lo era il viaggio.
Ogni giorno era un ripetersi tra cavalcare e scambiare poche chiacchiere; certe volte con Sansa, altre con suo padre o qualche cavaliere.
In effetti c'era anche Mycah, il figlio del fornaio di Grande Inverno, che si era unito al viaggio, ma era dietro alla fila assieme ad altri inservienti.
Si ritrovò allegra nello scoprire che si sarebbero fermati per preparare le tende per la notte.
Il re e pochi altri avrebbero alloggiato in una grande taverna vicina.
Arya si osservò subito attorno, lo sguardo indagatore alla ricerca del ragazzo del popolo.
Mycah era basso, tozzo e dal viso non troppo intelligente, ma non era questo che interessava ad Arya.
Approfittando della confusione e facendo attenzione agli sguardi di Sansa e suo padre, scattò verso il giovane, facendogli cenno dis seguirla nel bosco.
Dopo un minuto di corse, la giovane Stark si bloccò sul posto e voltandosi verso il ragazzo, si mise in ginocchio, mentre le mani già abbassavano i calzoni del suo prossimo datore di sperma.
mormorò il giovane, il membro già eretto
Le parole gli finirono in gola, mentre le sottili labbra di Arya avevano già circondato la testa del suo cazzo e si impegnavano a massaggiarlo in tutta la sua lunghezza.
Nel mentre, una delle sue piccole mani era già scivolata tra le sue gambe, trovando la sua fica già bagnata e iniziandola ad esplorare con le dita.
Il ragazzo, dopo qualche attimo di esitazione, afferrò con entrambe le mani i capelli della giovane lady, muovendola con forza sul suo membro.
Nella foresta, ben presto l'unici suoni furono i gemiti sommessi di Mycah e la bocca piena di cazzo di Arya.
"Ora o mai più" gridò mentalmente la piccola lady, afferrando i fianche del giovane e raggiungendo a fatica con le labbra, la base del cazzo.
Inaspettatamente, il ragazzino bloccò la testa di Arya in quella posizione, saggiando il calore della sua piccola bocca.
Dopo pochi attimi le lacrime iniziarono a circondare gli occhi di Arya, e solo allora la sua testa venne lasciata libera, con uno schiocco seguito da più colpi di tosse.
"Merda!" imprecò il ragazzo ad alta voce, ritirando il suo pene dalla bocca di Arya, cercando di nasconderlo alla vista di due figure appena arrivate: Sansa e Joeffry.
"Vattene!" esclamò Arya, disperata di nascondersi, ma desiderosa di tornare al pompino, "Lasciateci soli!"
"Tu stà zitta! Ti è piaciuto farti succhiare il cazzo da una lady? Dovresti. È più di quello che puoi trovare con un cazzo misero come il tuo!" Joffrey scoppiò a ridere, commentando il pene del ragazzo.
Pur non essendo piccolo, il principe provava comunque piacere nell'umiliarlo.
"È abbastanza grande!" sbottò Arya, allungando la mano e afferrando il pene del ragazzo alla base, cercando di farlo sembrare più grande, "Probabilmente è più grande del tuo!"
"Dici sul serio, puttana?" rise Joffrey, facendo scivolare le mani verso il suo pene e tirandolo fuori dai pantaloni.
Arya rimase sconvolta quando posò gli occhi sul pene del Principe.
Era grande il doppio di quello del ragazzo, ben 20 centimetri. Leccandosi le labbra alla vista, lanciò una rapida occhiata alla sorella, che se ne stava lì sbalordita.
"Mio Principe! Lei non è degna nemmeno di guardare il tuo pene!" esclamò Sansa, avanzando a grandi passi e guardando in pieno l'enorme membro del Principe.
"Lascia che sia io a soddisfarti!"
"Sta' zitta, puttana! Scappa, ragazzo! Lascia che giochino gli adulti!" ringhiò Joffrey, spogliandosi completamente davanti alle due ragazze.
"Ti prego, Joffrey! Scopami," implorò Sansa con tono infantile, mentre lui fissava Arya con uno sguardo diabolico e bramoso, ricambiato da lei con un'espressione altrettanto carica di lussuria.
"Zitta. Spogliati e unisciti a noi, ma voglio le labbra di quella troia strette attorno al mio cazzo!" esclamò Joffrey, mentre Arya si sporgeva in avanti spalancando la bocca il più possibile. Accogliendo il glande in bocca, Arya gemette per quel sapore salmastro, trasmettendo vibrazioni lungo l'asta di lui.
Colpita, Sansa decise di unirsi al gioco, anche se significava farlo con sua sorella.
Afferrò la biancheria all'altezza del seno, la strappò via e la gettò a terra, restando nuda al cospetto del suo Principe.
Corse al suo fianco e gli accarezzò il corpo giovane e snello, cercando di attirare la sua attenzione su di sé e distoglierla dalla sorella.
Inclinando leggermente la testa, Arya iniziò a spingere il cazzo di lui verso la gola.
Riuscì a prenderne circa sette centimetri, prima che la larghezza e la mole dell'organo le provocassero conati e rantoli.
Tuttavia, era determinata a riuscirci e a inghiottire l'intero membro da sola. Gemendo, lottò contro lo stimolo a vomitare e spinse altri tre centimetri in gola.
Decise quindi di rallentare e procedere gradualmente verso il suo obiettivo: iniziò a muovere la testa su e giù, aumentando lentamente la porzione di cazzo che accoglieva in bocca.
"Mio Principe! Lascia che ti soddisfi!" disse Sansa, irritata dal fatto che la sorella stesse monopolizzando l'attenzione del Principe.
"Va bene, troia... se proprio devi! Leccami il culo," ordinò Joffrey, costringendola a mettersi in ginocchio dietro di lui, in modo che il suo sguardo cadesse proprio sul suo ano.
Inorridita all'idea, lei ebbe un moto di repulsione e decise inizialmente di non fare nulla; poi sentì il suo principe gemere: "Oh... oh... oh sì... Succhiami il cazzo, Arya. Succhialo come la troia che sei!"
Sentire il suo principe invocare il nome della sorella invece del suo spinse Sansa a voler fare qualcosa per compiacerlo, anche se ciò avesse comportato infilare la sua lingua nel culo.
Deglutendo a fatica, appoggiò le mani sulle natiche dell'amato e le divaricò, mettendo a nudo l'orifizio.
Sporgendo la lingua, ne sfiorò timidamente l'apertura.
Aspettandosi un sapore disgustoso, Sansa rimase sorpresa nel constatare che il gusto era sopportabile: non era orribile, né spiacevole. Usando la parte piatta della lingua per leccare l'apertura, iniziò a far scorrere la punta avanti e indietro sull'ano, ricoprendo le natiche di un sottile strato di saliva.
Joffrey non si aspettava che Sansa eseguisse davvero l'ordine e ne rimase piacevolmente colpito quando lei gli divaricò le natiche e gli leccò il sedere.
La sensazione della lingua su di lui era piacevole; gemette distintamente mentre quella lingua umida giocava con il suo ano, stuzzicandolo con promesse di piacere.
Il piacere combinato dato dalle due sorelle era delizioso, e le sue mani stringevano Arya, offrendogli solo un sostegno.
"Siamo due troie.." riflettè Arya, intravedendo la sorella inginocchiata dietro Joffrey intenta a leccargli il sedere, gemendo per quel sapore che le restava in bocca. Si soffermò per un istante a pensare all'atteggiamento da troia della sorella, prima di tornare a concentrarsi sulla realtà di quei centimetri di cazzo che le scivolavano dentro e fuori dalla bocca. Cercando di accogliere anche gli ultimi centimetri, sentì la gola contrarsi e sussultare attorno al membro, intensificando il piacere delizioso offerto da quell'orifizio stretto e lubrificato.
Arya spalancò la bocca e, nel tentativo di far entrare anche l'ultimo tratto nella piccola bocca ancora stretta e giovane, calò il viso con decisione sul membro di lui.
Con una spinta energica riuscì a inghiottire l'intero cazzo, sentendone il glande spingersi in profondità nella gola; le sue labbra sottili premevano contro il pube di lui, stringendosi saldamente attorno alla base.
Orgogliosa di essere riuscita a prendere tutto il membro in bocca, Arya accennò a ritrarsi per riprendere fiato, ma Joffrey le afferrò la nuca, bloccandola in quella posizione.
Fu allora che comprese la sua imprudenza.
Improvvisamente lui sborrò, proiettando getti su getti di sperma fin nel profondo della gola di Arya.
Presa dal panico, la ragazza iniziò a tossire e a rantolare attorno al membro di lui, mentre lo sperma le inondava la gola.
Soffocando per il liquido seminale, Arya tentò di allontanarlo, ma lui la trattenne, mantenendo il cazzo conficcato dentro di lei.
Assorto nel piacere di sentire quelle labbra strette attorno al membro e la lingua affondata nel proprio ano, Joffrey gemette a voce alta, mentre le ultime gocce di sperma colavano dal suo cazzo nella bocca di Arya.
Con un ultimo gemito, Joffrey lasciò la presa sulla testa di lei, permettendole finalmente di riprendere fiato.
Cadendo supina, Arya tossì espellendo sperma e saliva sul petto e sul mento, mentre cercava disperatamente di respirare.
Sansa ritrasse la lingua dal sedere di Joffrey e si alzò accanto a lui, stringendo con la mano il membro che stava ormai perdendo l'erezione.
"Ti è piaciuta la mia sborra, troia Stark?" gridò Joffrey mentre lei tossiva, soffocata dal suo sperma.
"È stato divino..." pensò Arya.
In segreto le era piaciuto, ma voleva apparire forte e rimase in silenzio, prima di alzare la testa a fatica "vogliamo continuare?"
"No, è meglio rientrare prima che si facciano domande" sibilò il principe con sguardo superiore.
«Cosa! Devi ancora scoparmi!» esclamò Arya, dirigendosi furiosa verso il principe, che stava rimettendo a posto il membro.
«Scoparti? Credi che mi abbasserei a scopare una sgualdrina come te? Non ti meriti il mio cazzo! Puttana!» Joffrey rise della ragazzina furiosa che stava facendo i capricci.
«Bastardo!» disse Arya, sferrando un pugno ai testicoli di Joffrey e facendolo piegare in due dal dolore.
Furioso, lui schiaffeggiò la ragazza, scaraventandola dall'altra parte della radura.
Sansa li implorò di smettere, ma invano. Proprio mentre Joffrey colpiva Arya, Nymeria — la lupa della ragazza — balzò fuori dai cespugli. La bestia aveva osservato la scena e, vedendo la sua padrona sotto attacco, era intervenuta: azzannò il braccio di Joffrey, facendolo urlare di dolore.
Imprecando, lui scaraventò via l'animale. Arya afferrò la lupa e scappò via correndo nuda nel bosco, ancora sporca di sperma.
«Cazzo! Ammazzerò quella troia e la sua lupa! Maledetta sgualdrina!»
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