Favola sconveniente e da tener lontana dalla portata dei minori
di
Mark Val 1971
genere
poesie
C’era una volta
in un tempo tanto lontano
un paese sì meraviglioso
chè, scoperto ogni deretano
concessa ad ognuno
era la libidine
Davvero non c’era tabù
in questo strano paradiso
chiamato Asshole
e il problema principale
che assillava questo regno
trovar un posto per chiavare
mantenendo del contegno
Per principessa aveva, Asshole
la ragazza più bella del mondo
neri corvini e pelle di luna
ove consumare pensieri sconci
un aspetto dolce assai
con quegli occhi verdi
che pareva pure strega
quanti pensieri fra sudditi e abitanti !
Ed ogni sogno era una sega !
Eppur il cuor si infiammava
di questa principessa triste
perchè da lungo tempo ormai
soffriva di stitichezza
e per un gran bel corpo
con tette e culo appetitosi
fra i problemi fastidiosi
era non andar di corpo
Quante sterili sedute
principessa mia
sul tuo pitale d’oro
coccolata dalle dame di corte
che non tolgono appetito
“Ahimè !” Disse lei
“qui ad Asshole è garantito
neanche una principessa come me
se non riesce a cagare
potrà trovar partito”
“Tutte le cure ho provato
ma ora il cor mi si scoraggia
chè ancor non ho cagato
ma fatto solo una scorreggia”
“Non si disperi, altezza mia”
disse poi la più leggiadra
“ma organizzi un bando
chi saprà sbloccar la situazione
avrà me, il regno e il suo comando”
Poiché grande era l’idea
si fece tutto di gran lena
chè passavano i giorni
e il pitale ancor piangeva
Molti si dilettarono con lei
avanti e pure dietro
con la scusa della cura
le tapparono il didietro
Amorstrano Belmessere
grande medico di corte
un giorno da lei si presentò
e si aprirono le porte
Così disse la tapina
con il cuore assai scontento
tante ore sulla latrina
senza godersi mai un momento
“Belmessere, quale onore
della sua cura ormai si dice
che per tutte è un gran portento
la si sbloccano le viscere
d’improvviso cambia vento!”
“Giratevi, padrona mia
non c’è tempo per esitare
qua in serbo ho l’uccello
che vi vuole salutare”
“Ben lo vedo, Belmessere
e mi pare assai capiente
se lo mette qua didietro
mi si sbloccherà all’istante ?”
Così si girò lei
che s’era alzata dal pitale
rosee chiappone da adorare
gioia e orgoglio del reame
“Orsù, padrona mia
non dovete esitare
là a c’è pure uno specchio
e se vi devo inculare
l’eccitazione sarà grande
assai alta la temperatura
Sarà tempo di un istante
perchè faccia gran lordura”
“M’avete convinta, Belmessere
ma poiché sarò regina
lecca adesso il mio sedere
per preparare il grande evento
l’emozione già mi scalda
e quasi quasi faccio vento !”
Con la lingua ormai adusa
degli umori del didietro
Belmessere con l’uccello
fece cosa assai inattesa
“Oh Belmessere mio
ora sì che son gran vacca
sento piscia nella cacca
che inonda il mio sedere”
“Pompa forte amor mio
già è il decimo, l’orgasmo
qui si gode col clistere
e mi sto cagando addosso !”
D’improvviso fu gran tuono
a scuotere la reggia
chè la dolce e bella principessa
imperiosa assai scorreggia
“ Belmessere, mio salvatore
non la posso trattenere
è come un gran diluvio
orsù passami il pitale !”
Lui che era uomo di mondo
di piscia e merda ormai lordato
non ci mise un secondo
con il cazzo già segato
“Sia cavaliere, Belmessere
e lo dico con la rima
se devo riempire il pitale
con la cacca pisciolina
tu mi devi accarezzare
come farebbe una gran dama”
Così fece quel grand’uomo
mentre lei colmò il vasetto
consistente e assai fumante
profumava di regalità
Sì finisce questa storia
tutti vissero felici e contenti
con le nozze fra i due amanti
che si erano infrattati
Sian alfine tutti fottuti
e i cessi, invece, intasati
in un tempo tanto lontano
un paese sì meraviglioso
chè, scoperto ogni deretano
concessa ad ognuno
era la libidine
Davvero non c’era tabù
in questo strano paradiso
chiamato Asshole
e il problema principale
che assillava questo regno
trovar un posto per chiavare
mantenendo del contegno
Per principessa aveva, Asshole
la ragazza più bella del mondo
neri corvini e pelle di luna
ove consumare pensieri sconci
un aspetto dolce assai
con quegli occhi verdi
che pareva pure strega
quanti pensieri fra sudditi e abitanti !
Ed ogni sogno era una sega !
Eppur il cuor si infiammava
di questa principessa triste
perchè da lungo tempo ormai
soffriva di stitichezza
e per un gran bel corpo
con tette e culo appetitosi
fra i problemi fastidiosi
era non andar di corpo
Quante sterili sedute
principessa mia
sul tuo pitale d’oro
coccolata dalle dame di corte
che non tolgono appetito
“Ahimè !” Disse lei
“qui ad Asshole è garantito
neanche una principessa come me
se non riesce a cagare
potrà trovar partito”
“Tutte le cure ho provato
ma ora il cor mi si scoraggia
chè ancor non ho cagato
ma fatto solo una scorreggia”
“Non si disperi, altezza mia”
disse poi la più leggiadra
“ma organizzi un bando
chi saprà sbloccar la situazione
avrà me, il regno e il suo comando”
Poiché grande era l’idea
si fece tutto di gran lena
chè passavano i giorni
e il pitale ancor piangeva
Molti si dilettarono con lei
avanti e pure dietro
con la scusa della cura
le tapparono il didietro
Amorstrano Belmessere
grande medico di corte
un giorno da lei si presentò
e si aprirono le porte
Così disse la tapina
con il cuore assai scontento
tante ore sulla latrina
senza godersi mai un momento
“Belmessere, quale onore
della sua cura ormai si dice
che per tutte è un gran portento
la si sbloccano le viscere
d’improvviso cambia vento!”
“Giratevi, padrona mia
non c’è tempo per esitare
qua in serbo ho l’uccello
che vi vuole salutare”
“Ben lo vedo, Belmessere
e mi pare assai capiente
se lo mette qua didietro
mi si sbloccherà all’istante ?”
Così si girò lei
che s’era alzata dal pitale
rosee chiappone da adorare
gioia e orgoglio del reame
“Orsù, padrona mia
non dovete esitare
là a c’è pure uno specchio
e se vi devo inculare
l’eccitazione sarà grande
assai alta la temperatura
Sarà tempo di un istante
perchè faccia gran lordura”
“M’avete convinta, Belmessere
ma poiché sarò regina
lecca adesso il mio sedere
per preparare il grande evento
l’emozione già mi scalda
e quasi quasi faccio vento !”
Con la lingua ormai adusa
degli umori del didietro
Belmessere con l’uccello
fece cosa assai inattesa
“Oh Belmessere mio
ora sì che son gran vacca
sento piscia nella cacca
che inonda il mio sedere”
“Pompa forte amor mio
già è il decimo, l’orgasmo
qui si gode col clistere
e mi sto cagando addosso !”
D’improvviso fu gran tuono
a scuotere la reggia
chè la dolce e bella principessa
imperiosa assai scorreggia
“ Belmessere, mio salvatore
non la posso trattenere
è come un gran diluvio
orsù passami il pitale !”
Lui che era uomo di mondo
di piscia e merda ormai lordato
non ci mise un secondo
con il cazzo già segato
“Sia cavaliere, Belmessere
e lo dico con la rima
se devo riempire il pitale
con la cacca pisciolina
tu mi devi accarezzare
come farebbe una gran dama”
Così fece quel grand’uomo
mentre lei colmò il vasetto
consistente e assai fumante
profumava di regalità
Sì finisce questa storia
tutti vissero felici e contenti
con le nozze fra i due amanti
che si erano infrattati
Sian alfine tutti fottuti
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