La mia famiglia 2

di
genere
dominazione


Il boccone era amaro da digerire: vivere nella stessa casa della donna che ami, poterle parlare, baciarla, toccarla per poi vederla la notte andare a letto con un altro e limitarti solo a sentire i suoi mugolii di piacere stavano abbattendomi.
Le relazioni poi che ogni mattina mi faceva erano ulteriori pugnalate al mio cuore ma, se l’uomo è stato in grado di issarsi sopra tutte le altre specie animali, più forti e feroci di lui, è stato perché egli è un essere adattabile.
Di giorno potevo parlare con Sara. potevo accarezzarla, baciarla, perfino palpeggiarla/
Piano piano il dolore sordo e la gelosia che provavo si attenuarono e riuscii quanto meno a recuperare un po’ di lucidità.
Ancora non vedevo una possibile soluzione ma quando mia moglie, un mattino mi disse:
— Sai Rino?
— Credo che anche quando saremo riusciti a renderci indipendenti dovremmo valutare la possibilità di mantenere a Luca il ruolo di mio amante.
— Oramai il mio sesso si è abituato a lui e farne a meno mi mancherebbe troppo, mi sembrerebbe di tradirlo, cosa che contrasterebbe con le mie convinzioni religiose..
Riuscii a rispondere negativamente ma pacatamente senza dare in escandescenze.
Del resto non potevo certo addossare a lei ogni responsabilità. Però …
— Forse potrebbe essere la strada per abbattere il primo bastione ed aprire una breccia al nostro rapporto Sara.

— Cosa intendi?

— Digli che credi di aver bisogno di due uomini: un marito oltre l’amante: che sei giovane e vogliosa e che lui da solo non ti basta.

— Sarebbe un po’ contrario alle mie idee ma potrebbe funzionare.
— Del resto non può andare peggio di così ed io voglio essere tua!
La sera Sara attese di essere penetrata prima di intavolare il discorso con mio padre:
— Luca, sei molto bravo.
— Mi scopi proprio bene ma non mi basti, del resto non puoi pretendere di avermi in esclusiva, tu non sei mio marito.

— Dunque un uomo che ti chiava non ti basta?
— Puoi aver ragione, a te serve anche del sangue giovane e fresco perché meglio ti esplichi.
— Ci penserò sopra e ti farò conoscere la mia decisione ma posso anticiparti che io non sono irragionevole: se vuoi un secondo fallo che ti penetri e ti tenga ben allagato l’utero probabilmente te lo concederò.
Per l’emozione Sara si strinse a lui cercando di restituirgli, in una sola volta tutto quello che Luca le aveva insegnato.
Giunse il momento del compleanno di Franco, il mio fratello minore che era giunto alla maggiore età.
18 anni tutti uno sull’altro capite?
Mancava meno di un mese all’evento e Luca, a pranzo, toccò l’argomento:
— Allora Franco anche tu sei quasi maggiorenne ma hai una fidanzatina?
Temendo di dover assistere ai preliminari di un secondo possibile stupro obbligatorio mi alzai di scatto da tavola e scusandomi mi ritirai in camera mia.
Mio padre mi osservò allontanarmi con occhio vacuo mentre Franco rispondeva:
— Non prendermi in giro papà, sai benissimo che nessuna ragazza mi guarda.
— Ho sempre seguito i tuoi consigli e tu mi hai sempre giudicato troppo giovane per le donne.

— Bravo figliolo!
— Così si fa.
— Si deve dare retta ai genitori che, avendo più esperienza di te. ti sanno ben consigliare.
— È giunto il momento del tuo premio.
Franco guardò il padre:
— Il mio premio?!

— Certo Franco.
— È ora che tu impari a scopare.
— Stasera seguimi in camera e ti farò vedere come si fa.
Sara insorse:
— Ma stai scherzando, Luca?
— Vuoi dare spettacolo a Franco mentre scopiamo?
— Già mi trovo a disagio perché non sono tua moglie, questo poi andrebbe contro il mio credo religioso.

— —Sara, non hai mai pensato che se il tuo Dio avesse tanto amato il pudore avrebbe fatto nascere tutti già vestiti?

— Sì ma indossare i vestiti è quanto ha reso l’uomo diverso dagli animali.

— Di giorno è vero Sara ma di notte deve vigere il principio “crescete e moltiplicatevi”.

— Egli stesso ci impone la copula ma si sa che per tale atto benedetto non si può essere vestiti, (come facevano nell’800) e non credi che se i genitori insegnassero ai figli a chiavare sarebbero tutti più contenti?
— Io non sono la mamma di Franco!
— Appunto, sei la moglie di Rino, quindi neppure sei parente di Franco, pur essendo tu la padrona di casa e lui un semplice componente della famiglia. Quindi può guardarti con occhi puri, scevri dall’incesto che avrebbe potuto verificarsi se al tuo posto ci fosse stata la mia povera Emma.
Nuovamente, quindi, Luca riuscì ad irretire la nuora che dovette acconsentire a che il cognato assistesse alle sue monte notturne.

La sera, a letto. Luca esordì:
— Guarda bene Franco.
— Se hai dei dubbi domanda pure, senza vergogna e se vuoi tocca pure tutto quello che vuoi, quando vuoi.
— Dopotutto è il tuo regalo di compleanno.
Quindi Luca iniziò il solito petting accurato che avrebbe spinto Sara a bagnarsi a sufficienza per essere facilmente penetrata.
Franco non esitò ad obbedire agli ordini del padre e Sara, mentre Luca le impastava un seno, si trovò colla bocca del cognato che le succhiava l’altro. Quindi Luca e Franco le toccarono contemporaneamente la vagina.
Avvertì due dita cercare di penetrarla da due diverse direzioni.
Per il piacere quasi perse i sensi riprendendosi un po’ solo quando Luca cominciò a ciularla mentre Franco osservava il pompaggio in religioso silenzio.
Da quella sera, sino al giorno del compleanno di Franco, questa fu l’attività notturna di Sara che, per non far soffrire ulteriormente il marito, pur raccontandogli tutto dei suoi amplessi con Luca, si astenne dal comunicargli quella variazione.
Giunse la sera del compleanno di Franco.
Il terzetto si comportò come al solito e Franco osservò suo padre che copulava sino a scaricarsi nel grembo di Sara, poi si alzò per tornare in camera sua.
Luca lo fermò:
— Dove vai, Franco?

— In camera, papà, mi sembra sia giunta l’ora di andare a letto.

— Hai imparato bene quello che ti ho mostrato finora?

— Credo di sì papà, dopotutto chiavare comporta movimenti istintivi … credo!
Luca si levandosi da sopra a Sara per fargli posto:
— Dai fammi vedere
Sara protestò debolmente:
— No Luca!
— Non chiedermelo per favore

— Zitta donna, da quando le lezioni sono solo teoriche?
— Oggi è il compleanno di Franco e da stasera gli studi saranno anche pratici.
— Volevi un secondo cazzo che ti scopasse?
— Eccotelo!
Resa esausta dalla piacevole monta appena subita, nuovamente vinta e a scarso di argomenti ostativi, la donna spalancò al massimo le gambe per accogliere il membro del cognato.
— Bene Franco, ben fatto
Constatò Luca:
— Da stasera io la scoperò per primo ma poi sarai tu ad inseminare Sara.
— Ella vuole essere completamente allagata di sperma, fai un buon lavoro!
Fu Luca a controllare stavolta:
— Mi sembra che tu ti sia ben comportato Franco.
— Vedi come Sara è distrutta?
— Evidentemente il tuo uccello è quello più adatto a lei per cui diviene possibile realizzare un mio progettino.
— Non prenderlo per una punizione ma visto che per almeno un mese non avrai scuola ti chiuderò in questa camera assieme a lei.
— Non vi libererò fino a quando Sara non sarà rimasta incinta.

— Ma papà io non …

— Zitta Sara, alla famiglia serve un giovane erede ed ho deciso che Franco sia il migliore tra gli uccelli che te lo possano far fare.
— Una buona padrona di casa deve essere feconda e fecondabile: tu hai ambedue le qualità.

— Ma non vedrò più Rino per non so quanto tempo!
— Egli è mio marito, non puoi chiedermi di farmi mettere incinta da Franco.

— Infatti non te lo chiedo: te lo comando.
— Del resto hai terminato il mestruo una settimana fa.
— Con un po’ di fortuna potrai soddisfare velocemente la mia richiesta, dopo che potremo ricominciare anche noi due: alle donne gravide una bella cura e base di uccello e sperma fa sempre molto bene.
Per una settimana Rino non riuscì a vedere sua moglie.
Finalmente una mattina Sara lo raggiunse e gli comunicò:
— Rino, sono incinta.
Senza specificare di chi.
Da quel momento Rino cominciò a provare un vero sentimento di odio per Luca.
— Maledetto!
Esclamò riferendosi a suo padre:
— Lo odio come non mai ma sembra proprio che il primo ad odiare sia lui.
Sara gli rispose carezzandogli lievemente il volto:
— Povero amore.
— Hai ragione.
— Mai ho sentito di suoceri che si comportino così.
— Suoceri che scopano le nuore ce ne sono certamente ma sempre con la nuora vogliosa e mai nelle nostre condizioni.

— Almeno sai chi sia il padre?
Sara non voleva rinfocolare ulteriormente il risentimento di Rino e mentì:
— No Rino, sia tuo padre che tuo fratello si scaricano regolarmente dentro di me, quindi sono ripiena del seme di due maschi contemporaneamente.
— È impossibile sapere di chi sia lo spermatozoo che ha raggiunto l’ovulo.

— È sempre stato un padre affettuoso: non capisco proprio perché stia facendomi tutto questo.
Sara scosse le spalle:
— Parlando d’altro, sai che ho rinvenuto nel suo comodino delle medicine per il cuore?
— Sembra che egli assuma regolarmente la digitale.
— Da quanto ne so, anche se in qualche modo aiuta il cuore, è un medicinale tossico.
Un’ombra di speranza attraversò il viso di Rino:
— Abbiamo quindi la possibilità che muoia?
— Ciò che sto dicendo è orribile, certo, ma spero proprio che lo faccia presto!
Il tempo trascorse fin quando (Sara era di 5 mesi) in effetti Luca ebbe un improvviso mancamento e, nonostante una disperata corsa all’ospedale morì.
Rino e Sara, dopo i funerali, si abbracciarono strettamente: liberi finalmente.
Alla sera durante la cena Rino pregustava il momento in cui avrebbe potuto finalmente condurre sua moglie nel suo letto.)
— Vieni Sara, andiamo a letto!
Comandò Franco.
Stasera, in memoria di Luca voglio scoparti alla sua maniera:
— Proprio no Franco
Insorse Rino:
— Luca si era imposto come capofamiglia ma adesso il più anziano sono io.
— Quel titolo spetta a me ed io non intendo più dividere Sara con nessuno, men che meno con te!

— Ti sbagli fratello.
— Luca ha fatto testamento conferendo a me tutto quello che possedeva, incluso il titolo di padrone di casa.
— Se non farai storie ti concederò di scopare qualche volta tua moglie ma questo dipenderà solo dalla mia volontà.
Mentre Sara si stringeva disperatamente a lui Rino ringhiò contro suo fratello:
— Devi essere impazzito!
— Non accetterò mai il tuo primato!
— Piuttosto io e Sara ci trasferiamo sotto un ponte in attesa di trovarci un lavoro che ci consenta un’abitazione ma mai ti riconosceremo mai come padrone.
— Daccordo Rino, preparate pure le valigie.
— Io ho sempre seguito i consigli di papà e lo farò pure questa volta.
— Quando Sara partorirà le sottrarrò legalmente il bambino.
— Farò in modo che la legge me lo assegni e ci penserò io ad allevarlo.
— Dopotutto è figlio mio!
Sara insorse:
— Nooo!
— Lascia MIO FIGLIO fuori da questa storia.
— Egli non c’entra nulla e non è neppure nato.

— Sara, Luca si è tanto raccomandato di obbligarti ad accettarmi come amante.
— Se tu non vorrai prendermi come tale io ti sottrarrò il bambino, semplice, se invece mi accetterai te lo lascerò tenere, consentirò a Rino di riconoscerlo ed ad entrambi di allevarlo.
— Questa era la volontà di Luca.
Nuovamente i due coniugi erano stati battuti: dovevano loro malgrado accettare la situazione.
Sara si alzò da tavola avviandosi alla camera da letto per ubbidire al nuovo padrone.
Se necessario ella era disposta a prostituirsi ma nessuno l’avrebbe mai separata da suo figlio!
Rino tristemente la guardò dirigersi a quel letto cui ancora non aveva mai avuto accesso.
— Franco è evidente che papà mi odiava visceralmente.
— Tu evidentemente ti sei schierato con lui, ma sai dirmi perché papà mi odiava tanto?
— Che gli ho fatto”
— Cosa vi ho fatto perché anche tu lo segua così deciso su questa strada>
Il fratello lo guardò quasi con compassione e rispose:
— Perché non era tuo padre Rino!
— Potevi immaginarlo/

— NON ERAA MIOOO PADREEEE!!!!!!!
— Cosa stai dicendo?

— Certo Rino.
— Qualche mese fa egli ha scoperto che la mamma lo aveva tradito quando è rimasta incinta di te!
— Per questo ha messo la sua digitale in una bottiglia d’acqua offrendogliela mentre stava uscendo per la spesa.
— Questo ha causato quel fatale mancamento.
— Da quel momento ti ha odiato visceralmente.
— Ti ha umiliato in tutti i modi e, pur fingendo di essere dalla tua parte, ha agito in tutto contro di te.
— Sapeva di dover morire e pregava ogni sera di fare in tempo a compiere la sua vendetta.
Rino constatò tristemente:
— Io non avevo colpe ma ci è riuscito dire. (

— Vedi Rino?
— Egli voleva che tu non avessi assolutamente figli biologicamente tuoi.
— La tua dinastia doveva estinguersi con te ed io gli ho giurato che anche dopo la sua morte avrei agito in tal senso.
— È quello che faccio.
— Tu sei mio fratello e per questo sono disposto a lasciarti scopare con tua moglie qualche volta ma questo potrà avvenire solo se lei Sara sarà la mia amante fissa e sarà stata precedentemente messa incinta da me.
— Io ho ereditato tutto ed anche Sara è compresa nel blocco quindi ella sarà la mia amante: dormirà nel mio letto e la impregnerò ogni volta che mi farà comodo.
A te resterà la responsabilità di riconoscere come tuoi tutti i nostri figli e di allevarli meglio che fossero tuoi.
— Solo a questo punto potrò ricordarmi che sei il mio parente più stretto e quindi, in qualche caso eccezionale, ti permetterò di scoparla … ma non di prenderci l’abitudine!
Rino abbassò il capo:
— Credi di aver vinto LUCA, la tua volontà si avvererà ma tu, mio fratello, lo sai: “un figlio non è di colui che mette il seme ma di chi lo ama e lo alleva con amore.”
— Certamente io e Sara li alleveremo tutti con amore
— Che tu ci metta o meno il cazzo sarà a tutti gli effetti una cosa ininfluente.
— Questa sarà la vera sconfitta tua e di Luca.

Fine
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2026-07-02
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