Una giornata come tante

di
genere
comici

Anche qui ricordo che TUTTI i miei racconti sono esclusivamente frutto della mia fantasia, questo più di altri.
Ogni riferimento a cose o persone realmente esistenti è puramente casuale

Come mi succedeva da un paio di mesi a questa parte, la Sveglia di Anna stava funzionando anche per me.
Sotto le sollecitazioni del coito mattutino, il lieve dondolio del letto ed i lievi gemiti di Anna agivano anche sul mio sonno leggero.
Aprii un po’ a fatica un occhio.
Anna stava scopando, di fianco a me, col ragazzotto che le avevo regalato.
Con un sorriso intromisi la mia testa tra loro due e la baciai sulla bocca.
— Buona giornata, amore!
— —Buona giornata a te Flavio ed ancora grazie per lo splendido dono che mi hai fatto.
— Sei certo di voler continuare a dormire al mio fianco?
— Sei sicuro che la mia Sveglia non impedisca a te di dormire?
Intanto il ragazzotto si era irrigidito: stava scaricando il suo piacere
— Da quanto andate avanti Anna?

— Direi una ventina di minuti, amore, non di più.

— Quanto allo svegliarmi non preoccuparti: mi sono destato ora e la cosa mi va bene, però …
e guardai il ragazzotto
— Come ti fotte lui non mi va per nulla bene.
— Io lo pago perché ti svegli nel piacere.
— Tu dovresti destarti dolcemente sentendoti pompare ma non solo: dovrebbe sfregarti abbastanza a lungo da poterti recare al tavolo della Colazione pienamente soddisfatta, così da voler dedicare solo a me le tue attenzioni.
— Venti minuti di copula sono troppo pochi!
— Vuoi che lo licenzi e che te lo sostituisca?
Il ragazzotto mi guardava con timore.
— Signore, mi scusi!
— Lei è molto generoso ed io sono soddisfatto di quanto mi paga.
— Le prometto che migliorerò col tempo.
— Se lei ritiene comunque troppo veloci le mie prestazioni, posso offrirmi per farne regolarmente altre, mattina, pomeriggio, sera: decidete voi!

— Questa è una buona idea!
Intervenne Anna
— Direi che una ventina di minuti al mattino possono bastare.
— Magari potrebbe impegnarsi un po’ di più, diciamo 40 minuti, come digestivo dopo il pranzo.
Guardai il ragazzotto:
— Allora hai capito?
— Ti sta bene?

— Si, signore, grazie.
.
— Subito dopo il vostro caffè sarò a disposizione della Signora.

— Ricordati la produzione!
Gli rammentai
— Perché mia moglie sia soddisfatta devi sempre colmata al massimo, sia la mattina che al primo pomeriggio.
— Te la senti di rispettare i patti?
Mia moglie mi diede di gomito:
— Non tormentarlo, a me così va bene e, se non mi riempie proprio tutta: pazienza.
— Avverto il mio canale sufficientemente pieno da ritenermi soddisfatta e tu non sei il classico cuckold.
— Tu non ti sogneresti neppure di leccare il seme di un altro e, se il buchino è un pochino meno pieno, posso più facilmente pulirlo per quando, ad accoppiarci, vogliamo essere noi due.

— Va bene amore: sai che non posso negarti nulla, esattamente come sai che adoro trovarti tanto soddisfatta al mattino.
— Non ho mai speso meglio i miei soldi come quando ti ho regalato la Sveglia che ora sarà pure Digestivo.
— Due al prezzo di uno: come al supermercato.
Ridemmo di gusto alzandoci per andare a fare colazione.
Ci sedemmo al tavolo e notai che qualche cosa mancava.
C’era praticamente tutto, dalle posate alle brioches ma mancava il latte.
Feci per premere il campanello che chiamava la cuoca ma Anna fermò la mia mano.
— Volevo ringraziarti per la Sveglia che mi hai regalato.
Batté le mani:
— Quindi ho deciso di donarti la colazione.
Fece il suo ingresso una ragazza giunonica a torso nudo colle mammelle evidentemente gonfie di latte e con in mano un tiralatte.
— Ecco la tua Colazione da ora in poi
Mi comunicò Anna:
— Latte super fresco da prendere a tuo piacimento, sia a colazione che ai pasti.
— Direttamente dal produttore al consumatore.
Tese la mano e la ragazza le porse il tiralatte.
Anna lo appoggiò ad una tetta e mi mostrò come usarlo.
La ragazza emise un lieve gemito di dolore che Anna ignorò.
— Vedi Flavio così puoi avere del latte, magari per macchiare il caffè ma il procedimento è lungo e noioso.
— Sono convinta che una sana poppata da parte tua ti soddisferebbe di più, magari sditalinandola contemporaneamente un po’.
A quelle parole le ragazza aprì le gambe per favorire la mia palpazione.
— Fai un po’ come vuoi.
Concluse Anna:
— Io, al tuo posto, lascerei a lei l’incarico di azionare il tiralatte svuotandosi le tette da quello che ci lascerai,, portandoti il giorno successivo, la sua intera produzione del giorno precedente nonché le poppe piene.
— Ah, dimenticavo, la ragazza è naturalmente disponibile ad essere scopata mattino, mezzogiorno e sera, a tuo piacimento.
— Ti piace il mio regalo?
Baciai Anna entusiasta:
— Amore, tu leggi il cuore dei miei desideri.
Poi mi feci mettere in bocca una mammella e cominciai una dolcissima colazione.
Dopo aver vuotato la prima tetta mi rivolsi alla mia mucchetta privata:
— Single, fidanzata, sposata o divorziata?

— Single signore.
Rispose quasi di controvoglia mentre le tastavo il sedere nudo.
— Peccato, io apprezzo molto di più le donne sposate, sono più esperte e sanno impegnarsi di più.
— Come mai hai tutto questo latte?
— Serve un neonato per la montata lattea così abbondante.
Intanto passavo alla patatona rendendomi conto che l’utero anche se molto rientrato era ancora parzialmente fuori dalle labbra.
— Sì, signore: avevo un fidanzato ma, quando ha saputo che ero incinta, mi ha mollata.
— Per fortuna ho trovato la sua signora che mi ha offerto questo lavoro
— Cresciuto col latte in polvere il mio bambino sarà altrettanto bello e nel frattempo io guadagnerò qualche cosa
Rispose.
— Sei disposta anche a farti scopare?
— Molte volte mi annoio e con questo sistema mi distraggo un po’.
Domandai come conferma.
— Sì, signore: quando vorrà e nel modo che vorrà.
— Il latte al seno è un contraccettivo naturale, quindi sin quando lei vorrà le mie forniture di latte, sono protetta da ulteriori gravidanze dalla natura.

— Molto bene
Le risposi prima di succhiare la seconda tetta:
— Più tardi ci faremo una bella rimpatriata.
Presa la seconda mammella, la svuotai con gusto.
Anna era rimasta in silenzio terminando la sua Colazione con latte normale.
— Non credi amore che potremmo fare da paraninfi?
Le domandai.
Ella mi guardò con aria interrogativa.
— Pensa che bello se la tua Sveglia e la mia Colazione fossero sposati!
— Daremmo un padre ad un bambino e ci potremmo garantire forniture di latte almeno per una ventina d’anni.
— Prova a fare la proposta oggi al tuo Digestivo.
Anna annuì:
— D’accordo ma Colazione che ne pensa?
Volsi lo sguardo alla ragazza.
— Signore, veramente vorrebbe dare un marito a me ed un padre al mio bambino?
La guardai annuendo e a quel punto lei si inginocchiò per abbracciarmi le gambe:
— Grazie signore!
— Sapevo di entrare in una famiglia di gente buona ma voi superate ogni mia immaginazione.
— Le prometto che, anche quando il latte sarà finito e tornerò fertile mi farò sempre mettere nuovamente incinta così da ripristinare la mia produzione.
Presa la mia mano la schiacciò in segno di promessa sulla sua figa.
La congedai e mi preparai per l’ufficio mentre Anna aveva in programma una mattina alla spiaggia:
— Ho visto quattro ragazzotti interessanti, Flavio.
— Non ti dispiace se me li ripasso per bene?

— Dopo il tuo regalo, amore, ti direi di sì anche se fossero in 40.
— Comunque non fare tardi a mezzogiorno, vorrei pranzare puntuale.
Con un sorriso ella si congedò ed io mi preparai per l’ufficio.
Che fatica con le segretarie e poi sospetto che tradiscano la mia fiducia.
Sanno che odio gli anticoncezionali e che proprio per questo le voglio tutte coniugate in modo che eventuali bambini abbiano comunque un padre ma nessuna di loro resta mai incinta!
Come mai?
La tentazione di cambiare tutto lo staff è forte ma per ora soprassiedo.
Sto per entrare nell’edificio quando un uomo mi assale:
— Lei è il capo di ***** ?
Mi domanda a brutto muso.
—Sì, sono io, ella è una delle mie segretarie.
Rispondo.
— Lei si scopa mia moglie, vero?
Arrotolando le maniche..
— Certo che lo faccio, è mio diritto.
Gli rispondo:
— Ogni buon capo ha anzi il dovere di scoparsi le segretarie,
— Quando sono sessualmente sazie rendono di più ed inoltre non Le consento di giudicare gli ordini che do al mio personale e di come esso deve adempiere.
Vedo che si calma e cambia tono:
— Mi scusi,
— Lei ha ragione naturalmente.
— Il rendimento in ufficio deve prevalere su tutto
— Mi perdoni ma sono un po’ geloso di lei.
Mi fa quasi pena ora: cerco di consolarlo:
— Messa su questo tono voglio farLe una confidenza ma deve promettermi che non riferirà le mie parole a nessuno
Lui si mette la mano sul cuore:
— Giuro

— Fossi in lei metterei sua moglie sotto controllo
Lui istantaneamente si incuriosisce:
— Davvero?
Domanda.
— Certo!
Rispondo io:
— Ho ottenuto il calendario completo dei suoi mestrui e la copro regolarmente in quelli che dovrebbero essere i suoi periodi fertili.
— Controllo sempre che il canale sia ben colmo di sperma ed a volte lo è fino a traboccare.
Ribadisco
— Voglio riuscire a metterla incinta a Sua insaputa ed ho sostituito gli anticoncezionali che tiene nella sua scrivania con altri: simili ma assolutamente innocui.
— Come mai non rimane mai gravida nonostante tutti i miei tentativi?
— Anche quello sarebbe un mio diritto.
Proseguo:
— Fintanto che la scopiamo io o Lei tutto è giusto e regolare ma sto cominciando ad avere sospetti sulla sua fedeltà.
— Deve avere un amante, uno presso cui conservare vere pillole.
— Probabilmente un altro uomo deve essere riuscito ad infornarla e, evidentemente, è lui che le somministra anticoncezionali valid per evitare rischi inutilii.

— Si ha ragione

— Per ora passi ma le riferisca che se continua a non restare incinta di me sarà licenziata.

— Mi scusi signore: non potevo immaginarlo.
— Ha ragione, d’ora in poi la controllerò strettamente e la diffiderò dal non lasciarsi ingravidare da Lei.
Saluta ossequioso e mi lascia.
Oggi mi faccio la più bella del gruppo me lo sono proprio meritato e, fino a mezzogiorno, il tempo è piacevolmente riempitp.
A mezzogiorno torno a casa un po’ stressato da quella faticosa attività in ufficio.
Anna è già a tavola che mi attende con evidente appetito.
— Me li sono sbattuti tutti e quattro.
— Grazie Flavio, sei il marito più comprensivo del mondo.

— Ma figurati amore.
— Solo non vorrei che ti stancassi troppo: tu sei una donna delicata: tutte quelle botte sul tuo perineo …
Colazione rientra:
— Ancora un po’ di latte fresco signore?
— Lo ho fatto solo per Lei.
Grato svuoto quella mammella offertami.
— Anna, mi raccomando, oggi parla al tuo digestivo di questa ragazza.
— Sii convincente, voglio che si fidanzino prima ancora che io possa scoparla, che poi si sposino e che lui adotti il suo bambino.
— Naturalmente le prime scopata da sposata saranno solo a mio uso e consumo: giusto Colazione?
Anna mi risponde:
— Tranquillo Flavio, sai che so essere molto convincente se voglio.
Andammo a letto: io per farmi un riposino ed Anna per godersi il suo Digestivo.
Mi addormentai immediatamente cullato dal rollio del materasso e dai dolci gemiti di Anna.
Mi svegliai di soprassalto: il letto era immobile ed Anna riposava tranquilla al mio fianco.
Quanto avevo dormito?
Non usavo orologi ma dalla posizione del sole stimavo fossero circa le 4 del pomeriggio.
Chiamai la Sveglia, volevo che Anna si destasse dolcemente e lui arrivò di gran carriera.
Lo vidi applicare un gel lubrificante all’imboccatura della vagina e penetrare delicatamente mia moglie.
— La signora mi ha detto che avete trovato una moglie per me.
Mi disse mentre cominciava le spinte pelviche.
— Una famiglia è proprio ciò che mi serve.
— Grazie signore.
— Sarò al suo servizio per sempre.

— Disposto a fidanzarti allora?
Domandai.
— ertamente signore ed appena possibile a sposarmi.

— Cosa dici del fatto che io mungerò e scoperò tua moglie a mia volontà?

— Signore, anch’io scopo la sua signora.
— Per lavoro, d’accordo ma perché io dovrei oppormi per la mia?
— Lei ha tutti i diritti di scoparsela come vuole, oltretutto la ha conosciuta prima di me.
— Se poi le dovesse capitare di metterla ancora incinta non si preoccupi, risparmierà a me una fatica ed io avrò più sborra per la sua signora, il che potrebbe anche consentirmi di far carriera e di guadagnare di più.
— Per quanto riguarda la mungitura lei è piena di latte, qualcuno che le tenga le tette vuote le fa solo bene.
— Stia tranquillo signore, da me non avrà problemi, anzi, le sarò eternamente riconoscente.
«Chissà cosa gli ha detto Anna.»
Pensavo … e mi accorgevo di amare quella donna sempre di più.
Avevo deciso: stasera la avrei chiavata per dimostrarle la mia riconoscenza.
Andai in cerca di Colazione per darle la bella notizia ed invitai Sveglia a raggiungerci non appena Anna fosse decentemente desta.
Trovai Colazione in cucina, intenta ad estrarsi del latte dalle tette.
Con nonchalance bevvi quello che aveva raccolto e mi attaccai alla tetta per vuotarla.
Controllai la sua figa: l’utero era totalmente rientrato per cui la adagiai sul tavolo e cominciai a montarla.
— Ho una bella notizia per te: ti abbiamo trovato un marito.
— Tra poco entrerà da quella porta e te lo presenterò.
Lei mi guardò con gratitudine ed in quel momento il suo promesso sposo fece il suo ingresso.
— Forza falle la domanda
Gli consigliai pur senza smettere di pompare.
— Colazione vuoi sposarmi?
Domandò Sveglia.
In quell’istante io raggiunsi il mio apice e mi scaricai.
— SIIII
Proruppe la donna ed il fidanzamento fu concluso
Soddisfatto per aver compiuto la mia buona azione quotidiana raggiunsi Anna. Il pomeriggio era volato ed era quasi l’ora di Cena, per cui ci limitammo a fare due passi, tanto per stimolare l’appetito e tornammo a tavola.
Cominciavo ad abituarmi a pasteggiare avendo come bevanda del buon latte fresco, I cibi acquistavano tutto un sapore particolare e commiserai Anna, costretta allo champagne.
La ragazze era disponibilissima, faceva di tutto per tenermi in bocca almeno i suoi capezzol, e le sue tette sostituirono praticamente tutti i liquidi: dall’acqua al caffè.
Persino la sigaretta finale che concludeva ogni pasto sparì per opera di quei bei capezzoli: il tutto con mia grande soddisfazione.
Finalmente il pasto terminò ed io scambiai un’occhiata con Anna.
Ci buttammo all’unisono l’uno belle braccia dell’altra baciandoci con passione.
Cominciammo a spogliarci reciprocamente, assaggiandoci ad ogni passo e facendoci 1000 carezze.
Finalmente la camera da letto: era tutto il giorno che tendevamo a questo obiettivo.
Adagiai la mia mogliettina sul letto.
— Caro, ho un po’ di mal di testa
Mi comunicò Anna:
— Ti spiace se rimandiamo a domani?
Proprio in quel momento mi accorsi che il mio attrezzo era esaurito: non riusciva proprio più a rizzarsi.
— Non importa cara.
Risposi vigliaccamente:
— Sai che sono sempre disposto a sacrificarmi per il tuo benessere

FINE

scritto il
2026-07-01
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