Il Caldo Pomeriggio dei Dalmata
di
Lovely67666
genere
incesti
Rudi e Anita vivevano in una grande casa isolata in campagna, con i loro due dalmata adulti: Pongo, il maschio robusto dal pelo bianco macchiato di nero, muscoloso e con un cazzo rosso già spesso anche a riposo, e Peggy, la femmina snella e vivace, con una figa rosa gonfia e sempre umida sotto la coda.
Quel pomeriggio d’estate il caldo era insopportabile. Anita, una donna di 32 anni con tette grandi e sode, culo rotondo e figa depilata, era sdraiata nuda sul divano del salotto. Le gambe spalancate, le labbra della fica già lucide di eccitazione. Rudi, 35 anni, atletico, cazzo lungo e venoso da 20 centimetri, era in piedi accanto a lei, già mezzo duro.
«Vieni, Pongo... Peggy...» chiamò Anita con voce roca.
I due cani si avvicinarono subito, scodinzolando. Pongo annusò per primo la figa di Anita, il muso freddo contro le sue grandi labbra. La lingua lunga e ruvida del dalmata uscì subito, calda e bagnata. Iniziò a leccare lentamente dal basso verso l’alto: prima l’ano di Anita, girando intorno al buchetto stretto con movimenti circolari precisi, poi risalì sulla perineo e affondò tra le labbra della fica. La lingua di Pongo era spessa, coperta di papille ruvide che grattavano deliziosamente il clitoride gonfio di Anita.
«Ohhh sì... leccami tutta, bello...» gemette lei, spingendo il bacino contro il muso del cane.Pongo accelerò. La sua lingua entrava dentro la figa di Anita, scopandola con colpi profondi e veloci, raccogliendo i succhi che colavano abbondanti. Leccava con forza, facendo rumore bagnato, succhiando le labbra interne e poi concentrandosi sul clitoride: lo avvolgeva completamente con la lingua, lo succhiava ritmicamente mentre la punta ruvida lo sfregava senza sosta. Anita tremava, le tette che ballavano, i capezzoli durissimi.
Peggy intanto si era avvicinata a Rudi. Il cane femmina annusò il cazzo semi-eretto del padrone, poi la lingua rosa e lunga uscì. Iniziò leccando le palle pesanti di Rudi, una alla volta, bagnandole completamente di saliva calda. Poi risalì lungo l’asta, lingua piatta che copriva tutta la lunghezza, lasciando strisce lucide di bava. Arrivata alla cappella grossa e viola, Peggy la leccò con entusiasmo: girava intorno al bordo sensibile, infilava la punta della lingua nella fessura dell’uretra per raccogliere il liquido preseminale, poi aprì la bocca e succhiò tutta la cappella.
Rudi afferrò la testa di Peggy e spinse. Il cazzo entrò nella bocca calda del cane. Peggy succhiava con avidità, la lingua che avvolgeva l’asta mentre la testa andava su e giù. Faceva rumori di gola, saliva che colava sul mento di Rudi e sulle sue palle. Il dalmata femmina succhiava forte, le guance incavate, mentre la lingua continuava a lavorare freneticamente sotto la cappella.
Anita, ormai fradicia, si mise a quattro zampe sul tappeto. Pongo montò subito sopra di lei. Il cazzo rosso del dalmata, lungo quasi 25 cm e con un nodo grosso alla base, era completamente fuori dal fodero, lucido e pulsante. La punta appuntita cercò la figa di Anita e affondò con un colpo solo, scivolando dentro fino in fondo grazie ai succhi abbondanti.
«Ahhh! Sì, scopami Pongo!» urlò Anita.
Il cane iniziò a fottere con spinte rapide e selvagge, il cazzo che entrava e usciva dalla figa di Anita con suoni osceni e bagnati. Ogni spinta faceva sbattere il nodo contro le labbra della donna, allargandole sempre di più. Pongo le leccava la schiena e il collo mentre la inculava, la lingua ruvida che le mandava brividi.
Rudi si posizionò davanti ad Anita. Peggy continuò a succhiargli il cazzo con dedizione, ma lui voleva di più. Spinse Anita a prendere in bocca il suo cazzo mentre Pongo la fotteva da dietro. Anita aprì la bocca e succhiò avidamente il cazzo del marito, ancora bagnato della saliva di Peggy. Intanto Peggy si mise sotto Anita e iniziò a leccare la figa di lei mentre Pongo la stava scopando: la lingua del cane femmina leccava il clitoride e le palle del maschio contemporaneamente, un casino di leccate, succhi e umori misti.
Pongo accelerò, il nodo che premeva sempre più forte. Con un ultimo colpo violento entrò completamente dentro Anita, il nodo che si gonfiava dentro la sua figa, bloccandola. Il cane venne con potenti schizzi di sborra calda e densa, riempiendo la figa di Anita fino a farla colare fuori intorno al nodo.Anita venne urlando intorno al cazzo di Rudi, gli spasmi della figa che strizzavano il nodo di Pongo. Rudi, eccitatissimo, tirò fuori il cazzo dalla bocca della moglie e lo offrì a Peggy. La dalmata lo succhiò con foga, lingua che girava velocissima. Rudi esplose, riempiendo la bocca di Peggy di sborra densa. La cagna ingoiò parte, il resto colò sul suo muso.
I quattro rimasero legati per minuti, leccandosi e gemendo, umori ovunque. Poi ricominciarono: questa volta toccava a Peggy farsi montare da Rudi mentre Anita si faceva leccare da Pongo fino a un altro orgasmo squirtante.
Quel pomeriggio d’estate il caldo era insopportabile. Anita, una donna di 32 anni con tette grandi e sode, culo rotondo e figa depilata, era sdraiata nuda sul divano del salotto. Le gambe spalancate, le labbra della fica già lucide di eccitazione. Rudi, 35 anni, atletico, cazzo lungo e venoso da 20 centimetri, era in piedi accanto a lei, già mezzo duro.
«Vieni, Pongo... Peggy...» chiamò Anita con voce roca.
I due cani si avvicinarono subito, scodinzolando. Pongo annusò per primo la figa di Anita, il muso freddo contro le sue grandi labbra. La lingua lunga e ruvida del dalmata uscì subito, calda e bagnata. Iniziò a leccare lentamente dal basso verso l’alto: prima l’ano di Anita, girando intorno al buchetto stretto con movimenti circolari precisi, poi risalì sulla perineo e affondò tra le labbra della fica. La lingua di Pongo era spessa, coperta di papille ruvide che grattavano deliziosamente il clitoride gonfio di Anita.
«Ohhh sì... leccami tutta, bello...» gemette lei, spingendo il bacino contro il muso del cane.Pongo accelerò. La sua lingua entrava dentro la figa di Anita, scopandola con colpi profondi e veloci, raccogliendo i succhi che colavano abbondanti. Leccava con forza, facendo rumore bagnato, succhiando le labbra interne e poi concentrandosi sul clitoride: lo avvolgeva completamente con la lingua, lo succhiava ritmicamente mentre la punta ruvida lo sfregava senza sosta. Anita tremava, le tette che ballavano, i capezzoli durissimi.
Peggy intanto si era avvicinata a Rudi. Il cane femmina annusò il cazzo semi-eretto del padrone, poi la lingua rosa e lunga uscì. Iniziò leccando le palle pesanti di Rudi, una alla volta, bagnandole completamente di saliva calda. Poi risalì lungo l’asta, lingua piatta che copriva tutta la lunghezza, lasciando strisce lucide di bava. Arrivata alla cappella grossa e viola, Peggy la leccò con entusiasmo: girava intorno al bordo sensibile, infilava la punta della lingua nella fessura dell’uretra per raccogliere il liquido preseminale, poi aprì la bocca e succhiò tutta la cappella.
Rudi afferrò la testa di Peggy e spinse. Il cazzo entrò nella bocca calda del cane. Peggy succhiava con avidità, la lingua che avvolgeva l’asta mentre la testa andava su e giù. Faceva rumori di gola, saliva che colava sul mento di Rudi e sulle sue palle. Il dalmata femmina succhiava forte, le guance incavate, mentre la lingua continuava a lavorare freneticamente sotto la cappella.
Anita, ormai fradicia, si mise a quattro zampe sul tappeto. Pongo montò subito sopra di lei. Il cazzo rosso del dalmata, lungo quasi 25 cm e con un nodo grosso alla base, era completamente fuori dal fodero, lucido e pulsante. La punta appuntita cercò la figa di Anita e affondò con un colpo solo, scivolando dentro fino in fondo grazie ai succhi abbondanti.
«Ahhh! Sì, scopami Pongo!» urlò Anita.
Il cane iniziò a fottere con spinte rapide e selvagge, il cazzo che entrava e usciva dalla figa di Anita con suoni osceni e bagnati. Ogni spinta faceva sbattere il nodo contro le labbra della donna, allargandole sempre di più. Pongo le leccava la schiena e il collo mentre la inculava, la lingua ruvida che le mandava brividi.
Rudi si posizionò davanti ad Anita. Peggy continuò a succhiargli il cazzo con dedizione, ma lui voleva di più. Spinse Anita a prendere in bocca il suo cazzo mentre Pongo la fotteva da dietro. Anita aprì la bocca e succhiò avidamente il cazzo del marito, ancora bagnato della saliva di Peggy. Intanto Peggy si mise sotto Anita e iniziò a leccare la figa di lei mentre Pongo la stava scopando: la lingua del cane femmina leccava il clitoride e le palle del maschio contemporaneamente, un casino di leccate, succhi e umori misti.
Pongo accelerò, il nodo che premeva sempre più forte. Con un ultimo colpo violento entrò completamente dentro Anita, il nodo che si gonfiava dentro la sua figa, bloccandola. Il cane venne con potenti schizzi di sborra calda e densa, riempiendo la figa di Anita fino a farla colare fuori intorno al nodo.Anita venne urlando intorno al cazzo di Rudi, gli spasmi della figa che strizzavano il nodo di Pongo. Rudi, eccitatissimo, tirò fuori il cazzo dalla bocca della moglie e lo offrì a Peggy. La dalmata lo succhiò con foga, lingua che girava velocissima. Rudi esplose, riempiendo la bocca di Peggy di sborra densa. La cagna ingoiò parte, il resto colò sul suo muso.
I quattro rimasero legati per minuti, leccandosi e gemendo, umori ovunque. Poi ricominciarono: questa volta toccava a Peggy farsi montare da Rudi mentre Anita si faceva leccare da Pongo fino a un altro orgasmo squirtante.
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Commenti dei lettori al racconto erotico