Nella mente di lei.
di
Satirikon
genere
confessioni
Sono in piedi sui miei tacchi alti, piegata in avanti coi seni schiacciati sul tavolo in legno di pino, gambe aperte e completamente nuda.
Lui spinge con forza dentro di me; il suo pene è grosso, mi fa un po' male quando lo affonda tutto, ma ho anche quella sottesa sensazione di piacere derivante dall'essere dominata in questa posizione.
Sono bagnata, la mia vulva è dilatata, la mia vagina è in continua e repentina contrazione.
Godo?
No!
O meglio, non ancora.
Sì, sento un brivido caldo che si spande veloce ed intenso dentro di me, ma non lo considero certo un orgasmo.
Prima che mi entrasse dentro, il suo pene era nella mia bocca; gli ho fatto un pompino memorabile, talmente ben fatto che ha corso il rischio di venire subito.
Eh sì, con la bocca ci so fare, sono veramente brava.
Dal primo pompino fatto a 14 anni ho migliorato la mia tecnica con ogni cazzo che ho avuto a portata di lingua ed oggi, a quasi 30 anni, posso dire di avere una capacità fuori del normale; mi piace un sacco sentire i loro latrati mentre mi schizzano in gola, mi esalta, mi manda in estasi.
Ma con la fica è diverso, purtroppo.
Ho bisogno di maggiori attenzioni, di una particolare dedizione che mi predisponga ad accogliere meglio l'erezione.
Lui è stato delicato, sensibile, rispettoso, fin troppo direi.
Mi ha baciata, leccata, accarezzata, ma non mi è bastato.
Adesso mi stringe ai fianchi, sì, così è molto meglio; ma osa di più, cazzo, ti prego!
Sculacciami mentre sbatti col l’inguine sul culo, fammi sentire tua, rendimi l'oggetto del tuo piacere più perverso.
Dai!
Vorrei urlarlo questo desiderio, ma se poi mi dovesse considerare una puttana?
Così come vorrei mi puntasse il pollice sul buco del culo e lo spingesse dentro insieme al cazzo; ma anche in questo caso cosa potrebbe pensare di me?
Il suo respiro si è fatto più intenso, i movimenti più veloci, il suo arnese duro pulsa tanto dentro di me.
Ti prego non venire adesso, non sono ancora pronta, rallenta, fermati!
Cerco di non contrarre più la vagina, di muovermi inavvertitamente in avanti, forse così scivola fuori senza pensare che sia stata io a volerlo.
Sì, fortunatamente ha funzionato!
Ne approfitto per girarmi, per guardarlo in viso.
Sei proprio affascinante, i tuoi occhi azzurri mi hanno stregata fin dal primo momento che ti ho incontrato in quel pub, stasera; chissà se potrà mai esserci vero amore tra di noi?
Lo accarezzo sul petto, lo bacio dolcemente, lo tranquillizzo mentre respira con affanno e si scusa per essere uscito sul più bello.
Io sorrido, gli lascio volentieri il beneficio del dubbio.
Mi sollevo sul tavolo, sedendomi a cosce aperte e guardandolo con malizia.
Gli dico di prendermi così, in quella nuova e più stimolante posizione, mentre accompagno le sue mani sui miei seni.
Ricomincia a scoparmi, con meno veemenza ma con più trasporto, forse ha compreso le mie intenzioni, chissà!
Mi sto bagnando di più, sento i rivoli di umori tracimare dalla mia vulva; stringo forti le sue mani sui miei seni, con la speranza che possa gestirli in autonomia mentre, inarcando la schiena, mi appoggio al bordo del tavolo.
Dai!
Fottila per bene questa femmina vogliosa e calda che non aspetta altro di godersi appieno un intenso orgasmo.
Spingi!
Sfondami!
Violentami i capezzoli!
Sì, così, bravo.
Sii colui che mi governa.
Prendimi anche la testa, non solo la fica!
È di nuovo fremente, dalla sua espressione comprendo che si sta trattenendo, con grande fatica, il più possibile; mi piace, mi fa sentire al centro delle sue attenzioni.
Mi sollevo e lo abbraccio, il mio petto aderente al suo, le mie labbra nel suo orecchio sinistro.
Gli dico, con voce flebile, che mi piace, che mi fa impazzire, che sto godendo, anche se non è vero.
E lui viene, gemendo tanto.
Si accascia su di me, tra le mie braccia accoglienti; respira sul mio collo e mi bacia con emozionante delicatezza.
Scivolo giù tra le sue gambe, gli sfilo il preservativo e gli prendo in bocca il pene già ridimensionato.
Lo lecco, gustandomi i suoi umori; lo succhio, ripulendolo tutto e facendolo risplendere della mia saliva.
Non ho goduto come avrei voluto, ma gli insegnerò come regalarmi questa emozione.
Sono stati i suoi occhi ad avermi completamente stravolta!
Lui spinge con forza dentro di me; il suo pene è grosso, mi fa un po' male quando lo affonda tutto, ma ho anche quella sottesa sensazione di piacere derivante dall'essere dominata in questa posizione.
Sono bagnata, la mia vulva è dilatata, la mia vagina è in continua e repentina contrazione.
Godo?
No!
O meglio, non ancora.
Sì, sento un brivido caldo che si spande veloce ed intenso dentro di me, ma non lo considero certo un orgasmo.
Prima che mi entrasse dentro, il suo pene era nella mia bocca; gli ho fatto un pompino memorabile, talmente ben fatto che ha corso il rischio di venire subito.
Eh sì, con la bocca ci so fare, sono veramente brava.
Dal primo pompino fatto a 14 anni ho migliorato la mia tecnica con ogni cazzo che ho avuto a portata di lingua ed oggi, a quasi 30 anni, posso dire di avere una capacità fuori del normale; mi piace un sacco sentire i loro latrati mentre mi schizzano in gola, mi esalta, mi manda in estasi.
Ma con la fica è diverso, purtroppo.
Ho bisogno di maggiori attenzioni, di una particolare dedizione che mi predisponga ad accogliere meglio l'erezione.
Lui è stato delicato, sensibile, rispettoso, fin troppo direi.
Mi ha baciata, leccata, accarezzata, ma non mi è bastato.
Adesso mi stringe ai fianchi, sì, così è molto meglio; ma osa di più, cazzo, ti prego!
Sculacciami mentre sbatti col l’inguine sul culo, fammi sentire tua, rendimi l'oggetto del tuo piacere più perverso.
Dai!
Vorrei urlarlo questo desiderio, ma se poi mi dovesse considerare una puttana?
Così come vorrei mi puntasse il pollice sul buco del culo e lo spingesse dentro insieme al cazzo; ma anche in questo caso cosa potrebbe pensare di me?
Il suo respiro si è fatto più intenso, i movimenti più veloci, il suo arnese duro pulsa tanto dentro di me.
Ti prego non venire adesso, non sono ancora pronta, rallenta, fermati!
Cerco di non contrarre più la vagina, di muovermi inavvertitamente in avanti, forse così scivola fuori senza pensare che sia stata io a volerlo.
Sì, fortunatamente ha funzionato!
Ne approfitto per girarmi, per guardarlo in viso.
Sei proprio affascinante, i tuoi occhi azzurri mi hanno stregata fin dal primo momento che ti ho incontrato in quel pub, stasera; chissà se potrà mai esserci vero amore tra di noi?
Lo accarezzo sul petto, lo bacio dolcemente, lo tranquillizzo mentre respira con affanno e si scusa per essere uscito sul più bello.
Io sorrido, gli lascio volentieri il beneficio del dubbio.
Mi sollevo sul tavolo, sedendomi a cosce aperte e guardandolo con malizia.
Gli dico di prendermi così, in quella nuova e più stimolante posizione, mentre accompagno le sue mani sui miei seni.
Ricomincia a scoparmi, con meno veemenza ma con più trasporto, forse ha compreso le mie intenzioni, chissà!
Mi sto bagnando di più, sento i rivoli di umori tracimare dalla mia vulva; stringo forti le sue mani sui miei seni, con la speranza che possa gestirli in autonomia mentre, inarcando la schiena, mi appoggio al bordo del tavolo.
Dai!
Fottila per bene questa femmina vogliosa e calda che non aspetta altro di godersi appieno un intenso orgasmo.
Spingi!
Sfondami!
Violentami i capezzoli!
Sì, così, bravo.
Sii colui che mi governa.
Prendimi anche la testa, non solo la fica!
È di nuovo fremente, dalla sua espressione comprendo che si sta trattenendo, con grande fatica, il più possibile; mi piace, mi fa sentire al centro delle sue attenzioni.
Mi sollevo e lo abbraccio, il mio petto aderente al suo, le mie labbra nel suo orecchio sinistro.
Gli dico, con voce flebile, che mi piace, che mi fa impazzire, che sto godendo, anche se non è vero.
E lui viene, gemendo tanto.
Si accascia su di me, tra le mie braccia accoglienti; respira sul mio collo e mi bacia con emozionante delicatezza.
Scivolo giù tra le sue gambe, gli sfilo il preservativo e gli prendo in bocca il pene già ridimensionato.
Lo lecco, gustandomi i suoi umori; lo succhio, ripulendolo tutto e facendolo risplendere della mia saliva.
Non ho goduto come avrei voluto, ma gli insegnerò come regalarmi questa emozione.
Sono stati i suoi occhi ad avermi completamente stravolta!
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