Era timida
di
merulana69
genere
trio
Era una sera di primavera quando Marco mi contattò. Voleva vedermi scopare sua moglie Laura. Io, Alessandro, 50 anni, professionista di bell’aspetto con una bella pancia da uomo maturo, accettai subito.
Arrivai a casa loro con una bottiglia di vino. Laura era nervosa ma visibilmente eccitata. Il suo seno grosso e pesante tendeva il vestito leggero, e sotto non portava niente. Durante la cena lanciai sguardi famelici, sfiorandola. Marco era già teso, con il cazzo mezzo duro nei pantaloni.
Sul divano la situazione esplose. La baciai con forza, le tirai giù il vestito e le sue grosse tette uscirono fuori. Le succhiai i capezzoli mentre le infilavo due dita nella figa pelosa. Era già fradicia.
La feci sdraiare completamente sul divano, le spalancai le cosce morbide e mi inginocchiai tra le sue gambe. La figa di Laura era magnifica: folta peluria scura, labbra carnose e già aperte, luccicanti di umori.
«Cazzo, che figa bagnata…» mormorai.
Lei all’inizio era timida. Chiuse un po’ le gambe, arrossendo violentemente. «Aspetta… non so se…» sussurrò.
Le bloccai le cosce con le mani forti e la guardai dritto negli occhi.
«Aprile, Laura. Fammi vedere quanto sei troia. Questa figa pelosa è già zuppa. Vuoi che ti lecchi, vero? Vuoi che ti beva tutta.»
Le sue guance diventarono ancora più rosse, ma sentii la figa pulsare contro le mie dita. Le piaceva. Lentamente aprì di nuovo le gambe.
«Sì…» mormorò con voce flebile.
Mi tuffai. La mia lingua larga le leccò tutta la figa, dal buco fino al clitoride, raccogliendo i suoi umori dolci e abbondanti. Ne aveva tantissimi. Leccavo con gusto, succhiando le labbra pelose, infilando la lingua dentro di lei e bevendo direttamente dalla fonte. Laura iniziò a gemere più forte, spingendo il pube contro la mia faccia.
«Brava troia… bagna tutta la mia lingua» le dicevo tra una leccata e l’altra, la voce roca e sporca. «Senti come cola? Sei una vera puttana, ti piace farti leccare dal cazzo di un altro mentre tuo marito guarda.»
Quelle parole la trasformarono. Laura afferrò la mia testa con entrambe le mani, premendomi forte contro la sua figa pelosa.
«Sì… sono una troia… leccami… bevi tutto…» ansimava ormai senza vergogna.
I suoi umori mi colavano sul mento, sulla barba. Ne bevevo quanto potevo, succhiando rumorosamente, mentre due dita la scopavano e la lingua le tormentava il clitoride gonfio. Laura venne per la prima volta urlando, la figa che schizzava umori caldi sulla mia lingua. Continuai a bere tutto, senza fermarmi, finché non tremava.
A quel punto mi alzai, il cazzo durissimo. La girai a quattro zampe e la penetrai con un colpo solo, la pancia che sbatteva contro il suo culo morbido. La scopai forte, facendola urlare di piacere.
Marco era seduto sulla poltrona, il cazzo in mano, che si masturbava furiosamente.
Quando venni dentro di lei con potenti getti, riempiendole la figa matura, mi tirai fuori. Il mio sperma spesso colava mescolato ai suoi umori abbondanti dalla figa pelosa spalancata.
«Adesso tocca a te, Marco» dissi con un sorriso crudele. «Puliscila con la lingua. Lecca tutto quello che ho lasciato dentro tua moglie.»
Laura, ancora ansimante e con gli occhi lucidi di piacere, aprì bene le gambe verso il marito. Marco si buttò in ginocchio, la faccia tra le cosce della moglie. Iniziò a leccare con avidità, succhiando il mio sperma misto ai suoi umori, bevendo tutto. Laura gli teneva la testa premuta contro la figa mentre mi guardava con un sorriso da troia soddisfatta.
«Lecca bene, amore… bevi quello che mi ha dato lui» gli mormorava, godendo della sua umiliazione.
Marco si segava furiosamente mentre puliva la figa della moglie con la lingua, fino a farla brillare.
Marco si buttò in ginocchio tra le gambe della moglie come un cane affamato. La figa di Laura era un disastro erotico: pelosa, gonfia, rossa e spalancata, con il mio sperma spesso che colava lentamente mescolato ai suoi umori abbondanti.
«Leccala tutta» gli ordinai con voce ferma. «Bevi quello che le ho lasciato dentro. Puliscila per bene con la lingua.»
Laura, ancora ansimante dal secondo orgasmo, aprì le cosce ancora di più, offrendo la figa al marito. Gli mise una mano sulla testa e lo spinse contro di sé.
«Lecca, amore… bevi tutto il suo sperma. Senti che buona che è la mia figa dopo che me l’ha riempita lui.»
Marco gemette di vergogna e di eccitazione. La sua lingua iniziò a leccare dal basso verso l’alto, raccogliendo il mio sperma denso e i succhi di Laura. Succhiava rumorosamente le labbra pelose, infilava la lingua dentro il buco ancora pulsante e beveva tutto, deglutendo. Laura mugolava di piacere, muovendo il bacino contro la faccia del marito.
«Così… brava troia» le dissi io, seduto accanto a lei sul divano. Le strizzavo un seno pesante, torcendole il capezzolo. «Guarda tuo marito che ti pulisce la figa. Ti piace essere una puttana, vero?»
«Sì… cazzo sì… mi piace da morire» rispose lei, ormai completamente persa. La timidezza iniziale era sparita del tutto. «Sono la tua troia… la nostra troia.»
Mi chinai di nuovo su di lei e ricominciai a leccarle il clitoride mentre Marco lavorava più in basso. La mia lingua e la sua si sfioravano sulla figa pelosa di Laura. Lei impazziva: afferrava le mie spalle con una mano e la testa del marito con l’altra, spingendoci entrambi contro di sé.
I suoi umori ricominciarono a colare copiosi. Ne avevo la bocca piena. Succhiavo forte, bevendo direttamente dal suo buco, mentre Marco leccava tutto quello che usciva, ingoiando il mio sperma senza protestare. Laura tremava violentemente.
«Sto per venire di nuovo… non smettete!» urlò.
Accelerai la lingua sul clitoride gonfio, infilandole due dita dentro mentre Marco le leccava intorno. Laura esplose in un orgasmo potente, schizzando umori caldi sulla mia faccia e sulla lingua del marito. Io bevevo avidamente, ingoiando tutto quello che potevo, mentre Marco continuava a pulirla come un ossesso, masturbandosi furiosamente con la mano libera.
Quando Laura smise di tremare, mi alzai in piedi. Il mio cazzo era di nuovo durissimo.
«Adesso sdraiati per bene, troia. Voglio scoparti un’altra volta mentre tuo marito guarda da vicino.»
Laura si mise supina, le gambe spalancate verso di me. Marco rimase in ginocchio accanto al divano, la faccia ancora lucida dei nostri umori. Io mi posizionai tra le sue cosce e spinsi il cazzo dentro la figa pelosa con un colpo solo, ancora scivolosa e calda. Iniziai a fotterla con colpi lenti e profondi, facendole sentire tutta la mia grossezza.
«Dimmi quanto ti piace» ringhiai.
«Mi piace da impazzire… il tuo cazzo è molto più grosso del suo… sbattimi forte!»
Marco si segava vicinissimo, gli occhi fissi sul punto in cui il mio cazzo entrava e usciva dalla figa della moglie. Ogni volta che mi tiravo indietro, vedeva le labbra pelose strette intorno al mio membro.
La presi con più forza, la pancia che sbatteva ritmicamente contro il suo pube. Le sue grosse tette ballavano selvaggiamente. Le schiaffeggiai piano un seno, poi l’altro. Laura urlava di piacere.
Quando sentii che stavo per venire di nuovo, le ordinai: «Di’ a tuo marito di aprire la bocca.»
Marco obbedì subito, posizionandosi con la faccia vicino alla figa. Tirai fuori il cazzo all’ultimo secondo e schizzai potenti getti di sperma sulla figa pelosa di Laura e direttamente sulla lingua del marito. Lui ingoiò quello che riuscì, poi si buttò di nuovo a leccare tutto, pulendo la moglie con foga mentre si masturbava fino a venire anche lui, schizzando sul pavimento.
Laura mi guardò con occhi appagati e sporchi di desiderio.
«Grazie…» sussurrò. «Ne voglio ancora.»
Arrivai a casa loro con una bottiglia di vino. Laura era nervosa ma visibilmente eccitata. Il suo seno grosso e pesante tendeva il vestito leggero, e sotto non portava niente. Durante la cena lanciai sguardi famelici, sfiorandola. Marco era già teso, con il cazzo mezzo duro nei pantaloni.
Sul divano la situazione esplose. La baciai con forza, le tirai giù il vestito e le sue grosse tette uscirono fuori. Le succhiai i capezzoli mentre le infilavo due dita nella figa pelosa. Era già fradicia.
La feci sdraiare completamente sul divano, le spalancai le cosce morbide e mi inginocchiai tra le sue gambe. La figa di Laura era magnifica: folta peluria scura, labbra carnose e già aperte, luccicanti di umori.
«Cazzo, che figa bagnata…» mormorai.
Lei all’inizio era timida. Chiuse un po’ le gambe, arrossendo violentemente. «Aspetta… non so se…» sussurrò.
Le bloccai le cosce con le mani forti e la guardai dritto negli occhi.
«Aprile, Laura. Fammi vedere quanto sei troia. Questa figa pelosa è già zuppa. Vuoi che ti lecchi, vero? Vuoi che ti beva tutta.»
Le sue guance diventarono ancora più rosse, ma sentii la figa pulsare contro le mie dita. Le piaceva. Lentamente aprì di nuovo le gambe.
«Sì…» mormorò con voce flebile.
Mi tuffai. La mia lingua larga le leccò tutta la figa, dal buco fino al clitoride, raccogliendo i suoi umori dolci e abbondanti. Ne aveva tantissimi. Leccavo con gusto, succhiando le labbra pelose, infilando la lingua dentro di lei e bevendo direttamente dalla fonte. Laura iniziò a gemere più forte, spingendo il pube contro la mia faccia.
«Brava troia… bagna tutta la mia lingua» le dicevo tra una leccata e l’altra, la voce roca e sporca. «Senti come cola? Sei una vera puttana, ti piace farti leccare dal cazzo di un altro mentre tuo marito guarda.»
Quelle parole la trasformarono. Laura afferrò la mia testa con entrambe le mani, premendomi forte contro la sua figa pelosa.
«Sì… sono una troia… leccami… bevi tutto…» ansimava ormai senza vergogna.
I suoi umori mi colavano sul mento, sulla barba. Ne bevevo quanto potevo, succhiando rumorosamente, mentre due dita la scopavano e la lingua le tormentava il clitoride gonfio. Laura venne per la prima volta urlando, la figa che schizzava umori caldi sulla mia lingua. Continuai a bere tutto, senza fermarmi, finché non tremava.
A quel punto mi alzai, il cazzo durissimo. La girai a quattro zampe e la penetrai con un colpo solo, la pancia che sbatteva contro il suo culo morbido. La scopai forte, facendola urlare di piacere.
Marco era seduto sulla poltrona, il cazzo in mano, che si masturbava furiosamente.
Quando venni dentro di lei con potenti getti, riempiendole la figa matura, mi tirai fuori. Il mio sperma spesso colava mescolato ai suoi umori abbondanti dalla figa pelosa spalancata.
«Adesso tocca a te, Marco» dissi con un sorriso crudele. «Puliscila con la lingua. Lecca tutto quello che ho lasciato dentro tua moglie.»
Laura, ancora ansimante e con gli occhi lucidi di piacere, aprì bene le gambe verso il marito. Marco si buttò in ginocchio, la faccia tra le cosce della moglie. Iniziò a leccare con avidità, succhiando il mio sperma misto ai suoi umori, bevendo tutto. Laura gli teneva la testa premuta contro la figa mentre mi guardava con un sorriso da troia soddisfatta.
«Lecca bene, amore… bevi quello che mi ha dato lui» gli mormorava, godendo della sua umiliazione.
Marco si segava furiosamente mentre puliva la figa della moglie con la lingua, fino a farla brillare.
Marco si buttò in ginocchio tra le gambe della moglie come un cane affamato. La figa di Laura era un disastro erotico: pelosa, gonfia, rossa e spalancata, con il mio sperma spesso che colava lentamente mescolato ai suoi umori abbondanti.
«Leccala tutta» gli ordinai con voce ferma. «Bevi quello che le ho lasciato dentro. Puliscila per bene con la lingua.»
Laura, ancora ansimante dal secondo orgasmo, aprì le cosce ancora di più, offrendo la figa al marito. Gli mise una mano sulla testa e lo spinse contro di sé.
«Lecca, amore… bevi tutto il suo sperma. Senti che buona che è la mia figa dopo che me l’ha riempita lui.»
Marco gemette di vergogna e di eccitazione. La sua lingua iniziò a leccare dal basso verso l’alto, raccogliendo il mio sperma denso e i succhi di Laura. Succhiava rumorosamente le labbra pelose, infilava la lingua dentro il buco ancora pulsante e beveva tutto, deglutendo. Laura mugolava di piacere, muovendo il bacino contro la faccia del marito.
«Così… brava troia» le dissi io, seduto accanto a lei sul divano. Le strizzavo un seno pesante, torcendole il capezzolo. «Guarda tuo marito che ti pulisce la figa. Ti piace essere una puttana, vero?»
«Sì… cazzo sì… mi piace da morire» rispose lei, ormai completamente persa. La timidezza iniziale era sparita del tutto. «Sono la tua troia… la nostra troia.»
Mi chinai di nuovo su di lei e ricominciai a leccarle il clitoride mentre Marco lavorava più in basso. La mia lingua e la sua si sfioravano sulla figa pelosa di Laura. Lei impazziva: afferrava le mie spalle con una mano e la testa del marito con l’altra, spingendoci entrambi contro di sé.
I suoi umori ricominciarono a colare copiosi. Ne avevo la bocca piena. Succhiavo forte, bevendo direttamente dal suo buco, mentre Marco leccava tutto quello che usciva, ingoiando il mio sperma senza protestare. Laura tremava violentemente.
«Sto per venire di nuovo… non smettete!» urlò.
Accelerai la lingua sul clitoride gonfio, infilandole due dita dentro mentre Marco le leccava intorno. Laura esplose in un orgasmo potente, schizzando umori caldi sulla mia faccia e sulla lingua del marito. Io bevevo avidamente, ingoiando tutto quello che potevo, mentre Marco continuava a pulirla come un ossesso, masturbandosi furiosamente con la mano libera.
Quando Laura smise di tremare, mi alzai in piedi. Il mio cazzo era di nuovo durissimo.
«Adesso sdraiati per bene, troia. Voglio scoparti un’altra volta mentre tuo marito guarda da vicino.»
Laura si mise supina, le gambe spalancate verso di me. Marco rimase in ginocchio accanto al divano, la faccia ancora lucida dei nostri umori. Io mi posizionai tra le sue cosce e spinsi il cazzo dentro la figa pelosa con un colpo solo, ancora scivolosa e calda. Iniziai a fotterla con colpi lenti e profondi, facendole sentire tutta la mia grossezza.
«Dimmi quanto ti piace» ringhiai.
«Mi piace da impazzire… il tuo cazzo è molto più grosso del suo… sbattimi forte!»
Marco si segava vicinissimo, gli occhi fissi sul punto in cui il mio cazzo entrava e usciva dalla figa della moglie. Ogni volta che mi tiravo indietro, vedeva le labbra pelose strette intorno al mio membro.
La presi con più forza, la pancia che sbatteva ritmicamente contro il suo pube. Le sue grosse tette ballavano selvaggiamente. Le schiaffeggiai piano un seno, poi l’altro. Laura urlava di piacere.
Quando sentii che stavo per venire di nuovo, le ordinai: «Di’ a tuo marito di aprire la bocca.»
Marco obbedì subito, posizionandosi con la faccia vicino alla figa. Tirai fuori il cazzo all’ultimo secondo e schizzai potenti getti di sperma sulla figa pelosa di Laura e direttamente sulla lingua del marito. Lui ingoiò quello che riuscì, poi si buttò di nuovo a leccare tutto, pulendo la moglie con foga mentre si masturbava fino a venire anche lui, schizzando sul pavimento.
Laura mi guardò con occhi appagati e sporchi di desiderio.
«Grazie…» sussurrò. «Ne voglio ancora.»
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