Il mio trentunesimo compleanno
di
nebbiafitta
genere
trio
il giorno del mio trentunesimo compleanno era un giovedi ed il mio compagno era fuori Roma per lavoro e sarebbe tornato, purtroppo, solo il venerdi sera.
due miei colleghi, con cui condivido la stanza d'ufficio da quasi tre anni, decisero di farmi una sorpresa, sapendo che mi avrebbero trovata sola a casa,dopo cena si presentarono con una bottiglia di vino ed una busta con un regalo per farmi gli auguri.
Rimasi piacevolmente sorpresa, apprezzai il gesto ben sapendo che essendo entrambi sposati non era cosi scontato organizzarmi questa sorpresa.
li accolsi entrambi con grande piacere, sapevo di essere nelle loro grazie, notavo spesso le attenzioni che mi dedicavano ma che arrivassero a casa mia senza preavviso lo colsi come un gesto di grande amicizia che andava al di là del semplice rapporto tra colleghi.
avevo appena finito di cenare, indossavo un vestitino verde leggero e corto, era giugno e il caldo iniziava prepotentemente a farsi sentire.
dopo qualche minuto, seduti sul divano mi porsero una busta di un negozio, con il regalo per me.
la aprii subito, non c'erano bigliettini da leggere, e con grande imbarazzo tirai fuori dalla busta un costume due pezzi bianco con lo slip a vita bassa davvero molto scosciato.
lo presi in mano, li guardai entrambi, eravamo comodamente seduti sul divano, le parole che mi uscirono furono di circostanza, colme di imbarazzo "ma che bello, davvero...non dovevate... che carini che siete stati".
Sandro, il più maturo dei due colleghi, 55 anni, un pochino appesantito dall'età e dalla mancanza di esercizio fisico, disse rivolgendosi a Claudio, di una decina di anni più giovane di Sandro e più curato nell'aspetto: "vedi che lo ha apprezzato, abbiamo fatto bene a scegliere questo modello".
io, un pò tesa e imbarazzata: "la misura dovrebbe essere giusta ma se avete uno scontrino di cortesia magari domani con calma lo misuro e semmai cambio solo la misura ma penso che tutto sommato la avete azzeccata".
Sandro: "non abbiamo nessuno scontrino purtroppo lo abbiamo perso ma abbiamo preso accordi con il proprietario del negozio, se la misura non va bene lo portiamo noi a cambiare stai tranquilla.... ma ora devi provarlo, cosi possiamo capire se abbiamo sbagliato".
Anche Claudio non battè ciglio, anzi....rincarò la dose :"è ovvio che lo devi provare, ci mancherebbe altro".
io fui colta di sorpresa, non mi aspettavo una richiesta simile da parte di due colleghi con cui condivido otto ore della giornata, tutti i giorni, dopo pochi secondi di smarrimento ribattei :"ma vi pare, dai... e poi me ne accorgo da sola che la misura è corretta, non c'è bisogno di provarlo, credetemi".
convinta che le mie parole ponessero fine alla discussione rimasi assolutamente di stucco quando Sandro poggiò entrambe le braccia sopra lo schienale del divano, assumendo una posizione più comoda e rilassata e disse: "dai che è già tardi, mica ci vorrai far perdere troppo tempo, non andremo via fino a che non ci avrai dimostrato che la misura del costume è corretta".
quelle sue parole mi trasmisero una emozione fortissima, fuori dal comune, risposi con un filo di voce, alzandomi in piedi tenendo in mano il costume e con lo sguardo rivolto verso il pavimento :"ma che pazzi che siete...va bene, datemi due minuti, lo vado ad indossare".
entrai in camera con il regalo in mano, pensai che in fondo mi avrebbero potuta vedere al mare in costume e nessuno avrebbe gridato allo scandalo, mi convinsi di questo proprio mentre lentamente mi spogliavo e indossavo quel due pezzi ma qualcosa mi turbava, era evidente.
si, mi avrebbero potuta vedere al mare ma qui alle 23 di sera, a casa mia, da soli...era un contesto differente...non ci voleva molto a capirlo ma io evidentemente cercavo di convincermi che tutto fosse naturale e "normale".
mi accorsi subito che il costume mi lasciava scoperte la gran parte delle natiche ed il reggiseno era una seconda misura che si adattava bene al mio piccolo seno, mi resi conto che ora sarebbe arrivata la parte più difficile, farmi vedere da loro....
presi coraggio, tornai in salone, rossa, imbarazzata : "la misura è perfetta, vedete? grazie ancora, questa estate lo userò moltissimo, piacerà tantissimo anche al mio compagno ne sono certa".
Claudio in tono tranquillo ma deciso: "brava, fatti vedere bene, gira lentamente su te stessa".
io, sempre convinta che tutto fosse chiesto in modo ingenuo, girai su me stessa lentamente ma percepivo i loro sguardi su di me, era una sensazione forte, decisa.
Sandro :"peccato che non potrai venire in ufficio vestita cosi ma ci accontentiamo di vederti qui...è comunque un piacere".
io, colta da un sussulto di amor proprio dissi :"bene...era quello che volevate no? ora mi vado a cambiare...datemi due minuti".
"ASPETTA" sentii la voce di Sandro più decisa e direttiva del solito "dove vai, rimani ancora qui un po, fatti vedere bene, dobbiamo ancora stabilire se la misura sia giusta".
si alzarono entrambi e mi vennero vicino, io in piedi e loro accanto a me parlottavano in modo complice, quasi come se avessero capito che avrebbero potuto osare di più.
Claudio tocco il bordo del costume sulla mia natica... lo tirò un pochino e guardando Sandro disse :"si....vedi come cala bene qui...guarda come le sta bene".
la sua mano sul mio gluteo non accennava a spostarsi...con le dita continuava a stare in quella zona toccandomi il costume e il sedere.
io colta di sorpresa inarcai la schiena alzando il sedere, una reazione istintiva che mi portò a dire :"bene...ora vado a cambiarmi...grazie...avete controllato, no?"
rimasi li, ferma, in piedi, schiena inarcata e sedere alto, ora le mani sul mio sedere erano 4... mi carezzavano e sentivo le loro voci parlare e commentare, come se io non fossi li....come se fossi un manichino :"si, guarda che bel culo che le fanno...guarda....te l'ho sempre detto che Laura ha grandi potenzialità...guarda che culo...guarda..."
le loro mani non accennavano a lasciarmi... sentivo i polpastrelli perlustrare tutta la zona...sedere, interno coscia, cosce, erano ovunque ed io li...inerme li lasciavo fare... "dai smettetela ora, sono stata al gioco...ma andate via...dai...ci vediamo domani mattina in ufficio...vi prego, era questo che volevate no...? vedermi in costume....mi avete vista....basta"
Sandro mi afferrò per i capelli, li tirò indietro e mi baciò senza chiedermi il permesso... mi lasciai baciare mentre le mani di Claudio mi palpavano il sedere in modo frenetico...
Sandro tenendomi sempre per i capelli, mi fece abbassare, inginocchiare...ero sotto di loro, in balia di emozioni mai provate prima d'ora e che evidentemente non volevo evitare di vivere...
alzai lo sguardo mentre entrambi, simultaneamente, si tirarono giù i pantaloni... tirarono fuori il pene che era già duro, vigoroso... senza che mi dicessero nulla li afferrai con la mano.... e iniziai a baciarli e muoverli...ben sapendo che quella esperienza mi sarebbe costata cara, da quel momento avrei avuto due colleghi che avrebbero potuto trattarmi sempre come la loro puttana.
ma non mi importava, volevo vivere quel momento, non mi importava neanche sentire le loro voci arrivarmi dritte, puttana, troia, succhiaci il cazzo, erano due anni che sapevamo quanto eri zoccola, ora ti scopiamo, ora ti inculiamo... queste frasi in ordine sparso ma continuo le sentivo pronunciare a turno da loro due...erano eccitati e oramai senza filtri.
per la prima volta in vita mia fui scopata da due uomini insieme, si occupavano di me come se fossi un oggetto destinato al loro piacere sessuale... vollero possedermi anche analmente nonostante le mie rimostranze e perplessità... lo fecero a turno facendomi sentire la donna più puttana del mondo...
vollero venirmi in faccia, sul viso...come se avessero voluto marcare il territorio.
mi pulirono il viso con lo stesso costume che nel frattempo avevo tolto.... lo imbrattarono con il loro sperma, risero facendomi palesemente capire che avevano programmato il tutto e avevano ottenuto tutto quello che desideravano.
la mattina dopo in ufficio la cosa più difficile fu proprio quella di guardarli negli occhi.... non ci riuscii per tutto il giorno.
(continua? forse si ma solo se è apprezzato)
due miei colleghi, con cui condivido la stanza d'ufficio da quasi tre anni, decisero di farmi una sorpresa, sapendo che mi avrebbero trovata sola a casa,dopo cena si presentarono con una bottiglia di vino ed una busta con un regalo per farmi gli auguri.
Rimasi piacevolmente sorpresa, apprezzai il gesto ben sapendo che essendo entrambi sposati non era cosi scontato organizzarmi questa sorpresa.
li accolsi entrambi con grande piacere, sapevo di essere nelle loro grazie, notavo spesso le attenzioni che mi dedicavano ma che arrivassero a casa mia senza preavviso lo colsi come un gesto di grande amicizia che andava al di là del semplice rapporto tra colleghi.
avevo appena finito di cenare, indossavo un vestitino verde leggero e corto, era giugno e il caldo iniziava prepotentemente a farsi sentire.
dopo qualche minuto, seduti sul divano mi porsero una busta di un negozio, con il regalo per me.
la aprii subito, non c'erano bigliettini da leggere, e con grande imbarazzo tirai fuori dalla busta un costume due pezzi bianco con lo slip a vita bassa davvero molto scosciato.
lo presi in mano, li guardai entrambi, eravamo comodamente seduti sul divano, le parole che mi uscirono furono di circostanza, colme di imbarazzo "ma che bello, davvero...non dovevate... che carini che siete stati".
Sandro, il più maturo dei due colleghi, 55 anni, un pochino appesantito dall'età e dalla mancanza di esercizio fisico, disse rivolgendosi a Claudio, di una decina di anni più giovane di Sandro e più curato nell'aspetto: "vedi che lo ha apprezzato, abbiamo fatto bene a scegliere questo modello".
io, un pò tesa e imbarazzata: "la misura dovrebbe essere giusta ma se avete uno scontrino di cortesia magari domani con calma lo misuro e semmai cambio solo la misura ma penso che tutto sommato la avete azzeccata".
Sandro: "non abbiamo nessuno scontrino purtroppo lo abbiamo perso ma abbiamo preso accordi con il proprietario del negozio, se la misura non va bene lo portiamo noi a cambiare stai tranquilla.... ma ora devi provarlo, cosi possiamo capire se abbiamo sbagliato".
Anche Claudio non battè ciglio, anzi....rincarò la dose :"è ovvio che lo devi provare, ci mancherebbe altro".
io fui colta di sorpresa, non mi aspettavo una richiesta simile da parte di due colleghi con cui condivido otto ore della giornata, tutti i giorni, dopo pochi secondi di smarrimento ribattei :"ma vi pare, dai... e poi me ne accorgo da sola che la misura è corretta, non c'è bisogno di provarlo, credetemi".
convinta che le mie parole ponessero fine alla discussione rimasi assolutamente di stucco quando Sandro poggiò entrambe le braccia sopra lo schienale del divano, assumendo una posizione più comoda e rilassata e disse: "dai che è già tardi, mica ci vorrai far perdere troppo tempo, non andremo via fino a che non ci avrai dimostrato che la misura del costume è corretta".
quelle sue parole mi trasmisero una emozione fortissima, fuori dal comune, risposi con un filo di voce, alzandomi in piedi tenendo in mano il costume e con lo sguardo rivolto verso il pavimento :"ma che pazzi che siete...va bene, datemi due minuti, lo vado ad indossare".
entrai in camera con il regalo in mano, pensai che in fondo mi avrebbero potuta vedere al mare in costume e nessuno avrebbe gridato allo scandalo, mi convinsi di questo proprio mentre lentamente mi spogliavo e indossavo quel due pezzi ma qualcosa mi turbava, era evidente.
si, mi avrebbero potuta vedere al mare ma qui alle 23 di sera, a casa mia, da soli...era un contesto differente...non ci voleva molto a capirlo ma io evidentemente cercavo di convincermi che tutto fosse naturale e "normale".
mi accorsi subito che il costume mi lasciava scoperte la gran parte delle natiche ed il reggiseno era una seconda misura che si adattava bene al mio piccolo seno, mi resi conto che ora sarebbe arrivata la parte più difficile, farmi vedere da loro....
presi coraggio, tornai in salone, rossa, imbarazzata : "la misura è perfetta, vedete? grazie ancora, questa estate lo userò moltissimo, piacerà tantissimo anche al mio compagno ne sono certa".
Claudio in tono tranquillo ma deciso: "brava, fatti vedere bene, gira lentamente su te stessa".
io, sempre convinta che tutto fosse chiesto in modo ingenuo, girai su me stessa lentamente ma percepivo i loro sguardi su di me, era una sensazione forte, decisa.
Sandro :"peccato che non potrai venire in ufficio vestita cosi ma ci accontentiamo di vederti qui...è comunque un piacere".
io, colta da un sussulto di amor proprio dissi :"bene...era quello che volevate no? ora mi vado a cambiare...datemi due minuti".
"ASPETTA" sentii la voce di Sandro più decisa e direttiva del solito "dove vai, rimani ancora qui un po, fatti vedere bene, dobbiamo ancora stabilire se la misura sia giusta".
si alzarono entrambi e mi vennero vicino, io in piedi e loro accanto a me parlottavano in modo complice, quasi come se avessero capito che avrebbero potuto osare di più.
Claudio tocco il bordo del costume sulla mia natica... lo tirò un pochino e guardando Sandro disse :"si....vedi come cala bene qui...guarda come le sta bene".
la sua mano sul mio gluteo non accennava a spostarsi...con le dita continuava a stare in quella zona toccandomi il costume e il sedere.
io colta di sorpresa inarcai la schiena alzando il sedere, una reazione istintiva che mi portò a dire :"bene...ora vado a cambiarmi...grazie...avete controllato, no?"
rimasi li, ferma, in piedi, schiena inarcata e sedere alto, ora le mani sul mio sedere erano 4... mi carezzavano e sentivo le loro voci parlare e commentare, come se io non fossi li....come se fossi un manichino :"si, guarda che bel culo che le fanno...guarda....te l'ho sempre detto che Laura ha grandi potenzialità...guarda che culo...guarda..."
le loro mani non accennavano a lasciarmi... sentivo i polpastrelli perlustrare tutta la zona...sedere, interno coscia, cosce, erano ovunque ed io li...inerme li lasciavo fare... "dai smettetela ora, sono stata al gioco...ma andate via...dai...ci vediamo domani mattina in ufficio...vi prego, era questo che volevate no...? vedermi in costume....mi avete vista....basta"
Sandro mi afferrò per i capelli, li tirò indietro e mi baciò senza chiedermi il permesso... mi lasciai baciare mentre le mani di Claudio mi palpavano il sedere in modo frenetico...
Sandro tenendomi sempre per i capelli, mi fece abbassare, inginocchiare...ero sotto di loro, in balia di emozioni mai provate prima d'ora e che evidentemente non volevo evitare di vivere...
alzai lo sguardo mentre entrambi, simultaneamente, si tirarono giù i pantaloni... tirarono fuori il pene che era già duro, vigoroso... senza che mi dicessero nulla li afferrai con la mano.... e iniziai a baciarli e muoverli...ben sapendo che quella esperienza mi sarebbe costata cara, da quel momento avrei avuto due colleghi che avrebbero potuto trattarmi sempre come la loro puttana.
ma non mi importava, volevo vivere quel momento, non mi importava neanche sentire le loro voci arrivarmi dritte, puttana, troia, succhiaci il cazzo, erano due anni che sapevamo quanto eri zoccola, ora ti scopiamo, ora ti inculiamo... queste frasi in ordine sparso ma continuo le sentivo pronunciare a turno da loro due...erano eccitati e oramai senza filtri.
per la prima volta in vita mia fui scopata da due uomini insieme, si occupavano di me come se fossi un oggetto destinato al loro piacere sessuale... vollero possedermi anche analmente nonostante le mie rimostranze e perplessità... lo fecero a turno facendomi sentire la donna più puttana del mondo...
vollero venirmi in faccia, sul viso...come se avessero voluto marcare il territorio.
mi pulirono il viso con lo stesso costume che nel frattempo avevo tolto.... lo imbrattarono con il loro sperma, risero facendomi palesemente capire che avevano programmato il tutto e avevano ottenuto tutto quello che desideravano.
la mattina dopo in ufficio la cosa più difficile fu proprio quella di guardarli negli occhi.... non ci riuscii per tutto il giorno.
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