Un ragazzo speciale

di
genere
gay

Non dovrei guardare Michele con questi occhi: ma ha un sorriso incantevole, una voce profonda e i suoi occhi scuri che conquistano.
Non vorrei guardarlo con questi occhi quando mi passa davanti e dalla maglietta guizzano i dorsali e...un culo meraviglioso. Lui sorride, incurante.
Non vorrei che il mio cazzo andasse in tiro quando in canottiera si tocca la nuca e mi fa vedere biceps, triceps, capezzoli su belle piastrelle quadrate, spalle e ... ascelle pelose il giusto.
Ha l'età di mio fratello più piccolo, un suo amico, non dovrei guardarlo così, però mi piace.
E allora un giorno che eravamo nel garage di casa mia gli chiedo di togliersi la maglietta e di farmi vedere. Ci sta. Gli chiedo di flettere i muscoli, ci sta. Di farmi toccare qui bei pezzi turgidi. Ci sta.
E si accorge: "woooow, mi sa che sto esagerando? Guarda che cazzone ti si è alzato!!". "Lascia stare, è normale. Mi capita quando sono contento". Vedo che allora lui rende i suoi esercizi più sexy, respira con affanno, qualche gemito, qualche sguardo, un occhiolino...decido di toccarglielo. "Che cazzo fai?" "Era per sentire quanto ce l'hai grosso con tutta questa palestra". Era duro. "Non sono cazzi tuoi". "Purtroppo! Mi piacerebbe avercelo come il tuo" mi guarda e scoppiamo a ridere. "Posso fartelo toccare se mi aiuti con il lavoro...so che conosci John..". "Si, lo conosco un po' " (non volevo dirgli che lo conosco bene e addirittura da adolescenti ci segavamo insieme). "Parlagli di me" dice guardando altrove. "Va bene, cosa vuoi che gli dica?". Con un gesto fulmineo si tira giù gli slip già pieni, si volta verso di me, contrae i muscoli di tutto il corpo con un'erezione potentissima. Non so dove guardare, torno sugli occhi scuri mentre guardo quel ben di dio. "Chiudi quella bocca e parlagli di me."
Si riveste in fretta, mi dà un bacio sul collo e se ne va. Cerco John, ma prima mi sego pensando a quel corpo, tanto la cappella era già bagnata e la mia mano scorreva veloce mentre mi strizzavo un capezzolo con gli occhi pieni di lui. Non dovrei pensarlo così. Non dovrei, ma lo voglio e basta.
Non è stato difficile incontrare John per un aperitivo e parlargli di Michele. Mi accoglie con simpatia, parlando mi rivela che ha lasciato la moglie. "Mi dispiace, anche io non ho mai avuto il coraggio di una relazione stabile"..."ti ricordi quando mi sei venuto in faccia?" fa lui all'improvviso e comincia a ridere mentre io ero in imbarazzo nero!!! Avevo relegato in qualche antro della memoria quella volta in cui segandoci troppo vicini mi sono riempito il cazzo di precum e ho sparato un carico che ha colpito il suo volto sudato. Lui si mise a ridere pulendosi con il polso e...assaggiando il mio succo!!! Faccio un timido cenno di assenso con la testa. "E ti ricordi come abbiamo finito?". Volevo morire..."Va beh, dai, era una cosa tra amici". Ordiniamo un altro Cuba libre mentre lui non smette di ricordare i particolari. "Che memoria! Io avevo rimosso tutto!". E intanto mi sfiora con la mano la patta dei calzoni già piena da scoppiare. Che vergogna! Ad un tavolino di un bar, poi...davanti a tutti..."Voglio parlarti di Michele per un lavoro nella tua ditta". "Chi è, tuo fratello?" "No, uno che ha la sua età ma non può vivere curandomi il giardino ogni 15 giorni" "Che sa fare? "Laureato in ingegneria" "Booooffh, e un ingegnere ti sfalcia il giardino?" "Per tirare avanti. È un bravo ragazzo, vorrei fare qualcosa per lui" "Sei generoso, lo sei sempre stato." E andiamo col terzo Cuba libre. John intanto si toglie la giacca e vedo che nonostante sia vicino ai 50 si tiene ancora bene "Non te lo aspettavi, vero?" "Ma sei qui per mettermi in imbarazzo stasera?" "Tra noi? Ma dai! Finiamo il drink e andiamo a casa mia così mi racconti di sto Michele; qui c'è un bordello, manco si può parlare". Salgo in macchina con lui e mi porta alla sua casa al terzo piano. Che caldo! "Riprendiamo da dove ci siamo lasciati" e si toglie la camicia. Guardo con interesse una leggerissima pancia che fa trasparire due belle maniglie tra il pelo, forse i Cuba libre hanno fatto effetto, me la tolgo anche io e poi dico..."Si, Michele è un ingegnere di 26 anni..." "...con un fisico interessante..." "Mah, non saprei..." "Se è quello con cui parlavi ieri è un bel quarto" "Si lui, ma che c'entra?" "C'entra! Ce lo farei entrare molto volentieri, il mio, in quel culetto di marmo..." "Ma come ti viene in mente? Ha la metà della tua età..." "Chiamalo e fallo venire qui".
Con un misto tra piacere e gelosia, sperando che ciò potesse servire ad un buon lavoro per lui, lo chiamo:
"Ciao Michele, sono io..." "Che vuoi a quest'ora? Sto per uscire con la mia ragazza" "Sono con John" "Ah, dove ci vediamo?" aveva capito tutto, il bimbo, "...a casa sua, via Breda, 385". Mentre aspettiamo Michele, lui non perde tempo e smalloppandosi l'uccellone ben teso nelle mutande dice: "riprendiamo da dove ci eravamo lasciati...mi sborrasti in faccia" e giù ancora a ridere. "Togliti quei calzoni che mi sembri un puritano penitente" ma io non sono né puritano né penitente e per la foga mi sono calato anche le mutande lasciando oscillare il mio cazzo non molto grande ma sempre duro, dirigendolo verso i suoi dorsali belli sodi sotto le braccia inarcate. "Siediti qui vicino, come quella volta..." e in men che non si dica avevo la mia coscia sopra le sua, a pochi centimetri da quel cazzone turgido. Gliel'ho preso in mano muovendomi lentamente. "Sei dolcissimo", e inaspettatamente impugna il mio, "vediamo chi viene prima" e facendoglielo sembrare più grande contraendo il culo, sento che non potrò durare a lungo con quella mano esperta intorno...gli chiedo di rallentare e lui mi tocca il frenulo bagnato da sotto facendomi sospirare di piacere. "Sbattimelo, fannullone, stavolta sarò io ad annegarti nella mia sborra" e comincia a grugnire aumentando il mio piacere e la mia eccitazione mentre, lentamente, stringe la presa e io glielo sego come un pistone. "Aaaaah, siiiiiiii, siiiiii, continua, ahhhhhh" e spara un fiume di sborra calda e profumata sul suo petto...non posso resistere oltre e lui rallenta, gemo e rallenta ancora di più "daiiiiiiiii" e si ferma leccandosi la punta dell'indice. I miei coglioni stavano per esplodere quando si gira e tocca la mia cappella rossa come una prugna col dito a due centimetri dalla sua bocca e..."mhhhhhhhh, aaaaaaaaah" lo guardo e mi accorgo che...gli sono venuto ancora in faccia! Ma stavolta apre la bocca e me lo prende...tra l'eccitato e il sorpreso gli mollo un altro fiotto in gola spingendolo più giù possibile. Woooooooow!

DRIIIIN! "Cazzo, il campanello!" "Michele! Rivestiamoci". "Vado io" "Sono in cucina a preparare qualcosa". Scendo le scale risistemandomi la camicia godendomi il ricordo...
"Ciao Michele" "Ciao, fa caldo? Sei tutto sudato. Allora ho fatto bene a portare birre ghiacciate". Non credo di avergli risposto. Era in canottiera rossa, profumava di doccia ma con un leggero retrogusto di tabacco che rendeva i suoi occhi scuri due magneti. Io non dovrei guardare Michele con questi occhi..."Ho appena finito un workout" mostrandomi il braccio grosso e vascolarizzato "che ne dici?" Anche qui non credo di avergli risposto. "Dai, saliamo, ho bisogno di lavorare". "Piacere, Michele" "Piacere mio...ma oltre ad essere un ingegnere (qualcuno mi ha parlato bene di te), hai anche un fisico da urlo. Complimenti! Peccato non avere una figlia da presentarti, ahahahah" "Ragazze e lavoro non sono conciliabili" "sei anche un bravo ragazzo, siediti. Di che ti occupi?" "Di ingegneria gestionale, marketing, Lean Production, Material Requirements Planning ma soprattutto Business Process Reengineering..." e John lo ascoltava interessato mentre io me lo mangiavo con gli occhi mentre faceva guizzare i muscoli delle braccia gesticolando. E quel piccolo ricciolo di pelo umido sotto l'ascella? Stavo perdendo la testa! Ero già lì con la lingua...in sogno. "Ehi, ci scaldi due toast, tu? Qui abbiamo fame!" trincando birra. "E voi in cambio mi date un sorso di birra?" "Da quale bicchiere?" "Il mio!!!!" ma nel frattempo Michele mi aveva già portato il suo. Meglio, no? Però mi sono fatto confondere e il tostapane cominciava a far sciogliere il formaggio "accidenti!" "Mi piace quando cola" dice John, "golosone" si permette Michele e John non ribatte. "Che caldo stasera!" "È il vento di mare, porta umidità. Puoi spogliarti...se vuoi" "Una canottiera non è certo un grande orpello!" "Però copre i tuoi risultati in palestra...anche io ne frequento una" e cominciano a scambiarsi pareri, toccarsi i muscoli, parlare di cose a me sconosciute...col mio fisico da rammendatore di calzini.
"Ehi!", dico io, "i toast si raffreddano" "siamo impegnati in altro ora, tienili lì" andandosene in sala. Dopo un po' avvicino per vedere cosa stessero facendo, ma un passo dietro alla porta. I due si stavano convincendo su chi fosse il più forte con un armwrestling da sdraiati sul tappeto e i destri sul tavolinetto. John sbuffava facendo vedere che i suoi 50 non gli avevano fatto perdere nulla della sua gioventù, Michele resisteva fermo come una statua facendo funzionare tutto alla perfezione: spalla striata, avambraccio notevole con le vene che pompavano a più non posso, bicep di marmo che lasciava il lavoro ad un pettorale perfettamente definito ed un capezzolo turgido. Il dorsale e l'adduttore, però, erano veramente il top! Non avevo visto niente del genere neppure in macelleria!
E mi inizio a segare mentre John prova ad attaccare con un colpo netto, Michele oscilla lievemente, John comincia a battere sempre più profondo sbuffando e gridando a occhi chiusi. Il cum mi aveva già inumidito la punta. Michele alza lo sguardo e, tremando lievemente sul collo, abbassa completamente il braccio di John. "Vaffanculo tu e il tuo fisico da palestra! Io mi sono conquistato tutto questo con una vita di fatica! Dammi il sinistro!" Ma la partita non è durata neppure un minuto, John non aveva più energie e Michele era una fredda macchina idraulica...come il mio cazzo ormai pronto a sparare mentre i due si shakerano le braccia scambiandosi occhiate e intese.
"Ehi! Guarda il mio amico che bel serpentello ha trovato..." fa John mentre cercavo di rimetterlo dentro andando verso la cucina. "Sei diventato timido? Dai, vieni qua, tesoro". Tesoro? Il tesoro ce l'ho nelle mutande e vorrei poterlo regalare subito a Michele. John dice "a proposito, ci vediamo domani in azienda, ingegnere, vedrai che ci troveremo bene io e te" facendogli vedere come gli aveva pompato il braccio. "Ok, a domani". "E i toast?", faccio io, "mettici la maionese...la tua!!!!" dice Michele e giù a ridere. "Mentre scegliete i gusti io mi faccio una doccia... sono stato battuto da un moccioso...ingegnere per di più". "Dai, resta ancora qualche minuto"
"La mia ragazza mi aspetta in auto... ma, beh, a quanto pare mi hai fatto un grande favore, voglio mantenere le promessa..." "Cioè?" "Prendilo in mano, puoi vederlo e...provarlo se ti va" "e la tua ragazza?" "Dai muoviti!, Paganini non ripete!" E infatti non me lo sono fatto ripetere, l'ho invitato sul divano e gli ho sfilato gli slip lasciandoglielo né floscio né duro poggiato sul pube. "Dai, sbrigati che mi scappa di pisciare" "Vai in bagno" "C'è John. Portami un' altra birra" "si, ma ti piscerai addosso" "no, la farò su di te..".
A sentirlo parlare così già mi scorreva il sangue più veloce, mi sono sdraiato a terra con la schiena sul divano. Siiiiiiiiiiii, mai provato. Ha cominciato a pisciarmi sull'ombelico e poi sempre più su, con un getto caldo e continuo...poi alza le braccia e mi fa un fantastico double biceps che mi eccita e mi fa arrivare il suo liquido in bocca che io subito apro segandomi.
"Bevi, fratellone" "Ghhh" inghiottendo gli ultimi spruzzi della pisciata..."fottimi, spaccami il culo, usami" "ehi, io ti voglio bene" e mi stampa un bacio. Gli sussurro "ti prego, scopami" e senza chiederglielo ancora mi prende e mi appoggia sul tavolino piantandosi in gola tre dita che mi infila nel buco voglioso, prima uno, poi due, POI TRE. Maaaaaa, che piacere! "Che bel culetto rassettato...aspettavi ospiti?" "E per il tuo cazzo quanto mi fai aspettare ancora??" ...il tempo di sputarci per lubrificarlo e prendere le misure...aaaaaaaggggghhhh...la mia prima volta con un maschio, e che maschio! Mi sentivo gli occhi uscire dalle orbite e le tonsille esplodere, ma dopo qualche istante, colpendomi la prostata, godevo della più bella delle sensazioni in vita mia. "Siiiii, mmmh, aaah" e lui ritmicamente colpiva mentre io mi sognavo il suo corpo flettersi facendomi vedere sempre muscoli nuovi. "Ti piace il mio corpo, vero?" "Fammelo vedere" e mi gira mentre restiamo attaccati...sudore, occhi decisi, bocca che si morde il labbro di sotto mentre attinge al repertorio per mostrare i muscoli. Mamma mamma! Non sarei mai dovuto stare in quella situazione con il giovane Michele!!! Ma stavolta è bastata questa idea a farmi venire sulla pancia mentre mi colpiva il culo con le palle e il mio cazzo mi sbatteva sul pube. "Grrrrrrrrrrr", dopo un ultimo colpo netto sfila il suo cazzo e mi viene fino su al petto mentre il mio culo pulsava ritmicamente.
Assaggio la sua sborra dolciastra e dico..."ti va ancora il toast?" "Dai, fammi andare dalla mia ragazza...ma quando vuoi chiamami. Per te ci sono". E con un altro bacio nel collo se ne va.
scritto il
2026-06-04
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