Lettera a mio zio (dopo che ho chiavato sua moglie)
di
Pisoloarrapato
genere
incesti
Carissimo zio, oggi ho toccato il paradiso. Sono andato a casa di zia perché tu eri fuori città fino a tarda sera. La scusa era di farle compagnia.
Tua moglie è proprio bella e bona. Ha quarantanni ma è soda, arrapante. Ha una luce nel suo volto che sembra invocare " chiavami".
E io a ventanni ero in ebollizione, soprattutto perché mi ha aperto la porta in accappatoio.
Abbronzata, con quel sorriso candido come la neve, fasciata nell'accappatoio, aveva movenze sensuali e faceva apprezzare la rotondità del suo culo sporgente.
Mi ha chiesto di seguirla in camera da letto e di aspettarla mentre lei si sarebbe vestita nel closet.
Inutile dire quanto fossi eccitato e, quando vidi che dal closet lei gettava l'accappatoio sul letto, capii che era nuda.
Mi affacciai davanti al closet. Era uno spettacolo. Cercò di coprirsi con le mani i seni e quei peli neri e lisci che avevo sempre immaginato fin dalla mia adolescenza.
Rimase sorpresa e mi disse con voce tremula "Ma che fai, Stefano, va via...mi sto vestendo"
Ero affascinato da quei seni ancora sodi, dritti, e da quelle cosce lunghe che conducevano dritto all'incrocio di quel triangolo che nella mia immaginazione mi aveva fatto segare tante volte. Ora era lì davanti a me ed eravamo soli...
Non le feci caso mentre mi avvicinavo a lei, lentamente, guardandola negli occhi. Le presi il viso con le mani e mentre lei scuoteva la testa come per dire " non possiamo", la baciai in piena bocca facendole sentire la mia lingua, che subito cercò la sua.
Fu un bacio lungo, appassionato, mentre alla fine anche lei si decise a succhiare la mia. La sua lingua, caro zio, era dolce, vellutata e sapeva di fragola. Credo che tu non te la sia goduta tanto come ho fatto io.
Nella foga siamo andati contro i vestiti appesi, facendo cadere tutta le cruccette. Abbiamo riso e la sua bocca aperta mi ha scatenato nuovamente. L'ho leccata, le ho preso i seni con le mani, l'ho accarezzata dappertutto, afferrandole le natiche sode, mentre l'attraevo contro di me, contro il mio pene disperatamente duro.
Dopo esserci baciati nuovamente e a lungo, lei mi ha detto bisbigliando " andiamo sul letto".
Non me lo sono fatto ripetere e mi sono spogliato subito, esibendole il mio membro duro che svettava nei suoi magnifici 24cm.
Lei è rimasta affascinata e l'ha preso in mano baciandolo.
L'ho sistemata sotto di me, caro zio. Lei ha aperto le cosce ed io sono subito entrato, fino in fondo, dandole colpi distanziati e violenti. Lei sussultava ad ogni colpo. Il suo viso arrosato dall'eccitazione sembrava dirmi "sì..sfondami...più forte...ancora".La sua testa dava contro la testiera imbottita del letto.
Le sborrai dentro con foga, quattro o cinque getti del mio latte condensato mentre lei ha avuto un orgasmo violento e si è stretta a me.
Pochi minuti dopo mi si è indurito nuovamente e le ho chiesto di voltarsi a pancia sotto. Un poco timorosa mi ha detto " non farmi male...è la prima volta.."
Al che le ho detto quanto tu fossi imbecille per averti perso quello che stavo per godere.
La feci sollevare un poco e le misi un grosso cuscino sotto la pancia. L'accarezzai piano, godendo la durezza di quelle natiche, di quella spaccata profonda che portava a un buchino che avrei presto profanato.
Lei era tesa ma io le passai la punta del mio pene strusciandolo contro. La umettai per bene e piano le feci sentire il mio glande che voleva entrare. Feci piano e la prima parte entrò provocando in tua moglie un certo gemito. Dopo averlo lasciato mezzo fuori per farla abituare,scivolai un poco più dentro e alla fine glielo misi fino alle palle. Lei si accarezzava davanti stuzzicando il clitoride con il dito, mentre io la cavalcavo ormai a pieno ritmo. Ti assicuro che le è piaciuto e ha gridato quando le ho schizzato nell'intestino tutta la mia crema.
Siamo rimasti uno sull'altra stanchi ma soddisfatti.
Rassegnati ad essere cornuto. Me la sbatterò spesso fino ad ingravidarla e tu dovrai riconoscere la creatura come tua.
L'ho goduta tanto, zio, quel giorno e l'ho scopata come piace a lei, violentemente.
Tua moglie è proprio bella e bona. Ha quarantanni ma è soda, arrapante. Ha una luce nel suo volto che sembra invocare " chiavami".
E io a ventanni ero in ebollizione, soprattutto perché mi ha aperto la porta in accappatoio.
Abbronzata, con quel sorriso candido come la neve, fasciata nell'accappatoio, aveva movenze sensuali e faceva apprezzare la rotondità del suo culo sporgente.
Mi ha chiesto di seguirla in camera da letto e di aspettarla mentre lei si sarebbe vestita nel closet.
Inutile dire quanto fossi eccitato e, quando vidi che dal closet lei gettava l'accappatoio sul letto, capii che era nuda.
Mi affacciai davanti al closet. Era uno spettacolo. Cercò di coprirsi con le mani i seni e quei peli neri e lisci che avevo sempre immaginato fin dalla mia adolescenza.
Rimase sorpresa e mi disse con voce tremula "Ma che fai, Stefano, va via...mi sto vestendo"
Ero affascinato da quei seni ancora sodi, dritti, e da quelle cosce lunghe che conducevano dritto all'incrocio di quel triangolo che nella mia immaginazione mi aveva fatto segare tante volte. Ora era lì davanti a me ed eravamo soli...
Non le feci caso mentre mi avvicinavo a lei, lentamente, guardandola negli occhi. Le presi il viso con le mani e mentre lei scuoteva la testa come per dire " non possiamo", la baciai in piena bocca facendole sentire la mia lingua, che subito cercò la sua.
Fu un bacio lungo, appassionato, mentre alla fine anche lei si decise a succhiare la mia. La sua lingua, caro zio, era dolce, vellutata e sapeva di fragola. Credo che tu non te la sia goduta tanto come ho fatto io.
Nella foga siamo andati contro i vestiti appesi, facendo cadere tutta le cruccette. Abbiamo riso e la sua bocca aperta mi ha scatenato nuovamente. L'ho leccata, le ho preso i seni con le mani, l'ho accarezzata dappertutto, afferrandole le natiche sode, mentre l'attraevo contro di me, contro il mio pene disperatamente duro.
Dopo esserci baciati nuovamente e a lungo, lei mi ha detto bisbigliando " andiamo sul letto".
Non me lo sono fatto ripetere e mi sono spogliato subito, esibendole il mio membro duro che svettava nei suoi magnifici 24cm.
Lei è rimasta affascinata e l'ha preso in mano baciandolo.
L'ho sistemata sotto di me, caro zio. Lei ha aperto le cosce ed io sono subito entrato, fino in fondo, dandole colpi distanziati e violenti. Lei sussultava ad ogni colpo. Il suo viso arrosato dall'eccitazione sembrava dirmi "sì..sfondami...più forte...ancora".La sua testa dava contro la testiera imbottita del letto.
Le sborrai dentro con foga, quattro o cinque getti del mio latte condensato mentre lei ha avuto un orgasmo violento e si è stretta a me.
Pochi minuti dopo mi si è indurito nuovamente e le ho chiesto di voltarsi a pancia sotto. Un poco timorosa mi ha detto " non farmi male...è la prima volta.."
Al che le ho detto quanto tu fossi imbecille per averti perso quello che stavo per godere.
La feci sollevare un poco e le misi un grosso cuscino sotto la pancia. L'accarezzai piano, godendo la durezza di quelle natiche, di quella spaccata profonda che portava a un buchino che avrei presto profanato.
Lei era tesa ma io le passai la punta del mio pene strusciandolo contro. La umettai per bene e piano le feci sentire il mio glande che voleva entrare. Feci piano e la prima parte entrò provocando in tua moglie un certo gemito. Dopo averlo lasciato mezzo fuori per farla abituare,scivolai un poco più dentro e alla fine glielo misi fino alle palle. Lei si accarezzava davanti stuzzicando il clitoride con il dito, mentre io la cavalcavo ormai a pieno ritmo. Ti assicuro che le è piaciuto e ha gridato quando le ho schizzato nell'intestino tutta la mia crema.
Siamo rimasti uno sull'altra stanchi ma soddisfatti.
Rassegnati ad essere cornuto. Me la sbatterò spesso fino ad ingravidarla e tu dovrai riconoscere la creatura come tua.
L'ho goduta tanto, zio, quel giorno e l'ho scopata come piace a lei, violentemente.
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