La mia fidanzata Jancy presentata a tutti i membri (durissimi) della famiglia

di
genere
orge

Jancy è una ragazza dominicana di 24 anni, sensuale, dal colore ambrato e capelli neri lunghi sulla schiena o dovrei dire fondo schiena, che si erge come una collina. Il suo viso, a volte innocente a volte sensuale, scatena pensieri luridi e fa galoppare la fantasia.
Le avevo detto che quella mattina ci saremmo riuniti nella villetta di mio padre per introdurla ai membri della famiglia. Quello che non sapeva è che
la riunione era limitata solo ai maschi.
Arrivai con lei e già tutti erano riuniti, ansiosi di conoscere la giovane fidanzata.
Rimasero a bocca aperta quando la videro. Indossava un prendisole semitrasparente attraverso il quale si notavano un paio di cosce lunghe e gli slip minuscoli.
C'era mio padre, un mio zio, due miei cugini,tre miei nipoti e un amico di famiglia coi suoi due figli.
In tutto una decina oltre me.
Lei mi chiese con una vocina arrapante e con accento fortemente spagnolo dove fossero le donne della famiglia. Svicolai e non le risposi, lasciandola nel dubbio.
Mio padre mi avvicinò e mi disse all'orecchio che se fosse diventata mia moglie avrei avuto continui problemi. Era troppo bona e attraente e se la sarebbero scopata anche contro la mia volontà. Ma io ne ero cotto.

Quando misero una musica della sua terra, lei cominciò a muoversi e a ballare muovendosi sensualmente, facendo oscillare lentamente il suo bacino. Socchiudeva gli occhi e teneva le labbra carnose leggermente aperte, lasciando intravedere dei denti candidi come la neve.
Potevo vedere gli occhi di tutti su di lei e sapevo che i "membri" della famiglia erano già durissimi...
Cercai di farla smettere e le offrii uno spumantino dolce. Non l'aveva mai provato e le piacque molto.
Volle ripetere invogliata da tutta la famiglia, che in coro le diceva "bevi...giù giù giù..."
Aveva il viso rosso e si appoggiava a me.
Capii quello che mio padre mi stava chiedendo con lo sguardo e accompagnai
Jancy sul lettone. Entrarono tutti nella stanza. La guardavano come lupi famelici. Lei capì subito cosa stava capitando, anche perché brilla ma non ubriaca. Era eccitata nel vedere tanti uomini di tutte le età che si stavano spogliando. Qualcuno aveva già il membro dritto e ansioso di affondarlo dentro di lei. La guardai e le feci capire che se voleva potevamo andare via. Ma lei per tutta risposta si fece calare gli slip da mio padre, che gettoʻ ai piedi del letto. Si fece denudare e ora era lì a cosce aperte aspettando di essere penetrata da tutti.
Mi feci da parte osservando la scena. Certo, avevamo già fatto l'amore varie volte ma non mi ero mai trovato in una situazione simile.
Mio padre la stava carezzando facendo scivolare le mani sui seni piccoli e sodi, baciandoli avidamente. Poi era risalito leccandole il collo, le guance fino a giungere alla bocca che si aprì voluttuosa per un lungo bacio con la lingua. Sentì che era dolce, vellutata, e se la godette a lungo mentre le lingue si intrecciavano senza tregua. Poi scese con la mano e sentì che quei peli nerissimi e lisci erano bagnati.
Entrò subito in lei penetrandola fino ai testicoli gonfi del suo seme.
Quando non ne potè più scaricò dentro di lei un fiume enorme, a getti consecutivi, del seme, che arrivò al fondo della vagina. Si staccò a malincuore dalla giovane, lasciandola a un altro. Vidi che questi le metteva due cuscini sotto la pancia e lo vidi avvicinarsi al suo buchino spennellandolo col suo membro durissimo e umettandolo con la presborra. Poi lo affondò tra quelle natiche dure e calde, cavalcandola furiosamente fino a riempirla del suo seme abbondante.
Lei lo aveva già fatto con me e sapeva cone portare un uomo all'esasperazione e farlo venire vincendo la sua resistenza.
Se la passarono tutti, davanti e dietro, più volte. Le vennero in bocca almeno tre di loro (i più giovani) e lei ingoiò il loro sperma che raggiunse la gola dopo aver inondato quella lingua rosa che tanto aveva fatto godere nei suoi baci.
Alla fine la presi anche io ma sentii che entrando dentro di lei sembrava di metterlo in un barattolo di maionese...
Alla sera andammo via e non la vidi più. Evidentemente aveva capito che non le bastava più uno solo.
Credo fosse destinata per natura a soddisfare molti cazzi.
Peccato perché mi piaceva.

scritto il
2026-05-27
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