Agriturismo
di
Ninot
genere
trio
La macchina sobbalza sull'ultimo tratto di sterrato mentre il navigatore annuncia che siamo arrivati. Elisa si sporge verso il finestrino, i capelli che le svolazzano sul collo, e io rallento per farle ammirare la facciata di pietra grezza che emerge dalla vegetazione come qualcosa che è sempre stato qui, che non è stato costruito ma è cresciuto dal terreno stesso.
"È esattamente come nelle foto," mormora, e la sua mano cerca la mia sul cambio.
Parcheggio sulla ghiaia fine del parcheggio di ciottoli. Il rumore dei sassi sotto le ruote si spegne mentre spengo il motore. L'odore entra subito attraverso i finestrini aperti, terra bagnata, legno di rovere, qualcosa di più dolce che potrebbe essere i vigneti che vedo stendersi sulle colline dietro la costruzione principale.
Un uomo emerge dal portico. Alto, spalle larghe sotto una camicia azzurra aperta al collo, i capelli scuri tagliati corti con qualche giorno di barba incolta. Ci viene incontro con passo rilassato, e io noto le sue mani prima di tutto, grandi, con dita che sembrano abituate a stringere cose più pesanti di bicchieri.
"Benvenuti a Le Terme del Colle," dice, e la sua voce ha una cadenza che non è proprio locale, qualcosa di più fluido. "Andrea. Sono il proprietario, o meglio, il custode..questa terra appartiene a se stessa."
Elisa ride, una nota breve e sincera, e io stringo la mano che Andrea mi offre. La sua presa è calda, decisa, e dura un istante più del necessario, non per sfida, ma come se stesse misurando qualcosa.
Viene il pomeriggio. Passeggiamo tra i vigneti, io ed Elisa, mentre Andrea ci guida spiegando i varietali con una competenza che non sembra recitata. Le sue mani indicano i filari, si posano sulle foglie con familiarità. Elisa cammina tra noi, e più di una volta la vedo voltarsi verso Andrea quando lui racconta qualcosa, la testa inclinata, le labbra socchiuse in un modo che riconosco ma che non le ho visto fare con altri uomini. Dopo questo giro decidiamo di dedicare un po' di tempo a noi stessi e congedato Andrea decidiamo di rilassarci in spa.
La spa è un edificio separato, più piccolo, con vetrate che affacciano sulla piscina termale. L'acqua è verde-azzurra, opaca per i minerali, e il vapore si alza in spire lente. Ci sono solo altre due coppie, che presto se ne vanno, e allora noi due restiamo nella vasca principale, i costumi che aderiscono ai corpi bagnati, l'acqua che ci accarezza fino al petto. Con Elisa ho sempre avuto la voglia la tentazione di fare qualcosa di trasgressivo ma lei non mi ha mai assecondato in queste mie voglie, anzi mi ha sempre risposto malamente..ma oggi, non so se è solo una mia sensazione, ma mentre Andrea ci parlava e ci accompagnava nel giro tra i vigneti mi sembrava molto interessata. Allora rilassati e immersi in acqua le ho fatto una battuta: "interessante il proprietario e anche un bel uomo, poi hai visto che mani? Chissà se è tutto così grosso" la sua risposta mi gela ed eccita allo stesso momento "guardando la forma dei jeans direi che è grosso anche lì". Questa risposta mi provoca una erezione non indifferente ma decido di non dire nulla, forse è la volta buona.
Ceniamo bevendo una bottiglia di bollicine locali e non vedo l'ora di andare in camera e godere insieme a lei, stasera sono super eccitato e ho voglia di farle di tutto, ma i miei piani vengono cambiati o forse migliorati quando al nostro tavolo si palesa Andrea con tre bicchierini di limoncello "questi li offre la casa".
Bevo, e il calore mi si diffonde nel petto più velocemente dell'acqua termale. Elisa beve più lentamente, ma i suoi occhi si addolciscono, le sue risate diventano più frequenti. Andrea riempie di nuovo i bicchieri, e io accetto senza pensare, è la mia tendenza, nei contesti sociali, il bicchiere che si vuota prima che io me ne accorga.
Stiamo per congedarci ma Andrea ci precede: "Ho una stanza privata, qui dietro. Con una vasca grande idromassaggio. Se vi va di continuare le chiacchiere in un posto più... intimo."
Elisa mi guarda, e nei suoi occhi c'è una domanda che non ha bisogno di parole. Io annuisco, e Andrea ci guida attraverso un corridoio di pietra fino a una porta che apre con una chiave magnetica.
La stanza è grande, più di quanto mi aspettassi. La vasca idromassaggio occupa quasi un angolo intero, ovale, con getti che già gorgogliano. C'è un divano basso, candele accese su superfici di legno scuro, e una finestra che dà sulla notte dei vigneti. Andrea versa champagne, e io bevo, e Elisa beve, e l'aria si fa densa di qualcosa che non è solo vapore.
Stupidamente mi rendo conto che siamo andati in stanza senza passare dalla nostra per prendere i costumi e lo faccio presente ad Andrea
"Tradizione della casa," dice Andrea, e la sua voce è più bassa ora, più vicina. "Nella vasca privata, niente costumi. L'acqua è meglio senza barriere."
Lo dice come se fosse normale, come se fosse una regola scritta su qualche manuale di agriturismo che non ho mai letto. Elisa si volta verso me, e nei suoi occhi c'è qualcosa che non le ho visto prima — non è una domanda, è un'attesa. Io esito, ma l'alcol mi fa sembrare l'esitazione breve, superabile. Mi alzo, mi sfilo i vestiti e l'acqua mi accoglie fino alle cosce prima che mi sieda.
Elisa si alza lentamente. Le sue mani vanno al suo vestito e al suo intimo, lo abbassa lungo i fianchi si slaccia il reggiseno e io vedo la curva dei suoi seni emergere dall'acqua prima che lei si immerga completamente. Andrea si toglie la camicia prima, poi i jeans e poi i boxer, e quando entra nella vasca io non posso non guardare.
Il suo cazzo è grosso, non solo lungo, ma largo, con una venatura che lo percorre come un fiume su una mappa. Più grande del mio, in modo che non si può ignorare o attribuire a una prospettiva. Elisa lo vede, e il suo sguardo si ferma per un istante che dura più di un istante, poi si sposta verso me, e in quello spostamento c'è qualcosa che mi stringe lo stomaco e lo rilassa contemporaneamente.
Andrea propone un gioco, qualcosa che ha visto in un film, dice, dove ci si avvicina a turno. Non capisco bene le regole, ma le regole non sembrano importanti. Elisa è tra noi ora, e i getti dell'idromassaggio le massaggiano la schiena, e io mi avvicino per primo.
Le mie labbra trovano il suo seno sinistro, la lingua che traccia il contorno del capezzolo prima di prenderlo nella bocca. Elisa emette un suono che conosco, ma più profondo, come se l'acqua amplificasse qualcosa dentro lei. Poi Andrea si avvicina dall'altro lato, e la sua bocca si posa sul seno destro di Elisa, e io sento il corpo di mia moglie che si inarca tra noi due, che si offre a entrambe le lingue che la lambiscono.
Elisa geme più forte, e le sue mani cercano, una trova la mia nuca, l'altra trova la spalla di Andrea, e le sue dita stringono entrambe con la stessa urgenza. Poi si muove, si solleva parzialmente dall'acqua, e la sua bocca cerca prima il mio cazzo, lo prende con una fame che mi fa contrarre ogni muscolo delle cosce. Le sue labbra scivolano sulla mia erezione, calde e umide, e io chiudo gli occhi per un istante, ma li riapro quando sento che si volta, che la sua bocca trova anche Andrea, che li prende entrambi, alternando, leccando, succhiando con una voracità che non le ho mai visto.
Si solleva poi, si posiziona sopra Andrea, e io guardo, non posso non guardare, mentre il cazzo di lui entra nella sua figa, mentre Elisa si abbassa su lui con un gemito che viene da un posto più profondo della gola. Cavalca, e i suoi seni oscillano con il movimento, e la sua bocca cerca di nuovo il mio cazzo, lo succhia mentre Andrea la riempie, mentre i getti dell'acqua continuano a gorgogliare come un sottofondo che non importa più.
Elisa si volta poi, si mette a pecora, e io la prendo da dietro, la mia erezione che entra nella sua figa bagnata e calda, che la scopa con un ritmo che sento crescere dentro me come un'onda. La sua bocca è su Andrea, lo succhia, e i gemiti di lei vibrano sul cazzo di lui mentre io la penetrò più forte, più profondamente "
Vengo, l'orgasmo mi esplode dentro come qualcosa che non posso contenere, e il mio sperma riempie Elisa mentre lei continua a succhiare Andrea. Mi ritiro, il respiro che mi esce in rantoli, ma Andrea non si ferma. Gira Elisa, la prende in posizioni che con lei non ho mai provato o almeno saranno anni che non facciamo, sulla schiena, di lato, sopra lui ancora e ogni posizione è accompagnata da gemiti di lei che sembrano crescere invece di diminuire, che sembrano non avere fine.
Elisa viene più volte, il corpo che si contrae, la voce che si spezza e si riforma. Poi si volta verso me, mi cerca di nuovo con la bocca, e io sono ancora sensibile, ancora turgido, e lei succhia con una determinazione che mi fa venire di nuovo, più lentamente, più intensamente, l'orgasmo che mi strappa come un secondo strato di qualcosa che pensavo fosse già finito.
Andrea si solleva, e il suo cazzo è ancora duro, ancora grosso, e Elisa si mette davanti a lui, i seni che si offrono, e Andrea viene, il suo sperma che schizza sulle tette di Elisa, che le copre di bianco e lei che gli succhia ancora avidamente la cappella, prendendo quello che resta e sentirli gemere ancora, un'ultima volta, mentre io guardo e sento qualcosa che non è solo eccitazione, che è più complesso, che non ho parole per nominare."
"È esattamente come nelle foto," mormora, e la sua mano cerca la mia sul cambio.
Parcheggio sulla ghiaia fine del parcheggio di ciottoli. Il rumore dei sassi sotto le ruote si spegne mentre spengo il motore. L'odore entra subito attraverso i finestrini aperti, terra bagnata, legno di rovere, qualcosa di più dolce che potrebbe essere i vigneti che vedo stendersi sulle colline dietro la costruzione principale.
Un uomo emerge dal portico. Alto, spalle larghe sotto una camicia azzurra aperta al collo, i capelli scuri tagliati corti con qualche giorno di barba incolta. Ci viene incontro con passo rilassato, e io noto le sue mani prima di tutto, grandi, con dita che sembrano abituate a stringere cose più pesanti di bicchieri.
"Benvenuti a Le Terme del Colle," dice, e la sua voce ha una cadenza che non è proprio locale, qualcosa di più fluido. "Andrea. Sono il proprietario, o meglio, il custode..questa terra appartiene a se stessa."
Elisa ride, una nota breve e sincera, e io stringo la mano che Andrea mi offre. La sua presa è calda, decisa, e dura un istante più del necessario, non per sfida, ma come se stesse misurando qualcosa.
Viene il pomeriggio. Passeggiamo tra i vigneti, io ed Elisa, mentre Andrea ci guida spiegando i varietali con una competenza che non sembra recitata. Le sue mani indicano i filari, si posano sulle foglie con familiarità. Elisa cammina tra noi, e più di una volta la vedo voltarsi verso Andrea quando lui racconta qualcosa, la testa inclinata, le labbra socchiuse in un modo che riconosco ma che non le ho visto fare con altri uomini. Dopo questo giro decidiamo di dedicare un po' di tempo a noi stessi e congedato Andrea decidiamo di rilassarci in spa.
La spa è un edificio separato, più piccolo, con vetrate che affacciano sulla piscina termale. L'acqua è verde-azzurra, opaca per i minerali, e il vapore si alza in spire lente. Ci sono solo altre due coppie, che presto se ne vanno, e allora noi due restiamo nella vasca principale, i costumi che aderiscono ai corpi bagnati, l'acqua che ci accarezza fino al petto. Con Elisa ho sempre avuto la voglia la tentazione di fare qualcosa di trasgressivo ma lei non mi ha mai assecondato in queste mie voglie, anzi mi ha sempre risposto malamente..ma oggi, non so se è solo una mia sensazione, ma mentre Andrea ci parlava e ci accompagnava nel giro tra i vigneti mi sembrava molto interessata. Allora rilassati e immersi in acqua le ho fatto una battuta: "interessante il proprietario e anche un bel uomo, poi hai visto che mani? Chissà se è tutto così grosso" la sua risposta mi gela ed eccita allo stesso momento "guardando la forma dei jeans direi che è grosso anche lì". Questa risposta mi provoca una erezione non indifferente ma decido di non dire nulla, forse è la volta buona.
Ceniamo bevendo una bottiglia di bollicine locali e non vedo l'ora di andare in camera e godere insieme a lei, stasera sono super eccitato e ho voglia di farle di tutto, ma i miei piani vengono cambiati o forse migliorati quando al nostro tavolo si palesa Andrea con tre bicchierini di limoncello "questi li offre la casa".
Bevo, e il calore mi si diffonde nel petto più velocemente dell'acqua termale. Elisa beve più lentamente, ma i suoi occhi si addolciscono, le sue risate diventano più frequenti. Andrea riempie di nuovo i bicchieri, e io accetto senza pensare, è la mia tendenza, nei contesti sociali, il bicchiere che si vuota prima che io me ne accorga.
Stiamo per congedarci ma Andrea ci precede: "Ho una stanza privata, qui dietro. Con una vasca grande idromassaggio. Se vi va di continuare le chiacchiere in un posto più... intimo."
Elisa mi guarda, e nei suoi occhi c'è una domanda che non ha bisogno di parole. Io annuisco, e Andrea ci guida attraverso un corridoio di pietra fino a una porta che apre con una chiave magnetica.
La stanza è grande, più di quanto mi aspettassi. La vasca idromassaggio occupa quasi un angolo intero, ovale, con getti che già gorgogliano. C'è un divano basso, candele accese su superfici di legno scuro, e una finestra che dà sulla notte dei vigneti. Andrea versa champagne, e io bevo, e Elisa beve, e l'aria si fa densa di qualcosa che non è solo vapore.
Stupidamente mi rendo conto che siamo andati in stanza senza passare dalla nostra per prendere i costumi e lo faccio presente ad Andrea
"Tradizione della casa," dice Andrea, e la sua voce è più bassa ora, più vicina. "Nella vasca privata, niente costumi. L'acqua è meglio senza barriere."
Lo dice come se fosse normale, come se fosse una regola scritta su qualche manuale di agriturismo che non ho mai letto. Elisa si volta verso me, e nei suoi occhi c'è qualcosa che non le ho visto prima — non è una domanda, è un'attesa. Io esito, ma l'alcol mi fa sembrare l'esitazione breve, superabile. Mi alzo, mi sfilo i vestiti e l'acqua mi accoglie fino alle cosce prima che mi sieda.
Elisa si alza lentamente. Le sue mani vanno al suo vestito e al suo intimo, lo abbassa lungo i fianchi si slaccia il reggiseno e io vedo la curva dei suoi seni emergere dall'acqua prima che lei si immerga completamente. Andrea si toglie la camicia prima, poi i jeans e poi i boxer, e quando entra nella vasca io non posso non guardare.
Il suo cazzo è grosso, non solo lungo, ma largo, con una venatura che lo percorre come un fiume su una mappa. Più grande del mio, in modo che non si può ignorare o attribuire a una prospettiva. Elisa lo vede, e il suo sguardo si ferma per un istante che dura più di un istante, poi si sposta verso me, e in quello spostamento c'è qualcosa che mi stringe lo stomaco e lo rilassa contemporaneamente.
Andrea propone un gioco, qualcosa che ha visto in un film, dice, dove ci si avvicina a turno. Non capisco bene le regole, ma le regole non sembrano importanti. Elisa è tra noi ora, e i getti dell'idromassaggio le massaggiano la schiena, e io mi avvicino per primo.
Le mie labbra trovano il suo seno sinistro, la lingua che traccia il contorno del capezzolo prima di prenderlo nella bocca. Elisa emette un suono che conosco, ma più profondo, come se l'acqua amplificasse qualcosa dentro lei. Poi Andrea si avvicina dall'altro lato, e la sua bocca si posa sul seno destro di Elisa, e io sento il corpo di mia moglie che si inarca tra noi due, che si offre a entrambe le lingue che la lambiscono.
Elisa geme più forte, e le sue mani cercano, una trova la mia nuca, l'altra trova la spalla di Andrea, e le sue dita stringono entrambe con la stessa urgenza. Poi si muove, si solleva parzialmente dall'acqua, e la sua bocca cerca prima il mio cazzo, lo prende con una fame che mi fa contrarre ogni muscolo delle cosce. Le sue labbra scivolano sulla mia erezione, calde e umide, e io chiudo gli occhi per un istante, ma li riapro quando sento che si volta, che la sua bocca trova anche Andrea, che li prende entrambi, alternando, leccando, succhiando con una voracità che non le ho mai visto.
Si solleva poi, si posiziona sopra Andrea, e io guardo, non posso non guardare, mentre il cazzo di lui entra nella sua figa, mentre Elisa si abbassa su lui con un gemito che viene da un posto più profondo della gola. Cavalca, e i suoi seni oscillano con il movimento, e la sua bocca cerca di nuovo il mio cazzo, lo succhia mentre Andrea la riempie, mentre i getti dell'acqua continuano a gorgogliare come un sottofondo che non importa più.
Elisa si volta poi, si mette a pecora, e io la prendo da dietro, la mia erezione che entra nella sua figa bagnata e calda, che la scopa con un ritmo che sento crescere dentro me come un'onda. La sua bocca è su Andrea, lo succhia, e i gemiti di lei vibrano sul cazzo di lui mentre io la penetrò più forte, più profondamente "
Vengo, l'orgasmo mi esplode dentro come qualcosa che non posso contenere, e il mio sperma riempie Elisa mentre lei continua a succhiare Andrea. Mi ritiro, il respiro che mi esce in rantoli, ma Andrea non si ferma. Gira Elisa, la prende in posizioni che con lei non ho mai provato o almeno saranno anni che non facciamo, sulla schiena, di lato, sopra lui ancora e ogni posizione è accompagnata da gemiti di lei che sembrano crescere invece di diminuire, che sembrano non avere fine.
Elisa viene più volte, il corpo che si contrae, la voce che si spezza e si riforma. Poi si volta verso me, mi cerca di nuovo con la bocca, e io sono ancora sensibile, ancora turgido, e lei succhia con una determinazione che mi fa venire di nuovo, più lentamente, più intensamente, l'orgasmo che mi strappa come un secondo strato di qualcosa che pensavo fosse già finito.
Andrea si solleva, e il suo cazzo è ancora duro, ancora grosso, e Elisa si mette davanti a lui, i seni che si offrono, e Andrea viene, il suo sperma che schizza sulle tette di Elisa, che le copre di bianco e lei che gli succhia ancora avidamente la cappella, prendendo quello che resta e sentirli gemere ancora, un'ultima volta, mentre io guardo e sento qualcosa che non è solo eccitazione, che è più complesso, che non ho parole per nominare."
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