Mariacira e l amico timido di mia sorella

di
genere
confessioni

Vi voglio raccontare cosa accadde una decina di anni fa con il compagno di classe di mia sorella minore.
Mi presento,sono Mariacira,e vi racconto prima un po di me,ho quasi 38 anni,sono una donna molto solare,molto espansiva di carattere,forse anche troppo,lo so.
Fisicamente sono esuberante quanto lo sono caratterialmente,sono castana scuro,alta circa 1,75,magra ma non troppo ed ho un seno molto grosso,una quinta naturale.
I fatti risalgono a quando mia sorella di 10 anni piu piccola andava ancora al liceo ed ovviamente mi parlava spesso dei suoi compagni/e di classe oltre a consigli sullo studio.
Ovviamente come in ogni compagnia trovavi un po di tutto,dall amica stretta,quelle nemiche,belli,brutti,asociali e anche gli sfigatelli,tra cui Alessio.
Per i primi anni di superiori tutto quello che sapevo mi veniva detto da lei quindi potevano anche essere le cazzate dette da una ragazzina,chi poteva saperlo visto che non li avevo mai visti ne in giro ne a casa.
Lei al tempo era una ragazza studiosa,abbastanza riservata ma amichevole.
Mi raccontava spesso di quando le cambiavano spesso il compagno o compagna di banco siccome lei era tranquilla e le affiancavano a turno quello da tenere a bada.
Le dispiacque molto quando la allontanarono dalla sua amica preferita e la fecero sedere vicino a Fabio,un tipo molto sveglio e peperino.
Poi fu il periodo di Domenico,piu tranquillo e meno intrattabile.
Il periodo peggiore a sua detta fu quando fu seduta per un mesetto accanto ad Arianna,la piu acida e vanitosa,era la tettona della classe.
E poi venne il periodo di Alessio,un ragazzo castano,abbastanza magrolino ma con i fianchetti da finto magro;di carattere era davvero taciturno,molto studioso ma di pochissime parole.
A detta di mia sorella era il classico ragazzo molto timido ma simpatico quando non era in gruppo.
Passano gli anni ed arriva la seconda parte del quarto anno di Liceo,tutti grandicelli e maggiorenni ormai,devono preparare un lavoro di gruppo per fine anno e li organizzano in gruppo.
Un pomeriggio di ritorno da scuola mi racconta che il suo gruppo è formato da lei,Domenico,Naomi,Arianna e Alessio e che l indomani pomeriggio saranno a casa nostra,siccome lei è la piu tranquilla e affidabile,per preparare il lavoro.
Penso fra me e me che finalmente conoscerò questi suoi famigerati compagni di classe.
Arriva il pomeriggio seguente ed io arrivo da lavoro e subito sento tante voci provenire da camera di mia sorella.
Senza nemmeno bussare entro e mi presento con ognuno di loro,sono piu o meno come me li aveva descritti lei.
Esco e vado a farmi una doccia e poi torno da loro da buona rompicoglioni quale sono.
Cerco di dar loro una mano e poi me ne vado in camera.
Finiscono e li sento andare via,mia sorella mi dice che verranno per qualche settimana perche il lavoro è lungo.
Mi chiede un parere sui suoi compagni e le rispondo che a prima vista sembrano come me li aveva descritti lei ma che mi serviva un po di tempo in piu per inquadrarli.
Mi risponde di non dare troppo fastidio perche alcuni avevano storto un po il naso ma non volle dirmi chi era stato nonostante le mie insistenze.
Passano le giornate come sempre,la seconda volta non ero presente perche feci tardi a lavoro ed arriviamo al loro terzo incontro a casa nostra.
Torno come sempre da lavoro e mi fiondo in camera da loro.
Saluto con un ciao a tutti e noto che solo una persona non si gira,vi lascio indovinare per il momento.
Mi avvicino di piu a loro e cerco di dialogare e dare una mano.
Alcuni sono evidentemente felici di essere aiutati,persino il taciturno Alessio mentre diventa muta la "prosperosa" Arianna,seduta accanto proprio ad Alessio.
Finiscono anche questo pomeriggio di lavoro e chiedo a mia sorella se sia Arianna quella a cui da fastidio la mia presenza.
Cerca di divagare e poi mi risponde:"Non solo".
La conferma che mi aspettavo.
Passa un altra settimana ed arriva il momento dell incontro pomeridiano.
Entro come al solito salutando tutti,anche la biondina,e mi avvicino a loro.
Dopo aver scambiato due parole noto che la sedia accanto ad Alessio è stata lasciata vuota dalla vanitosa e corro a sedermi.
Non appena mi avvicino noto che mi squadra velocemente e subito distoglie lo sguardo.
È timido sicuramente,riservato anche ma noto che se se parliamo soltanto tra noi due,mentre gli altri sono impegnati,si apre molto ed è anche simpatico,oltre ad avere un occhio che cade spesso verso le mie tette.
Prima di uscire dalla camera saluto tutti,anche la "tettona".
Dopo piu di un incontro mi ero fatta un idea molto chiara.
Passano altri giorni e di ritorno a casa sento le solite voci;non me l aspettavo siccome non me lo aveva detto mia sorella.
Entro in camera e sono gia tutti concentrati sul progetto,non c erano pero Domenico e Arianna.
Noto Alessio in piede e corro verso di lui salutandolo con un bacio e poi mettendomi dietro di lui abbracciandolo e cingendolo intorno alla vita.
Inizio a chiedergli come va e guardandolo in volto noto che è decisamente rosso e risponde a fatica.
Dopo qualche insistenza vana mi dice che vuole sedersi,quindi lo lascio e nel voltarsi noto un evidente erezione.
Mi siedo quindi sul letto dietro di me e gli dico che puo sedersi su di me se vuole.
Un po di titubanza e mi poi si siede sul letto nello spazio lasciato tra le mie gambe.
Lo cingo di nuovo in vita ma non avevo tenuto conto dell ingombro davanti,quindi appena chiudo le mani me le ritrovo sulla sua erezione.
Non provo nemmeno a parlargli ma osserviamo semplicemente gli altri mentre discutono.
Approfitto delle voci per bisbigliargli nell orecchio:"Ti da fastidio che ho le mani li?"
Scuote la testa deciso dicendo di no.
"Ti piaccio?"Incalzo.
Non mi risponde imbarazzato.
Gli dico che se vuole sono in cucina.
Decido di alzarmi e di lasciarlo calmarsi e vado in cucina.
Guardo la tv fin quando lo vedo arrivare chiedendomi dove fosse il bagno.
Mi metto a ridere per la sua evidente goffagine e timidezza e gli dico di avvicinarsi.
Gli chiedo nuovamente se gli piaccio e ora lontano dagli sguardi mi dice di si.
Infilo quindi la mano nella sua tuta e sorridendo gli perlustro le mutande.
Sento un cazzo molle ma evidentemente diventato moscio da poco e che sento di nuovo gonfiarsi con decisione.
Gli sorrido e gli dico che se vuole il sabato seguente sarei stata da sola in casa di mattina e se voleva poteva passare.
Finiscono di lavorare al progetto e vanno via.
Arriva il venerdi sera e chiama una mia amica per chiedermi se volessi uscire il sabato mattina per fare shopping ma ovviamente dico di no perche aspetto il compagno di classe di mia sorella.
È sabato mattina,fino alle 11 tutto tace,penso subito che la sua timidezza abbia preso il sopravvento,fin quando sento un rapido squillo di citofono quasi impercettibile.
Mi avvicino ed è proprio Alessio,gli dico di salire e gli lascio la porta aperta.
Arrivato alla porta suona al campanello e gli dico di entrare.
Ci salutiamo con due baci sulle guance e iniziamo a parlare.
Come avevo gia notato,la sua timidezza si affievolisce se è da solo ed esce la sua personalità ed il suo carattere.
Quando il discorso cade sull argomento della volta scorsa diventa tutto rosso e risponde piu a fatica.
Quando gli chiedo ironicamente cosa avesse di cosi duro nei pantaloni la risposta fu:"il mio pene".
Incalzai quindi dicendo che con me non doveva vergognarsi ad usare termini volgari siccome ero gia una donna adulta e non mi scandalizzavo di certo.
Iniziammo quindi a parlare dell accaduto e mi disse che arrivato a casa si era segato pensando a quella cosa.
Gli chiesi anche cosa gli piacesse di me e dopo avermi detto gli occhi e i capelli(da buon timido),mi rispose le tette.
Aveva il debole per le tettone,anche per la biondina compagna di classe con la terza scarsa.
Decisi di spostarci sul divano prima che qualcuno rientrasse a casa.
Lo feci sedere sul divano dopo avergli abbassato la tuta e le mutande,uscì di colpo un cazzo decisamente piccolo ma molto teso e due palle proporzionate.
Iniziai a togliermi la maglietta e poi gli chiesi di slacciarmi il reggiseno facendo uscire il mio grosso seno naturale.
Mi inginocchiai e avvicinai il seno al suo cazzo eretto.
Non appena lo strinsi attorno scomparse completamente,iniziai una spagnola alternando momenti di velocita moderata a momenti in cui il ritmo frenetico faceva un rumore decisamente forte.
Gli occhi di Alessio vagavano tra il mio volto e le mie tettone che dovevano sembrargli un sogno.
Dopo qualche minuto iniziai a tenerle molto meno strette attorno al suo paletto per tenergli libera la cappella.
Il mio pensiero vagava tra il suo volto in estasi completa,il contatto decisamente intimo tra il suo cazzo che scorreva lungo il mio sterno e tra le mie tette e la sua cappella decisamente gonfia che spariva e ricompariva.
Da un momento all altro sentii i gemiti di Alessio e in men che non si dica esplose la sua sborra,che finì sul collo e tra le mie tette ricoprendole.
Mi allontanai da lui e gli mostrai cosa aveva combinato sorridendogli.
Andai di corsa in camera per guardarmi e le mie tettone avevano ancora i suoi primi getti di sborra che vista la loro densità avevano mantenuto la "forma" da schizzi.
Ritornai in camera da lui con ancora le tette fuori pulendogli il cazzo con dei fazzoletti.
Gli chiesi se gli era piaciuto e ovviamente annuì deciso e gli chiesi se voleva qualcosa da bere o da mangiare.
Mi disse di avere non so quali impegni e quindi ritornò a casa dopo avergli dato un bacio sulla guancia.



scritto il
2026-05-13
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