Antinisca (4)
di
Antinisca Vanni
genere
corna
Il campanello suona inatteso.
Sono le otto di sera, io e Marta siamo sedute a tavola. La cena è un piacevole intermezzo in una giornata in cui ci siamo sfinite di sesso: non so neppure dire quante volte sono venuta, e quante volte è venuta lei, posso solo dire che nonostante un lunga doccia i nostri corpi sanno ancora di sesso.
Marta si alza, va ad aprire...
poco dopo la vedo tornare, seguita da Marco.
L'espressione di mio marito è palesemente attonita: tutto di noifa capire la sessualità che abbiamo condiviso.
"Ciao Antinisca"
"Ciao Marco"
Uno sguardo imbarazzato. Poi le parole:
"Sono qui perché vorrei che tu tornassi a casa" dice "Vorrei che tu..."
Lo interrompo.
"Basta così Marco, ho capito. Ne parleremo a casa"
Lo sguardo di Marta è sottile e malizioso.
Metto in borsa le poche cose con le quali sono uscita di casa, poi esco insieme e Marco.
"Non sparire" mi sussurra Marta.
"Non ci penso proprio" rispondo baciandola sulle labbra.
Poi andiamo.
Mentre mio marito guida verso casa, osservo la sua espressione, la sua postura, il suo sguardo. Tutto parla di un uomo ferito, geloso e innamorato.
"Come stai?" chiede.
"Io sto benissimo" rispondo "Ma sono preoccupata per te"
Il suo sorriso è amaro.
"Preoccupata per me? Scusami, ma faccio davvero fatica a crederlo"
"E invece dovresti. Perché io ti amo davvero, e mi si stringe il cuore quando ti vedo soffrire a causa mia"
"Mi ami?"
"Si Marco. Ti amo. E continuerò ad amarti per sempre. Sei l'uomo della mia vita"
"Mi ami... sono l'uomo della tua vita. Ma scopi tranquillamente con altri uomini.
Poi il silenzio, fino a quando entriamo in casa.
Entriamo...
lasio cadere la borsa per terra.
Lui mi strappa i vestiti, con forza, fino a quando sono completamente nuda.
Lo lascio fare...
poi mi stendo sul pavimento...
apro le gambe.
Si sveste con furia...
e mi penetra violentemente, strappandomi un grido di dolore.
Poi inizia a scoparmi violentemente.
Nei suoi affondi sento la rabbia e la frustrazione di un uomo che non riesce acontrollare quello che sta succedendo.
Cerco le sue labbra...
lo bacio...
Stringo la sua schiena tra le gambe.
Il suo sesso è una lama rovente che squarcia la mia carne.
Mi penetra, mi dilania...
Sono bagnata adesso, e i miei gemiti riempiono la casa.
Mi scopa per un tempo indefinito...
poi il suo sesso si posa sulle mie labbra.
"Apri la bocca, Puttana. E bevi la mia sborra"
Il glande scivola facilmente dentro di me, prima di esplodere in un orgasmo violento e bollente.
Lunghi zampilli di sperma, densi e caldi, mi riempiono la bocca.
Lo faccio entrare fino in gola, accompagnando i suoi spasmi di piacere.
Lo sperma mi riempie...
lo ingoio.
Poi lo bacio teneramente, succhiando le ultime gocce del suo piacere.
Ci alziamo...
i vestiti sono un cumulo di stracci sul pavimento.
Lo seguo in camera da letto.
"Perché" chiede semplicemente.
Mi siedo accanto a lui.
"IO ti amo Marco. E questo mio modo di essere, fa parte del mio amore. Ti amo, tu non sai quanto.
Sono le otto di sera, io e Marta siamo sedute a tavola. La cena è un piacevole intermezzo in una giornata in cui ci siamo sfinite di sesso: non so neppure dire quante volte sono venuta, e quante volte è venuta lei, posso solo dire che nonostante un lunga doccia i nostri corpi sanno ancora di sesso.
Marta si alza, va ad aprire...
poco dopo la vedo tornare, seguita da Marco.
L'espressione di mio marito è palesemente attonita: tutto di noifa capire la sessualità che abbiamo condiviso.
"Ciao Antinisca"
"Ciao Marco"
Uno sguardo imbarazzato. Poi le parole:
"Sono qui perché vorrei che tu tornassi a casa" dice "Vorrei che tu..."
Lo interrompo.
"Basta così Marco, ho capito. Ne parleremo a casa"
Lo sguardo di Marta è sottile e malizioso.
Metto in borsa le poche cose con le quali sono uscita di casa, poi esco insieme e Marco.
"Non sparire" mi sussurra Marta.
"Non ci penso proprio" rispondo baciandola sulle labbra.
Poi andiamo.
Mentre mio marito guida verso casa, osservo la sua espressione, la sua postura, il suo sguardo. Tutto parla di un uomo ferito, geloso e innamorato.
"Come stai?" chiede.
"Io sto benissimo" rispondo "Ma sono preoccupata per te"
Il suo sorriso è amaro.
"Preoccupata per me? Scusami, ma faccio davvero fatica a crederlo"
"E invece dovresti. Perché io ti amo davvero, e mi si stringe il cuore quando ti vedo soffrire a causa mia"
"Mi ami?"
"Si Marco. Ti amo. E continuerò ad amarti per sempre. Sei l'uomo della mia vita"
"Mi ami... sono l'uomo della tua vita. Ma scopi tranquillamente con altri uomini.
Poi il silenzio, fino a quando entriamo in casa.
Entriamo...
lasio cadere la borsa per terra.
Lui mi strappa i vestiti, con forza, fino a quando sono completamente nuda.
Lo lascio fare...
poi mi stendo sul pavimento...
apro le gambe.
Si sveste con furia...
e mi penetra violentemente, strappandomi un grido di dolore.
Poi inizia a scoparmi violentemente.
Nei suoi affondi sento la rabbia e la frustrazione di un uomo che non riesce acontrollare quello che sta succedendo.
Cerco le sue labbra...
lo bacio...
Stringo la sua schiena tra le gambe.
Il suo sesso è una lama rovente che squarcia la mia carne.
Mi penetra, mi dilania...
Sono bagnata adesso, e i miei gemiti riempiono la casa.
Mi scopa per un tempo indefinito...
poi il suo sesso si posa sulle mie labbra.
"Apri la bocca, Puttana. E bevi la mia sborra"
Il glande scivola facilmente dentro di me, prima di esplodere in un orgasmo violento e bollente.
Lunghi zampilli di sperma, densi e caldi, mi riempiono la bocca.
Lo faccio entrare fino in gola, accompagnando i suoi spasmi di piacere.
Lo sperma mi riempie...
lo ingoio.
Poi lo bacio teneramente, succhiando le ultime gocce del suo piacere.
Ci alziamo...
i vestiti sono un cumulo di stracci sul pavimento.
Lo seguo in camera da letto.
"Perché" chiede semplicemente.
Mi siedo accanto a lui.
"IO ti amo Marco. E questo mio modo di essere, fa parte del mio amore. Ti amo, tu non sai quanto.
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